Edera del Caucaso (Hedera colchica, )
Edera del Caucaso (Hedera colchica) è una liana sempreverde delle Araliaceae originaria del Caucaso e delle regioni vicine al Mar Nero. Le grandi foglie e le radici aderenti permettono di coprire muri ombreggiati; è una specie distinta da Hedera helix, da coltivare su supporti sani e con cautela per la tossicità.
Leggi di piùEdera del Caucaso, Edera della Colchide, Edera persiana e Persian ivy






© foto
no rights reserved, uploaded by Stephen James McWilliam · cc0
Douglas Goldman · cc-by-nc
Umut Nuri Erdoğan · cc-by-nc
Taken Nov 15, 2009 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
Taken Nov 15, 2014 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
Taken Oct 15, 2010 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
Taken Sep 15, 2005 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Identità
Edera del Caucaso (Hedera colchica (K.Koch) K.Koch) è una liana sempreverde della famiglia delle Araliaceae, detta anche edera della Colchide o edera persiana. Wikidata, POWO e WFO ne confermano l'identità: è una specie distinta, non una cultivar di Hedera helix. 1 2 3
Per coprire un muro a nord senza graticcio, Hedera colchica offre caratteristiche simili a Hedera helix: radici aderenti, tolleranza all'ombra e fogliame sempreverde. Se ne distingue però per le foglie molto più grandi. 8 5
Caucaso, Turchia settentrionale e territori prossimi al Mar Nero appartengono al suo areale naturale. In giardino è quindi una rampicante adatta all'ombra fresca, più scenografica su una grande parete che in una piccola fioriera da balcone. 2 5
Una facciata o una scarpata poco soleggiata può restare verde tutto l'anno grazie al suo fogliame. Il valore ornamentale dipende soprattutto dalla massa sempreverde e compatta, ben leggibile d'inverno, più che da una fioritura appariscente. 8 5
Riconoscimento
Le foglie molto grandi sono il primo tratto da osservare: spesse, coriacee, spesso cuoriformi od ovali, danno quasi un aspetto tropicale alle facciate ombrose. NC State descrive foglie ampie e lucide su fusti bruni con radici aeree. 5 8
Crescendo al suolo l'edera forma un tappeto; incontrando un supporto può arrampicarsi da sola. I fusti giovanili producono brevi radici avventizie aderenti a legno, pietra, mattoni e intonaco solido. Non parassitano il supporto, ma sfruttano le fessure già presenti. 5 8
Sui rami adulti meglio illuminati compaiono in autunno ombrelle verdastre, seguite da bacche scure in inverno. Fiori e frutti attirano insetti e uccelli, ma le bacche non vanno scambiate per frutti commestibili. 5 6
Rispetto a un pothos da interno o all'edera terrestre, si tratta di una liana legnosa da esterno, con fusti bruni, vere radici aderenti e rami capaci di invecchiare sul supporto. Il solo nome comune «edera» non identifica con certezza una pianta. 5 7
Tassonomia utile
La denominazione Hedera colchica identifica la specie a cui appartengono cultivar come Dentata, Dentata Variegata e Sulphur Heart. Non vanno attribuite automaticamente a Hedera helix soltanto perché condividono il nome comune edera. 4 5
Distinguere le specie serve anche nella scelta dell'impiego. Hedera helix è più familiare e spesso più rustica nei climi continentali freddi; H. colchica produce un effetto più ampio e denso, talvolta più sensibile al freddo secco. Si presta a grandi muri esposti a nord e nord-ovest. 8 7
Quando si confrontano fogliame, vigore e rusticità, conviene indicare sempre la specie. Una generica «edera variegata» non basta per scegliere il supporto, stimare la potatura necessaria o valutare le precauzioni per le bacche. 5 2
Coltivazione e supporti
L'ombra o la mezz'ombra, un terreno drenato che non si inaridisca e una discreta umidità atmosferica favoriscono Hedera colchica. Una volta attecchita tollera periodi più asciutti, ma dà il meglio su muri freschi, scarpate ombreggiate o zone inadatte al prato. 5 8
Prima dell'impianto va esaminato il supporto. Un muro sano consente alle radici aderenti di sostenere la vegetazione; malta friabile, intonaco fessurato, grondaie e tetti trasformano invece la crescita autonoma in un problema di manutenzione. 8 5
Una o due potature all'anno impediscono ai fusti di insinuarsi sotto le tegole, ostruire grondaie e coprire aperture. Tagliare regolarmente è preferibile a strappare la vegetazione dopo anni di abbandono: la potatura protegge anche la struttura, oltre all'aspetto. 5 8
Su terreni molto asciutti può sopravvivere perdendo però il rigoglio per cui viene scelta. Irrigazioni di attecchimento, pacciamatura leggera, guida dei fusti e rimozione dei getti mal diretti durante le prime stagioni rendono più semplice la gestione successiva del muro. 5 8
Usi
Una parete ombreggiata o un'estesa copertura sempreverde del suolo sono gli impieghi principali. Sui muri a nord e nord-ovest il fogliame dà profondità alle facciate antiche. Una pergola esile è meno adatta: su questa sarebbe più semplice guidare una rampicante volubile. 8 5
Può inoltre consolidare una scarpata, coprire il terreno sotto gli alberi o sostituire un prato difficile da mantenere. La vegetazione densa limita il diserbo, ma richiede un confine netto per non inglobare le piante vicine. 5
Le cultivar variegate schiariscono l'ombra, pur con una crescita talvolta meno regolare. Per mantenere il contrasto vanno eliminati i getti completamente verdi. La variegatura non elimina né il vigore né la tossicità della specie. 5 6
Tossicità e limiti
Con le edere occorre molta cautela. L'ASPCA classifica l'edera comune, indicata come English ivy, tossica per gatti, cani e cavalli: le saponine triterpeniche possono causare vomito, dolori addominali, ipersalivazione e diarrea. La stessa prudenza si applica al genere Hedera, compresa H. colchica. 6 8
Anche per le persone vale la regola di non ingerire foglie e bacche, indossare guanti se la pelle reagisce e prestare attenzione durante potature importanti. Le bacche scure, visibili d'inverno, possono incuriosire i bambini: restano frutti per gli uccelli, non da assaggiare. 6 5
Su una grande struttura sana l'edera del Caucaso è una scelta efficace; su supporti fragili o in giardini privi di manutenzione risulta poco adatta. I problemi nascono quando non si prevedono spazio, potature e precauzioni legate alla tossicità. 8 3
Il risultato è una presenza vegetale forte con fiori poco appariscenti. Alla capacità di crescere autonomamente corrisponde la necessità di un controllo regolare: è soprattutto una pianta che costruisce la struttura del giardino. 8 5
Fonti principali
- Wikidata, Hedera colchica
- Plants of the World Online / Kew, Hedera colchica
- World Flora Online, Hedera colchica
- International Plant Names Index, Hedera colchica
- NC State Extension, Hedera colchica
- ASPCA, scheda tossicologica dell’edera comune
- Wikipedia EN, Hedera colchica
- Floralens, piante rampicanti sempreverdi
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.


