Gelsomino azzurro (Plumbago auriculata, )
Gelsomino azzurro (Plumbago auriculata Lam.) è un arbusto sarmentoso sempreverde delle Plumbaginaceae, originario dell’area dal Mozambico al Sudafrica. Si coltiva per i grappoli di fiori celesti, la tolleranza al caldo e l’impiego in vaso, in siepi basse o su sostegni leggeri.
Leggi di piùGelsomino azzurro, Plumbago, Cape leadwort, Cape plumbago e Blue plumbago
Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.
Pieno sole o mezz’ombra luminosa; più sole favorisce la fioritura.





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(c) Σάββας Ζαφειρίου (Savvas Zafeiriou), some rights reserved (CC BY-NC), uploaded by Σάββας Ζαφειρίου (Savvas Zafeiriou) · cc-by-nc
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Taken Aug 17, 2020 by Thierry LE COM (cc-by-sa)
Taken Nov 1, 2017 by m h goujon (cc-by-sa)
Taken Dec 2, 2017 by Rocio Torres (cc-by-sa)
Taken Oct 4, 2021 by Gianni Del Bufalo (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
POWO indica un areale nativo dal Mozambico al Sudafrica, comprese le province del Capo, il Free State, il KwaZulu-Natal e le province settentrionali. La specie è ampiamente introdotta nelle regioni calde, tra cui Canarie, Madeira, Riunione, Italia, Spagna e varie isole tropicali.
- Autoctona2
- Introdotta3
- Mozambico
- Sudafrica
- Riunione
- Spagna
- Italia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Gelsomino azzurro (Plumbago auriculata Lam.) è una specie accettata delle Plumbaginaceae. POWO ne indica l’areale nativo dal Mozambico al Sudafrica; IPNI collega il nome alla pubblicazione di Lamarck del 1786. 1 3
Il nome francese dentelaire du Cap e quelli inglesi Cape leadwort e Cape plumbago designano lo stesso arbusto sarmentoso, chiamato anche Plumbago o Blue plumbago. Il vecchio nome Plumbago capensis resta in uso in orticoltura, ma POWO lo include nella sinonimia di Plumbago auriculata. 1 2
Questa specie dai fiori celesti ha un’identità botanica precisa: Plumbago auriculata non coincide con l’intero genere Plumbago, né con Ceratostigma plumbaginoides, altra pianta spesso chiamata plumbago nei giardini. 7 5
Riconoscimento
NC State descrive un arbusto perenne legnoso, sempreverde a foglia larga, alto circa 1,8-4,5 m secondo la forma di allevamento, con rami arcuati e portamento da arrotondato a ricadente. Può essere guidato come rampicante, ma richiede rami legati al sostegno: non si arrampica autonomamente. 4 5
Foglioline semplici e alterne, da verde chiaro a verde medio, hanno forma oblunga o oblanceolata. I fiori compaiono in grappoli sui nuovi germogli dall’estate all’autunno, con corolle tubolari celesti, talvolta bianche o rosate secondo la forma. 4 5
Le capsule offrono un ulteriore indizio: NC State le descrive come adesive e munite di uncini. Questa capacità di aderire facilita la dispersione dei semi nei climi favorevoli, anche se nella Francia metropolitana la specie resta soprattutto ornamentale. 4 1
Coltivazione in vaso e sostegni
Per coltivare il gelsomino azzurro servono calore, luce e drenaggio. NC State lo colloca nelle zone USDA 9-11, al sole o a mezz’ombra, in terreno sabbioso ben drenato. Nei climi freddi, compresi quelli francesi, il vaso con ricovero invernale resta la soluzione più sicura. 4 8
Durante l’estate le annaffiature devono sostenere la fioritura, soprattutto in vaso. In piena terra nei climi miti, una pianta ben radicata tollera meglio brevi periodi asciutti; in vaso, il disseccamento completo causa rapidamente la perdita di boccioli e foglie. Il substrato deve restare arioso, mai compatto e saturo. 4 8
Per guidare i rami su un graticcio occorrono legacci. A differenza di Passiflora caerulea, il plumbago non ha viticci; a differenza dell’edera, non ha organi adesivi. I rami flessibili vanno accompagnati sul sostegno oppure lasciati ricadere dal vaso. 4 5
Potare serve a infoltire la pianta e rinnovare i germogli fioriferi. Accorciare a fine inverno o dopo la fioritura limita i vecchi rami spogli, facilita il ricovero dei vasi e mantiene un portamento ordinato. 8
Nel contenitore conta soprattutto l’equilibrio fra acqua e aria. Un vaso troppo leggero si ribalta sotto i rami guidati; un substrato troppo fine perde aerazione dopo poche annaffiature estive. Un grande contenitore drenato e stabile, con potature regolari, rende la pianta più affidabile di un piccolo vaso in cui la zolla alterna siccità e saturazione. 4 8
Distribuzione e usi
Dal Mozambico alle province del Capo, al Free State, al KwaZulu-Natal e alle province settentrionali si estende l’areale nativo indicato da POWO. La specie è stata poi introdotta in numerose regioni calde, tra cui Riunione, Madeira, Canarie, Spagna, Italia, Hawaii e varie isole tropicali. 1 2
In giardino prevale l’impiego ornamentale: siepe libera, scarpata calda, vaso fiorito in terrazzo, sostegno leggero, aiuola mediterranea o giardino costiero. NC State cita anche la tolleranza al caldo, alla siccità e al sale, che ne spiega la diffusione lungo le coste miti. 4 8
Tollerare condizioni difficili non significa fare a meno delle cure. Nei climi miti la pianta può crescere a lungo e formare una massa di rami che fiorisce soprattutto alle estremità. Tagliare drasticamente il vecchio legno indebolito non equivale a rinnovare regolarmente i giovani germogli; conviene intervenire ogni anno prima che la struttura diventi intricata. 8
Il celeste della fioritura è il richiamo principale, ma esistono forme bianche. NC State cita Alba e Imperial Blue. La specie comprende queste variazioni; quando conta una precisa tonalità, occorre distinguere la cultivar nominata dal tipo botanico. 4
Confusioni e impieghi
Con il nome plumbago si possono indicare anche l’intero genere o altre piante da giardino. Ceratostigma plumbaginoides, per esempio, è una perenne tappezzante a fiori blu, più bassa e decidua, con portamento e resistenza al freddo diversi. 5 7
La denominazione storica Plumbago capensis non identifica una specie distinta quando indica questa pianta del Capo. POWO la classifica come sinonimo eterotipico di Plumbago auriculata, che resta il nome accettato. 1 3
Una veranda molto luminosa consente la coltivazione al coperto, ma il plumbago resta anzitutto un arbusto da esterno nei climi miti. In una stanza buia e riscaldata riceve spesso poca luce, si allunga e diventa sensibile alle cocciniglie. 4 8
Tossicità da contatto
Sul piano della sicurezza, NC State include Plumbago auriculata fra le piante capaci di provocare dermatite da contatto, con gravità media. La sostanza tossica indicata è la plumbagina, un chinone. 4
Il contatto può causare forte irritazione cutanea, arrossamento e vesciche. NC State elenca numerose parti coinvolte: corteccia, fiori, frutti, foglie, radici, linfa, semi e fusti. È quindi opportuno potare con i guanti, soprattutto per le persone sensibili. 4
Le indicazioni più solide riguardano il contatto umano. Anche per gli animali è prudente evitare una pianta tossica e irritante, senza attribuirle sintomi veterinari specifici non documentati dalla fonte. In pratica, evitare ingestione e masticazione dei rami e lavare la pelle dopo la potatura. 4 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Plumbago auriculata Lam.
- World Flora Online, Plumbago auriculata
- International Plant Names Index, Plumbago auriculata Lam.
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Plumbago auriculata
- Wikipedia EN, Plumbago auriculata
- Wikipedia FR, Plumbago auriculata
- Wikidata, Plumbago auriculata
- The Spruce, guida alla cura del plumbago del Capo
Domande frequenti
Il gelsomino azzurro si arrampica da solo?
No. È un arbusto sarmentoso da fissare ai sostegni con legacci; non possiede viticci né radici adesive.
Il gelsomino azzurro resiste al freddo?
È adatto soprattutto ai climi miti. NC State lo colloca nelle zone USDA 9-11; altrove è più affidabile coltivarlo in vaso e ripararlo in inverno.
Perché il mio gelsomino azzurro non fiorisce?
Poco sole, un vaso troppo piccolo, potature tardive o eccesso di azoto possono ridurre la fioritura sui nuovi germogli.
Plumbago auriculata è tossico?
Sì, per contatto. NC State segnala una forte dermatite dovuta alla plumbagina, con irritazione, arrossamento e vesciche.
Come si distingue da Ceratostigma plumbaginoides?
Ceratostigma plumbaginoides è una perenne tappezzante più bassa, spesso decidua; Plumbago auriculata è invece un arbusto sempreverde da allevare su sostegni nei climi miti.
Si può coltivare in vaso?
Sì. Un vaso grande, pesante e drenato, al sole, facilita il ricovero invernale e il controllo delle dimensioni.
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.


