Strelitzia nicolai (Strelitzia nicolai, Regel & Körn. 1858)

La Strelitzia nicolai è una pianta perenne arborescente della famiglia delle Strelitziaceae, originaria della costa dell'Africa australe. I fusti legnosi formano un tronco evidente che regge un fogliame a ventaglio, sormontato da un fiore bianco e blu scuro molto più grande di quello della cugina Strelitzia reginae.

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Nome scientificoStrelitzia nicolai
GenereStrelitzia
FamigliaStrelitziaceae
OrdineZingiberales

Bird-of-paradise tree, Giant white bird of paradise e Wild banana

Identità
Tossicità
Tossica per gatti, cani, cavalli ed esseri umani (frutti, semi, linfa)
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Vivace erbacea
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
SudafricaMozambicoBotswanaZimbabwe
Habitat
Foresta costiera sempreverde e boscaglie litoranee, in clima subtropicale
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
AutunnoInverno
Crescita
Ciclo
Vivace
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
4/10
Tempo di maturazione
Portamento arboreo e fioritura dopo diversi anni, spesso da 5 a 10 anni
Propagazione
Divisione dei polloni, Talea di succhione, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa; le grandi foglie si lacerano facilmente con il vento
Umidità
50–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Indicazioni sulla luce
Da pieno sole a mezz'ombra leggera
Interno
Veranda, Salone, Stanza luminosa
Distanza dalla finestra
Circa 50 cm da una finestra esposta a sud
Esterno
Aiuola a pieno sole, Patio ombreggiato
Vasi
Grande bacino, Vasca pesante drenante
Aspetto
Altezza6–9 mLarghezza2–3.5 m
Foglie
Verde
Fiori
BiancoBluViolaNeroDimensioni18–45 cm
Frutti
Marrone
Portamento
Strelitzia nicolai: origine e usi — portamento 1

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Strelitzia nicolai si estende lungo la costa dell'Africa australe, dal Capo Orientale al KwaZulu-Natal, con popolazioni segnalate anche in Mozambico, Botswana e Zimbabwe. Fuori da quest'area la specie si è naturalizzata in Messico (Veracruz) e nell'Australia orientale; altrove è largamente coltivata in piena terra nei climi miti o in casa.

  • Autoctona4
  • Introdotta2
  • Sudafrica
  • Mozambico
  • Botswana
  • Zimbabwe
  • Messico
  • Australia

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

La Strelitzia nicolai (Regel & Körn., 1858), detta anche strelitzia arborea o strelitzia gigante, appartiene al genere Strelitzia, nella famiglia delle Strelitziaceae. Regel e Körnicke la descrissero nel 1858. Dove Strelitzia reginae si ferma a 1-2 m senza tronco, Strelitzia nicolai sviluppa un tronco legnoso di 6-9 m: sul campo è la differenza che si nota per prima. 1 2

Il nome di «uccello del paradiso» nasce dal fiore: una brattea blu scuro regge sepali bianchi e una «lingua» blu violaceo, e la sagoma richiama la testa crestata di un uccello esotico, come in Strelitzia reginae. L'inglese wild banana descrive invece il fogliame a ventaglio, che prima della comparsa del tronco viene spesso scambiato per quello di un giovane Musa. 3 4

Riconoscimento

Pianta cespitosa dal portamento arboreo, Strelitzia nicolai alza fusti legnosi eretti che formano un tronco evidente, alto fino a 6-9 m; il cespo intero si allarga per 2-3,5 m. Le foglie grigio-verdi, disposte a ventaglio in cima ai fusti, arrivano a 1,8 m di lunghezza e il vento le lacera con facilità. 4 3

L'infiorescenza unisce una brattea blu scuro a forma di becco, sepali bianchi e una lingua blu violaceo; nel complesso può misurare fino a 18 cm di altezza per 45 cm di lunghezza. I fiori si aprono uno alla volta dalla stessa brattea e ciascuno dura pochi giorni, in una fioritura che si protrae per diverse settimane. 4 3

Senza un tronco sviluppato, un esemplare giovane somiglia a un banano o a una Strelitzia reginae ancora immatura: solo la fioritura, che arriva dopo diversi anni di crescita, scioglie il dubbio con certezza. 3

Tassonomia utile

POWO/WCVP accetta il nome Strelitzia nicolai Regel & Körn. I sinonimi principali da conoscere sono:

  • Strelitzia alba subsp. nicolai (Regel & Körn.) Maire & Weiller
  • Strelitzia quensonii Lem.

Il caso di alba subsp. nicolai mostra dove sta la trappola: il rango ridotto a sottospecie compare ancora in alcune banche dati, ma non sostituisce il nome accettato. Nemmeno va confusa con Strelitzia alba, specie distinta e pienamente accettata che condivide il soprannome di grande strelitzia a fiori bianchi. 1 5

Con Strelitzia alba e Strelitzia caudata, Strelitzia nicolai completa il trio delle grandi Strelitzia arborescenti del genere. Il portamento legnoso comune fa sì che in vivaio vengano confuse di frequente. 4

Habitat e distribuzione

Spontanea dalla zona del Great Fish River, nel Capo Orientale, fino a Richards Bay nel KwaZulu-Natal, la specie ha popolazioni segnalate anche in Mozambico, Botswana e Zimbabwe. Colonizza la foresta costiera sempreverde e le boscaglie litoranee dell'Africa australe. 6 3

Fuori dal suo areale si è naturalizzata nello stato messicano di Veracruz e nell'Australia orientale, tra il nord del Nuovo Galles del Sud e il sud del Queensland. Si coltiva anche in Florida, nella California costiera e nel bacino del Mediterraneo: una volta radicata, sopporta suoli poveri e l'aria salmastra della costa. 4 3

Ciclo e riproduzione

In coltivazione fiorisce a partire dalla primavera, mentre nell'areale nativo dell'Africa australe fiorisce da giugno a settembre. Che nasca da seme o da divisione, la giovane pianta impiega 5-10 anni a formare un tronco prima del primo fiore. 6 3

In natura i nettarinidi e altri uccelli nettarivori impollinano il fiore posandosi sulla brattea. Anche alcune scimmie si nutrono di fiori e semi, mentre rane e anatre trovano riparo nel fogliame fitto. Dopo l'impollinazione il fiore lascia il posto a una capsula triangolare bruna, che libera semi neri sormontati da un arillo arancione. 3

Chi la coltiva ottiene un esemplare fiorifero più in fretta con la divisione dei polloni basali che con la semina, che richiede di mettere i semi a bagno e diversi anni di pazienza prima della prima fioritura. 4 3

Usi e rischi

Il suo impiego resta soprattutto ornamentale e architettonico: la sagoma a ventaglio dà struttura a un'aiuola soleggiata, a un patio o a una piscina nei climi miti. In interni resta una pianta di grandi dimensioni, adatta a un atrio o a una stanza molto luminosa. Nei luoghi d'origine i fusti secchi servono anche a intrecciare corde. 3

In Italia, con zone di rusticità che vanno all'incirca dalla 7 alla 10, una specie delle zone USDA 10-11 trova spazio in piena terra solo nelle località costiere più riparate, dove il gelo resta raro e breve; altrove passa l'inverno in serra fredda o in casa.

La linfa irrita la pelle al contatto. Ingeriti, frutti, semi o foglie provocano nausea, vomito e sonnolenza in gatti, cani e cavalli, con possibili crampi addominali e diarrea nell'uomo. 3

Strelitzia nicolai è tra le poche piante in cui l'analisi chimica ha confermato la presenza di bilirubina, un pigmento di solito legato alla degradazione dell'emoglobina negli animali. 7 4

Varietà, confusioni e piante affini

Non esistono cultivar diffuse e stabili di questa specie; le differenze che si incontrano in vivaio riguardano soprattutto il vigore e la rapidità con cui si forma il tronco a seconda del clima di coltivazione. 3

Le confusioni frequenti riguardano:

  • Strelitzia alba, altra grande Strelitzia arborescente a fiori bianchi, distinta ma venduta spesso con lo stesso nome commerciale;
  • Strelitzia caudata, terza grande specie arborescente del genere, con popolazioni più ridotte;
  • Ravenala madagascariensis, dal fogliame a ventaglio quasi identico, benché i due generi appartengano a famiglie diverse;
  • i giovani banani del genere Musa, il cui fogliame giovanile ricorda quello di una Strelitzia nicolai ancora priva di tronco;
  • Strelitzia reginae, molto più piccola, erbacea e senza tronco, dai fiori arancio e blu.

In assenza di un fiore o di un tronco ben formato, distinguere queste piante con certezza dal solo fogliame resta difficile.

Fonti principali

Domande frequenti

La Strelitzia nicolai è un banano?

No. Strelitzia nicolai appartiene alla famiglia delle Strelitziaceae, distinta da quella dei banani (Musaceae), anche se il suo fogliame giovanile a ventaglio ricorda molto quello di un giovane Musa.

Che differenza c'è tra Strelitzia nicolai e Strelitzia reginae?

Strelitzia nicolai è una pianta arborescente molto più grande, con tronco legnoso e fiori bianchi e blu scuro. Strelitzia reginae resta un cespo erbaceo basso, senza tronco, con i caratteristici fiori arancio e blu.

La Strelitzia nicolai è tossica per cani e gatti?

Sì, ma in modo lieve. Frutti, semi e linfa possono causare nausea, vomito e sonnolenza in gatti, cani e cavalli, oltre a un'irritazione cutanea per contatto.

Perché la mia Strelitzia nicolai non fiorisce mai?

La pianta impiega diversi anni a sviluppare un tronco prima della prima fioritura e per arrivarci ha bisogno di pieno sole diretto. Un esemplare troppo giovane, troppo in ombra o rinvasato di recente può rimandare a lungo questa fase.

Che differenza c'è tra Strelitzia nicolai, Strelitzia alba e Strelitzia caudata?

Sono le tre grandi Strelitzia arborescenti del genere e hanno un portamento legnoso simile. In vivaio vengono scambiate spesso; solo un'osservazione botanica accurata del fiore permette di distinguerle con certezza.

La Strelitzia nicolai resiste al gelo?

Sopporta una gelata leggera e breve fino a circa -2 °C, ma un freddo più intenso o prolungato danneggia gravemente il fogliame e può distruggere la ceppaia.

È vero che questa pianta contiene bilirubina?

Sì. Strelitzia nicolai è tra le poche piante in cui l'analisi chimica ha confermato la presenza di bilirubina, un pigmento di solito associato agli animali.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.