Faggio (Fagus sylvatica, L. 1753)

Faggio (Fagus sylvatica) è un grande albero caducifoglio delle Fagaceae, originario dell’Europa temperata. Si riconosce dalla corteccia liscia e grigia, poco fessurata anche negli esemplari anziani, dalle foglie ovali bordate di peli sericei e dalle faggiole triangolari, racchiuse a due o tre in una cupola spinosa.

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Nome scientificoFagus sylvatica
GenereFagus
OrdineFagales

Faggio, Faggio comune, Faggio selvatico, Faggio occidentale, European beech e Common beech

Identità
Tossicità
Bassa, faggiole crude irritanti se consumate in eccesso (fagina)
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaGermaniaRegno UnitoBelgioItaliaSpagnaPoloniaDanimarca
Habitat
Boschi decidui di pianura e media montagna, suoli anche calcarei, fuori dalle zone con estati troppo calde e secche
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Fioritura e primi frutti fra 30 e 80 anni secondo le condizioni
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Moderata; radici superficiali, sensibile alle tempeste su terreni poco profondi
Umidità
50–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo calcareo, Suolo profondo, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa
Pieno sole o mezz’ombra
Esterno
Aiuola, Siepe campestre, Terra piena
Aspetto
Altezza2000–4000 cmLarghezza1000–2000 cm
Foglie
VerdeGialloMarrone
Fiori
VerdeGialloMarrone
Frutti
VerdeMarroneDimensioni1.5–2.5 cm
Portamento
Faggio (Fagus sylvatica): origine e usi — portamento 1

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Fagus sylvatica copre l’Europa temperata, dalla Scandinavia meridionale e dalle isole Britanniche al nord della Spagna, all’Italia e ai Balcani, con un’estensione verso l’Asia Minore e il Caucaso. In Francia occupa boschi umidi in quasi tutto il territorio, Corsica compresa, tranne nella pianura mediterranea, dove l’estate è troppo calda e secca.

  • Autoctona8
  • Francia metropolitana
  • Germania
  • Regno Unito
  • Belgio
  • Italia
  • Spagna
  • Polonia
  • Danimarca

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Faggio (Fagus sylvatica L., 1753), detto anche faggio comune, faggio selvatico o faggio occidentale, è un grande albero caducifoglio delle Fagaceae, la famiglia di querce e castagni. Linneo lo descrisse nel 1753 nello Species Plantarum: per le attuali banche dati di riferimento, oltre 270 anni dopo, lo stesso binomio rimane il nome scientifico accettato. 1 7

L’epiteto sylvatica deriva dal latino silva, «foresta», e riassume il suo ruolo ecologico. Il faggio domina infatti vaste faggete, pure oppure miste con querce e carpini, in buona parte dei boschi francesi fuori dalla fascia mediterranea. 8 7

Riconoscimento

La corteccia liscia e grigiastra resta uno dei caratteri più affidabili del faggio, anche negli esemplari anziani. Si screpola molto meno di quella della maggior parte dei grandi alberi forestali, che con l’età sviluppano fessure evidenti. 7 6

Le foglie del faggio sono ovali, intere oppure leggermente sinuato-dentate, con peli sericei lungo il margine, ben visibili alla ripresa vegetativa. Misurano comunemente 5–10 cm e presentano 7–9 paia di nervature; in autunno diventano di un bronzo dorato. In inverno aiutano a riconoscerlo le foglie morte e brune trattenute dai giovani esemplari e dalle siepi potate fino alla primavera: è la marcescenza. 4 3

Secondo le condizioni di crescita, l’albero raggiunge comunemente 30 m, raramente oltre 40 m, con una chioma larga 10–15 m. La crescita rimane media e regolare, senza un rallentamento marcato nell’albero adulto. 5

Tassonomia utile

Fagus silvatica, grafia talvolta presente nelle vecchie flore, è soltanto una variante del nome oggi accettato, Fagus sylvatica L. Scopoli aveva invece collocato temporaneamente la specie nel genere del castagno, con il nome Castanea fagus Scop.. Questa sinonimia abbandonata ricorda la somiglianza visiva fra alberi vicini della famiglia delle Fagaceae. 7 1

Le popolazioni dell’Europa orientale e del Caucaso sono talvolta distinte come sottospecie orientalis, oppure trattate come specie separata, Fagus orientalis. Questa distinzione aiuta a non scambiare una variazione geografica per una differenza botanica di maggiore portata. 1

Habitat e distribuzione

Dalla Scandinavia meridionale alle isole Britanniche, fino alla Spagna settentrionale, all’Italia e ai Balcani, l’areale nativo del faggio interessa l’Europa temperata, con un’estensione verso l’Asia Minore e il Caucaso. 7 1

In Francia la specie occupa boschi umidi in quasi tutto il territorio, inclusa la Corsica. Fa eccezione la pianura mediterranea, dove la siccità estiva costituisce un limite alla sua presenza. 7 8

I popolamenti forestali dominati dal faggio vengono spesso definiti climacici dai fitosociologi. La sua elevata tolleranza all’ombra gli permette infatti di rinnovarsi sotto la propria copertura, dove molte specie pioniere non riescono a insediarsi. L’IUCN lo classifica ancora a minor preoccupazione, pur in presenza di una sensibilità documentata alle estati calde e secche, sempre più importante nelle regioni di pianura. 7 9 4

Ciclo e riproduzione

Fiori maschili e femminili separati compaiono sullo stesso albero in aprile e maggio: il faggio è dunque monoico. I fiori maschili pendono in amenti globosi dal lungo peduncolo; quelli femminili, riuniti a due o tre, sono racchiusi in un involucro a quattro divisioni, ricoperto di setole. 7 4

L’albero inizia spesso a fiorire soltanto fra 30 e 80 anni. Per questo un giovane faggio piantato in giardino può richiedere decenni prima di produrre i primi frutti. 4

A maturità l’involucro legnoso e spinoso si apre in quattro valve e libera due o tre faggiole triangolari, brune e lucide, mature fra agosto e settembre. Crude e consumate in grandi quantità possono causare nausea e disturbi digestivi nell’uomo come nel cane. Tostate o spremute, forniscono un olio commestibile a lungo impiegato per l’illuminazione. 7 4 5

Le faggiole cadute a terra nutrono uccelli, cinghiali, roditori e altri piccoli mammiferi alla fine dell’autunno. Questo ruolo ecologico è documentato in Europa e anche in America del Nord, dove il faggio europeo è ampiamente piantato fuori dal suo areale nativo. 4

Usi e rischi

Denso e omogeneo, il legno di faggio viene comunemente utilizzato in falegnameria, nelle strutture leggere, al tornio e come legna da ardere o per carbone. Le giovani foglie primaverili si possono consumare crude in insalata e hanno un sapore delicato. 7 5

Come esemplare isolato, il faggio rimane sensibile alle estati calde e ai suoli urbani compattati. Tollera male anche il trapianto, caratteristica che ne limita l’uso in città rispetto ad alberi più adattabili. Nelle siepi potate, invece, forma uno schermo fitto durante tutto l’anno grazie alla marcescenza. 4 3

Fra i problemi sanitari figura la malattia della corteccia, legata a una cocciniglia associata a funghi del genere Nectria. Il faggio può inoltre essere colpito dall’oidio e da diversi cancri quando gli esemplari sono indeboliti. 6

Varietà, confusioni e piante affini

Dalla specie tipica derivano numerose cultivar ornamentali: Purpurea, del gruppo Atropurpurea, ha foglie da porpora a ramate; Pendula presenta rami ricadenti; Dawyck ha il portamento stretto e colonnare usato nei filari urbani. Tricolor, con foglie variegate di rosa, bianco e verde, è più sensibile al pieno sole. 6 2

In America del Nord il confronto più frequente è con il faggio americano (Fagus grandifolia). Quest’ultimo raggiunge dimensioni maggiori, ha una corteccia grigia più chiara e foglie più lunghe, con dentatura anche più evidente. 6

In Europa conviene osservare soprattutto il lembo fogliare. Le foglie del faggio sono intere o finemente ondulate, mentre quelle del carpino bianco, spesso confuso da lontano per la corteccia altrettanto liscia, sono nettamente dentate lungo tutto il margine. 7

Fonti principali

Domande frequenti

Il faggio perde le foglie in inverno?

Sì, è un albero caducifoglio. Gli esemplari anziani perdono quasi tutto il fogliame in autunno, ma le piante giovani e le siepi potate trattengono spesso le foglie morte e brune per tutto l’inverno: è il fenomeno della marcescenza.

Il faggio è tossico per gatti e cani?

Il fogliame non è noto come tossico. Solo le faggiole crude, consumate in grandi quantità, possono causare disturbi digestivi nell’uomo e nel cane; tostate, non presentano rischi particolari.

Come si distingue un faggio da un carpino?

Il carattere più affidabile è la foglia, intera o finemente ondulata nel faggio, nettamente dentata lungo tutto il margine nel carpino bianco, benché i due alberi abbiano una corteccia liscia simile.

Perché alcune siepi di faggio restano brune tutto l’inverno?

Per la marcescenza: i rami giovani e le siepi potate trattengono le foglie morte fino alla ripresa vegetativa della primavera successiva, mentre gli alberi adulti non potati perdono il fogliame in autunno.

A quale età un faggio produce i primi frutti?

La fioritura, e quindi la prima produzione di faggiole, avviene spesso soltanto fra 30 e 80 anni, secondo le condizioni di coltivazione. Per un albero piantato in giardino serve dunque pazienza.

Le faggiole sono commestibili?

Sì, in quantità ragionevole e preferibilmente tostate. Crude e consumate in eccesso possono provocare nausea e disturbi digestivi; storicamente se ne ricavava anche un olio commestibile usato per l’illuminazione.

Il faggio è una specie minacciata?

L’IUCN lo classifica a minor preoccupazione grazie all’ampia distribuzione europea, ma le estati calde e secche ripetute indeboliscono sempre più i popolamenti di pianura, soprattutto sui suoli poco profondi.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.