Crisantemo giallo (Glebionis coronaria, )
Crisantemo giallo (Glebionis coronaria) è una pianta erbacea annuale delle Asteraceae, originaria del bacino mediterraneo, dal Portogallo al Vicino Oriente. Coltivata da secoli nell’Asia orientale come shungiku, fornisce foglie aromatiche commestibili crude o cotte. In Europa resta soprattutto un fiore annuale da aiuola, con capolini gialli o bicolori su fusti eretti e ramificati.
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Glebionis coronaria comprende il bacino mediterraneo, dal Portogallo e dalla Spagna all’Asia Minore, al Vicino Oriente e al Maghreb. Introdotta in Cina durante la dinastia Song, oggi è coltivata e naturalizzata in gran parte dell’Asia orientale, dove è conosciuta soprattutto come ortaggio da foglia.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Francia metropolitana
- Spagna
- Italia
- Grecia
- Israele
- Marocco
- Stati Uniti (Nuova Inghilterra)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Crisantemo giallo (Glebionis coronaria (L.) Cass. ex Spach, 1841), detto anche margherita coronata, è un'erbacea annuale delle Asteraceae. Linné la descrisse per primo nel 1753 come Chrysanthemum coronarium; Alexandre de Cassini la assegnò al genere Glebionis, con una combinazione pubblicata da Édouard Spach nel 1841 e oggi accolta da POWO. 1 9
L'epiteto coronaria deriva dal latino corona: la fila di ligule intorno al cuore giallo del capolino richiama i raggi di una corona e i fiori venivano usati per intrecciare ghirlande. Il nome giapponese shungiku, crisantemo di primavera, indica la stessa pianta coltivata come ortaggio da foglia nell'Asia orientale. 9
Riconoscimento
Un cespo cespuglioso alto 20–120 cm, secondo le condizioni di coltivazione, caratterizza Glebionis coronaria, con fusto eretto, glabro e ramificato. Le foglie alterne, senza picciolo evidente, sono profondamente divise in lobi stretti, una forma definita dai botanici bipennatipartita. Se stropicciate, emanano un odore intenso. 8 3
Ogni capolino solitario misura 3–6 cm di diametro e presenta un centro di fiori gialli circondato da ligule interamente gialle oppure bianche con base gialla, secondo la varietà. Dopo la fioritura si formano acheni di 2–3 mm; quelli periferici sono alati e privi di pappo, ben diversi da quelli del disco centrale. 2 11
Per distinguerla in giardino conviene osservare le foglie: un rachide più stretto di 6 mm e foglie superiori che non abbracciano il fusto indicano Glebionis coronaria. Nel parente prossimo Glebionis segetum il rachide è invece più largo. 4
Tassonomia utile
Nel repertorio POWO la specie porta il nome accettato Glebionis coronaria (L.) Cass. ex Spach. Il basionimo e cinque sinonimi si incontrano ancora nella letteratura orticola più antica:
- Chrysanthemum coronarium L., 1753, basionimo;
- Pinardia coronaria (L.) Less., 1832, denominazione storica;
- Matricaria coronaria (L.) Desr., 1791, sinonimo;
- Chamaemelum coronarium (L.) E.H.L.Krause, 1905, sinonimo;
- Xantophtalmum coronarium (L.) P.D.Sell, 2006, sinonimo;
- Chrysanthemum coronarium var. discolor d'Urv., 1822, nome varietale storico.
Chrysanthemum coronarium domina ancora i cataloghi di sementi e le opere orticole precedenti alla riclassificazione in Glebionis, anche per l'ortaggio venduto come shungiku. Il suo impiego non segnala un errore d'identificazione: POWO lo riconosce come sinonimo omotipico valido. Per cercare nella bibliografia, il riferimento stabile resta Glebionis coronaria. 1
Habitat e distribuzione
Il bacino mediterraneo costituisce l'areale nativo, dal Portogallo e dalla Spagna fino all'Asia Minore, al Vicino Oriente e al Maghreb. La specie colonizza incolti, macerie, bordi dei sentieri e campi coltivati, soprattutto su terreni calcarei soleggiati. Un pH di 6–7,5 corrisponde alla preferenza documentata per i suoli calcarei disturbati. 1 7
In Francia cresce spontanea sul litorale mediterraneo, in Corsica e in diversi dipartimenti meridionali e occidentali, dove è registrata dall'inventario nazionale del patrimonio naturale. 6
Introdotta in Cina durante la dinastia Song, fra il 960 e il 1279, è oggi coltivata e ampiamente naturalizzata nell'Asia orientale, dove è conosciuta soprattutto come ortaggio da foglia. Altrove, fuori dal proprio areale nativo, rimane prevalentemente una pianta sfuggita occasionalmente ai giardini, segnalata per esempio nella Nuova Inghilterra statunitense. 9 3
Ciclo e riproduzione
Da marzo a maggio si può seminare direttamente, oppure a fine estate per un raccolto autunnale nei climi miti. Il seme germina in 5–10 giorni a circa 18–20 °C e produce dapprima una rosetta di foglie incise; in seguito la pianta sviluppa il fusto. 8
La fioritura si estende da aprile a settembre, secondo il clima e la data di semina. Ogni capolino sfiorito lascia acheni alati privi di pappo, che cadono soprattutto vicino alla pianta madre invece di essere trasportati lontano dal vento. Si spiegano così le colonie dense osservabili sullo stesso terreno disturbato. 7 11
La propagazione in coltivazione avviene esclusivamente per semina: talee e divisione non sono adatte a questa annuale che completa il ciclo in 8–12 settimane. Semine scalari ogni tre o quattro settimane assicurano una raccolta continua di foglie giovani, prima che la pianta fiorisca e diventi amara. 8
Il gelo distrugge la pianta alla fine del ciclo. La tolleranza termica di -5–35 °C spiega la preferenza per le semine primaverili e di fine estate rispetto a quelle invernali.
Usi e rischi
La tradizione alimentare dell'Asia orientale risale alla dinastia Song ed è tuttora l'uso dominante della specie in quella regione. Foglie giovani e fusti teneri si consumano crudi in insalata oppure cotti al vapore, nel wok o nella fonduta, come shungiku in Giappone, tong ho in Cina e ssukgat in Corea. La cottura attenua l'aroma intenso delle foglie crude. In Europa prevale invece l'impiego ornamentale come annuale da aiuola o bordura. 9 3
L'ASPCA considera i Chrysanthemum in senso ampio, incluso questo parente prossimo, piante da sorvegliare in presenza di gatti, cani e cavalli. Le sostanze coinvolte sono piretrine e lattoni sesquiterpenici, che in un animale sensibile possono causare vomito, diarrea, ipersalivazione e dermatite da contatto. Questa prudenza non riguarda il normale consumo umano dell'ortaggio cotto. 5
Dopo l'inizio della fioritura le foglie diventano nettamente più amare. Tagliare regolarmente i germogli giovani prima della salita a fiore permette di raccogliere foglie più delicate e digeribili. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Il colore delle ligule distingue due varietà botaniche: la var. coronaria, interamente gialla, e la var. discolor, bianca con base gialla, talvolta trattata come specie distinta, Glebionis discolor. Nell'orticoltura giapponese coesistono gruppi a foglia grande (Ō-ba), dal sapore più delicato, e a foglia piccola (Ko-ba), più incisa e aromatica. La RHS registra la selezione ornamentale Primrose Gem, dai capolini bicolori crema e gialli. 2
La confusione più frequente riguarda Glebionis segetum: il rachide fogliare è più largo di 6 mm e abbracciante in quest'ultima, mentre Glebionis coronaria ha un rachide stretto e foglie non abbraccianti. 4
Va distinta anche dal crisantemo dei fioristi, Chrysanthemum × morifolium, appartenente a un genere diverso. I nomi comuni sono simili, ma cambia la stagione di fioritura: il crisantemo giallo fiorisce da aprile a settembre, quello dei fioristi soprattutto in autunno. Quest'ultimo non ha inoltre un uso alimentare corrente.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Glebionis coronaria (L.) Cass. ex Spach
- Royal Horticultural Society, Glebionis coronaria - crisantemo giallo
- Go Botany / Native Plant Trust, Glebionis coronaria (crisantemo giallo)
- Go Botany / Native Plant Trust, Glebionis segetum (crisantemo delle messi)
- ASPCA, scheda tossicologica dei Chrysanthemum
- INPN, Glebionis coronaria (L.) Cass. ex Spach, 1841
- Préservons la Nature, Glebionis coronaria (L.) Cass. ex Spach
- Florealpes, Glebionis coronaria - crisantemo giallo
- Wikipedia FR, crisantemo giallo
- Wikidata, Glebionis coronaria
- PMC / NCBI, analisi morfometrica e distribuzione bioclimatica di Glebionis coronaria s.l.
Domande frequenti
Il crisantemo giallo è commestibile?
Sì. Le foglie giovani e i fusti teneri si consumano crudi in insalata oppure cotti al vapore, nel wok o nella fonduta, con il nome di shungiku in Giappone, tong ho in Cina o ssukgat in Corea.
Il crisantemo giallo è tossico per gatti e cani?
L’ASPCA raccomanda prudenza per gatti, cani e cavalli con i Chrysanthemum in senso ampio, compreso questo parente prossimo, per le piretrine e i lattoni sesquiterpenici che possono provocare vomito e dermatite da contatto.
Come distinguere Glebionis coronaria da Glebionis segetum?
L’indizio più affidabile è il rachide fogliare, più stretto di 6 mm e non abbracciante in Glebionis coronaria. In Glebionis segetum è più largo e le foglie superiori abbracciano il fusto.
Perché le foglie raccolte tardi sono amare?
L’amarezza aumenta nettamente dopo l’inizio della fioritura. Raccogliere regolarmente i giovani germogli prima della salita a fiore permette di ottenere foglie più delicate.
Da dove viene il nome shungiku?
In giapponese significa crisantemo di primavera: richiama la stagione di raccolta preferita per questo ortaggio nell’Asia orientale, più che la sua tassonomia.
Il crisantemo giallo è invasivo?
Non è considerato invasivo in Francia, dove appartiene alla flora nativa mediterranea. Altrove è soprattutto una pianta sfuggita occasionalmente ai giardini, per esempio nella Nuova Inghilterra, negli Stati Uniti.
Quando si semina il crisantemo giallo?
La semina diretta si effettua da marzo a maggio, oppure a fine estate per un raccolto autunnale nei climi miti. I semi germinano in 5–10 giorni a circa 18–20 °C.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




