Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac, )
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac) è un arbusto sarmentoso e parzialmente rampicante delle Oleaceae, originario delle pendici himalayane tra India e Bhutan. I fiori bianchi notturni e profumatissimi ne fanno il fiore nazionale delle Filippine e uno dei tre dell'Indonesia, oltre a essere usati per il tè al gelsomino cinese.
Leggi di piùGelsomino d'arabia, Sampaguita, Melati putih, Pikake e Arabian jasmine
Offrile molta luce ambientale senza sole diretto sulle foglie.






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Taken Dec 12, 2021 by Villena Rojas Marcelo (cc-by-sa)
Taken May 26, 2022 by Rao Ashritha (cc-by-sa)
Taken Jul 21, 2022 by Martins Micaela (cc-by-sa)
Taken Apr 21, 2022 by Juthika chutia (cc-by-sa)
Taken Aug 9, 2019 by Citra Endra (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L'areale nativo è limitato alle pendici himalayane indiane (Uttarakhand, Himachal Pradesh) e al vicino Bhutan. La coltivazione ha diffuso ampiamente la specie nell'Asia tropicale e subtropicale, poi in giardini e verande di tutto il mondo.
- Autoctona2
- Introdotta1
- India
- Bhutan
- Stati Uniti (Florida, Hawaii)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac (L.) Aiton, 1789) è un arbusto sarmentoso e parzialmente rampicante delle Oleaceae. Il nome può ingannare sull'origine: proviene dalle pendici himalayane tra India e Bhutan, mentre il riferimento all'Arabia ricorda soprattutto una lunga storia di coltivazione e commercio. 1 7
L'epiteto sambac deriva dall'arabo medievale zanbaq, un olio profumato di gelsomino, passato nel latino tardo come sambacus e poi zambacca, fino al nome attuale della specie. 6
Nel 1753 Linné descrisse questa pianta come Nyctanthes sambac. William Aiton la trasferì al genere Jasminum nel 1789, stabilendo il binomio oggi accettato. 6 1
Riconoscimento
Il portamento è quello di un arbusto dai fusti volubili, più che di un grande rampicante: secondo sostegno e potatura, raggiunge spesso 1-4 m. Le foglie sempreverdi, semplici, ovali e lucide, lunghe in genere 4-12 cm, sono opposte o disposte a tre. 4 6
In piccoli gruppi terminali di 3-12, i fiori bianchi presentano una corolla a 5-9 lobi del diametro di circa 2-3 cm. Ogni fiore si apre verso sera e appassisce in 12-20 ore: la continua produzione di boccioli compensa questa breve durata. 6 4
Le bacche nero violacee, di circa 1 cm, sono rare in coltivazione. Le cultivar a fiori doppi più diffuse producono pochi semi vitali e si moltiplicano soprattutto per talea. 6
Tassonomia utile
POWO, IPNI e Wikidata confermano Jasminum sambac (L.) Aiton come nome accettato. Il basionimo è Nyctanthes sambac L., descritto prima del trasferimento di genere. 1 2 3
Nei vecchi libri e cataloghi ricorrono ancora diversi sinonimi:
- Nyctanthes sambac L., sinonimo scientifico
- Mogorium sambac (L.) Lam., sinonimo scientifico
- Jasminum undulatum (L.) Willd., sinonimo scientifico
- Jasminum pubescens Buch.-Ham. ex Wall., sinonimo scientifico
- Jasminum zambac Roxb., sinonimo scientifico
Il binomio accettato chiarisce una reale ambiguità commerciale: con il nome «gelsomino» si vendono anche Jasminum officinale e Trachelospermum jasminoides, entrambi distinti da Jasminum sambac. 1
Habitat e coltivazione
Le pendici himalayane indiane di Uttarakhand e Himachal Pradesh e il vicino Bhutan delimitano un areale nativo ristretto. La pianta vive nelle foreste di dipterocarpacee, ai margini e nei siti disturbati fino a circa 600 m di quota. 7 4
Attraverso la coltivazione, la specie si è diffusa ben oltre l'areale nativo, nell'Asia tropicale e in numerosi giardini tropicali o subtropicali del mondo. Richiede un substrato ricco di humus e drenante, da neutro a leggermente acido, con pH tra 6 e 7,5, e mezz'ombra luminosa o sole non troppo intenso. 5
Il freddo resta un limite: la Royal Horticultural Society la classifica H2, con una minima tollerabile prossima a 1-5 °C; il gelo prolungato sotto -5 °C in piena terra è generalmente fatale. Dove il clima non è molto mite, si coltiva soprattutto in un grande vaso da riparare in veranda o in un locale luminoso dall'autunno. 4 7
Ciclo e moltiplicazione
Tra giugno e agosto, in clima temperato, la fioritura raggiunge il culmine; ai tropici è quasi continua grazie al rapido rinnovo dei boccioli. 5
Per profumare il tè si raccolgono i boccioli all'alba, ancora chiusi, quando concentrano il profumo che diminuisce rapidamente all'apertura. Freschi o essiccati, aromatizzano il tè verde o nero soprattutto in Cina. 6
Dato che le cultivar doppie producono pochi semi, si ricorre soprattutto alla talea semilegnosa di circa 8 cm, che radica in quattro settimane in un substrato sabbioso umido, oppure alla propaggine dei rami di un anno. Il seme resta utilizzabile nelle forme semplici con semi fertili. 6
Usi culturali
Nelle Filippine è fiore nazionale dal 1934 con il nome sampaguita. Se ne intrecciano ghirlande vendute davanti alle chiese e offerte tanto ai defunti quanto ai vivi. 6
Con il nome melati putih, in Indonesia è uno dei tre fiori nazionali. Ghirlande di boccioli adornano le acconciature delle spose giavanesi, mentre altre ghirlande di gelsomino decorano il kriss dello sposo. 6
In Thailandia il fiore simboleggia la festa della mamma; alle Hawaii, dove si chiama pikake, entra nelle tradizionali collane di fiori. 9 6
Nella tradizione induista in India il fiore è sacro e adorna capelli e trecce delle spose con il nome mogra. In Sri Lanka, dove è detto pichcha, accompagna offerte buddiste e ghirlande cerimoniali. 6
Per l'ASPCA la pianta è non tossica per gatti, cani e cavalli: un profilo rassicurante in casa con animali, pur mantenendo le precauzioni abituali. 8
Varietà e possibili confusioni
Il commercio orticolo propone soprattutto cinque cultivar. Maid of Orleans, a fiori semplici, si vende come sampaguita nelle Filippine e pikake alle Hawaii. Grand Duke of Tuscany, introdotta in Europa nel XVII secolo, ha petali doppi simili a una piccola rosa e un profumo più discreto. 6
Belle of India e Mysore Malli si somigliano: la seconda ha petali più corti e profumo considerato più intenso. Arabian Nights produce fiori doppi più piccoli di quelli di Grand Duke of Tuscany. 6
A distinguere Jasminum officinale sono le foglie composte e il portamento da grande rampicante, rispetto alle foglie semplici e all'arbusto compatto di Jasminum sambac. Trachelospermum jasminoides, spesso venduto come falso gelsomino stellato, appartiene invece alle Apocynaceae. 7
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Jasminum sambac (L.) Aiton
- International Plant Names Index, Jasminum sambac
- Wikidata, Jasminum sambac
- Royal Horticultural Society, Jasminum sambac
- Missouri Botanical Garden PlantFinder, Jasminum sambac
- Wikipedia EN, Jasminum sambac
- Wikipedia FR, Jasminum sambac
- ASPCA, scheda sulla tossicità del gelsomino
- University of Hawaii CTAHR, Pikake (Jasminum sambac)
Domande frequenti
Il Gelsomino d'arabia è tossico per cani e gatti?
No. L'ASPCA classifica Jasminum sambac come non tossico per gatti, cani e cavalli. Restano valide le normali precauzioni con gli animali curiosi.
Perché i fiori del mio Jasminum sambac appassiscono in un giorno?
Ogni fiore si apre verso sera e appassisce in dodici-venti ore: è il ciclo normale della specie. La pianta produce continuamente nuovi boccioli, dando l'impressione di una fioritura duratura.
Si può coltivare il Gelsomino d'arabia all'aperto?
In piena terra gela sotto -5 °C ed è adatto solo a climi miti e riparati. Altrove è più affidabile coltivarlo in un grande vaso da spostare in veranda o in un locale luminoso durante l'inverno.
Che differenza c'è tra Jasminum sambac e il gelsomino comune?
Jasminum sambac ha foglie semplici e un portamento arbustivo sarmentoso compatto; Jasminum officinale ha foglie composte e forma un grande rampicante. Nel dubbio, il nome scientifico è il riferimento più affidabile.
Come si usano i fiori di Jasminum sambac nel tè?
I boccioli raccolti all'alba, ancora chiusi, si usano freschi o essiccati per profumare le foglie di tè verde o nero, soprattutto in Cina. Il fiore aperto perde rapidamente il profumo.
Perché Jasminum sambac è un fiore nazionale nel Sud-est asiatico?
È il fiore nazionale delle Filippine dal 1934, con il nome sampaguita, e uno dei tre fiori nazionali dell'Indonesia, dove si chiama melati putih e adorna soprattutto le acconciature nuziali.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



