Vilucchio bianco (Calystegia sepium, (L.) R.Br. 1810)

Il Vilucchio bianco (Calystegia sepium (L.) R.Br., 1810) è una rampicante erbacea perenne delle Convolvulaceae, presente nei climi temperati di quasi tutti i continenti. I grandi fiori bianchi a trombetta e le foglie a punta di freccia ne facilitano il riconoscimento. I fusti si avvolgono a qualunque sostegno e formano rapidamente cortine fitte nelle siepi, negli incolti e lungo i corsi d’acqua.

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Nome scientificoCalystegia sepium
GenereCalystegia
OrdineSolanales

Vilucchio bianco, Hedge bindweed, Bearbind e Devil's guts

Identità
Tossicità
Non tossico per gatti/cani; radice purgativa a dosi elevate
Impegno di cura
Alto
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaEuropaAsia temperataNordafricaStati Uniti
Habitat
Siepi, margini boschivi, sponde, prati umidi e terreni rimaneggiati su suolo fresco e fertile
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
9/10
Tempo di maturazione
Fioritura da giugno a settembre; capsule mature a fine estate
Propagazione
Divisione, Semina
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, fusti volubili fragili senza un sostegno
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo fresco
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o mezz’ombra leggera
Esterno
Siepe campestre, Riva del fiume, Bordo del fossato, Verde controllato
Aspetto
Altezza100–400 cmLarghezza50–300 cm
Foglie
Verde
Fiori
BiancoRosaDimensioni5–7 cm
Frutti
Marrone
Portamento
Vilucchio bianco (Calystegia sepium): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

Calystegia sepium è originaria della fascia temperata dell’emisfero nord, in Europa, Asia temperata, Nordafrica e America del Nord. Oggi è cosmopolita per naturalizzazione, anche in Australia e in diverse isole temperate.

  • Autoctona5
  • Invasiva1
  • Francia metropolitana
  • Europa
  • Asia temperata
  • Nordafrica
  • America del Nord
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Vilucchio bianco (Calystegia sepium (L.) R.Br., 1810) è una rampicante erbacea perenne del genere Calystegia, nella famiglia delle Convolvulaceae. Plants of the World Online accetta questo nome, derivato dal basionimo Convolvulus sepium L., pubblicato da Linneo nel 1753 e riclassificato da Robert Brown nel 1810. Due grandi bratteole che ricoprono interamente il calice consentono di riconoscerlo: in Convolvulus arvensis, specie affine dai fiori più piccoli, il calice rimane visibile. 1 5

Il nome francese della specie richiama le siepi, dove questa pianta trova luce e sostegni naturali attorno ai quali avvolgersi. L’inglese devil’s guts si riferisce invece al rizoma bianco e strisciante, che affiora anche dopo una semplice zappatura e sembra sempre capace di produrre nuovi fusti. Hedge bindweed e bearbind sono altri nomi internazionali della specie. 6 2

Riconoscimento

Avvolgendosi ai sostegni verticali, Calystegia sepium sale senza viticci né radici adesive. In mancanza di appigli, il fusto striscia sul terreno anziché arrampicarsi, mentre il rizoma continua a estendersi sotto la superficie. Con un sostegno adatto e un suolo fertile, il fusto sottile e fragile raggiunge comunemente 1–3 m, con segnalazioni fino a 4 m. 2 4

Le foglie sagittate, cioè a punta di freccia, misurano 5–10 cm di lunghezza e 2–6 cm di larghezza. I lobi basali appuntiti sono rivolti all’indietro. Questo profilo permette di individuare la rampicante anche prima della fioritura, quando mancano ancora i fiori che confermerebbero l’identificazione. 4

Le corolle offrono il carattere più affidabile, più evidente del profilo fogliare o del colore del fogliame: sono grandi trombette bianche o rosa pallido, larghe 5–7 cm, gialle in fondo alla gola e aperte soprattutto di giorno. Due ampie bratteole ovali avvolgono il fiore e nascondono completamente il calice. Questo carattere del genere Calystegia lo separa subito da Convolvulus. 3 4

Tassonomia utile

La combinazione Calystegia sepium (L.) R.Br., accettata da Plants of the World Online, risale al 1810 e deriva dal basionimo Convolvulus sepium L., 1753. Nelle flore regionali ricorrono ancora quattro sinonimi riferiti allo stesso taxon: 1 6

  • Convolvulus sepium L. (basionimo)
  • Convolvulus maritimus Gouan (sinonimo)
  • Calystegia sepium var. maritima (Gouan) Choisy (varietà storica)
  • Calystegia sepium var. americana (Sims) Matsuda (varietà storica)

Il genere Calystegia appartiene alla sottofamiglia Convolvuloideae delle Convolvulaceae, accanto a Convolvulus e Ipomoea. Tutti e tre hanno fiori a trombetta con cinque petali saldati, ma differiscono per forma e dimensioni delle bratteole che circondano il calice. 5

Habitat e distribuzione

Europa, Asia temperata, Nordafrica e America del Nord costituiscono l’areale nativo di Calystegia sepium, una delle poche Convolvulaceae realmente circumboreali. La specie occupa siepi campestri, margini boschivi, sponde di corsi d’acqua e fossi, prati umidi e terreni rimaneggiati su suolo fresco e fertile. In queste condizioni il rizoma può avanzare di diversi metri in una stagione; nei terreni asciutti e compattati la crescita rallenta nettamente, perché manca l’umidità ricercata dalla pianta. 1 2

La naturalizzazione ha portato la specie molto oltre l’areale originario. Oggi cresce in quasi tutti gli Stati Uniti continentali, dove diverse giurisdizioni la classificano come infestante nociva, e anche in Australia e in varie isole temperate. NC State Extension la considera inadatta al giardino ornamentale per il vigore e per le sostanze allelopatiche che ostacolano la crescita delle piante vicine. 3

Ciclo e riproduzione

Da giugno a settembre si susseguono fiori ermafroditi impollinati dalle api e da alcuni lepidotteri. Ogni fiore dura un solo giorno, ma il continuo ricambio durante la bella stagione mantiene un flusso costante di insetti visitatori lungo le siepi colonizzate. 2

La diffusione segue due vie complementari. I semi prodotti dopo l’impollinazione germinano in uno–tre mesi se ricevono un po’ di fresco. È però soprattutto il rizoma bianco strisciante a garantire la propagazione: un frammento di pochi centimetri rimasto nel terreno può ricostituire un’intera pianta. 2 3

Senza un’estirpazione completa, ogni frammento di rizoma rimasto nel suolo può riavviare da solo la colonizzazione, anche in assenza di nuove germinazioni. 3

Usi e rischi

Gli impieghi del Vilucchio bianco rimangono marginali e tradizionali. Plants For A Future segnala come commestibili i giovani germogli e la radice cotta, dal sapore dolce dovuto all’amido. Sconsiglia però il consumo regolare per il forte effetto purgativo della radice, impiegata nell’erboristeria antica anche come diuretico e febbrifugo. 2

Il Vilucchio bianco non compare tra le piante elencate come tossiche per gatti o cani. L’ingestione volontaria di grandi quantità rimane rischiosa per il bestiame: Plants For A Future documenta il marcato effetto purgativo della radice, capace di provocare disturbi digestivi. 2

Il problema maggiore riguarda giardini e colture più che la salute: il rizoma strisciante e il fogliame fitto soffocano rapidamente le piante di sostegno e competono con le coltivazioni vicine. Per questo la specie è classificata come infestante nociva in diverse giurisdizioni nordamericane. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Per Calystegia sepium non è riconosciuto alcun cultivar ornamentale: rimane una pianta spontanea, non selezionata per abbellire i giardini, diversamente da alcune rampicanti coltivate del genere Ipomoea. 2

La somiglianza più frequente è con Convolvulus arvensis, dai fiori molto più piccoli e dalle bratteole ridotte, lontane dal calice che rimane visibile. Una distinzione più sottile separa invece Calystegia sepium da Calystegia silvatica (Kit.) Griseb.: quest’ultima ha bratteole arrotondate e sovrapposte alla base, mentre quelle di C. sepium restano chiaramente separate. 4

Dimensioni del fiore e forma delle bratteole sono più affidabili del solo colore. Esistono infatti forme rosa di Calystegia sepium, che possono generare dubbi rispetto ad altri vilucchi con corolle colorate.

Fonti principali

Domande frequenti

Il Vilucchio bianco è tossico?

Non è elencato tra le piante tossiche per gatti e cani. La radice ha però un forte effetto purgativo a dosi elevate; è quindi prudente evitare ingestioni volontarie, soprattutto da parte del bestiame.

Come distinguere il Vilucchio bianco da Convolvulus arvensis?

Entrambe le Convolvulaceae si arrampicano avvolgendosi, ma Calystegia sepium ha fiori molto più grandi, larghi 5–7 cm, con due ampie bratteole che nascondono completamente il calice. Convolvulus arvensis ha fiori più piccoli e calice visibile.

Il Vilucchio bianco è invasivo?

Sì, in numerose regioni in cui cresce. Il rizoma strisciante ricaccia anche da un frammento rimasto nel terreno e rende difficile eliminare la pianta da siepi e aiuole.

Si può mangiare il Vilucchio bianco?

I giovani germogli e la radice cotta sono segnalati come commestibili negli usi tradizionali, con sapore dolce dovuto all’amido. Il consumo regolare è sconsigliato per l’effetto purgativo della radice.

Come eliminare il Vilucchio bianco dal giardino?

Un solo sfalcio non basta: il rizoma ricaccia da ogni frammento rimasto nel suolo. L’estirpazione ripetuta per più stagioni o una copertura prolungata che privi la ceppaia di luce restano i metodi più affidabili.

Dove cresce il Vilucchio bianco?

È originario di Europa, Asia temperata, Nordafrica e America del Nord. Cresce in siepi, sponde, prati umidi e terreni rimaneggiati ed è naturalizzato in molte altre regioni temperate.

Calystegia sepium e Calystegia silvatica sono la stessa pianta?

No. Si assomigliano molto, ma Calystegia silvatica ha bratteole arrotondate che si sovrappongono alla base; quelle di Calystegia sepium rimangono separate.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.