Malvarosa (Alcea rosea, )
Malvarosa (Alcea rosea) è un’erbacea biennale o perenne di breve durata delle Malvaceae. Il primo anno forma una rosetta di foglie; il secondo sviluppa un alto fusto eretto con grandi fiori a imbuto, da giugno a settembre. L’origine è discussa fra Asia temperata e Cina sudoccidentale; oggi è una presenza classica nei giardini di campagna.
Leggi di piùMalvarosa, Malvone, Alcea e Hollyhock
Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.
Pieno sole indispensabile





© foto
Patrick Le Mao · cc0
Vasily Reinkymov · cc0
George Papademetriou · cc-by
Taken Aug 25, 2022 by Jacques Zuber (cc-by-sa)
Taken Aug 16, 2022 by Andrzej Konstantynowicz (cc-by-sa)
Taken Aug 8, 2019 by Mathias Chouet (cc-by-sa)
Taken Aug 6, 2020 by Dieter Wagner (cc-by-sa)
Taken Aug 31, 2021 by maire sofia (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’origine di Alcea rosea resta discussa: POWO la associa all’Asia temperata e alla Turchia, mentre altri botanici indicano la Cina sudoccidentale e una diffusione verso ovest lungo le rotte commerciali, poi con le crociate o l’espansione ottomana. Oggi è coltivata in tutto il mondo e si risemina spontaneamente in città, senza essere considerata invasiva.
- Autoctona1
- Introdotta1
- Turchia
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La malvarosa (Alcea rosea L., 1753), chiamata anche malvone, è un’erbacea biennale o perenne di breve durata delle Malvaceae. Il nome francese rose trémière viene ricondotto a un’alterazione di «rosa d’oltremare», espressione documentata dal XVI secolo che richiama il presunto arrivo attraverso il Mediterraneo. La denominazione racconta quindi una storia di circolazione orticola, senza risolvere da sola la questione dell’origine botanica. 8 1
La provenienza geografica resta discussa. POWO la considera un cultigeno associato alla Turchia; altri botanici indicano la Cina sudoccidentale e una diffusione verso ovest attraverso i commerci, poi con le crociate o l’espansione ottomana fra XII e XVI secolo. L’ipotesi di un antico ibrido fra Alcea setosa e Alcea pallida, specie dell’Europa orientale e dell’Asia occidentale, spiegherebbe questa origine incerta. 1 8
Anche il nome francese bâton de Jacob, legato ai pellegrini di Santiago di Compostela, evoca il portamento eretto. Il fusto raggiunge infatti 1,5–2,5 m già al secondo anno, una silhouette che ha reso la malvarosa un classico dello sfondo delle aiuole nei giardini di campagna. 8
Riconoscimento
Una rosetta di grandi foglie tondeggianti precede lo sviluppo del fusto fiorale. Le foglie hanno tre, cinque o sette lobi poco profondi e una superficie ruvida al tatto. Nel secondo anno compare un fusto eretto di 1,5–2,5 m, con una larghezza di appena 50–100 cm: il portamento è colonnare e, in un luogo riparato, generalmente non richiede sostegni. 2 4
I fiori a imbuto misurano 8–10 cm e si aprono lungo il fusto dal basso verso l’alto, fra giugno e settembre. Le selezioni orticole coprono una gamma dal bianco al rosa, al rosso, al giallo e al porpora quasi nero. La successione dei fiori lungo l’asse permette di vedere contemporaneamente boccioli e corolle aperte. 2 3
Le macchie arancioni della ruggine compaiono spesso sulle foglie basse, mentre la fioritura prosegue nella parte alta del fusto. Un esemplare macchiato in piena estate può quindi essere comunque una malvarosa ben riconoscibile: il danno fogliare non indica da solo un errore d’identificazione. 3 4
Tassonomia e nomi
Nel repertorio POWO il nome accettato è Alcea rosea L. Il sinonimo omotipico Althaea rosea (L.) Cav. è rimasto a lungo nelle flore europee prima dell’adozione del genere Alcea. Altri nomi della letteratura storica sono:
- Malva rosea (L.) E.H.L.Krause, sinonimo storico;
- Alcea rosea var. sinensis (Cav.) Alef., nome varietale storico;
- Althaea sinensis Cav., sinonimo storico;
- Althaea chinensis Wall., sinonimo storico;
- Althaea flexuosa Sims, sinonimo storico.
Gli epiteti sinensis e chinensis richiamano l’ipotesi di una provenienza cinese, presente anche nella tradizione dei nomi della specie. Per l’acquisto e la ricerca botanica il riferimento stabile rimane però il binomio accettato, Alcea rosea. 1 8
La vicina Alcea ficifolia L., con foglie più incise e fiori spesso gialli, è una specie distinta. Le due possono incrociarsi facilmente in vivaio: questo spiega parte della confusione sulle etichette, ma non rende Alcea ficifolia un sinonimo della malvarosa. 1
Habitat e distribuzione
Fra Asia temperata e Turchia viene collocato l’areale d’origine ipotizzato, con ambienti di margine, scarpate e bordi stradali soleggiati. Secoli di coltivazione in Europa, Asia orientale e Nordamerica hanno diffuso la pianta ben oltre questo ambito iniziale attraverso gli scambi orticoli. 1 3
La malvarosa non è considerata invasiva, ma si risemina spontaneamente negli incolti, nei terreni abbandonati e nelle fessure dei marciapiedi grazie all’abbondanza dei semi. La rusticità riportata fino a -15 °C permette alle piante nate fuori dai giardini di superare l’inverno nei climi temperati, tanto negli Stati Uniti quanto nell’Europa occidentale. 8 3
In Francia rimane soprattutto una pianta coltivata. L’inventario nazionale del patrimonio naturale la registra con i nomi francesi rose trémière, passerose e alcée rose: queste denominazioni appartengono alla nomenclatura locale e non indicano specie diverse. 7
Ciclo e riproduzione
La semina estiva, preferibilmente in agosto o settembre, precede di un anno la fioritura attesa. A circa 20 °C i semi germinano in due o tre settimane. Durante la prima stagione la pianta costruisce una rosetta bassa, attraversa l’inverno in dormienza e sviluppa il fusto fiorale nella primavera seguente. La mancata fioritura iniziale è dunque coerente con il ciclo biennale. 5 2
Dopo l’appassimento di ogni fiore si forma un frutto secco a disco segmentato, simile a una piccola forma di formaggio. A maturità libera numerosi semi piatti: questa produzione spiega la facilità con cui la malvarosa ricompare spontaneamente anche negli spazi urbani vicini ai giardini. 8
In coltivazione si propaga soprattutto per semina. Nei climi miti gli esemplari che persistono oltre due anni possono anche essere divisi in primavera. In questi casi il comportamento è quello di una perenne di breve durata, anziché di una biennale rigorosa. 5 2
Usi e rischi
Lo sfondo delle aiuole e i muri soleggiati sono le collocazioni ornamentali più comuni. Un muro offre inoltre un appoggio naturale contro il vento ai fusti alti, carichi di fiori, mantenendo visibile il caratteristico sviluppo verticale della pianta. 4 3
Le parti della malvarosa sono commestibili: giovani foglie cotte come verdura, boccioli e petali crudi in insalata o essiccati per infusi, radice ricca di amido. L’ASPCA la elenca fra le piante non tossiche per gatti, cani e cavalli. 5 6
La medicina tradizionale impiega fiori e radici mucillaginosi come emollienti delle vie respiratorie e urinarie. Studi più recenti hanno isolato nei fiori polisaccaridi con attività antiulcera e composti antiossidanti. Si tratta di impieghi tradizionali o risultati sperimentali, che non equivalgono a trattamenti clinicamente validati. 8 5
Il problema orticolo principale è fungino: la ruggine della malvarosa, causata da Puccinia malvacearum, macchia e dissecca quasi ogni estate le foglie inferiori. La fioritura in cima al fusto può comunque continuare, anche quando il fogliame basso appare compromesso. 2 3
Varietà e piante simili
Il gruppo Chater’s Double rappresenta le selezioni a fiore doppio sviluppate a partire dal XIX secolo, accanto alle forme semplici più vicine al tipo selvatico. 'Nigra', dai fiori quasi neri, ha ricevuto l’Award of Garden Merit della RHS; la serie Halo, dal centro contrastante, è stata selezionata per migliorare la resistenza alla ruggine. 2
Le confusioni riguardano soprattutto Alcea ficifolia, dalle foglie incise, e gli ibridi orticoli fra le due specie, non sempre descritti con precisione nelle etichette. Un fusto comparso spontaneamente in città deriva generalmente dai semi di un giardino vicino. Le fonti non descrivono per Alcea rosea popolazioni naturalizzate stabilmente insediate fuori dai giardini. 1 8
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Alcea rosea L.
- Royal Horticultural Society, Alcea rosea - malvarosa
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Alcea rosea
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Alcea rosea
- Plants For A Future, Alcea rosea
- ASPCA, malvarosa, scheda di tossicità
- INPN, Alcea rosea L. 1753 - malvarosa
- Wikipedia FR, Alcea rosea
- Wikidata, Alcea rosea
Domande frequenti
La malvarosa è tossica per gatti e cani?
No. L’ASPCA considera Alcea rosea non tossica per gatti, cani e cavalli. Anche per le persone le parti della pianta sono commestibili, comprese foglie, boccioli e petali.
Perché la malvarosa non fiorisce il primo anno?
È il normale ciclo biennale. Il primo anno produce una rosetta di foglie senza fiori; il fusto fiorale compare nella seconda stagione, dopo la dormienza invernale.
Come contenere la ruggine delle foglie?
Rimuovi le foglie colpite alle prime macchie arancioni, annaffia al piede senza bagnare la chioma e distanzia le piante per favorire l’aria: queste misure limitano la diffusione di Puccinia malvacearum.
Si possono mangiare i fiori di malvarosa?
Sì. Boccioli e petali si consumano crudi in insalata o essiccati per infusi; le foglie giovani si cuociono come verdura. Anche la radice fornisce amido commestibile.
Che differenza c’è tra Alcea rosea e Althaea rosea?
Nessuna differenza botanica: Althaea rosea è un sinonimo storico di Alcea rosea, a lungo usato nelle flore europee prima che le classificazioni attuali adottassero il genere Alcea.
La malvarosa è invasiva?
Non è classificata invasiva. Produce però molti semi e si risemina facilmente negli incolti e nelle fessure dei marciapiedi, senza formare popolazioni stabilmente insediate fuori dai giardini.
La malvarosa ha bisogno di un tutore?
Non sempre. In una posizione riparata il fusto si sostiene da solo; dove soffia il vento, un tutore discreto o un muro di appoggio riduce il rischio che i fusti alti e carichi di fiori si spezzino.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




