Licopodio clavato (Lycopodium clavatum, )
Licopodio clavato (Lycopodium clavatum L., 1753) è una perenne a spore delle Lycopodiaceae, diffusa nell’emisfero settentrionale temperato e sui rilievi tropicali. I fusti striscianti, coperti da sottili foglie aghiformi, portano spighe fertili erette che liberano una polvere giallo pallido, a lungo raccolta per usi farmaceutici e pirotecnici.
Leggi di piùLicopodio clavato, Licopodio officinale, Common clubmoss e Stag's-horn clubmoss
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Taken Jun 20, 2007 by Tela Botanica − Liliane Roubaudi (cc-by-sa)
Taken Jan 16, 2011 by Tela Botanica − Yoan MARTIN (cc-by-sa)
Taken Sep 13, 1883 by Tela Botanica − Anne-Marie GRIMAUD (cc-by-sa)
Taken Aug 27, 2016 by huy HO (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L’areale comprende l’emisfero settentrionale temperato, dall’Europa all’America settentrionale e all’Asia, e i monti tropicali di America centrale e meridionale, Africa e Asia. In Francia la specie è in forte regresso per il drenaggio delle zone umide e la chiusura delle brughiere ed è protetta in varie regioni.
- Autoctona7
- Francia
- Regno Unito
- Germania
- Polonia
- Stati Uniti
- Giappone
- Messico
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Licopodio clavato (Lycopodium clavatum L., 1753), chiamato anche licopodio officinale, è una perenne a spore del genere Lycopodium, nella famiglia delle Lycopodiaceae. Appartiene al gruppo tradizionalmente chiamato delle pteridofite: piante vascolari dotate di veri fusti, foglie e radici, che si riproducono mediante spore anziché semi. 1 7
La parola licopodio deriva dal greco lykos, «lupo», e podos, «piede». I rametti eretti e pelosi ricordavano agli antichi botanici una zampa di lupo. Nonostante il nome inglese clubmoss, la specie non è un muschio: i muschi propriamente detti sono piante non vascolari e non possiedono le strutture vascolari dei suoi fusti e delle sue radici. 5 7
Riconoscimento
Fusti striscianti lunghi fino a 1 m si ramificano abbondantemente ed emettono a intervalli regolari radici a biforcazione dicotomica. Questo sviluppo permette alla pianta di continuare a colonizzare il terreno, allargando il tappeto vegetativo senza limitarsi a un unico punto di radicazione. 3 2
Le foglie sono piccole microfille di 3–5 mm, disposte in una spirale fitta intorno al fusto e terminate da un sottile pelo bianco. In estate i fusti fertili si sollevano di 5–15 cm sopra il tappeto e portano due o tre spighe giallo-verdi, lunghe 2–3 cm, riunite sullo stesso peduncolo. Il numero delle spighe è un riferimento essenziale per distinguere il Licopodio clavato dalle Lycopodiaceae affini. 3 7
Ogni sporofillo della spiga porta alla base uno sporangio reniforme. A maturità questo libera una fine polvere giallo pallido, formata da spore di circa 30 µm di diametro. La polvere è talmente idrorepellente da galleggiare sull’acqua senza bagnarsi ed emana un lieve odore resinoso. 6
Tassonomia utile
Il binomio Lycopodium clavatum L., pubblicato nel 1753, è accettato da Plants of the World Online. Il genere Lycopodium comprende diverse decine di specie dell’emisfero settentrionale temperato e dei rilievi tropicali. Sono state distinte varie entità geografiche, fra cui la varietà aristatum del Messico e dell’America centrale e meridionale e la varietà asiaticum del Giappone e della Cina nordorientale. 1 4
Per lungo tempo riunita alle felci nel gruppo generico delle pteridofite, questa specie appartiene in realtà a una linea distinta, quella delle licofite, separatasi dalle altre piante vascolari diverse centinaia di milioni di anni fa. La lunga storia della classificazione di questo gruppo si riflette nei numerosi sinonimi storici di Lycopodium clavatum presenti nella letteratura botanica. 7 1
Habitat e distribuzione
Dall’Europa all’America settentrionale e all’Asia, il Licopodio clavato occupa un vasto areale nell’emisfero nord temperato. La sua distribuzione comprende inoltre le montagne tropicali dell’America centrale e meridionale, dell’Africa e dell’Asia: non si limita dunque alle sole regioni fredde settentrionali. 1 4
In Francia l’INPN registra la specie in buona parte del territorio, ma segnala un netto regresso nelle pianure dove brughiere acide e torbiere sono state drenate o trasformate in colture. In varie regioni e dipartimenti francesi la pianta beneficia di una protezione normativa legata a questa perdita di habitat. 8 5
Gli ambienti tipici sono brughiere acide, torbiere, pascoli magri e margini boschivi luminosi, su terreno siliceo, povero e ben drenato, con pH fra 4 e 6. Nell’areale temperato originario tollera inverni fino a −20 °C, corrispondenti alle zone USDA 5–8. Scompare invece rapidamente dai luoghi coltivati o bruciati regolarmente, come altre Lycopodiaceae degli ambienti acidi. 3
Ciclo e riproduzione
Una lunga fase sotterranea distingue la riproduzione di Lycopodium clavatum da quella delle piante a fiore. La spora germina nel terreno e produce un protallo privo di clorofilla, associato a un fungo micorrizico dal quale dipende completamente per nutrirsi. Questo gametofito rimane invisibile in superficie per 6–15 anni prima della fecondazione. 7
Dopo la fecondazione il protallo produce il primo fusto strisciante verde, che richiede ancora diversi anni per sviluppare le prime spighe fertili. Il ciclo è quindi molto lento: per ottenere una colonia fertile a partire dalle spore vengono indicati tempi di sei-quindici anni, mentre le fasi giovanili restano a lungo difficili da osservare. 7 3
In superficie la moltiplicazione vegetativa procede più rapidamente. Un frammento di fusto strisciante già radicato può staccarsi e colonizzare un nuovo sito senza ripercorrere l’intero ciclo delle spore. Questa via permette l’espansione del tappeto già insediato. 3
Usi e rischi
La polvere delle spore aveva numerosi impieghi storici. Grazie alla sua forte idrorepellenza serviva a rivestire le pillole in farmacia, impedendo che si incollassero durante la conservazione. La combustione rapida quando è sospesa nell’aria ne fece anche una polvere per lampi fotografici, ancora utilizzata in alcuni numeri di magia. 6 7
La pianta contiene licopodina e clavatina, alcaloidi tossici per ingestione, capaci di paralizzare i nervi motori in molti mammiferi. Le spore non sono tossiche: proprio questa differenza rispetto ai tessuti della pianta ne ha consentito il prolungato impiego farmaceutico. 3
La specie compare anche nella farmacopea tradizionale, in particolare finlandese, come diuretico, e in omeopatia sotto forma di diluizioni delle spore triturate. Questi impieghi appartengono alla storia degli usi della pianta. 7 6
Varietà, confusioni e piante affini
Nessuna cultivar orticola riconosciuta caratterizza Lycopodium clavatum. È una pianta spontanea, non selezionata a scopo ornamentale, la cui coltivazione intenzionale rimane molto difficile al di fuori dell’habitat naturale. Non è quindi una normale tappezzante da giardino. 2
Diverse Lycopodiaceae condividono gli stessi ambienti e possono trarre in inganno, fra cui specie del genere Diphasiastrum e altri Lycopodium, come Lycopodium annotinum. Il carattere principale resta il numero di spighe fertili per peduncolo, due o tre nel Licopodio clavato, insieme alle foglie aghiformi concluse da un pelo bianco evidente. 4
Anche Selaginella kraussiana e alcuni veri muschi possono somigliargli da lontano fra le piante striscianti del sottobosco. Le foglie vascolari e le spighe fertili erette permettono però di distinguere Lycopodium clavatum dai muschi in senso stretto, che non hanno le stesse vere foglie e gli stessi fusti vascolari. 7
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Lycopodium clavatum L.
- Royal Horticultural Society, Lycopodium clavatum - stag's horn clubmoss
- Plants For A Future, Lycopodium clavatum
- GBIF, Lycopodium clavatum L.
- Tela Botanica / eFlore bdtfx, Lycopodium clavatum L.
- Boiron, Il licopodio clavato
- Encyclopaedia Britannica, Club moss
- INPN / MNHN, Lycopodium clavatum L., 1753
Domande frequenti
Il Licopodio clavato è tossico?
La pianta contiene licopodina e clavatina, alcaloidi tossici per ingestione per molti mammiferi. Le spore non sono tossiche e sono state a lungo impiegate come eccipiente farmaceutico.
Perché le spore di licopodio si usavano nella fotografia antica?
Finissime e ricche di olio, le spore prendono fuoco rapidamente quando sono sospese densamente nell’aria. Questa proprietà ne fece una polvere per lampi fotografici ed è ancora sfruttata in alcuni spettacoli di magia.
Si può coltivare Lycopodium clavatum in giardino?
La coltivazione è molto difficile. La specie dipende da un protallo sotterraneo associato a un fungo micorrizico, che può impiegare oltre dieci anni prima della fecondazione, e da un suolo acido e povero raro nei normali giardini.
Il Licopodio clavato è protetto in Francia?
Sì, in varie regioni e dipartimenti francesi il declino di brughiere e torbiere ne giustifica la tutela locale. In questi territori la raccolta è vietata senza autorizzazione.
Come distinguere Lycopodium clavatum dalle altre Lycopodiaceae?
I caratteri più affidabili sono le due o tre spighe fertili per peduncolo e le foglie aghiformi terminate da un evidente pelo bianco.
Da dove viene il nome licopodio?
Deriva dal greco lykos, lupo, e podos, piede. Gli antichi botanici paragonavano i rametti eretti e pelosi a una zampa di lupo.
A cosa serviva la polvere di licopodio in farmacia?
La consistenza fine e idrorepellente permetteva di rivestire le pillole per evitare che si incollassero durante la conservazione, prima della diffusione degli eccipienti sintetici.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.





