Crochi (Crocus, L. 1753)

Crochi (Crocus) è il nome di un genere di Iridaceae a cormo, riconoscibile dai fiori a coppa portati rasoterra all’inizio della primavera o in autunno secondo la specie. Da Crocus sativus si ricava lo zafferano, raccolto sugli stimmi rossi. Non va confuso con il colchico, detto anche croco autunnale, di un’altra famiglia e molto tossico.

Leggi di più
Nome scientificoCrocus
GenereCrocus
OrdineAsparagales

Crochi e Croco

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, gatti e cani
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Fiore annuale
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaItaliaGreciaTurchiaIran
Habitat
Praterie, prati alpini, garighe, margini e suoli rocciosi drenati, dal mare all’alta montagna secondo la specie
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraAutunno
Crescita
Dormienza
Riposo estivo
Velocità di crescita
4/10
Tempo di maturazione
Fioritura nella stagione successiva alla piantagione dei cormi
Propagazione
Divisione, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, fiori bassi poco esposti al vento
Umidità
30–55 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Terreno molto drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Esterno
Aiuola a pieno sole, Roccia resistente al gelo, Contenitore
Vasi
Vaso drenante
Aspetto
Altezza8–15 cmLarghezza5–8 cm
Foglie
Verde
Fiori
ViolaBiancoGialloBlu
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

Il genere Crocus è nativo del Mediterraneo, dell’Europa, dell’Africa settentrionale e dell’Asia sudoccidentale, con un areale che raggiunge l’Asia centrale e lo Xinjiang secondo la specie. Le regioni temperate dove si piantano semplicemente cultivar da giardino vanno distinte da questo areale selvatico.

  • Autoctona5
  • Francia metropolitana
  • Italia
  • Grecia
  • Turchia
  • Iran

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

I Crochi (Crocus L.) sono un genere di piante a cormo della famiglia Iridaceae, nell'ordine Asparagales. Si riconoscono dai piccoli fiori a coppa rasoterra, che sbocciano all'inizio della primavera o in autunno secondo la specie. Linneo descrisse il genere nel 1753; oggi comprende circa cento specie selvatiche. 1 4

Da Crocus sativus si ricava lo zafferano, la spezia ottenuta dagli stimmi rossi del fiore autunnale. I crochi da giardino più comuni derivano soprattutto da specie primaverili come Crocus vernus, coltivate nelle aiuole, nelle roccaglie o naturalizzate nei prati. 3 2

Riconoscimento

Sei tepali colorati, saldati alla base in un tubo, formano una coppa che si apre al sole. Le tinte spaziano dal malva al bianco, al giallo e al blu, spesso striate o bicolori nelle specie botaniche. Le foglie strette e lineari, verde scuro, mostrano una sottile striscia bianca centrale. 3 5

L'organo sotterraneo di riserva è un cormo tondeggiante, diverso dal vero bulbo a squame del tulipano. La pianta misura 8–15 cm; ogni cormo si rinnova annualmente producendo piccoli cormetti periferici. 1 3

Contare gli stami è essenziale per la sicurezza: i veri crochi ne portano tre, mentre il colchico, detto anche croco autunnale, ne ha sei. In Crocus sativus i tre stimmi rosso arancio sporgenti dal fiore forniscono lo zafferano. 4 2

Tassonomia utile

Stabilito da Linneo nel 1753, il genere Crocus appartiene alle Iridaceae, insieme a iris e gladioli. I botanici vi riconoscono circa cento specie, con taxa a fioritura primaverile e altri a fioritura autunnale. 1 4

Alcune specie hanno particolare rilievo nel giardinaggio e in cucina:

  • Crocus sativus, lo zafferano vero, a fioritura autunnale;
  • Crocus vernus, a grandi fiori primaverili, all'origine di molte cultivar;
  • Crocus chrysanthus, specie botanica precoce, spesso gialla;
  • Crocus tommasinianus, malva e facile da naturalizzare.

La denominazione accettata del genere, Crocus, resta il riferimento comune: i nomi delle cultivar indicano selezioni orticole, anziché specie botaniche distinte. La distinzione principale è però esterna al genere: il colchico non appartiene alle Iridaceae. 1 3

Habitat e distribuzione

Dai prati mediterranei ai pascoli alpini, le specie selvatiche di Crocus occupano un areale che comprende Europa, Africa settentrionale e Asia sudoccidentale e arriva all'Asia centrale e allo Xinjiang secondo la specie. Crescono anche nelle garighe e su terreni rocciosi drenati, dal mare all'alta montagna. 1 4

Sole pieno e terreno ben drenato caratterizzano queste piante, adattate a stagioni contrastanti. Fioriscono e crescono in un periodo breve, poi entrano nella dormienza estiva, con il cormo protetto sotto terra. Questa ecologia spiega rusticità e sensibilità ai suoli fradici. 5 3

Fuori dall'areale d'origine i crochi da giardino sono coltivati o naturalizzati. Nelle piantagioni di Francia, Stati Uniti o Giappone i cormi si interrano in autunno per fiorire in primavera; nei prati adatti possono disseminarsi o allargarsi lentamente tramite cormetti. 2

Ciclo e riproduzione

Il ciclo dei crochi, perenni a cormo rustici, segue una breve stagione favorevole. Nelle specie primaverili il cormo piantato in autunno radica in inverno e fiorisce a fine inverno o all'inizio della primavera. Le foglie ricostituiscono poi le riserve prima di ingiallire. Il freddo invernale è necessario per avviare la fioritura. 5 3

Per moltiplicarli la via più semplice è vegetativa: ogni cormo forma cormetti periferici, da separare quando il cespo diventa troppo fitto e fiorisce meno. La divisione mantiene una buona fioritura negli anni. Lasciare ingiallire completamente le foglie prima di rimuoverle favorisce una ripresa vigorosa. 2 5

Dai semi si possono ottenere piante delle specie botaniche, ma il procedimento è lento: occorrono diversi anni prima della fioritura. Per le cultivar da giardino la divisione dei cormetti resta quindi il metodo di propagazione di riferimento. 3 2

Usi e rischi

In giardino i crochi decorano aiuole, roccaglie, bordure e contenitori oppure formano tappeti nei prati e sotto gli alberi decidui, portando colore molto presto. Crocus sativus è invece coltivato per lo zafferano: i tre stimmi rossi di ogni fiore si raccolgono a mano in autunno, rendendo la spezia fra le più costose al mondo. 2 4

L'ingestione dei veri crochi primaverili può causare un lieve disturbo digestivo, con vomito, diarrea o salivazione, generalmente senza particolare gravità. La tossicità è bassa, ma per prudenza è preferibile tenere le piante lontane da gatti e cani. 6

Scambiare un croco per un colchico (Colchicum autumnale) comporta un rischio vitale. Il colchico, spesso detto croco autunnale, gli somiglia ma appartiene alle Colchicaceae. Contiene colchicina, un alcaloide molto tossico che può causare vomito con sangue, danni a fegato, reni e midollo osseo ed esiti mortali. Prima di raccogliere la pianta o lasciarla a contatto con bambini o animali bisogna verificare i tre stami di Crocus, distinguendoli dai sei del colchico. 7 6

Varietà, confusioni e piante affini

L'offerta dei vivai distingue specie e cultivar: Crocus vernus e Crocus chrysanthus forniscono gran parte delle selezioni primaverili, Crocus tommasinianus si presta alla naturalizzazione e Crocus sativus mantiene un ruolo separato come zafferano autunnale. 3 2

Le somiglianze da valutare più spesso riguardano:

  • Colchicum autumnale, il colchico, sosia autunnale tossico con sei stami;
  • Iris, gli iris nani, della stessa famiglia ma con fiori diversi;
  • Tulipa, il tulipano, con un vero bulbo, più alto e a fioritura più tardiva.

Il cormo tondeggiante, i tre stami e la striscia bianca sulle foglie sono i caratteri più affidabili per riconoscere i Crochi a fiore di coppa e distinguerli dal colchico con cui vengono spesso confusi. 4 5

Fonti principali

Domande frequenti

I crochi sono tossici per gatti e cani?

I veri crochi primaverili, della famiglia Iridaceae, sono solo debolmente tossici: l’ingestione provoca al massimo un lieve disturbo digestivo, con vomito o diarrea. Il colchico, detto anche croco autunnale, è invece pericoloso e potenzialmente mortale.

Che differenza c’è tra crochi e colchico?

I crochi appartengono alle Iridaceae e hanno tre stami; il colchico appartiene alle Colchicaceae, ha sei stami e contiene colchicina, un veleno potente. Nonostante la somiglianza, sono piante molto diverse.

Da dove si ricava lo zafferano?

Dai tre stimmi rossi di Crocus sativus, un croco autunnale. Si raccolgono a mano, fiore per fiore: questo spiega il prezzo molto elevato della spezia.

Quando si piantano i crochi?

I cormi dei crochi primaverili si piantano in autunno, a 8–10 cm di profondità, in terreno ben drenato e al sole. Fioriscono a fine inverno o all’inizio della primavera successiva.

I crochi tornano ogni anno?

Sì, sono perenni a cormo rustiche che ricrescono ogni anno e si moltiplicano tramite cormetti. Lasciare ingiallire le foglie prima di rimuoverle mantiene la fioritura nel tempo.

Perché i miei crochi non fioriscono più?

Spesso la causa è un cespo troppo fitto, il fogliame tagliato troppo presto o una posizione diventata troppo ombrosa. Dividi i cormetti e ripiantali al sole.

Si possono coltivare i crochi in vaso?

Sì, in un contenitore forato con substrato drenante e sabbioso, piantando i cormi ravvicinati in autunno. Nei climi freddi proteggi il vaso dal gelo, tenendo presente che il freddo resta necessario per la fioritura.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.