Cape sundew (Drosera capensis, )
Drosera capensis è una pianta carnivora perenne delle Droseraceae, originaria delle zone umide del Capo, in Sudafrica. Le foglie allungate ed erette portano tentacoli che si curvano attivamente attorno alle prede catturate, un tratto raro tra le drosere. La facilità di coltivazione e la disseminazione spontanea ne fanno la carnivora più diffusa tra i collezionisti principianti.
Leggi di piùCape sundew
Offrile molta luce ambientale senza sole diretto sulle foglie.
Pieno sole o lieve mezz’ombra





© foto
(c) Gerhard Malan, some rights reserved (CC BY-NC), uploaded by Gerhard Malan · cc-by-nc
Zoltán Stekkelpak · cc0
Calvin Cooper · cc0
Taken Sep 30, 2022 by manuseitz (cc-by-sa)
Taken Jul 9, 2022 by Věra Sychrová (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
Drosera capensis è endemica della regione del Capo, in Sudafrica, soprattutto del sud-ovest del Western Cape, dal clima temperato e umido. La facilità di coltivazione e l’abbondante produzione di semi ne hanno fatto una delle drosere più introdotte in orticoltura; popolazioni naturalizzate sono segnalate fuori dall’areale originario, in particolare in Nuova Zelanda.
- Autoctona1
- Introdotta1
- Sudafrica
- Nuova Zelanda
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Drosera capensis (Drosera capensis L., 1753) è una carnivora perenne della famiglia delle Droseraceae. Carl von Linné la descrisse nel 1753, lo stesso anno di altre drosere storiche, ma il suo areale rimane strettamente sudafricano. Oggi è la carnivora più coltivata al mondo dagli appassionati principianti, davanti a Dionaea muscipula e Drosera rotundifolia. 1
Il greco antico drosos, «rugiada», è all’origine del nome Drosera: richiama le goccioline lucenti di mucillagine che rivestono ogni tentacolo, visibili anche al sole e con tempo asciutto. L’epiteto capensis rimanda alla regione del Capo, in Sudafrica, unico areale nativo prima della grande diffusione orticola. 2
Riconoscimento
Una rosetta poco compatta, spesso espansa, riunisce foglie allungate e quasi lineari, semierette e dotate di un picciolo ben distinto dalla lamina. La pianta misura in genere 8–30 cm, mentre lo scapo floreale può raggiungere 45 cm. Il portamento eretto distingue nettamente Drosera capensis dalle rosette piatte e tondeggianti di Drosera rotundifolia. 2
La caratteristica più evidente è il movimento: in pochi minuti i tentacoli rossi si curvano attivamente attorno alla preda catturata. È un comportamento raro nelle drosere, documentato fin dagli studi di Charles Darwin sulla carnivoria vegetale. Una foglia che non si arrotola può semplicemente ricevere poca luce o poche prede, senza essere malata. 1
Uno scapo ramificato porta ben sopra il fogliame appiccicoso numerosi fiorellini rosa di 1,5–2 cm. Si aprono in genere in tarda mattinata e si autofecondano facilmente: questo spiega la produzione continua di semi attorno alla pianta madre. 3
Tassonomia utile
Oltre 150 specie appartengono al genere Drosera, diffuso in quasi tutti i continenti. Tre drosere facili da coltivare vengono spesso confuse nelle collezioni: Drosera capensis ha foglie allungate ed erette; Drosera aliciae Hamet forma una rosetta di foglie corte a cucchiaio; Drosera spatulata Labill. rimane più compatta e piatta, vicino al terreno. 1
All’interno della specie il commercio distingue anche forme stabili: narrow-leaved, dalle foglie più strette del tipo, e albino, priva di pigmento rosso e con tentacoli e fiori dal verde pallido al bianco. Queste variazioni non hanno uno stato tassonomico separato: restano denominazioni orticole del nome accettato Drosera capensis. 2 3 7
Habitat e distribuzione
Il sud-ovest del Western Cape è il principale territorio di Drosera capensis, endemica della regione del Capo, con clima temperato e umido tutto l’anno. Cresce in paludi e fossi sempre umidi, nelle torbiere costiere o lungo i corsi d’acqua, al sole o in lieve mezz’ombra, spesso su terreni disturbati vicini alle attività umane. 1
Coltivazione semplice e abbondanti semi autofecondati ne hanno favorito l’introduzione fuori dall’areale nativo. In Nuova Zelanda sono documentate popolazioni naturalizzate; qui è sorvegliata come pianta potenzialmente invasiva delle zone umide, pur senza comparire nell’elenco nazionale degli organismi nocivi regolamentati. 4 5
Uno studio recente sulla dispersione conferma che i semi minuscoli, trasportati da vento e acqua, spiegano la rapida colonizzazione di nuovi fossi umidi dopo l’introduzione della pianta in una regione. 6
Ciclo e riproduzione
Quando un insetto resta invischiato nella mucillagine dolce, i tentacoli vicini si curvano attivamente verso la preda in pochi minuti. Il movimento è più rapido e marcato che nella maggior parte delle altre drosere. Gli enzimi digestivi dissolvono poi i tessuti molli, fornendo l’azoto scarso nel terreno paludoso d’origine. 1
Già nel primo anno di coltivazione può comparire lo scapo fiorale ramificato. I fiori si autofecondano facilmente e producono continuamente semi minuscoli, che il vento disperde vicino alla pianta madre. In coltivazione bastano spesso a popolare un’intera vaschetta senza interventi. 3 6
Per la moltiplicazione vegetativa si usa la talea di foglia intera, appoggiata sulla torba umida: ogni foglia produce spesso diverse plantule in poche settimane. Sono possibili anche talee di radice e divisione dei cespi già formati. 7
Usi e rischi
Come pianta ornamentale e didattica, Drosera capensis è spesso la prima carnivora coltivata: in torbiera artificiale, terrario aperto o vaso su un sottovaso d’acqua, insieme a sfagni vivi. Non sono segnalate sostanze tossiche per gatti, cani o esseri umani; lo stato nel cavallo resta non documentato per mancanza di dati specifici. 2
Il rischio principale riguarda la coltivazione: fuori dall’areale nativo, una pianta trascurata all’aperto in ambiente umido può naturalizzarsi, come osservato in Nuova Zelanda. In casa o in una serra chiusa questo rischio rimane nullo. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Tra le proposte degli specialisti prevalgono narrow-leaved, con foglie più strette del tipo selvatico, e albino, senza pigmento rosso nei tentacoli e nei fiori. Tra i collezionisti circola anche una selezione rosso intenso, ottenuta con forte luminosità. Nessuna di queste forme cambia l’identità botanica della specie. 2 3
Nelle collezioni è facile confonderla con Drosera aliciae, dalle foglie più corte a cucchiaio, e Drosera spatulata, dalla rosetta piatta e compatta. La più commercializzata Dionaea muscipula cattura le prede chiudendo la trappola in pochi secondi; Drosera capensis ripiega invece gradualmente i tentacoli in alcuni minuti. Condivide le vasche di coltivazione anche con Drosera rotundifolia, meno tollerante al caldo costante e bisognosa di una marcata dormienza invernale. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Drosera capensis L.
- Royal Horticultural Society, Drosera capensis (forma a foglie strette)
- Royal Horticultural Society, Drosera capensis (forma albina)
- New Zealand Journal of Botany, segnalazione della naturalizzazione di Drosera capensis
- New Zealand Pest Register, scheda di Drosera capensis
- Global Ecology and Conservation (2020), studio sulla dispersione di Drosera capensis
- Carnivorous Plant Newsletter, nota sulla forma a foglie strette di Drosera capensis
Domande frequenti
Drosera capensis è adatta a un principiante?
Sì. Tollera un ampio intervallo di temperature senza una rigorosa dormienza invernale ed è la carnivora più consigliata per iniziare, prima di Drosera rotundifolia o Dionaea muscipula.
Perché nel vaso di Drosera capensis spuntano nuove piantine?
La pianta si autofeconda facilmente e disperde i semi attorno alla base. Ogni seme germina in poche settimane sulla torba umida, formando rapidamente un cespo fitto senza intervento del coltivatore.
Drosera capensis è tossica per gatti e cani?
Non sono segnalate sostanze tossiche accertate per gatti, cani o esseri umani. Lo stato nel cavallo resta non documentato per mancanza di dati specifici.
Come si distingue Drosera capensis dalle altre drosere facili da coltivare?
Drosera capensis ha foglie allungate ed erette e tentacoli che si curvano attivamente attorno alle prede. Drosera aliciae ha foglie più corte a cucchiaio, mentre Drosera spatulata forma una rosetta più compatta e piatta.
Bisogna nutrire Drosera capensis coltivata in casa?
Non serve se riceve luce sufficiente e ha accesso occasionale a piccoli insetti. Non mettere mai carne o concime liquido sui tentacoli: fanno marcire la mucillagine digestiva anziché nutrire la pianta.
Si può moltiplicare Drosera capensis per talea di foglia?
Sì, è uno dei metodi più affidabili nel genere Drosera. Una foglia intera appoggiata sulla torba umida produce spesso diverse plantule in poche settimane, oltre alla disseminazione spontanea e alla divisione dei cespi.
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.


