Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac, (L.) Aiton)

Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac) è un arbusto sarmentoso e parzialmente rampicante delle Oleaceae, originario delle pendici himalayane tra India e Bhutan. I fiori bianchi notturni e profumatissimi ne fanno il fiore nazionale delle Filippine e uno dei tre dell'Indonesia, oltre a essere usati per il tè al gelsomino cinese.

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Nome scientificoJasminum sambac
GenereJasminum
OrdineLamiales

Gelsomino d'arabia, Sampaguita, Melati putih, Pikake e Arabian jasmine

Identità
Tossicità
Prudenza : umani, inclusi bambini · Non tossico : gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
IndiaBhutan
Habitat
Sottobosco di dipterocarpacee, margini, siti disturbati, giardini e frutteti abbandonati, dal mare a circa 600 m
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Propagazione
Talee semi-lignificate, Marcotting, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Umidità
50–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo fresco, Terreno ricco di humus
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Offrile molta luce ambientale senza sole diretto sulle foglie.

Interno
Stanza luminosa, Veranda
Esterno
Giardino riparato, Traliccio, Patio
Vasi
Grande bacino, Vaso drenante
Aspetto
Altezza100–400 cmLarghezza50–100 cm
Foglie
Verde
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — foglie 1
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — foglie 2
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — foglie 3
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — foglie 4
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoDimensioni2–3 cm
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — fiori 1
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — fiori 2
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — fiori 3
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — fiori 4
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — fiori 5
Frutti
ViolaNeroDimensioni0.8–1.2 cm
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — frutti 1
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — frutti 2
Portamento
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — portamento 1
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — portamento 2
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — portamento 3
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — portamento 4
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — corteccia 1
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — corteccia 2
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — corteccia 3
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — corteccia 4
Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L'areale nativo è limitato alle pendici himalayane indiane (Uttarakhand, Himachal Pradesh) e al vicino Bhutan. La coltivazione ha diffuso ampiamente la specie nell'Asia tropicale e subtropicale, poi in giardini e verande di tutto il mondo.

  • Autoctona2
  • Introdotta1
  • India
  • Bhutan
  • Stati Uniti (Florida, Hawaii)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Gelsomino d'arabia (Jasminum sambac (L.) Aiton, 1789) è un arbusto sarmentoso e parzialmente rampicante delle Oleaceae. Il nome può ingannare sull'origine: proviene dalle pendici himalayane tra India e Bhutan, mentre il riferimento all'Arabia ricorda soprattutto una lunga storia di coltivazione e commercio. 1 7

L'epiteto sambac deriva dall'arabo medievale zanbaq, un olio profumato di gelsomino, passato nel latino tardo come sambacus e poi zambacca, fino al nome attuale della specie. 6

Nel 1753 Linné descrisse questa pianta come Nyctanthes sambac. William Aiton la trasferì al genere Jasminum nel 1789, stabilendo il binomio oggi accettato. 6 1

Riconoscimento

Il portamento è quello di un arbusto dai fusti volubili, più che di un grande rampicante: secondo sostegno e potatura, raggiunge spesso 1-4 m. Le foglie sempreverdi, semplici, ovali e lucide, lunghe in genere 4-12 cm, sono opposte o disposte a tre. 4 6

In piccoli gruppi terminali di 3-12, i fiori bianchi presentano una corolla a 5-9 lobi del diametro di circa 2-3 cm. Ogni fiore si apre verso sera e appassisce in 12-20 ore: la continua produzione di boccioli compensa questa breve durata. 6 4

Le bacche nero violacee, di circa 1 cm, sono rare in coltivazione. Le cultivar a fiori doppi più diffuse producono pochi semi vitali e si moltiplicano soprattutto per talea. 6

Tassonomia utile

POWO, IPNI e Wikidata confermano Jasminum sambac (L.) Aiton come nome accettato. Il basionimo è Nyctanthes sambac L., descritto prima del trasferimento di genere. 1 2 3

Nei vecchi libri e cataloghi ricorrono ancora diversi sinonimi:

  • Nyctanthes sambac L., sinonimo scientifico
  • Mogorium sambac (L.) Lam., sinonimo scientifico
  • Jasminum undulatum (L.) Willd., sinonimo scientifico
  • Jasminum pubescens Buch.-Ham. ex Wall., sinonimo scientifico
  • Jasminum zambac Roxb., sinonimo scientifico

Il binomio accettato chiarisce una reale ambiguità commerciale: con il nome «gelsomino» si vendono anche Jasminum officinale e Trachelospermum jasminoides, entrambi distinti da Jasminum sambac. 1

Habitat e coltivazione

Le pendici himalayane indiane di Uttarakhand e Himachal Pradesh e il vicino Bhutan delimitano un areale nativo ristretto. La pianta vive nelle foreste di dipterocarpacee, ai margini e nei siti disturbati fino a circa 600 m di quota. 7 4

Attraverso la coltivazione, la specie si è diffusa ben oltre l'areale nativo, nell'Asia tropicale e in numerosi giardini tropicali o subtropicali del mondo. Richiede un substrato ricco di humus e drenante, da neutro a leggermente acido, con pH tra 6 e 7,5, e mezz'ombra luminosa o sole non troppo intenso. 5

Il freddo resta un limite: la Royal Horticultural Society la classifica H2, con una minima tollerabile prossima a 1-5 °C; il gelo prolungato sotto -5 °C in piena terra è generalmente fatale. Dove il clima non è molto mite, si coltiva soprattutto in un grande vaso da riparare in veranda o in un locale luminoso dall'autunno. 4 7

Ciclo e moltiplicazione

Tra giugno e agosto, in clima temperato, la fioritura raggiunge il culmine; ai tropici è quasi continua grazie al rapido rinnovo dei boccioli. 5

Per profumare il tè si raccolgono i boccioli all'alba, ancora chiusi, quando concentrano il profumo che diminuisce rapidamente all'apertura. Freschi o essiccati, aromatizzano il tè verde o nero soprattutto in Cina. 6

Dato che le cultivar doppie producono pochi semi, si ricorre soprattutto alla talea semilegnosa di circa 8 cm, che radica in quattro settimane in un substrato sabbioso umido, oppure alla propaggine dei rami di un anno. Il seme resta utilizzabile nelle forme semplici con semi fertili. 6

Usi culturali

Nelle Filippine è fiore nazionale dal 1934 con il nome sampaguita. Se ne intrecciano ghirlande vendute davanti alle chiese e offerte tanto ai defunti quanto ai vivi. 6

Con il nome melati putih, in Indonesia è uno dei tre fiori nazionali. Ghirlande di boccioli adornano le acconciature delle spose giavanesi, mentre altre ghirlande di gelsomino decorano il kriss dello sposo. 6

In Thailandia il fiore simboleggia la festa della mamma; alle Hawaii, dove si chiama pikake, entra nelle tradizionali collane di fiori. 9 6

Nella tradizione induista in India il fiore è sacro e adorna capelli e trecce delle spose con il nome mogra. In Sri Lanka, dove è detto pichcha, accompagna offerte buddiste e ghirlande cerimoniali. 6

Per l'ASPCA la pianta è non tossica per gatti, cani e cavalli: un profilo rassicurante in casa con animali, pur mantenendo le precauzioni abituali. 8

Varietà e possibili confusioni

Il commercio orticolo propone soprattutto cinque cultivar. Maid of Orleans, a fiori semplici, si vende come sampaguita nelle Filippine e pikake alle Hawaii. Grand Duke of Tuscany, introdotta in Europa nel XVII secolo, ha petali doppi simili a una piccola rosa e un profumo più discreto. 6

Belle of India e Mysore Malli si somigliano: la seconda ha petali più corti e profumo considerato più intenso. Arabian Nights produce fiori doppi più piccoli di quelli di Grand Duke of Tuscany. 6

A distinguere Jasminum officinale sono le foglie composte e il portamento da grande rampicante, rispetto alle foglie semplici e all'arbusto compatto di Jasminum sambac. Trachelospermum jasminoides, spesso venduto come falso gelsomino stellato, appartiene invece alle Apocynaceae. 7

Fonti principali

Domande frequenti

Il Gelsomino d'arabia è tossico per cani e gatti?

No. L'ASPCA classifica Jasminum sambac come non tossico per gatti, cani e cavalli. Restano valide le normali precauzioni con gli animali curiosi.

Perché i fiori del mio Jasminum sambac appassiscono in un giorno?

Ogni fiore si apre verso sera e appassisce in dodici-venti ore: è il ciclo normale della specie. La pianta produce continuamente nuovi boccioli, dando l'impressione di una fioritura duratura.

Si può coltivare il Gelsomino d'arabia all'aperto?

In piena terra gela sotto -5 °C ed è adatto solo a climi miti e riparati. Altrove è più affidabile coltivarlo in un grande vaso da spostare in veranda o in un locale luminoso durante l'inverno.

Che differenza c'è tra Jasminum sambac e il gelsomino comune?

Jasminum sambac ha foglie semplici e un portamento arbustivo sarmentoso compatto; Jasminum officinale ha foglie composte e forma un grande rampicante. Nel dubbio, il nome scientifico è il riferimento più affidabile.

Come si usano i fiori di Jasminum sambac nel tè?

I boccioli raccolti all'alba, ancora chiusi, si usano freschi o essiccati per profumare le foglie di tè verde o nero, soprattutto in Cina. Il fiore aperto perde rapidamente il profumo.

Perché Jasminum sambac è un fiore nazionale nel Sud-est asiatico?

È il fiore nazionale delle Filippine dal 1934, con il nome sampaguita, e uno dei tre fiori nazionali dell'Indonesia, dove si chiama melati putih e adorna soprattutto le acconciature nuziali.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.