Clerodendro (Clerodendrum trichotomum, Thunb. 1784)

Clerodendro (Clerodendrum trichotomum Thunb.) è un arbusto o piccolo albero caducifoglio delle Lamiaceae, originario di Cina, Corea, Giappone, Taiwan, India e Filippine settentrionali. Si riconosce dai fiori bianchi molto profumati, circondati da un calice rosso, seguiti da piccole drupe blu turchese che persistono fino all’autunno.

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Nome scientificoClerodendrum trichotomum
GenereClerodendrum
OrdineLamiales

Clerodendro, Harlequin glorybower e Peanut butter tree

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, inclusi bambini · Da verificare : gatti, cani, cavalli e animali
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaCorea del SudGiapponeTaiwanIndiaFilippine
Habitat
Margini boschivi, arbusteti e siepi nei climi da temperati a subtropicali umidi
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Fiorisce dal 3º o 4º anno; fruttifica se sono presenti due esemplari
Diametro della chioma
200–800 cm
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Media, al riparo di un muro nei luoghi ventosi
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo calcareo, Terra ricca e ben aerata
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole per fioriture abbondanti; tollera la mezz’ombra
Esterno
Siepe campestre, Aiuola a pieno sole, Patio ombreggiato
Vasi
Grande bacino, Terracotta
Aspetto
Altezza200–800 cmLarghezza200–800 cm
Foglie
Verde
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — foglie 1
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — foglie 2
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — foglie 3
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — foglie 4
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — foglie 5
Fiori
Bianco
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — fiori 1
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — fiori 2
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — fiori 3
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — fiori 4
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — fiori 5
Frutti
Blu
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — frutti 1
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — frutti 2
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — frutti 3
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — frutti 4
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — frutti 5
Portamento
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — portamento 1
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — portamento 2
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — portamento 3
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — portamento 4
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeMarrone
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — corteccia 1
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — corteccia 2
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — corteccia 3
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — corteccia 4
Clerodendro (Clerodendrum trichotomum): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Clerodendrum trichotomum va dalla Cina centrale e meridionale a Corea, Giappone, Taiwan, India e Filippine settentrionali. La specie è coltivata in Europa dal 1800 circa e molto piantata negli Stati Uniti sudorientali, ma l’UF/IFAS la classifica ad alto rischio d’invasione in Florida.

  • Autoctona6
  • Introdotta1
  • Invasiva1
  • Cina centrale e meridionale
  • Corea
  • Giappone
  • Taiwan
  • India
  • Filippine settentrionali
  • Arkansas, Stati Uniti
  • Florida, Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Clerodendro (Clerodendrum trichotomum Thunb., 1784) è un arbusto o piccolo albero del genere Clerodendrum, nella famiglia delle Lamiaceae. POWO, IPNI e GBIF concordano su questo nome accettato, pubblicato da Carl Peter Thunberg. In ambito anglofono è chiamato anche harlequin glorybower o peanut butter tree. 1 2 3

Il nome del genere deriva dal greco klêros, che indica sorte, assegnazione o clero, e déndron, albero. L’epiteto trichotomum significa “a tre rami” e si riferisce alle cime trifide dell’infiorescenza. Secondo l’interpretazione, il nome richiama quindi un albero della sorte o del clero. 6

Riconoscimento

Un esemplare di Clerodendrum trichotomum forma un arbusto caducifoglio di 2–8 m, con giovani fusti verdi, quadrangolari e leggermente pelosi. Le foglie opposte, ovali e morbide, misurano comunemente 10–23 cm; stropicciate, emanano un odore riconoscibile di burro di arachidi, utile per confermare l’identificazione sul campo. 4 5

I fiori bianchi, tubolari e molto profumati si aprono in cime appiattite, sostenute da lunghi peduncoli all’ascella delle foglie superiori. Il calice verde che li avvolge arrossisce progressivamente durante la maturazione del frutto. Il contrasto fra corolla bianca, calice rosso e giovane drupa turchese è il carattere visivo più evidente. 4 12

Il frutto è una piccola drupa blu turchese, che diventa blu scuro a maturità e rimane sostenuta dal calice rosso persistente. Una pianta isolata fiorisce normalmente ma in genere non fruttifica: il fiore non è autofertile e occorrono almeno due esemplari per ottenere frutti. 4 13

Tassonomia e nomi

La collocazione attuale di Clerodendrum trichotomum, condivisa da POWO, IPNI e GBIF, è nelle Lamiaceae, ordine Lamiales. Alcune fonti più antiche, fra cui l’arboreto dell’Università di Copenaghen, continuano però a utilizzare la precedente famiglia Verbenaceae. 1 11

Il repertorio tassonomico mondiale delle piante vascolari include nella sinonimia della specie diverse varietà storiche, fra cui var. fargesii, var. ferrugineum e var. esculentum. In orticoltura var. fargesii viene tuttora trattata come entità distinta, con proprie schede RHS e il cultivar Carnival. 1 4

Nel genere Clerodendrum si contano circa 400 specie, prevalentemente tropicali. Solo due, C. trichotomum e Clerodendrum bungei, erano già coltivate come arbusti rustici nell’Europa prelinneana, associate rispettivamente alla buona e alla cattiva sorte. 12

Habitat e distribuzione

Dalla Cina centrale e meridionale l’areale nativo si estende a Corea, Giappone, Taiwan, India e Filippine settentrionali. La specie abita margini boschivi e arbusteti nei climi da temperati a subtropicali umidi. 1 11

La coltivazione europea risale al 1800 circa. Da allora la specie si è diffusa ampiamente nei giardini britannici, dove due sue forme hanno ottenuto l’Award of Garden Merit della RHS, un riconoscimento del loro valore ornamentale in quel contesto. 11 4

Negli Stati Uniti fu introdotta in Arkansas negli anni 1860 dal botanico russo Karl Maximovich e rimane molto piantata nel Sud-Est. L’UF/IFAS la classifica tuttavia ad alto rischio d’invasione in Florida, con punteggio predittivo 9 e raccomandazione di non piantarla. Su scala mondiale, l’IUCN valuta invece la specie a rischio minimo. 13 7 8

Ciclo e fioritura

Il caldo della piena estate avvia la fioritura, che continua fino alle prime gelate, quando pochi altri arbusti offrono ancora colore. I fiori si sviluppano sul legno dell’anno: una potatura primaverile è quindi compatibile con una normale fioritura. 12

La tricotomina, pigmento blu caratteristico della drupa, è stata isolata e caratterizzata chimicamente nel 1978. Rara nel regno vegetale, spiega la tonalità turchese insolita che rende i frutti tanto riconoscibili. 10

Per moltiplicare il Clerodendro si ricorre alla semina o a talee semilegnose prelevate all’inizio dell’estate e fatte radicare sotto nebulizzazione. La pianta tollera bene il trapianto e ricaccia facilmente dalle radici, capacità che spiega anche la produzione di polloni attorno al ceppo originario. 12 11

Usi e rischi

Profumo e fioritura tardiva spiegano l’impiego soprattutto ornamentale del Clerodendro. Viene piantato in siepi libere, isolato accanto a un muro riparato o in gruppi di arbusti. Fiorisce in un periodo in cui pochi altri arbusti sono ancora in fiore: proprio questo scarto stagionale attira gli insetti impollinatori verso le sue corolle. 9 11

Per questa specie non è documentato alcun principio tossico per gatti, cani, cavalli o bambini; resta comunque consigliata prudenza in caso d’ingestione. In alcune regioni dell’Asia orientale le foglie giovani vengono tradizionalmente consumate cotte, dopo bollitura per eliminarne l’odore caratteristico. 11

La principale cautela è di natura ecologica più che tossicologica. Facile da naturalizzare, la specie presenta un alto rischio d’invasione in Florida secondo l’UF/IFAS, mentre rimane apprezzata nei giardini europei, con due forme premiate dalla RHS nel Regno Unito. Lo stesso arbusto è dunque sconsigliato in Florida e premiato in Gran Bretagna: cambiano il clima e le pressioni ecologiche locali. 7

Varietà, cultivar e possibili confusioni

La varietà fargesii (Dode) Rehder si distingue per il portamento più compatto, il fogliame giovane bronzeo e i fiori ancora più profumati rispetto alla specie tipo; è inoltre ritenuta più rustica. Il cultivar Carnival, derivato da questa varietà e dotato di fogliame variegato, condivide con essa l’Award of Garden Merit della RHS. 4

Il cultivar nordamericano Stargazer si riconosce dal fogliame variegato e dai fiori con margine giallo. Si tratta di una denominazione orticola distinta dalla varietà fargesii, da tenere separata quando si confrontano le etichette delle piante in vendita. 6

La somiglianza più frequente riguarda Clerodendrum bungei, l’altra specie del genere coltivata da tempo in Europa per la sua rusticità. In C. trichotomum, l’odore di burro di arachidi delle foglie stropicciate, il calice rosso persistente e la drupa blu turchese costituiscono insieme i riferimenti più affidabili per distinguerle sul campo. 12 5

Fonti principali

Domande frequenti

Il Clerodendro è invasivo?

Dipende dal clima. In Francia la specie non è classificata come esotica invasiva, mentre l’UF/IFAS la considera ad alto rischio d’invasione in Florida. Ovunque produce facilmente polloni e richiede un controllo attorno alla base.

Perché le foglie odorano di burro di arachidi?

Le foglie stropicciate emanano naturalmente questo odore, descritto da diverse fonti universitarie nordamericane. Non è un sintomo di malattia e aiuta a confermare l’identificazione.

Servono due piante per ottenere frutti?

Sì. I fiori di Clerodendrum trichotomum non sono autofertili: un esemplare isolato fiorisce, ma generalmente non fruttifica in assenza d’impollinazione incrociata.

Il Clerodendro è tossico per cani e gatti?

Non è documentato alcun principio tossico veterinario per questa specie. Resta prudente evitarne l’ingestione, benché le foglie giovani siano tradizionalmente consumate cotte in alcune regioni dell’Asia orientale.

Che differenza c’è fra la specie tipo e la varietà fargesii?

La varietà fargesii è più compatta, con fogliame giovane bronzeo e fiori ancora più profumati. È considerata anche più rustica: nel Regno Unito è apprezzata e, insieme al suo cultivar Carnival, ha ricevuto l’Award of Garden Merit della RHS.

Dove piantare il Clerodendro in giardino?

Scegli un luogo soleggiato o a mezz’ombra, possibilmente protetto da un muro, con terreno fertile e ben drenato. La protezione favorisce la fioritura e limita i danni da gelo sul legno dell’anno.

Come distinguerlo dagli altri Clerodendrum?

L’odore di burro di arachidi delle foglie stropicciate, il calice rosso persistente e la drupa blu turchese formano una combinazione caratteristica. Aiutano a distinguerlo soprattutto da Clerodendrum bungei, l’altra specie del genere coltivata da tempo in Europa.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.