Melissa vera (Melissa officinalis, )
Melissa vera (Melissa officinalis) è una perenne erbacea delle Lamiaceae, originaria del Mediterraneo orientale e dell’Asia occidentale. Le foglie rugose sprigionano un profumo di limone quando vengono stropicciate, distinguendola da altre Lamiaceae del giardino come Nepeta cataria e le mente.
Leggi di piùMelissa vera, Melissa officinale, Erba limoncina, Erba cedrina, Lemon balm e Zitronenmelisse
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Taken May 4, 2021 by willi brun (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Melissa officinalis va dal Mediterraneo orientale all’Asia occidentale e centrale, estendendosi all’Africa nordoccidentale secondo le sottospecie. Coltivata fin dall’antichità, si è ampiamente naturalizzata nell’Europa temperata e in altri continenti, dove è spesso subspontanea anziché originariamente selvatica.
- Autoctona4
- Introdotta3
- Grecia
- Turchia
- Italia
- Marocco
- Francia
- Regno Unito
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Melissa vera (Melissa officinalis L., 1753) è una perenne erbacea del genere Melissa, appartenente alle Lamiaceae. Il nome del genere deriva dal greco antico mélissa, «ape», e richiama un tratto evidente in giardino: la fioritura estiva attira le api domestiche più di quella discreta delle altre Lamiaceae della stessa aiuola aromatica. 1 7
Il profumo di limone delle foglie spiega alcuni nomi tradizionali francesi, fra cui «mélisse citronnelle» e «thé de France»; quest’ultimo ricorda l’antico uso come sostituto del tè importato. L’aroma è un indizio assai più affidabile della forma del fiore per riconoscere questa pianta fra le Lamiaceae del giardino: basta stropicciare una foglia tra le dita. 7 4
Riconoscimento
Un cespo cespuglioso di fusti quadrangolari, eretti e ramificati, raggiunge in media 30–100 cm. Negli esemplari vecchi la larghezza supera spesso l’altezza, perché il cespo tende ad allargarsi anziché crescere verso l’alto. Le foglie opposte, ovali, rugose e dentate emanano un netto profumo di limone appena vengono stropicciate. 2 3
Piccoli fiori bianchi o crema, talvolta sfumati di violetto pallido, compaiono in estate in verticilli all’ascella delle foglie superiori. Questi gruppetti passano quasi inosservati nell’aiuola, ma concentrano le visite degli impollinatori e prolungano la disponibilità di nettare nel pieno dell’estate. 3 2
Per risolvere le confusioni più comuni, l’olfatto è più rapido della vista: Melissa vera sa nettamente di limone, Nepeta cataria ha una nota più muschiata e le mente un odore decisamente mentolato. Le rispettive foglie, invece, possono somigliarsi molto. 4
Tassonomia utile
La denominazione accettata Melissa officinalis L. fu pubblicata nel 1753 nel genere Melissa, uno dei più piccoli delle Lamiaceae, con appena poche specie riconosciute. 1
Si distinguono due sottospecie secondo la distribuzione geografica: Melissa officinalis subsp. officinalis, la più diffusa, dall’Europa meridionale all’Asia occidentale e centrale e all’Africa nordoccidentale; e Melissa officinalis subsp. inodora Bornm., limitata al Mediterraneo orientale fino all’Iraq settentrionale. 1
Nei vecchi erbari e cataloghi ricorrono numerosi sinonimi storici, fra cui Melissa altissima Sm. e Melissa graveolens Host, ricondotti allo stesso nome accettato dalle revisioni tassonomiche moderne. Per acquistare o citare la pianta, il riferimento stabile resta dunque Melissa officinalis. 1
Habitat e distribuzione
Il Mediterraneo orientale e l’Asia occidentale e centrale costituiscono l’areale nativo della specie. Qui cresce ai margini dei boschi, nelle siepi e su terreni rimaneggiati, spesso al sole o a mezz’ombra; altrove in Europa la presenza spontanea deriva da introduzioni. 1 7
Coltivata fin dall’antichità per gli usi aromatici e medicinali, Melissa vera si è ampiamente naturalizzata fuori dall’areale originario. Oggi cresce subspontanea in Francia, nel Regno Unito e in gran parte del Nord America, su incolti, macerie e bordi dei sentieri. 4 7
La facilità di disseminazione spiega perché una pianta apparentemente selvatica vicino a un’abitazione provenga quasi sempre da un’antica coltivazione anziché da una popolazione davvero indigena. La resistenza fino a circa −15 °C in terreno drenato, secondo la regione, favorisce inoltre la naturalizzazione ben oltre l’areale nativo, fino all’Europa settentrionale e a buona parte dell’America temperata. 4
Ciclo e riproduzione
I semi germinano in 10–20 giorni a 18–20 °C, un po’ più lentamente della talea di fusto con nodo, che radica in acqua in due o tre settimane. Dopo la germinazione o la radicazione, la pianta forma prima una rosetta di foglie rugose, poi sviluppa rapidamente fusti quadrangolari ramificati, fino a costituire un cespo denso in una o due stagioni. 5
Da giugno ad agosto, secondo il clima, i fusti portano diversi verticilli di piccoli fiori bianchi o crema. Dopo la fecondazione, ogni fiore produce piccoli acheni che assicurano una disseminazione spontanea abbondante, se gli steli fiorali non vengono tagliati in tempo. 3 2
Per moltiplicarla si ricorre soprattutto alla divisione del cespo in primavera o in autunno e alla talea di fusto con nodo, fatta radicare in acqua in due o tre settimane. Anche la semina funziona, ma non è adatta alle cultivar variegate come Aurea, perché le nuove piante perdono la screziatura gialla. 5 3
Usi e rischi
Le giovani foglie fresche hanno soprattutto un impiego culinario e aromatico: profumano tisane, insalate e salse e si raccolgono preferibilmente appena prima della fioritura, quando l’aroma è massimo. La pianta ha inoltre una lunga tradizione nell’erboristeria europea per gli usi calmanti. 5 4
L’olio essenziale, ricco di citrale e citronellale, ha una resa per distillazione tanto bassa da figurare fra gli oli essenziali più costosi. Questa rarità spiega le frequenti adulterazioni mediante aggiunta di oli di citronella o limone. 8
La concentrazione varia molto secondo la provenienza e il momento della raccolta. Le foglie fresche raccolte prima della fioritura concentrano più citrale rispetto a quelle distillate troppo tardi, il cui olio è più povero di composti dall’aroma di limone. La foglia contiene anche acidi fenolici come l’acido rosmarinico, spesso citato negli studi sugli effetti calmanti. 8 5
L’ASPCA considera la pianta non tossica per gatti, cani e cavalli. Solo un consumo massiccio di olio essenziale concentrato, ben diverso da una foglia fresca, può provocare disturbi digestivi transitori. 6
Varietà, confusioni e piante affini
Le cultivar più diffuse si distinguono per il colore del fogliame o l’intensità del profumo. Aurea, con foglie screziate di giallo dorato, si moltiplica per divisione perché il seme non conserva la variegatura; Variegata presenta una variegatura bianco crema più discreta; Citronella ha un profumo di limone più intenso ed è coltivata per l’olio essenziale. Quedlinburger Niederliegende è invece una selezione tedesca bassa ed espansa, destinata alla raccolta meccanizzata in pieno campo più che all’ornamento del giardino. 5 3
Le confusioni più frequenti riguardano:
- Nepeta cataria, con foglie simili nella sagoma ma odore più muschiato;
- Glechoma hederacea, più strisciante, con foglie più piccole e arrotondate;
- Mentha spicata e le altre mente, riconoscibili dall’odore nettamente mentolato.
Prima della fioritura, l’odore della foglia stropicciata permette di distinguere queste quattro Lamiaceae, spesso coltivate fianco a fianco nella stessa aiuola aromatica. I fiori non aiutano in questa fase, perché compaiono soltanto in estate. 4
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Melissa officinalis L.
- Royal Horticultural Society, Melissa officinalis, scheda botanica
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Melissa officinalis
- NC State Extension, Melissa officinalis
- Plants For A Future, Melissa officinalis
- ASPCA, Lemon balm, scheda di tossicità
- INPN / MNHN, Melissa officinalis L., 1753
- PMC, Bioactive Compounds, Medicinal Benefits, and Contemporary Extraction Methods for Lemon Balm
Domande frequenti
Melissa vera è tossica per gatti e cani?
No. L’ASPCA classifica Melissa officinalis come non tossica per gatti, cani e cavalli. Solo un’ingestione massiccia di olio essenziale concentrato può provocare disturbi digestivi transitori.
Come distinguere Melissa vera da Nepeta cataria e dalle mente?
L’indizio più affidabile è l’odore delle foglie stropicciate. Melissa vera profuma nettamente di limone, mentre Nepeta cataria ha un odore più muschiato e le mente una nota decisamente mentolata, anche se le foglie possono avere forme simili.
Perché Melissa vera si espande nel giardino?
Si dissemina facilmente dopo la fioritura e il ceppo strisciante forma rapidamente nuovi cespi. Tagliare gli steli fiorali prima della dispersione dei semi ne limita sensibilmente la diffusione.
Bisogna potare Melissa vera dopo la fioritura?
Sì. Tagliare il cespo a pochi centimetri dal terreno stimola foglie giovani e più profumate, riducendo sia la disseminazione spontanea sia il rischio di oidio alla fine della stagione umida.
L’olio essenziale di Melissa vera è davvero raro?
La resa del vero olio essenziale è molto bassa rispetto alla massa di foglie distillate. Per questo è tra gli oli essenziali più costosi e viene frequentemente adulterato con oli di citronella o limone.
Quali cultivar di Melissa vera si coltivano?
Le cultivar più comuni sono Aurea, con foglie screziate di giallo dorato, Variegata, con variegatura bianco crema, e Citronella, selezione dal profumo di limone più intenso usata per produrre olio essenziale.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






