Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus, L. 1753)

Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) è un suffrutice caducifoglio delle Ericaceae, diffuso nei sottoboschi acidi dell’Europa e dell’Asia temperata. I fusti verdi angolosi e i frutti blu-neri dalla polpa colorante lo distinguono dal mirtillo americano dei supermercati, una specie diversa spesso confusa con questa sotto lo stesso nome comune.

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Nome scientificoVaccinium myrtillus
GenereVaccinium
OrdineEricales

Mirtillo nero, Bilberry e Whortleberry

Identità
Tossicità
Non tossico; frutto commestibile, foglie ricche di tannini sconsigliate a lungo
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaNorvegiaPoloniaRegno UnitoGermaniaGroenlandiaGiapponeCanadaStati Uniti
Habitat
Sottoboschi acidi di conifere o latifoglie, brughiere e torbiere montane, praterie acidofile di quota
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
3/10
Tempo di maturazione
Colonia stabilita in 3–5 anni, frutti dal secondo o terzo anno
Propagazione
Divisione del rizoma, Talee semi-lignificate, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata, fogliame basso poco esposto al vento
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo acido, Terreno torboso, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Dal sole alla mezz’ombra; migliore fruttificazione al sole
Esterno
Aiuola per piante acidofile, Giardino di sottobosco
Vasi
Grande bacino, Vaso drenante
Aspetto
Altezza10–50 cmLarghezza30–100 cm
Foglie
VerdeRosso
Fiori
BiancoRosaDimensioni0.4–0.6 cm
Frutti
BluNero
Portamento
Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Vaccinium myrtillus comprende gran parte dell’Europa temperata e boreale, dalla Groenlandia alla Spagna e al Caucaso, e prosegue nell’Asia settentrionale fino al Giappone. Due popolazioni disgiunte vivono anche nel Canada occidentale e negli Stati Uniti nordoccidentali. In Francia la specie è limitata ai massicci montuosi ed è assente dalle pianure calcaree.

  • Autoctona9
  • Francia
  • Norvegia
  • Polonia
  • Regno Unito
  • Germania
  • Groenlandia
  • Giappone
  • Canada
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus L., 1753) è un suffrutice caducifoglio delle Ericaceae. Cresce nei sottoboschi acidi dell’Europa e dell’Asia temperata, dove la rete di rizomi sotterranei forma tappeti che talvolta persistono per decenni nello stesso sottobosco. 1 5

L’epiteto myrtillus deriva dal latino myrtus e richiama la somiglianza delle foglie con quelle del mirto comune, pianta mediterranea senza alcuna parentela botanica con questa specie. 5

In francese è chiamato anche brimbelle, gueule noire o raisin des bois, secondo la regione. Questi soprannomi rimandano tutti alla stessa causa: la colorazione intensa lasciata dal frutto maturo sulle dita e sulla lingua. In inglese è noto come Bilberry o Whortleberry. 6

Riconoscimento

Per riconoscere Vaccinium myrtillus si osservano anzitutto i fusti: a differenza della maggior parte degli arbusti, i giovani rami sono angolosi, alati e verde vivo, capaci di fotosintesi anche in inverno, dopo la caduta delle foglie. 2 5

Questo suffrutice rimane basso, fra 10 e 50 cm secondo l’età della colonia, e forma un tappeto denso che, una volta insediato, può vivere per decenni. 5 7

Ovali e finemente dentate, le foglie misurano 1–3 cm di lunghezza; diventano rosso vivo in autunno prima di cadere, un carattere stagionale affidabile per confermare la specie. 5

Un’urna pendula bianco-rosata di 4–6 mm costituisce il fiore, solitario o in coppia all’ascella delle foglie in aprile-maggio; ne deriva, secondo l’esposizione, un frutto sferico blu-nero, coperto di una fine pruina, dalla polpa rosso-violacea che macchia subito dita e lingua. 2 5

Tassonomia utile

Per questa pianta Kew e POWO mantengono il nome accettato Vaccinium myrtillus L., unica specie del genere corrispondente in senso stretto al mirtillo selvatico europeo. 1

Fra le varietà e forme descritte figurano Vaccinium myrtillus var. microphyllum Hook., popolazione nordamericana a foglie più piccole oggi ricondotta in sinonimia alla specie tipo, e Vaccinium myrtillus f. leucocarpum (Dumort.) Busch, rara forma con frutti bianchi anziché blu-neri. 1

Il francese myrtille viene talvolta usato impropriamente per altre specie del genere. Nei supermercati i frutti venduti con questo nome sono in genere quelli di Vaccinium corymbosum, il mirtillo americano coltivato: rispetto al mirtillo selvatico europeo, la sua polpa rimane chiara e colora appena le dita. 8

Habitat e distribuzione

L’areale di Vaccinium myrtillus abbraccia gran parte dell’Europa temperata e boreale, dalla Groenlandia alla Spagna e al Caucaso, e prosegue nell’Asia settentrionale fino al Giappone. Due popolazioni disgiunte esistono anche nel Canada occidentale e negli Stati Uniti nordoccidentali. Questa distribuzione ampia dipende dalla tolleranza termica: la pianta sopporta temperature da −30 a 32 °C secondo la stagione, un intervallo che ne spiega la presenza sia in Groenlandia sia in Giappone. 1 5

Sul territorio francese è limitata ai massicci montuosi, Vosgi, Giura, Alpi, Massiccio Centrale e Pirenei, nei sottoboschi di conifere o latifoglie, nelle brughiere e nelle torbiere, sempre su suolo acido e mai calcareo. 8

La raccolta spontanea costituisce l’unica fonte commerciale significativa: la pianta non viene praticamente coltivata e diversi paesi nordici ne ricavano una produzione economicamente importante, malgrado i pochi studi sulla domesticazione. 7

In quota il mirtillo nero raggiunge circa 2.350 m, nelle praterie acidofile, ai margini delle brughiere a ericacee o nello strato basso delle foreste montane di pino e abete rosso. Taglio raso e lavorazione meccanica intensiva dei suoli forestali restano le principali minacce locali, benché la popolazione globale sia stabile. 5 7

Ciclo e riproduzione

Aprile e maggio segnano la fioritura; ogni fiore, impollinato da bombi e api selvatiche, dà un frutto che matura lentamente, da luglio a settembre secondo l’altitudine. 2 5

L’espansione delle colonie avviene soprattutto mediante rizomi sotterranei, che formano un tappeto continuo; la riproduzione da seme rimane minoritaria e si insedia più lentamente in un sottobosco già occupato. 5 7

In giardino, la divisione dei rizomi o la talea di fusti semilegnosi a fine estate danno risultati migliori della semina, che richiede una stratificazione fredda prima della germinazione. 3

Usi e rischi

Fresco o cotto, il frutto si consuma in confetture, crostate o sciroppi; non è tossico per l’uomo né per i principali animali domestici. 4

Da circa 1.000 anni in Europa le foglie si usano nelle tisane tradizionali, per impieghi contro diabete o disturbi della vista non convalidati scientificamente; i loro tannini rendono sconsigliato il consumo prolungato o ad alte dosi. 4 3

Gli integratori di mirtillo nero rimangono ben tollerati alle dosi alimentari abituali, ma un parere medico è utile per chi segue una terapia anticoagulante. 4

La colorazione del frutto e buona parte del suo interesse nutrizionale dipendono dalle antocianine presenti nella buccia e nella polpa, insieme a pectina, acido clorogenico e vitamina C; le foglie concentrano invece tannini, catechine e arbutina, composti tradizionalmente ricercati per uso esterno sulla pelle. 5

Varietà, confusioni e piante affini

È frequente confondere il mirtillo selvatico con quello commerciale: quest’ultimo, Vaccinium corymbosum, produce frutti a polpa chiara che non macchia, mentre il vero mirtillo europeo colora intensamente la bocca grazie alle antocianine presenti anche nella polpa. 6 8

Altre due Ericaceae affini possono creare confusione: Vaccinium vitis-idaea, il mirtillo rosso, con fogliame coriaceo sempreverde e frutti rossi a grappolo, e Vaccinium uliginosum, il mirtillo blu, con fusti rotondi e foglie intere glaucescenti, privi degli angoli verdi caratteristici di Vaccinium myrtillus. 2

Su terreno calcareo o mal drenato, con pH superiore a 6, compare rapidamente una clorosi da carenza di ferro o manganese: un segno affidabile che la pianta è stata collocata fuori dalle sue condizioni native. 2

Fonti principali

Domande frequenti

Il mirtillo del supermercato è la stessa pianta del mirtillo selvatico?

Nella maggior parte dei casi no. Quello in commercio è generalmente Vaccinium corymbosum, il mirtillo americano coltivato, dalla polpa chiara e poco colorante, distinto da Vaccinium myrtillus, il mirtillo selvatico europeo a polpa rosso-violacea.

Il mirtillo nero è tossico per gatti e cani?

No. Il frutto non è tossico per l’uomo né per i principali animali domestici. È sconsigliato soltanto un consumo eccessivo e prolungato delle foglie, ricche di tannini.

Perché il mirtillo nero non cresce in un giardino calcareo?

Vaccinium myrtillus richiede terreno acido, con pH fra 4,5 e 6. Sul calcare sviluppa clorosi per carenza di ferro e manganese e deperisce nel giro di qualche stagione.

Come distinguere il mirtillo nero dal mirtillo rosso?

Vaccinium vitis-idaea, il mirtillo rosso, conserva tutto l’anno foglie coriacee sempreverdi; il mirtillo nero perde invece le foglie ogni autunno e mostra fusti verdi angolosi ben visibili in inverno.

Quando arriva il primo raccolto di mirtilli neri in giardino?

In genere occorrono due o tre anni dall’impianto per i primi frutti, poi la produzione diventa regolare quando la colonia rizomatosa è ben stabilita.

Il mirtillo nero selvatico è minacciato?

La specie è ancora ampiamente diffusa e globalmente stabile, ma il taglio raso e la lavorazione intensiva dei suoli forestali indeboliscono alcune popolazioni locali nelle zone sfruttate.

Si possono bere tisane di foglie di mirtillo nero senza rischi?

Per un uso occasionale sì. Il consumo prolungato o ad alte dosi è sconsigliato per i tannini delle foglie; è utile un parere medico in caso di terapia anticoagulante.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.