Lattuga velenosa (Lactuca virosa, )
Lattuga velenosa (Lactuca virosa L.) è una biennale delle Asteraceae, molto comune in Francia negli incolti, fra le macerie e ai bordi stradali. Dal lattice bianco e amarissimo si ottiene per essiccazione il lattucario, blando sedativo usato nell’Ottocento come sostituto dell’oppio. Si confonde facilmente con la vicina lattuga selvatica (Lactuca serriola).
Leggi di piùLattuga velenosa, Lattuga virosa, Wild lettuce, Bitter lettuce, Opium lettuce e Great lettuce
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Taken May 23, 2021 by Max Ime (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
POWO colloca l’areale nativo di Lactuca virosa a Madeira, in Europa e nell’Africa settentrionale, in clima da temperato a mediterraneo. In Francia Tela Botanica la descrive come comune infestante di incolti, macerie e bordi stradali. Fuori da questo areale, l’USDA ne documenta l’introduzione locale in Nordamerica, dove rimane rara e dispersa anziché invasiva.
- Autoctona5
- Introdotta2
- Francia metropolitana
- Europa mediterranea e temperata
- Macaronesia (Madeira)
- Africa settentrionale
- Regno Unito
- Nordamerica
- Australia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Lattuga velenosa (Lactuca virosa L., 1753) è una biennale delle Asteraceae appartenente al genere Lactuca, come la lattuga coltivata, molto meno amara. L’epiteto latino virosa significa «velenosa» o «fetida» e richiama il lattice bianco amarissimo e maleodorante, all’origine anche del nome comune francese. 1 4
Con l’inglese wild lettuce si indicano sia questa specie sia la vicina Lactuca serriola, la lattuga selvatica. Il soprannome opium lettuce, ossia lattuga da oppio, deriva dall’impiego medico ottocentesco del lattice essiccato, usato occasionalmente al posto dell’oppio in alcune cure. 7
Riconoscimento
All’inizio Lactuca virosa sviluppa una rosetta basale di foglie verde glauco, larga 15–40 cm, sostenuta da una radice a fittone profonda. Nel secondo anno emerge il fusto eretto: robusto, ispido e spesso violaceo alla base, raggiunge 2 m, quasi cinque volte la larghezza della rosetta da cui nasce. 4 5
Sessili e abbraccianti il fusto, le foglie hanno margini dentati o sinuosi, con spine sui bordi e sulla nervatura centrale rilevata, di forma piramidale, visibile sulla pagina inferiore. Ferito, il fusto libera lattice bianco maleodorante che annerisce all’aria: prima della fioritura è un indizio più affidabile della sola forma fogliare. 4
Fra luglio e settembre compaiono piccoli capolini gialli, poco appariscenti, riuniti in un corimbo rado. Seguono acheni nero-violacei sormontati da un pappo bianco, che ne consente la dispersione con il vento. 5
Tassonomia utile
Nelle Asteraceae POWO accetta Lactuca virosa L., collocandola nella tribù Cichorieae insieme a tarassaco e cicoria. Riconosce due sottospecie: quella nominale e Lactuca virosa subsp. cornigera (Pau & Font Quer) Emb. & Maire, limitata al Marocco. 1 2
Per lungo tempo la lattuga velenosa fu trattata come una semplice variante della lattuga selvatica. Da questa interpretazione derivano diversi sinonimi botanici storici:
- Lactuca scariola subsp. virosa (L.) Maire & Petitm., sottospecie
- Lactuca scariola proles virosa (L.) Rouy, denominazione storica
- Lactuca scariola subsp. virosa (L.) Bonnier & Layens, sottospecie
L’incertezza storica nella separazione delle due specie aiuta a capire perché lattuga velenosa e lattuga selvatica vengano ancora confuse sul campo. 1
Habitat e distribuzione
Madeira, Europa e Africa settentrionale costituiscono l’areale nativo indicato da POWO, in condizioni climatiche da temperate a mediterranee. 1
Per il territorio francese Tela Botanica descrive una comune infestante di incolti, macerie, bordi stradali, campi e giardini, con una spiccata preferenza per i suoli ricchi di azoto. Cresce quindi facilmente nelle discariche e presso le fattorie, dove l’azoto del terreno favorisce la germinazione. 4
Le introduzioni fuori dall’areale nativo interessano il Nordamerica: l’USDA la documenta in California, Alabama, Iowa e Washington; è presente anche in Australia, con popolazioni disperse anziché invasive. 6
Ciclo e riproduzione
Nella prima annata del ciclo biennale si insedia la rosetta, spesso già a febbraio o marzo nei climi miti. Rimane verde durante l’inverno senza dormienza marcata, proteggendo così il ciclo dalle gelate tardive. 4
Con la primavera del secondo anno comincia la levata; la fioritura va da luglio a metà agosto o settembre, secondo il clima. Dopo la fruttificazione la pianta dissecca interamente, senza ricacciare dalla stessa ceppaia. 4
Da ogni capolino si formano diversi acheni provvisti di pappo. Il vento li trasporta lontano, favorendo la colonizzazione degli incolti vicini. Uno sfalcio prima della formazione dei pappi riduce molto la disseminazione spontanea, unico modo di moltiplicazione noto per questa specie a fittone, che non si divide né si propaga per talea. 5
Usi e rischi
Incidendo il fusto durante la fioritura si raccoglie il lattice che, essiccato, dà il lattucario, noto dall’Ottocento come blando sostituto dell’oppio in alcune cure di disintossicazione. Vi si concentrano due lattoni sesquiterpenici attivi: lattucina e lattucopicrina. 7
Negli esperimenti sui topi questi composti mostrano proprietà analgesiche comparabili a quelle dell’ibuprofene e un effetto sedativo sull’attività locomotoria spontanea. La lattucopicrina risulta il più attivo dei due. 7
Una rassegna biomedica sulle sostanze psicoattive naturali include Lactuca virosa fra le piante con principi sedativi vendute senza stretto controllo medico nella maggior parte dei paesi. Oltre le dosi tradizionali, la letteratura antica riferisce mal di testa e forte sonnolenza: occorre cautela, soprattutto in gravidanza e durante l’allattamento. 8
I germogli giovani della rosetta, meno amari, vengono talvolta saltati in padella o aggiunti in quantità minime a un’insalata mista; dopo la levata del fusto non si consumano mai crudi in grandi quantità. 5
Varietà, confusioni e piante affini
La selezione ornamentale non ha prodotto cultivar riconosciute di Lactuca virosa: è una specie selvatica mai selezionata per l’ornamento o per la vendita in vivaio. 5
Il confronto più delicato riguarda Lactuca serriola, la lattuga selvatica: presenta foglie superiori verticali, rigide e lobate come quelle della quercia, mentre nella lattuga velenosa sono più orizzontali e lasse. Anche gli acheni differiscono: bruno chiaro in L. serriola, nero-violacei in L. virosa. Le due specie si ibridano naturalmente, rendendo talvolta meno netti questi caratteri. 4
Lo stesso lattice bianco e gli stessi ambienti ruderali si ritrovano in altre Cichorieae: cicoria comune (Cichorium intybus), tarassaco (Taraxacum) e lattuga coltivata (Lactuca sativa), derivata da un antenato vicino a Lactuca serriola. Rispetto a queste tre parenti, il nome scientifico è più sicuro della sola somiglianza delle foglie, ingannevole soprattutto nelle plantule prima della fioritura. 3
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Lactuca virosa L.
- International Plant Names Index, Lactuca virosa L.
- GBIF Backbone Taxonomy, Lactuca virosa L.
- Tela Botanica eFlore, Lactuca virosa L.
- Plants For A Future, Lactuca virosa
- USDA PLANTS Database, Lactuca virosa plant profile
- PubMed, Analgesic and sedative activities of lactucin and some lactucin-like guaianolides in mice
- PubMed, Biomedical analysis of New Psychoactive Substances (NPS) of natural origin
Domande frequenti
La lattuga velenosa è tossica?
Il lattice essiccato contiene lattoni sesquiterpenici sedativi, lattucina e lattucopicrina. Alle dosi tradizionali agisce soprattutto come blando sonnifero; oltre tali dosi la letteratura antica segnala mal di testa e agitazione paradossa, da cui particolare cautela in gravidanza.
Si può confondere la lattuga velenosa con la lattuga selvatica?
Sì, molto spesso. Lactuca serriola ha foglie superiori verticali e rigide, lobate come quelle di quercia, e acheni bruno chiaro; Lactuca virosa presenta foglie più orizzontali e acheni nero-violacei.
Che cos’è il lattucario?
È il lattice essiccato del fusto di Lactuca virosa, raccolto incidendo la pianta durante la fioritura. Concentra lattucina e lattucopicrina, due composti studiati per gli effetti analgesici e sedativi.
La lattuga velenosa è commestibile?
Solo i giovani germogli della rosetta, meno amari, vengono talvolta consumati saltati in padella o crudi in quantità molto piccole. Dopo la levata del fusto, la pianta diventa rapidamente acre e indigesta.
Dove cresce la lattuga velenosa in Francia?
Tela Botanica la descrive come comune infestante in tutta la Francia, negli incolti, fra le macerie, ai bordi stradali, nei campi e nei giardini, con una marcata preferenza per i suoli ricchi di azoto.
La lattuga velenosa è imparentata con la lattuga coltivata?
Sì, entrambe appartengono al genere Lactuca. La lattuga coltivata, Lactuca sativa, discende da un antenato vicino a Lactuca serriola, parente diretta di Lactuca virosa, ma senza lo stesso potenziale sedativo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




