Million bells (Calibrachoa, )
Calibrachoa (Calibrachoa), spesso venduta come Million bells, è un genere delle Solanaceae vicino alla petunia, originario del Sudamerica. Le piante in vendita sono quasi sempre ibridi ricadenti (Calibrachoa × hybrida), coltivati in vasi e cesti sospesi per la fitta fioritura di piccole campanelle, dall’inizio dell’estate alle gelate.
Leggi di piùMillion bells



© foto
Michelle W. (鍾偉瑋) · cc-by
Perry Grissom · cc-by
Summit Metro Parks · cc-by
Distribuzione mondiale
Calibrachoa è originario del Brasile meridionale e orientale, dell’Uruguay, dell’Argentina nordorientale e più ampiamente del Sudamerica meridionale. Gli ibridi orticoli in vendita vivono soltanto in coltura: l’areale selvatico va distinto dalle regioni temperate dove vengono coltivati come annuali.
- Autoctona4
- Brasile
- Uruguay
- Argentina
- Paraguay
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Calibrachoa (Calibrachoa Cerv., 1825) è un genere delle Solanaceae vicino alla petunia e originario del Sudamerica. In vivaio il nome indica quasi sempre ibridi ricadenti, riuniti sotto la denominazione Calibrachoa × hybrida e venduti con marchi come Million bells o Superbells. 1 2
Sono piante sensibili al gelo, coltivate come annuali nei climi temperati per la fioritura estiva molto fitta in cesti sospesi e fioriere. Ogni esemplare produce decine di piccoli fiori a campanella, continuamente rinnovati: da qui il richiamo alle “milioni di campanelle” del nome commerciale. 2 5
Riconoscimento
Per riconoscere Calibrachoa si osservano anzitutto le corolle a imbuto con cinque lobi saldati, larghe 2–3 cm, molto più minute di quelle della petunia. La gola, spesso più scura o gialla, mette in risalto il centro del fiore. 2 3
Il cespo rimane basso e ricadente: i fusti sottili e ramificati superano appena 8 cm di altezza, ma si allargano e ricadono fino a 50 cm. Le foglie sono piccole, verde medio e leggermente appiccicose al tatto, come in molte Solanaceae. 2 3
Nel pieno dell’estate la fioritura copre quasi il fogliame. Le serie orticole offrono rosa, porpora, rosso, giallo, arancio, bianco e blu, spesso senza profumo apprezzabile. 5 3
Tassonomia utile
Cervantes descrisse il genere Calibrachoa nel 1825, ma le sue specie furono a lungo incluse in Petunia. Gli studi cromosomici e molecolari degli anni Ottanta e Novanta mostrarono due gruppi distinti: Calibrachoa possiede nove coppie di cromosomi (2n = 18), contro sette di Petunia (2n = 14). 1 4
In base a questa distinzione Wijsman ricombinò in Calibrachoa le specie con nove cromosomi; Stehmann e Semir precisarono poi i confini moderni del genere negli anni Novanta. Oggi si contano circa trenta specie selvatiche, quasi tutte sudamericane. 1
Gli esemplari ornamentali sono ibridi orticoli, denominati Calibrachoa × hybrida, anziché specie selvatiche. Nomi di serie come Superbells e Cabaret sono marchi commerciali, non ranghi botanici. 2 3
Habitat e distribuzione
Le popolazioni selvatiche di Calibrachoa provengono dal Brasile meridionale e orientale, dall’Uruguay, dal Paraguay e dall’Argentina nordorientale. Occupano ambienti aperti subtropicali, su terreni sabbiosi o rocciosi in piena luce, spesso lungo le strade o sugli affioramenti. 1 2
L’esposizione naturale è il pieno sole: queste piante tollerano il caldo estivo e una certa siccità una volta attecchite, ma temono terreno fradicio e gelo. Questo spiega anche il comportamento degli ibridi, esigenti in luce e sensibili all’eccesso d’acqua. 2 3
Al di fuori dell’areale originario Calibrachoa si incontra soltanto coltivata. In Francia, negli Stati Uniti o in Giappone gli ibridi si piantano ogni primavera in vasi e cesti sospesi e scompaiono in autunno; nei climi temperati freddi non si naturalizzano. 5
Ciclo e riproduzione
Dal punto di vista botanico Calibrachoa è una perenne sensibile al gelo. In clima mite può ricrescere da un anno all’altro; nelle regioni temperate fredde viene trattata come annuale e muore alle prime gelate. Fiorisce dall’inizio dell’estate senza interruzioni fino all’arrivo del freddo. 2 3
Gli ibridi ornamentali formano pochissimi semi fertili e quasi mai si riseminano spontaneamente. Si moltiplicano quindi per talea di fusto con nodo, al caldo e con nebulizzazione leggera: in due o tre settimane si ottengono piante uguali alla pianta madre. 2
Gran parte delle serie commerciali è costituita da cultivar protette, la cui moltiplicazione resta riservata all’uso strettamente personale. La semina è possibile nelle specie botaniche, mentre negli ibridi dà esiti incerti e non riproduce fedelmente il colore originario. Una talea prelevata a fine estate, tenuta alla luce e al riparo dal gelo, permette di conservare un colore preciso nella stagione seguente. 5 2
Usi e rischi
L’impiego di Calibrachoa è esclusivamente ornamentale: cesti sospesi, fioriere da balcone e vasi da terrazzo, dove i fusti ricadenti creano una cortina fiorita dall’inizio dell’estate all’autunno. Ben nutrita e in pieno sole, fiorisce continuamente e lascia cadere i fiori appassiti senza richiederne la rimozione. 5 2
Quanto alla tossicità, l’ASPCA non include Calibrachoa tra le piante tossiche per gatti, cani o cavalli, diversamente da varie Solanaceae ricche di alcaloidi. Un’ingestione abbondante può al massimo provocare lievi disturbi digestivi; è quindi una scelta sicura per balconi frequentati da animali e bambini piccoli. 6 4
Varietà, confusioni e piante affini
In vivaio Calibrachoa viene proposta per serie di ibridi, più che per specie. Le gamme Million bells, Superbells, Cabaret e Calita comprendono selezioni di portamento e colori diversi: sono marchi orticoli, da scegliere valutando colore, vigore e salute della pianta all’acquisto. 2 3
Tra le piante più facili da confondere con Calibrachoa figurano:
- Petunia, la petunia, con fiori decisamente più grandi e foglie più larghe;
- Petunia × hybrida, la surfinia, anch’essa ricadente ma con corolle ampie;
- Solanum, altre Solanaceae ornamentali di portamento e fogliame simili.
Fiori a campanella piccoli, fioritura abbondantissima e caduta spontanea dei fiori appassiti sono i caratteri più affidabili per distinguere Calibrachoa dalla petunia. 2 5
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Calibrachoa Cerv.
- North Carolina Extension Gardener Plant Toolbox, Calibrachoa × hybrida
- Missouri Botanical Garden, ibridi di Calibrachoa
- Encyclopaedia Britannica, Solanaceae (famiglia delle solanacee)
- Royal Horticultural Society, risultati della ricerca Calibrachoa
- ASPCA, elenco delle piante tossiche e non tossiche per i gatti
Domande frequenti
Calibrachoa è tossica per gatti e cani?
No. L’ASPCA non include Calibrachoa tra le piante tossiche per gatti, cani o cavalli. Un’ingestione abbondante può al massimo causare lievi disturbi digestivi, senza gravità.
Che differenza c’è tra Calibrachoa e petunia?
Calibrachoa ha fiori più piccoli e numerosi, fogliame più fine e lascia cadere da sola i fiori appassiti. I due generi appartengono alle Solanaceae ma differiscono per il numero di cromosomi.
Perché Calibrachoa ha le foglie gialle?
L’ingiallimento tra le nervature indica spesso clorosi ferrica dovuta ad acqua troppo calcarea, oppure carenza di concime. Acqua dolce e concime per fiori regolare ripristinano presto il colore.
Bisogna togliere i fiori appassiti di Calibrachoa?
Non è necessario. Diversamente dalla petunia, Calibrachoa lascia cadere da sola i fiori appassiti e continua a fiorire senza interventi.
Calibrachoa ricresce ogni anno?
È una perenne sensibile al gelo, coltivata come annuale nei climi temperati. Dopo un inverno freddo non ricresce: si riproduce per talea a fine estate oppure si acquista nuovamente in primavera.
Quale esposizione preferisce Calibrachoa?
Il pieno sole, con almeno sei ore di luce diretta, garantisce la fioritura più fitta. All’ombra la pianta si allunga e fiorisce molto meno.
Si possono fare talee di Calibrachoa acquistata?
Tecnicamente sì, mediante talee di fusto con nodo, ma gran parte degli ibridi è protetta. La moltiplicazione deve restare per uso personale e la semina dà risultati incerti.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.



