Gigaro chiaro (Arum italicum, )
Gigaro chiaro (Arum italicum Mill.) è una specie accettata delle Araceae, presente nei sottoboschi e nelle siepi dell’Europa occidentale e meridionale. Le foglie sagittate compaiono in autunno e inverno, quando molte altre erbacee sono in riposo. Alla fioritura primaverile segue una spiga di bacche arancioni, interamente tossica.
Leggi di piùGigaro chiaro, Calla selvatica, Pan di serpe e Italian arum






© foto
Kathy Fulton · cc0
Mirko Ubović · cc0
Patrick Le Mao · cc0
Taken Aug 2, 2020 by nbx (cc-by-sa)
Taken Sep 14, 2022 by Fabrice Rubio (cc-by-sa)
Taken Jul 12, 2022 by Jesus Pizarro (cc-by-sa)
Taken Jan 6, 2021 by massimiliano belotti (cc-by-sa)
Taken Jan 15, 2022 by Gaël Herve (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Identità
Il Gigaro chiaro (Arum italicum Mill., 1768) è una specie accettata del genere Arum, famiglia delle Araceae. Le foglie sagittate di 15–40 cm emergono in autunno e restano verdi per l’inverno; in estate lasciano posto a una spiga di bacche arancioni tossiche. POWO e Wikidata riconducono la specie a questo binomio, pubblicato da Philip Miller nel 1768. 2 1
Chiamato anche calla selvatica o pan di serpe, il gigaro ha foglie a punta di freccia allargata. In francese, i nomi pied-de-veau e vachotte richiamano proprio questa forma. Nessuno di questi nomi indica un uso alimentare: tutta la pianta contiene cristalli di ossalato di calcio, responsabili di un’immediata irritazione di bocca e gola se viene masticata. Le foglie giovani possono essere confuse con l’aglio orsino. 7 5
Per riconoscere il gigaro conta soprattutto il calendario della vegetazione. Le foglie compaiono in autunno e rimangono verdi per l’inverno, quando molte erbacee del sottobosco sono appassite o in riposo; ingialliscono poi prima della siccità estiva. Questo ciclo invertito fa di Arum italicum una delle poche Araceae dell’Europa temperata visibili in pieno inverno. 4 3
Riconoscimento
Lunghe 15–40 cm, le foglie sagittate sono sostenute da un lungo picciolo eretto, utile per distinguerle da quelle dell’aglio orsino nella stessa fase vegetativa. Nella forma orticola Marmoratum presentano vistose venature bianco crema; nella sottospecie tipica sono più spesso verdi uniformi o poco marmorizzate. 3 4
Una spata pallida, giallastra o color crema, avvolge lo spadice giallo eretto dell’infiorescenza primaverile. L’odore attira piccole mosche che svolgono il ruolo di impollinatori, un meccanismo condiviso da diverse Araceae europee. 5 4
Dopo l’appassimento della spata, lo scapo rimane nudo e porta in estate una spiga di bacche arancioni vivaci, evidente sul terreno spoglio del sottobosco. Questa infruttescenza isolata, senza foglie né fiori attorno, permette di riconoscere Arum italicum anche a distanza. 6 4
Tassonomia utile
Nel trattamento di POWO il nome accettato è Arum italicum Mill., pubblicato nel 1768, e comprende più sottospecie riconosciute, da distinguere dalle semplici forme orticole:
- Arum italicum subsp. italicum, sottospecie tipica, dal bacino mediterraneo all’Iraq;
- Arum italicum subsp. neglectum (F.Towns.) Prime, presente nella Gran Bretagna meridionale, nella Francia occidentale e nella Spagna nordoccidentale;
- Arum italicum subsp. albispathum (Steven ex Ledeb.) Prime, presente in Crimea e nel Caucaso;
- Arum italicum subsp. canariense (Webb & Berthel.) P.C.Boyce, endemica della Macaronesia.
La suddivisione geografica spiega le differenze fra descrizioni regionali: la pianta dei giardini britannici e quella delle garighe mediterranee appartengono alla stessa specie, ma non sempre alla stessa sottospecie. 2 1
Habitat e distribuzione
L’Europa occidentale e meridionale, la Macaronesia e l’Asia Minore fino all’Iraq rientrano nell’areale nativo, secondo il trattamento tassonomico adottato. Il gigaro occupa sottoboschi freschi, siepi campestri, scarpate ombrose e bordi dei sentieri su terreno argilloso o calcareo. 2 7
Sul territorio francese la presenza della specie è registrata e monitorata dall’Inventaire National du Patrimoine Naturel, senza uno stato di minaccia su scala nazionale. 7 8
Introdotto fuori dall’Europa come ornamentale, Arum italicum è stato poi segnalato come invasivo in diverse regioni temperate del Nord America. Il fogliame invernale fitto ostacola la nascita della vegetazione autoctona del sottobosco prima ancora del ritorno della primavera. 6 5
Ciclo e riproduzione
Un tubero sotterraneo sostiene l’intero ciclo: il riposo durante l’estate secca protegge la pianta da periodi anche prolungati di siccità, quando non rimane visibile alcuna parte aerea. Le foglie ricompaiono in autunno, persistono d’inverno e ingialliscono prima della successiva estate asciutta. 4 3
Dall’impollinazione primaverile, affidata a piccole mosche, deriva una spiga compatta di bacche che passano gradualmente dal verde all’arancione vivo. Restano erette sullo scapo nudo durante l’estate, molto dopo la scomparsa delle foglie. 5 6
In orticoltura si ricorre alla divisione dei tuberi durante il riposo oppure alla semina dei semi freschi ricavati dalle bacche. La disseminazione spontanea delle bacche consente anche nuove nascite, spiegando la rapida naturalizzazione in alcuni giardini e sottoboschi. 4 6
Usi e rischi
Come ornamentale, il gigaro trova posto nel sottobosco, nelle siepi e nelle bordure ombrose. Il fogliame verde d’inverno risalta mentre molte perenni sono in riposo; Marmoratum, fortemente marmorizzata di bianco, è particolarmente ricercata nei giardini invernali. 3 4
Tubero, foglie, spata e bacche contengono tutti cristalli insolubili di ossalato di calcio. Se masticati o ingeriti provocano immediata irritazione di bocca e gola, salivazione eccessiva, difficoltà a deglutire e, in quantità rilevanti, disturbi digestivi. Le bacche arancioni, dall’aspetto invitante, rappresentano un rischio particolare per bambini piccoli e animali domestici. 5 6
INPN e Tela Botanica documentano la confusione fra le giovani foglie del gigaro, prima della fioritura, e quelle dell’aglio orsino (Allium ursinum) durante la raccolta spontanea. Un indizio discriminante è l’odore dopo lo sfregamento: l’aglio orsino sa nettamente di aglio, mentre Arum italicum non emette mai questo odore. 7 8
Varietà, confusioni e piante affini
Marmoratum è il nome commerciale comune delle forme con foglie ampiamente venate di bianco crema. Non indica una specie distinta, ma una selezione orticola della sottospecie tipica. Le sottospecie botaniche neglectum, albispathum e canariense si distinguono soprattutto per la distribuzione, senza un carattere visivo sempre evidente in giardino. 3 2
Prima della fioritura, le confusioni riguardano soprattutto tre gruppi:
- Allium ursinum, aglio orsino, riconoscibile dall’odore agliaceo allo sfregamento;
- Arum maculatum, gigaro scuro, con foglie spesso macchiate di nero e fioritura primaverile anziché invernale;
- Rumex spp., romici spontanei, dalle foglie più strette e non sagittate.
Vale la stessa precauzione adottata per le altre geofite tossiche del sottobosco: foglie e bacche non identificate con certezza non vanno raccolte per la cucina, neppure in piccola quantità. Finché resta un dubbio, non si può escludere il rischio d’intossicazione. 8 7
Fonti principali
- Wikidata, Arum italicum
- Plants of the World Online / Kew, Arum italicum Mill.
- Royal Horticultural Society, Arum italicum subsp. italicum 'Marmoratum'
- Missouri Botanical Garden, Plant Finder, Arum italicum
- Plants For A Future, Arum italicum
- Washington State Noxious Weed Control Board, Italian arum
- INPN / MNHN–OFB, Arum italicum Mill., CD_NOM 84110, scheda originale della specie, archiviata l’8 ottobre 2022
- Tela Botanica, eFlore BDTFX, Arum italicum Mill., record nomenclaturale ufficiale 7024
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





