Schefflera (Heptapleurum arboricola, Hayata 1916)

La Schefflera (Heptapleurum arboricola), a lungo venduta come Schefflera arboricola, è un arbusto sempreverde delle Araliaceae, originario di Taiwan e dell'isola cinese di Hainan. In natura diventa un arbusto sarmentoso alto diversi metri; in casa resta una pianta verde eretta, con fogliame palmato e lucido disposto a ombrello.

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Nome scientificoHeptapleurum arboricola
GenereHeptapleurum
FamigliaAraliaceae
OrdineApiales

Dwarf umbrella tree, Hawaiian umbrella tree e Parasol plant

Identità
Tossicità
Tossica per gatti e cani se ingeritaPrudenza : umani, inclusi bambini · Tossico : gatti e cani
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Pianta da interno
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
TaiwanCina (Hainan)
Habitat
Foreste umide tropicali e subtropicali; arbusto sarmentoso, talvolta epifita su altri alberi
Stagionalità
Fioritura
Estate
Crescita
Ciclo
Vivace
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Portamento cespuglioso a ombrello che si acquisisce con l'età su piante ben condotte
Propagazione
Talea di fusto con nodo, Talea aerea, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa in vaso; tenere al riparo
Umidità
50–70 %
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terriccio per piante da interno, Miscela drenante con corteccia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa
Indicazioni sulla luce
Luce intensa indiretta
Interno
Salone, Ufficio, Stanza luminosa
Distanza dalla finestra
Circa 50 cm da una finestra esposta a est o a ovest
Esterno
Patio ombreggiato, Veranda
Vasi
Terracotta, Plastica drenante
Aspetto
Altezza1–8 mLarghezza1–2 m
Foglie
VerdeGialloCrema
Fiori
Rosso
Frutti
ArancioneNero
Portamento
Schefflera (Heptapleurum arboricola): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Heptapleurum arboricola si limita a Taiwan e all'isola cinese di Hainan. Molto coltivata come pianta d'appartamento, la specie si è naturalizzata fuori da quest'area, in particolare in Florida e in diverse regioni tropicali; queste zone d'introduzione vanno tenute distinte dall'areale d'origine.

  • Autoctona2
  • Introdotta3
  • Taiwan
  • Cina (Hainan)
  • Stati Uniti (Florida)
  • Hawaii
  • Australia orientale

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

La Schefflera (Heptapleurum arboricola Hayata, 1916), per decenni commercializzata come Schefflera arboricola, è un arbusto sempreverde della famiglia delle Araliaceae, nel genere Heptapleurum. I nomi inglesi di umbrella tree e parasol plant descrivono le foglioline disposte in cerchio in cima a un lungo picciolo, come le stecche di un ombrello aperto. 1 2

In Europa la specie è nota soprattutto come pianta d'appartamento di facile gestione, in commercio con il nome di schefflera. Il fogliame palmato, liscio e molto lucido ne fa una pianta verde compatta e tollerante, apprezzata negli interni luminosi. 3 4

Riconoscimento

Il carattere più evidente sono le foglie palmate composte, che portano di solito 7-9 foglioline raggiate a ombrello. Ogni fogliolina è obovata o ellittica, coriacea e lucente, lunga 5-11 cm, verde scuro nelle forme comuni. 2 4

Il portamento è cespuglioso e ramificato: i fusti flessibili si infittiscono dopo una cimatura, da cui l'aspetto folto degli esemplari ben condotti. D'estate, e soprattutto ai tropici, la pianta produce piccoli fiori rossi in pannocchie, seguiti da drupe tonde arancioni di circa 6 mm che a maturità diventano nere. 2 3

Coltivata in casa, la Schefflera resta un arbusto eretto di 1-2 m, spesso venduto in un cespo fitto. Nel suo areale e in clima tropicale arriva invece a 3-8 m di altezza, con portamento sarmentoso e talvolta epifita su un albero ospite. 4 5

Tassonomia utile

Bunzō Hayata descrisse la specie nel 1916 con il nome Heptapleurum arboricola. Per molto tempo è stata inclusa nel genere Schefflera, nome che nei vivai resta onnipresente; i principali nomi da conoscere sono:

  • Schefflera arboricola (Hayata) Merr.
  • Schefflera kwangsiensis Merr. ex H.L.Li
  • Schefflera odorata (Blanco) Merr. & Rolfe
  • Heptapleurum arboricolum Hayata

Il punto fermo rimane il nome scientifico accettato, Heptapleurum arboricola: nomi di cultivar come Gold Capella o Nora indicano selezioni orticole, non specie né varietà botaniche distinte. 1 3

Habitat e distribuzione

Allo stato spontaneo la pianta vive nelle foreste umide di Taiwan e dell'isola cinese di Hainan, in pianura e sui versanti boscosi, in un clima caldo e umido. Lì forma un arbusto sarmentoso che si appoggia volentieri alla vegetazione vicina. 1 4

Come altre Araliaceae tropicali, può insediarsi da epifita sul tronco di un altro albero senza parassitarlo: lo sfrutta come sostegno per raggiungere una luce più intensa, filtrata dalla volta arborea. Questa adattabilità spiega il vigore in vaso e la facilità con cui radica per talea. 2 5

Molto coltivata a scopo ornamentale, la Schefflera si è naturalizzata fuori dal suo areale, in particolare in Florida, alle Hawaii e in diverse regioni tropicali e subtropicali, dove può diventare localmente invasiva. Queste zone d'introduzione vanno distinte dall'areale asiatico d'origine. 4 2

Ciclo e riproduzione

In appartamento fiorisce di rado, mentre su un esemplare adulto coltivato in piena terra e in clima caldo la fioritura è normale. I fiori, piccoli e rossi, sono riuniti in pannocchie erette; ne derivano drupe carnose arancioni che diventano nere maturando e vengono mangiate dagli uccelli, principali disseminatori della specie. 2 4

Fuori dall'areale d'origine la fruttificazione sulle piante d'appartamento è un fatto episodico, e la coltivazione punta al fogliame, non ai frutti. La maturità si riconosce soprattutto da un portamento più denso e da un maggior numero di foglioline per foglia. 3 5

Per moltiplicarla si ricorre soprattutto alla talea di fusto con nodo, alla margotta aerea sui fusti spogli o, più raramente, alla semina di semi freschi. Una talea tagliata appena sotto un nodo, tenuta al caldo e in luce intensa indiretta, emette le prime radici in tre-sei settimane; conviene lasciar asciugare il taglio prima di interrarla. La margotta consiste invece nell'incidere il fusto, avvolgerlo di sfagno umido e attendere le radici prima di separare la nuova pianta. 2 3

Usi e rischi

La Schefflera si coltiva per ornamento, come pianta verde d'appartamento o, ai tropici, come arbusto da siepe e da aiuola. La buona tolleranza alla potatura la rende anche un soggetto apprezzato per il bonsai, condotto in miniatura con tronco ingrossato e chioma a ombrello. Con zone di rusticità che in Italia vanno all'incirca dalla 7 alla 10, una specie delle zone USDA 9-12 resta quasi ovunque una pianta da interno; d'estate può passare qualche mese su un terrazzo in ombra luminosa, purché le notti non scendano sotto i 10 °C. 3 4

Tutte le parti della pianta contengono cristalli insolubili e irritanti di ossalato di calcio. Se ingeriti provocano un forte bruciore alla bocca, salivazione, vomito e difficoltà a deglutire; la linfa può irritare anche le pelli sensibili. L'ASPCA classifica la schefflera come tossica per gatti e cani: è prudente tenerla lontana da animali e bambini piccoli e indossare guanti quando la si pota. 6 7

Varietà, confusioni e piante affini

Le numerose forme in commercio non sono specie separate. Gold Capella indica un fogliame variegato di giallo oro, il più diffuso; Nora una forma fitta a foglioline piccole verde brillante; Gerda e Melanie variegature dal crema al dorato; Compacta una pianta tozza a internodi corti. Prima dell'acquisto conviene verificare il nome della cultivar, lo stato delle radici e la densità del fogliame. 3 8

Le confusioni più frequenti riguardano:

  • Heptapleurum actinophyllum, l'albero ombrello, con foglioline molto più grandi e portamento arboreo;
  • Heptapleurum elegantissimum, dalle foglioline strette e dentate;
  • alcune Dizygotheca e false aralie dal fogliame fine e frastagliato.

Foglioline palmate a ombrello, di media taglia e molto lucide, insieme al portamento cespuglioso, restano gli indizi più affidabili per confermare che una pianta venduta come schefflera sia davvero Heptapleurum arboricola. 4 5

Fonti principali

Domande frequenti

La Schefflera è tossica?

Sì. Tutte le parti contengono cristalli irritanti di ossalato di calcio. L'ASPCA classifica la schefflera come tossica per gatti e cani, con bruciore alla bocca, salivazione e vomito; meglio tenerla fuori dalla portata degli animali e dei bambini piccoli.

Perché la mia Schefflera perde le foglioline?

La caduta delle foglioline segue spesso un cambio di posizione, una corrente d'aria fredda, un eccesso o una carenza d'acqua. Stabilizzare temperatura e annaffiature riduce questo stress, frequente dopo l'acquisto o un trasloco.

Schefflera o Heptapleurum, qual è il nome giusto?

Indicano la stessa pianta. Dopo una revisione tassonomica la specie è passata dal genere Schefflera al genere Heptapleurum; il nome Schefflera arboricola resta un sinonimo ancora molto usato nei vivai.

Come rendere più folta la Schefflera?

Cima gli apici in primavera e sistema la pianta in luce intensa indiretta. La cimatura stimola nuove ramificazioni, mentre la scarsità di luce allunga i fusti e dirada il fogliame.

Di quanta luce ha bisogno la Schefflera?

Una luce intensa ma indiretta dà il fogliame migliore. Tollera la mezz'ombra, a costo di una crescita più rada, e soffre il sole diretto cocente, che scolorisce le foglioline.

Quanto diventa alta la Schefflera da adulta?

In casa raggiunge comunemente 1-2 m di altezza. Nel suo areale tropicale d'origine è un arbusto che può arrivare a 3-8 m, con portamento sarmentoso e talvolta epifita.

Le varietà variegate sono specie diverse?

No. Gold Capella, Gerda o Melanie sono cultivar selezionate per la variegatura, non specie distinte. Richiedono un po' più di luce per mantenere colorate le foglioline.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.