Cape sundew (Drosera capensis, L. 1753)

Drosera capensis è una pianta carnivora perenne delle Droseraceae, originaria delle zone umide del Capo, in Sudafrica. Le foglie allungate ed erette portano tentacoli che si curvano attivamente attorno alle prede catturate, un tratto raro tra le drosere. La facilità di coltivazione e la disseminazione spontanea ne fanno la carnivora più diffusa tra i collezionisti principianti.

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Nome scientificoDrosera capensis
GenereDrosera
OrdineCaryophyllales

Cape sundew

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti e cani · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Vivace erbacea · Rosetta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Sudafrica
Habitat
Paludi e fossi sempre umidi, torbiere costiere e rive di corsi d’acqua, al sole o in lieve mezz’ombra
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Fioritura possibile già nel primo anno di coltivazione
Propagazione
Semina, Divisione, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
40–60 km/h
Umidità
50–85 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo leggero e sabbioso, Terreno torboso
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile molta luce ambientale senza sole diretto sulle foglie.

Pieno sole o lieve mezz’ombra
Interno
Serra, Bordo luminoso
Distanza dalla finestra
Da 0 a 15 cm da una finestra esposta a sud
Esterno
Aiuola a pieno sole
Vasi
Plastica drenante
Aspetto
Altezza8–30 cmLarghezza5–15 cm
Foglie
VerdeRosso
Drosera capensis: origine e usi — foglie 1
Drosera capensis: origine e usi — foglie 2
Drosera capensis: origine e usi — foglie 3
Drosera capensis: origine e usi — foglie 4
Drosera capensis: origine e usi — foglie 5
Fiori
RosaDimensioni1.5–2 cm
Drosera capensis: origine e usi — fiori 1
Drosera capensis: origine e usi — fiori 2
Drosera capensis: origine e usi — fiori 3
Drosera capensis: origine e usi — fiori 4
Drosera capensis: origine e usi — fiori 5
Frutti
Drosera capensis: origine e usi — frutti 1
Drosera capensis: origine e usi — frutti 2
Drosera capensis: origine e usi — frutti 3
Portamento
Drosera capensis: origine e usi — portamento 1
Drosera capensis: origine e usi — portamento 2
Drosera capensis: origine e usi — portamento 3
Drosera capensis: origine e usi — portamento 4
Drosera capensis: origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Drosera capensis: origine e usi — corteccia 1
Drosera capensis: origine e usi — corteccia 2
Drosera capensis: origine e usi — corteccia 3
Drosera capensis: origine e usi — corteccia 4
Drosera capensis: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Drosera capensis è endemica della regione del Capo, in Sudafrica, soprattutto del sud-ovest del Western Cape, dal clima temperato e umido. La facilità di coltivazione e l’abbondante produzione di semi ne hanno fatto una delle drosere più introdotte in orticoltura; popolazioni naturalizzate sono segnalate fuori dall’areale originario, in particolare in Nuova Zelanda.

  • Autoctona1
  • Introdotta1
  • Sudafrica
  • Nuova Zelanda

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Drosera capensis (Drosera capensis L., 1753) è una carnivora perenne della famiglia delle Droseraceae. Carl von Linné la descrisse nel 1753, lo stesso anno di altre drosere storiche, ma il suo areale rimane strettamente sudafricano. Oggi è la carnivora più coltivata al mondo dagli appassionati principianti, davanti a Dionaea muscipula e Drosera rotundifolia. 1

Il greco antico drosos, «rugiada», è all’origine del nome Drosera: richiama le goccioline lucenti di mucillagine che rivestono ogni tentacolo, visibili anche al sole e con tempo asciutto. L’epiteto capensis rimanda alla regione del Capo, in Sudafrica, unico areale nativo prima della grande diffusione orticola. 2

Riconoscimento

Una rosetta poco compatta, spesso espansa, riunisce foglie allungate e quasi lineari, semierette e dotate di un picciolo ben distinto dalla lamina. La pianta misura in genere 8–30 cm, mentre lo scapo floreale può raggiungere 45 cm. Il portamento eretto distingue nettamente Drosera capensis dalle rosette piatte e tondeggianti di Drosera rotundifolia. 2

La caratteristica più evidente è il movimento: in pochi minuti i tentacoli rossi si curvano attivamente attorno alla preda catturata. È un comportamento raro nelle drosere, documentato fin dagli studi di Charles Darwin sulla carnivoria vegetale. Una foglia che non si arrotola può semplicemente ricevere poca luce o poche prede, senza essere malata. 1

Uno scapo ramificato porta ben sopra il fogliame appiccicoso numerosi fiorellini rosa di 1,5–2 cm. Si aprono in genere in tarda mattinata e si autofecondano facilmente: questo spiega la produzione continua di semi attorno alla pianta madre. 3

Tassonomia utile

Oltre 150 specie appartengono al genere Drosera, diffuso in quasi tutti i continenti. Tre drosere facili da coltivare vengono spesso confuse nelle collezioni: Drosera capensis ha foglie allungate ed erette; Drosera aliciae Hamet forma una rosetta di foglie corte a cucchiaio; Drosera spatulata Labill. rimane più compatta e piatta, vicino al terreno. 1

All’interno della specie il commercio distingue anche forme stabili: narrow-leaved, dalle foglie più strette del tipo, e albino, priva di pigmento rosso e con tentacoli e fiori dal verde pallido al bianco. Queste variazioni non hanno uno stato tassonomico separato: restano denominazioni orticole del nome accettato Drosera capensis. 2 3 7

Habitat e distribuzione

Il sud-ovest del Western Cape è il principale territorio di Drosera capensis, endemica della regione del Capo, con clima temperato e umido tutto l’anno. Cresce in paludi e fossi sempre umidi, nelle torbiere costiere o lungo i corsi d’acqua, al sole o in lieve mezz’ombra, spesso su terreni disturbati vicini alle attività umane. 1

Coltivazione semplice e abbondanti semi autofecondati ne hanno favorito l’introduzione fuori dall’areale nativo. In Nuova Zelanda sono documentate popolazioni naturalizzate; qui è sorvegliata come pianta potenzialmente invasiva delle zone umide, pur senza comparire nell’elenco nazionale degli organismi nocivi regolamentati. 4 5

Uno studio recente sulla dispersione conferma che i semi minuscoli, trasportati da vento e acqua, spiegano la rapida colonizzazione di nuovi fossi umidi dopo l’introduzione della pianta in una regione. 6

Ciclo e riproduzione

Quando un insetto resta invischiato nella mucillagine dolce, i tentacoli vicini si curvano attivamente verso la preda in pochi minuti. Il movimento è più rapido e marcato che nella maggior parte delle altre drosere. Gli enzimi digestivi dissolvono poi i tessuti molli, fornendo l’azoto scarso nel terreno paludoso d’origine. 1

Già nel primo anno di coltivazione può comparire lo scapo fiorale ramificato. I fiori si autofecondano facilmente e producono continuamente semi minuscoli, che il vento disperde vicino alla pianta madre. In coltivazione bastano spesso a popolare un’intera vaschetta senza interventi. 3 6

Per la moltiplicazione vegetativa si usa la talea di foglia intera, appoggiata sulla torba umida: ogni foglia produce spesso diverse plantule in poche settimane. Sono possibili anche talee di radice e divisione dei cespi già formati. 7

Usi e rischi

Come pianta ornamentale e didattica, Drosera capensis è spesso la prima carnivora coltivata: in torbiera artificiale, terrario aperto o vaso su un sottovaso d’acqua, insieme a sfagni vivi. Non sono segnalate sostanze tossiche per gatti, cani o esseri umani; lo stato nel cavallo resta non documentato per mancanza di dati specifici. 2

Il rischio principale riguarda la coltivazione: fuori dall’areale nativo, una pianta trascurata all’aperto in ambiente umido può naturalizzarsi, come osservato in Nuova Zelanda. In casa o in una serra chiusa questo rischio rimane nullo. 5

Varietà, confusioni e piante affini

Tra le proposte degli specialisti prevalgono narrow-leaved, con foglie più strette del tipo selvatico, e albino, senza pigmento rosso nei tentacoli e nei fiori. Tra i collezionisti circola anche una selezione rosso intenso, ottenuta con forte luminosità. Nessuna di queste forme cambia l’identità botanica della specie. 2 3

Nelle collezioni è facile confonderla con Drosera aliciae, dalle foglie più corte a cucchiaio, e Drosera spatulata, dalla rosetta piatta e compatta. La più commercializzata Dionaea muscipula cattura le prede chiudendo la trappola in pochi secondi; Drosera capensis ripiega invece gradualmente i tentacoli in alcuni minuti. Condivide le vasche di coltivazione anche con Drosera rotundifolia, meno tollerante al caldo costante e bisognosa di una marcata dormienza invernale. 1

Fonti principali

Domande frequenti

Drosera capensis è adatta a un principiante?

Sì. Tollera un ampio intervallo di temperature senza una rigorosa dormienza invernale ed è la carnivora più consigliata per iniziare, prima di Drosera rotundifolia o Dionaea muscipula.

Perché nel vaso di Drosera capensis spuntano nuove piantine?

La pianta si autofeconda facilmente e disperde i semi attorno alla base. Ogni seme germina in poche settimane sulla torba umida, formando rapidamente un cespo fitto senza intervento del coltivatore.

Drosera capensis è tossica per gatti e cani?

Non sono segnalate sostanze tossiche accertate per gatti, cani o esseri umani. Lo stato nel cavallo resta non documentato per mancanza di dati specifici.

Come si distingue Drosera capensis dalle altre drosere facili da coltivare?

Drosera capensis ha foglie allungate ed erette e tentacoli che si curvano attivamente attorno alle prede. Drosera aliciae ha foglie più corte a cucchiaio, mentre Drosera spatulata forma una rosetta più compatta e piatta.

Bisogna nutrire Drosera capensis coltivata in casa?

Non serve se riceve luce sufficiente e ha accesso occasionale a piccoli insetti. Non mettere mai carne o concime liquido sui tentacoli: fanno marcire la mucillagine digestiva anziché nutrire la pianta.

Si può moltiplicare Drosera capensis per talea di foglia?

Sì, è uno dei metodi più affidabili nel genere Drosera. Una foglia intera appoggiata sulla torba umida produce spesso diverse plantule in poche settimane, oltre alla disseminazione spontanea e alla divisione dei cespi.

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.