Rindō (Gentiana scabra, Bunge 1835)

Gentiana scabra (Gentiana scabra) è un’erbacea perenne delle Gentianaceae, originaria della Siberia sudorientale, del Giappone, della Cina settentrionale e orientale e della penisola coreana. Cresce in prati umidi, lungo le rive dei fiumi e ai margini dei boschi, fra 400 e 1.700 m. La fioritura blu-viola fra tarda estate e autunno e la radice estremamente amara ne fanno una pianta ornamentale e medicinale, molto presente nella farmacopea cinese come long dan cao.

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Nome scientificoGentiana scabra
GenereGentiana
OrdineGentianales

Rindō, Long dan cao, Japanese gentian e Korean gentian

Identità
Tossicità
Nessuna tossicità nota; gusto estremamente amaro dissuasivo
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Semisempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
GiapponeCinaCorea del SudRussia
Habitat
Prati umidi, rive fluviali, cespuglieti e margini boschivi, fra 400 e 1.700 m di quota
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Prima fioritura fra 2 e 7 anni dalla semina; cespo perenne per più anni
Propagazione
Semina, Divisione, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Umidità
50–80 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo fresco, Terreno ricco
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o mezz’ombra leggera
Esterno
Aiuola
Aspetto
Altezza30–60 cmLarghezza10–50 cm
Foglie
Verde
Gentiana scabra: origine e usi — foglie 1
Gentiana scabra: origine e usi — foglie 2
Gentiana scabra: origine e usi — foglie 3
Gentiana scabra: origine e usi — foglie 4
Fiori
BluViolaDimensioni4–5 cm
Gentiana scabra: origine e usi — fiori 1
Gentiana scabra: origine e usi — fiori 2
Gentiana scabra: origine e usi — fiori 3
Gentiana scabra: origine e usi — fiori 4
Gentiana scabra: origine e usi — fiori 5
Frutti
Marrone
Portamento
Gentiana scabra: origine e usi — portamento 1
Gentiana scabra: origine e usi — portamento 2
Gentiana scabra: origine e usi — portamento 3
Gentiana scabra: origine e usi — portamento 4
Gentiana scabra: origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Gentiana scabra: origine e usi — corteccia 1

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Gentiana scabra comprende Siberia sudorientale, Giappone, Cina settentrionale e orientale e penisola coreana, fra 400 e 1.700 m di quota. La specie viene ampiamente coltivata fuori dall’areale d’origine, soprattutto in Europa, dove rimane una pianta da giardino più che una specie naturalizzata negli ambienti aperti.

  • Autoctona4
  • Giappone
  • Cina
  • Corea del Sud
  • Russia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Gentiana scabra (Gentiana scabra Bunge, 1835) è un’erbacea perenne del genere Gentiana, nella famiglia delle Gentianaceae. L’epiteto latino scabra, «ruvida», descrive i margini aspri del calice e delle foglie, percepibili al tatto più che a occhio nudo. 1 5

In Giappone, dove il nome rindō (竜胆) indica soprattutto questa specie, il motivo sasarindō, con tre fiori di genziana su tre foglie di bambù sasa, era l’emblema personale del clan Minamoto durante l’epoca Heian. 9

Riconoscimento

I cespi di Gentiana scabra portano fusti eretti, non ramificati e papillosi nella parte superiore, alti 30–60 cm, talvolta fino a 1 m negli esemplari orticoli ben nutriti. Le foglie opposte e sessili sono lanceolate oppure ovato-lanceolate, lunghe 2–7 cm, con 3–5 nervature parallele prominenti. I margini leggermente arrotolati e ruvidi al tatto spiegano l’epiteto scabra. 5 3

La corolla blu-viola, talvolta punteggiata di verde-giallo nella gola, è tubolare-campanulata o imbutiforme, lunga 4–5 cm. I fiori sono riuniti in piccoli gruppi terminali o all’ascella delle foglie superiori. La fioritura si apre tardi, fra fine estate e autunno, quando la maggior parte delle perenni da bordura ha già terminato il proprio ciclo. 5 3

Tassonomia utile

Con il nome Gentiana scabra Bunge, POWO/WCVP accetta questa specie. Fra le forme regionali, quella giapponese è particolarmente citata in orticoltura:

  • Gentiana scabra var. buergeri (Miq.) Maxim. ex Franch. & Sav., forma giapponese con calice più lungo del tubo, all’origine di gran parte delle piante vendute come rindō;
  • Gentiana scabra subsp. australis M.Y.Liou, popolazione meridionale dell’areale;
  • Gentiana fortunei Hook.f., sinonimo storico ancora presente in alcuni elenchi.

Nel commercio erboristico cinese si confondono talvolta due genziane medicinali dai nomi vicini: Gentiana scabra, il long dan cao propriamente detto, e Gentiana manshurica. Vengono raccolte insieme sotto la denominazione commerciale «guan long dan». 1 7

Habitat e distribuzione

Dalla Siberia sudorientale al Giappone, passando per la Cina settentrionale e orientale e la penisola coreana, si estende l’areale nativo. La pianta colonizza rive fluviali, prati umidi, scarpate stradali, cespuglieti e margini boschivi, fra 400 e 1.700 m di altitudine. 5 1

Fuori dall’areale d’origine è largamente coltivata, soprattutto in Europa. Qui rimane una pianta da giardino roccioso o da bordura fresca, più che una specie naturalizzata negli ambienti aperti. 3

Ciclo e fioritura

Per germinare, i semi richiedono una stratificazione al freddo di 5–6 settimane, fra 0 e −5 °C. Le piantine crescono lentamente e impiegano poi 2–7 anni prima di fiorire: un’attesa comunque più breve dei dieci anni della genziana maggiore. 4

Nelle diverse popolazioni la fioritura cade fra maggio e novembre, ma in giardino si concentra soprattutto fra fine estate e autunno. Questo carattere ha dato alla specie un posto nelle composizioni floreali autunnali giapponesi accanto al crisantemo. Dopo l’impollinazione si sviluppa una capsula allungata di 2–2,5 cm, portata da un breve ginoforo. 5

Per la moltiplicazione vegetativa si ricorre alla talea di germogli basali in primavera o alla divisione in marzo. Entrambi i metodi evitano l’attesa pluriennale della semina e producono piante identiche alla madre; i semi, invece, ricombinano la variabilità naturale della specie. 4

La comparsa dei fiori segnala la maturità del cespo, tanto in vaso quanto in piena terra. Un cespo ancora sterile dopo due o tre stagioni di crescita non è necessariamente coltivato male: può non avere ancora raggiunto lo sviluppo radicale necessario per fiorire. 3

Usi e rischi

Radice e rizoma essiccati forniscono il long dan cao (龙胆草) della farmacopea cinese, impiegato da oltre 2.000 anni come tonico amaro per fegato e cistifellea, contro inappetenza, disturbi digestivi e alcune infiammazioni. 7 6

L’amarezza deriva da secoiridoidi come il gentiopicroside, una delle sostanze più amare note nel regno vegetale, usata in laboratorio come riferimento per misurare la soglia di percezione dell’amaro. Non è documentata tossicità per esseri umani o animali domestici: il gusto estremo basta a scoraggiare l’ingestione accidentale prima che diventi un problema. 8 4

Nel giardino l’impiego rimane ornamentale: bordure fresche, giardini rocciosi ombreggiati e contenitori, insieme a perenni che richiedono anch’esse un suolo fresco e mai disseccato. In Giappone la pianta in vaso fiorita viene anche offerta in autunno, con un ruolo simile a quello del crisantemo in Europa. 3

Varietà, confusioni e piante affini

Dalla varietà giapponese buergeri derivano diverse selezioni commerciali: 'Scarborough Blue', con fiori blu intenso, e 'Royal Stripes', con foglie e corolle segnate da striature più chiare. Nessuna delle due cambia il nome scientifico o le esigenze colturali della specie. 3

La prima confusione riguarda le genziane cinesi Gentiana manshurica e Gentiana triflora. I fiori sono molto simili e le piante vengono raccolte insieme per la farmacopea: soltanto un esame accurato del calice permette di separarle in modo affidabile. 7

Un secondo sosia ha un aspetto simile a fine estate, ma non una stretta parentela botanica: Platycodon grandiflorus, delle Campanulaceae. Il suo bocciolo gonfio prima dell’apertura e le foglie alterne si distinguono nettamente dalla corolla tubolare e dalle foglie opposte di Gentiana scabra. 5

Fonti principali

Domande frequenti

Gentiana scabra è tossica per cani e gatti?

Non è documentata alcuna tossicità. La radice contiene gentiopicroside, una delle sostanze più amare conosciute: il gusto scoraggia naturalmente l’ingestione prima che diventi un problema.

Perché Gentiana scabra non è ancora fiorita?

Gentiana scabra impiega generalmente da 2 a 7 anni dopo la semina prima di fiorire. Un cespo giovane senza fiori è quindi normale e non indica necessariamente un problema di coltivazione.

Qual è la differenza fra Gentiana scabra e Platycodon grandiflorus?

Platycodon grandiflorus appartiene a un’altra famiglia, le Campanulaceae. Il bocciolo gonfio prima dell’apertura e le foglie alterne lo distinguono dalla corolla tubolare e dalle foglie opposte di Gentiana scabra.

A cosa serve la radice di Gentiana scabra nella medicina tradizionale?

Essiccata, costituisce il long dan cao della farmacopea cinese, usato da oltre 2.000 anni come tonico amaro per fegato e cistifellea, contro inappetenza e disturbi digestivi.

Perché l’epiteto della specie è scabra?

L’epiteto latino scabra significa ruvida. Descrive i margini leggermente ruvidi del calice e delle foglie, percepibili al tatto più che a occhio nudo.

Si può coltivare Gentiana scabra in vaso?

Sì, dividendo e rinvasando il cespo ogni 2–3 anni in un substrato fresco e ben drenato, senza mai lasciare asciugare completamente il vaso in estate.

Da dove viene il nome rindō?

Rindō indica la genziana in giapponese. In Giappone il motivo sasarindō, con fiori di genziana sulle foglie del bambù sasa, era l’emblema personale del clan Minamoto nell’epoca Heian.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.