Balsamina ghiandolosa (Impatiens glandulifera, )
Balsamina ghiandolosa (Impatiens glandulifera Royle, 1835) è un’annuale delle Balsaminaceae originaria dell’Himalaya occidentale, introdotta come ornamentale in Europa nel XIX secolo. È oggi inclusa nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, che ne vieta la piantagione, la vendita e la dispersione intenzionale nell’Unione europea. Il riconoscimento, l’impatto ecologico e il contenimento assumono quindi un ruolo centrale.
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Taken Aug 13, 2021 by Alexandra Norrsken (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
POWO e GISD collocano l’areale nativo nell’Himalaya occidentale (India, Nepal, Pakistan), fra 2.000 e 2.500 m di quota. Introdotta come ornamentale nel Regno Unito nel 1839, la specie si è naturalizzata già nel 1855, colonizzando poi gran parte dell’Europa, il Nord America e la Nuova Zelanda.
- Autoctona3
- Introdotta3
- Invasiva4
- India
- Nepal
- Pakistan
- Canada
- Stati Uniti
- Nuova Zelanda
- Regno Unito
- Francia metropolitana
- Germania
- Polonia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Balsamina ghiandolosa (Impatiens glandulifera Royle, 1835) è la più alta annuale d’Europa, capace di raggiungere 2,5 m in una stagione. Appartiene al genere Impatiens e alle Balsaminaceae. John Forbes Royle la descrisse nel 1835 da esemplari himalayani; POWO e GBIF riconoscono questo nome come accettato. Nell’Unione europea la piantagione è vietata dal 2017. 1 5
L’epiteto glandulifera significa «portatrice di ghiandole» e richiama le piccole ghiandole alla base delle foglie e dei piccioli, che secernono nettare dolce e appiccicoso. Il soprannome inglese policeman’s helmet paragona la forma arrotondata del fiore all’elmo dei poliziotti britannici. 2
L’inclusione nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale dal 2017 comporta il divieto di piantare questa specie nell’Unione europea. Riconoscerla sul territorio, comprenderne l’impatto e individuare i metodi di contenimento disponibili sono quindi aspetti essenziali della sua gestione. 9
Riconoscimento
L’altezza del cespo, fra 1 e 2,5 m, permette di individuarla anche da lontano. Il fusto è cavo, succulento, spesso rossastro e facilmente spezzato dal vento forte. Nonostante lo sviluppo aereo, l’apparato radicale rimane superficiale e raramente supera 15 cm di profondità: ciò spiega l’efficacia dell’estirpazione manuale anche su esemplari grandi. 2 6
Le foglie lanceolate e dentate misurano 5–23 cm e sono disposte a coppie o in gruppi di tre intorno al fusto. I fiori rosa, porpora o talvolta bianchi hanno forma di elmo, sono lunghi 3–4 cm e si aprono da luglio a ottobre. 2 6
Per distinguerla da altre alte piante ripariali dai fiori rosa è particolarmente utile il frutto: una capsula oblunga che esplode al minimo contatto, lanciando i semi fino a cinque–sette metri. Il meccanismo si chiama deiscenza esplosiva o ballocoria. Un individuo può produrre oltre 2.500 semi in una stagione, spiegando la rapidità con cui colonizza nuovi spazi. 6 8
Tassonomia e nomi
L’inquadramento botanico riconosce Impatiens glandulifera Royle nelle Balsaminaceae, ordine Ericales. Più sinonimi storici designano la stessa specie: Impatiens roylei Walp., Balsamina glandulifera (Royle) Ser., Impatiens glanduligera Lindl. e Impatiens royleana Payer. 1
Nei repertori francesi di Tela Botanica i nomi balsamine de l’Himalaya, balsamine géante, balsamine glanduleuse, impatiente de l’Himalaya e impatiente glanduleuse sono equivalenti. In inglese si incontrano Himalayan balsam, Indian balsam e policeman’s helmet: tutte queste denominazioni rimandano alla medesima pianta. 7 2
EPPO assegna alla specie il codice IPAGL nelle proprie banche dati fitosanitarie. Si tratta di un identificatore per la gestione normativa, che non sostituisce il nome botanico completo nella comunicazione al pubblico. 4
Habitat e distribuzione
L’Himalaya occidentale, dal Kashmir al Nepal, costituisce l’areale nativo indicato da POWO e GISD. La specie cresce fra 2.000 e 2.500 m di quota, con segnalazioni isolate fino a 4.000 m. 1 6
John Forbes Royle la introdusse dal Kashmir a Kew Gardens nel 1839. Già nel 1855 era naturalizzata nell’Hertfordshire e nel Middlesex; in seguito raggiunse gran parte dell’Europa, il Nord America e la Nuova Zelanda. 3
In Francia, come in molti paesi dell’Europa occidentale e centrale, è oggi invasiva. Colonizza soprattutto corsi d’acqua e fossi umidi. Da circa vent’anni si espande anche ai margini dei boschi ripariali, ampliando gli ambienti interessati dalla sua diffusione. 4 5
Ciclo, impollinazione e semi
La dormienza dei semi di questa annuale si interrompe dopo un periodo prolungato di freddo, intorno a 4 °C per oltre 45 giorni. La germinazione avviene quindi in febbraio e marzo. 6
Circa tredici settimane dopo la germinazione inizia la fioritura. Il nettare è particolarmente abbondante: fino a 0,47 mg per fiore all’ora, contro un massimo di 0,3 mg nelle piante indigene dell’Europa centrale. Questa disponibilità attira fortemente bombi e api, a scapito delle specie locali vicine. 6
Dodici settimane più tardi le capsule mature esplodono al contatto e proiettano i semi a vari metri. Con le prime gelate la pianta muore. Il deperimento invernale dei fusti cavi lascia le rive nude ed esposte all’erosione: un effetto secondario documentato del suo ciclo annuale. 6
Normativa e contenimento
Il regolamento di esecuzione (UE) 2017/1263 ha incluso Impatiens glandulifera nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Nell’Unione europea ne sono vietati introduzione, riproduzione, trasporto, commercializzazione, utilizzo e rilascio nell’ambiente. 9
In Francia il decreto del 14 febbraio 2018 sulle specie vegetali esotiche invasive disciplina questo divieto sul territorio nazionale. Nel Regno Unito la specie figura nell’Allegato 9 del Wildlife and Countryside Act 1981: la legge vieta di farla crescere in natura, ma non impone di rimuovere gli individui già presenti in giardino. 10 2
RHS e GISD raccomandano l’estirpazione manuale e lo sfalcio prima della fioritura; sconsigliano gli erbicidi vicino ai corsi d’acqua. Dal 2014 nel Regno Unito viene sperimentata una ruggine specifica, Puccinia komarovii var. glanduliferae, come agente di controllo biologico. I risultati restano variabili secondo il sito. 2 6
Usi, tossicità e confusioni
Non è documentata una tossicità significativa per cani e gatti. Nell’uomo i tessuti crudi contengono ossalati che possono avere effetto purgativo se consumati in quantità elevate; cuocere i germogli riduce questo rischio. Ai semi maturi, crudi o tostati, viene attribuito un sapore di nocciola. Raccoglierli è però difficile, perché le capsule esplodono prima del prelievo. 8
Nella medicina complementare la specie entra negli elisir floreali di Bach con il nome Impatiens, uno dei cinque ingredienti del Rescue Remedy. Questo impiego non costituisce una prova clinica riconosciuta della sua efficacia. 8
In natura la confusione più frequente riguarda altre alte piante ripariali con fiori rosa, soprattutto l’epilobio a foglie strette. Il fusto cavo e rossastro, i fiori a elmo e le ghiandole alla base delle foglie distinguono Impatiens glandulifera in modo più affidabile della sola tinta dei fiori. 11 12
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Impatiens glandulifera Royle
- Royal Horticultural Society, profilo della balsamina ghiandolosa
- GB Non-Native Species Secretariat, portale informativo sulla balsamina ghiandolosa
- EPPO Global Database, Impatiens glandulifera (IPAGL)
- GBIF, Impatiens glandulifera Royle
- IUCN Global Invasive Species Database, Impatiens glandulifera
- Tela Botanica eFlore / BDTFX, Impatiens glandulifera
- Plants For A Future, Impatiens glandulifera
- EUR-Lex, regolamento di esecuzione (UE) 2017/1263 della Commissione
- Légifrance, decreto del 14 febbraio 2018 sulle specie vegetali esotiche invasive
- USDA PLANTS Database, Impatiens glandulifera, ornamental jewelweed
- California Invasive Plant Council, valutazione del rischio di Impatiens glandulifera
Domande frequenti
La balsamina ghiandolosa è tossica?
Non è documentata una tossicità significativa per cani e gatti. Nell’uomo i tessuti crudi contengono ossalati che, in grandi quantità, possono avere effetto purgativo; la cottura riduce il rischio.
Perché non va piantata in giardino?
Dal 2017 è inclusa nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. Nell’Unione europea ne sono vietate coltivazione, vendita, piantagione e trasporto intenzionale.
Come riconoscere la balsamina ghiandolosa in natura?
Fusto cavo, rossastro e succulento, foglie dentate in gruppi di tre e fiori rosa a elmo sono caratteri affidabili per distinguerla dalle altre piante di riva.
Semi e giovani germogli sono davvero commestibili?
I germogli cotti e i semi maturi, crudi o tostati, sono documentati come commestibili, ma sono poco usati, salvo impieghi occasionali per confetture o olio.
Conviene estirpare da soli una colonia di balsamina ghiandolosa?
Su piccole superfici l’estirpazione o lo sfalcio prima della fioritura sono i metodi più efficaci. Per infestazioni estese o rive fragili è preferibile segnalare il focolaio e seguire le indicazioni locali di gestione.
Perché gli impollinatori trascurano i fiori locali vicini?
I suoi fiori producono nettare molto abbondante, che attira bombi e api a scapito delle specie indigene vicine. È uno dei meccanismi documentati del suo impatto ecologico.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





