Pisello (Lathyrus oleraceus, Lam.)

Pisello (Lathyrus oleraceus Lam.) è una Fabaceae rampicante, annuale o perenne di breve durata, originaria dell’area dal Mediterraneo all’Afghanistan. Molto spesso chiamato Pisum sativum in orticoltura, si coltiva nella stagione fresca, con semina diretta e sostegni predisposti presto.

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Nome scientificoLathyrus oleraceus
GenereLathyrus
OrdineFabales

Pisello, Pisello da orto, Pisello coltivato e Garden pea

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini · Prudenza : gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Annuale · Pianta rampicante · Orto · Pianta commestibile · Pianta da esterno
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Annuale
Habitat
Rampicante di clima temperato; nell’orto cresce al fresco, su terreno drenato e con un sostegno leggero
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Resistenza al freddo
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Terreno fertile, Suolo fresco
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Esterno
Orto, Traliccio, Aiola sopraelevata
Aspetto
Altezza40–200 cmLarghezza20–60 cm
Foglie
Verde
Fiori
BiancoViolaRosa
Frutti
Verde

Identità

Pisello (Lathyrus oleraceus Lam.), della famiglia delle Fabaceae, è il pisello da orto per il quale POWO accetta questo nome botanico. Negli orti e sulle bustine di semi resta diffusissimo il nome Pisum sativum. 2 5 8

La doppia denominazione può sorprendere chi cerca questa coltura. Il nome orticolo Pisum sativum e quello accolto dal riferimento botanico, Lathyrus oleraceus, rimandano alla medesima pianta: conviene quindi mantenere esplicito il legame tra nome accettato e uso comune. 6 7

Nel trattamento di POWO, la specie è originaria dell’area dal Mediterraneo all’Afghanistan ed è una rampicante annuale o perenne di breve durata. Vi sono indicati impieghi nell’alimentazione umana e animale, oltre ad alcuni usi medicinali. 2

Per la coltivazione primaverile conta soprattutto il momento giusto per seminare. Il pisello riesce bene se parte al fresco, in un terreno che abbia smaltito l’acqua in eccesso, con i sostegni già pronti prima che i fusti si spezzino. 8

Riconoscimento

Fusti flessibili provvisti di viticci permettono al pisello di aggrapparsi a un sostegno leggero. Le foglie sono composte e i fiori papilionacei; seguono baccelli con più semi, verdi o gialli secondo la varietà. 5 2

Nell’orto anche il comportamento aiuta a riconoscerlo: cerca di arrampicarsi, si sviluppa nella stagione fresca e soffre se il caldo arriva troppo presto. Non è una coltura estiva, anche quando la semina viene ritardata confidando troppo nel clima. 8

Le forme nane e quelle rampicanti richiedono sostegni diversi. Alle prime basta un appoggio minimo; per le seconde occorrono reti, rami secchi o una griglia, collocati prima che la fila si pieghi su se stessa. 8

Occorre distinguere bene il pisello dal pisello odoroso. Lathyrus odoratus si coltiva per il profumo e i fiori recisi; L. oleraceus indica invece il pisello alimentare. Alcuni trattamenti li includono nello stesso genere ampliato, ma gli impieghi sono molto diversi. 6 2

Tassonomia utile

Il nome accolto da POWO per questa specie è Lathyrus oleraceus Lam. A questa identità botanica corrispondono i riferimenti Wikidata, POWO, WFO e IPNI. 1 2 3

Pisum sativum rimane una denominazione fondamentale nell’uso corrente. Wikipedia e pubblicazioni recenti spiegano che alcune fonti mantengono il genere Pisum, mentre POWO ne tratta il nome come sinonimo all’interno di Lathyrus. 6 7

Questa precisazione riguarda la stessa coltura seminata a marzo. Il pisello destinato alla cucina e la pianta descritta con il nome accettato non vanno interpretati come due specie separate soltanto perché cambia la nomenclatura. 8 4

Nel linguaggio pratico dell’orto, “pisello” resta il nome immediato. Il binomio Lathyrus oleraceus permette invece di collegare con precisione questa coltura al trattamento botanico che lo accetta. 2 5

Coltivazione a marzo

A marzo la semina può iniziare quando il terreno non è più appiccicoso né gelato. Una terra fredda e asfittica favorisce il marciume dei semi o un’emergenza irregolare. 8

Un inizio di primavera fresco favorisce il pisello. Se la coltura parte tardi, il caldo accorcia fioritura e raccolta; se parte troppo presto in terra satura d’acqua, la fila può diradarsi prima ancora di essersi sviluppata. 8

Conviene predisporre subito i sostegni: bastano una rete leggera, rami secchi o una griglia. Devono però essere pronti prima che i fusti si intreccino tra loro, perché districare una fila aggrovigliata rischia di spezzarli. 8

Preparare una fila ordinata, con sostegni già collocati e terreno drenato, rende semplice seguire i viticci mentre si orientano. Il pisello mostra presto il valore di questa preparazione essenziale, più utile di interventi energici quando i fusti sono già intrecciati. 8

L’acqua va fornita con regolarità e misura. Un eccesso rende il fogliame molle, aumenta il rischio di malattie e non migliora la tenuta dei baccelli. Durante fioritura e ingrossamento dei semi è preferibile un’umidità stabile agli sbalzi. 8

Usi

La destinazione principale è l’orto primaverile. Il pisello offre una raccolta breve e gratificante, facile da seguire anche per chi inizia, purché sia rispettata la finestra climatica favorevole. 8

Questa coltura si presta alle rotazioni, ai margini delle aiuole fresche, agli orti familiari e alle attività con i bambini. Occorre proteggere le semine dagli uccelli e lasciare agevole l’accesso per raccogliere. 8 5

La vicinanza a lattughe, agliacee o colture basse può funzionare se le distanze permettono all’aria di circolare. Riempire ogni spazio libero rischia invece di soffocare una coltura sensibile all’oidio. 8

Con i bambini il pisello offre osservazioni concrete: il seme è grande, l’emergenza evidente, il viticcio facile da capire e la raccolta rapida. Pochi ortaggi mostrano altrettanto bene il rapporto tra semina, sostegno e calendario. 8 5

Fotografare la coltura a intervalli permette di seguirne con facilità lo sviluppo nell’orto. 8

Dopo la raccolta, anche le radici di questa Fabaceae hanno interesse nella rotazione. Il pisello non diventa per questo un sovescio miracoloso: lo scopo principale resta produrre baccelli durante la stagione fresca. 5

Precauzioni

Pur essendo un alimento comune per l’uomo, il pisello richiede una distinzione dalle altre specie di Lathyrus. Alcune sono associate al latirismo quando vengono consumate in eccesso o in contesti alimentari fortemente limitati. 6 7

Per Lathyrus oleraceus, nell’orto familiare il problema pratico riguarda soprattutto gli animali che potrebbero ingerire quantità inappropriate, semi trattati o residui colturali non destinati al foraggio. Il riferimento resta il normale consumo umano dei piselli. 5 2

Seminare al fresco e presto, tenendo conto del terreno e predisponendo i sostegni, è il punto pratico della coltivazione di marzo. Il nome accettato Lathyrus oleraceus chiarisce l’identità botanica della pianta, mentre questi accorgimenti ne guidano la riuscita nell’orto. 8 2

Fonti principali

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.