Gattaia comune (Nepeta cataria, )
Gattaia comune (Nepeta cataria) è una perenne aromatica delle Lamiaceae, originaria dell’Europa meridionale fino al Giappone. Nota per l’effetto documentato sui gatti domestici, si riconosce dai fusti quadrangolari grigiastri, dalle foglie cuoriformi dentate e dalle spighe di fiori bianchi punteggiati di porpora, aperti da giugno a settembre.
Leggi di piùGattaia comune, Gattaia, Erba gatta, Catnip, Catmint e Catswort
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Taken Jul 15, 2009 by Photoflora - Jean-Luc TASSET (©)
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Distribuzione mondiale
POWO colloca l’areale nativo di Nepeta cataria dall’Europa meridionale al Giappone, con una presenza isolata nel Marocco nordoccidentale. Introdotta molto presto come pianta medicinale e ornamentale, si è ampiamente naturalizzata in Europa settentrionale, America del Nord e Nuova Zelanda.
- Autoctona4
- Introdotta3
- Europa meridionale
- Francia
- Marocco
- Giappone
- Stati Uniti
- Canada
- Nuova Zelanda
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Gattaia comune (Nepeta cataria L., 1753), detta anche gattaia o erba gatta, è una perenne aromatica delle Lamiaceae, descritta da Linneo nello Species Plantarum. POWO conferma il nome accettato, senza importanti controversie nella sinonimia. 1 3
L’epiteto cataria deriva dal latino catus, gatto, e richiama direttamente l’effetto che la pianta esercita sui felini, noto fin dall’antichità. Il nome inglese catnip segue la stessa logica, unendo cat a un antico termine usato per una pianta della famiglia della menta. 4 6
Questa perenne profumata raggiunge 40 cm–1 m e ha fusti ramificati, densamente pelosi e grigiastri. Il fogliame sprigiona un profumo mentolato e limonato quando viene stropicciato, molto più intenso rispetto all’edera terrestre, un’altra Lamiaceae comune negli stessi incolti. 3 2
Il genere Nepeta comprende anche specie e forme orticole molto meno attive sui gatti, come Nepeta x faassenii, coltivata nelle aiuole per i fiori blu-viola anziché per il profumo. La gattaia comune rimane il riferimento botanico e olfattivo del gruppo per la tipica reazione felina. 4
Riconoscimento
Fusti quadrangolari, eretti e densamente pubescenti offrono un indizio tipico delle Lamiaceae. Le foglie sono ovali a base cuoriforme, fortemente crenato-dentate, grigioverdi sopra e biancastre e tomentose sotto; la loro lunghezza è di circa 5–8 cm. 2 3
I piccoli fiori tubulosi e bilabiati sono bianchi con punti rossi o porpora. Si riuniscono in verticilli densi e multiflori, formando una breve spiga terminale. La fioritura si estende da giugno a settembre, più tardi rispetto a quella dell’edera terrestre. 2 3
Il cespo misura 30 cm–1 m in altezza secondo le condizioni e l’età, con una larghezza di 30–60 cm. Le giovani piantine, prive del portamento cespuglioso e di fusti quadrangolari ben sviluppati, restano difficili da distinguere dalla melissa (Melissa officinalis) o dall’edera terrestre (Glechoma hederacea), due Lamiaceae spesso confuse con la gattaia comune. 2
Tassonomia utile
POWO accetta Nepeta cataria all’interno di un genere che conta circa 250 specie eurasiatiche. La sottofamiglia delle Nepetoideae riunisce la gattaia comune insieme a menta, salvia e timo, mantenendole nella stessa cornice sistematica. 1
Tela Botanica elenca diversi sinonimi storici, fra cui Cataria tomentosa Bubani, Cataria vulgaris Gaterau e Glechoma cataria (L.) Kuntze. Quest’ultimo riflette un’antica confusione tassonomica con il genere Glechoma, della stessa famiglia e con fusti quadrangolari simili. 3
La varietà botanica storica Nepeta cataria var. citriodora Dumoulin ex Lej. corrisponde alla moderna cultivar orticola Citriodora, selezionata per il profumo di limone più pronunciato rispetto alla forma selvatica. 3 4
Le analisi chimiche distinguono inoltre due chemiotipi, indicati come A e B, arricchiti in isomeri diversi del nepetalattone anziché in un unico composto. La differenza fra i chemiotipi spiega in parte perché l’intensità del profumo e dell’effetto sui gatti varia da una pianta all’altra. 7
Habitat e distribuzione
Dall’Europa meridionale al Giappone, fino all’Honshu centrale, si estende l’areale nativo indicato da POWO per la gattaia comune, con una presenza isolata nel Marocco nordoccidentale. Introdotta molto presto come pianta medicinale e ornamentale, si è ampiamente naturalizzata nell’Europa settentrionale, in America del Nord e in Nuova Zelanda. 1 4
In Francia cresce spontaneamente su incolti, macerie e luoghi rocciosi soleggiati, in quasi tutto il paese e in Corsica. Nel territorio francese non è classificata fra le specie invasive monitorate; questa indicazione riguarda specificamente la situazione in Francia. 3
Negli Stati Uniti e in Canada, dove è introdotta, viene descritta come naturalizzata su tutto il territorio. La sua diffusione è favorita dalla tolleranza alla siccità e ai terreni poveri, caratteristiche che le consentono di insediarsi anche in ambienti poco fertili. 2
Ciclo e riproduzione
La gattaia comune germina in primavera, forma un cespo ramificato in pochi mesi e fiorisce da giugno a settembre. Dopo la fioritura ogni fiore impollinato produce piccoli semi che si disperdono sul terreno: da qui la frequente comparsa di nuove piantine spontanee da una stagione all’altra. 2
I fiori attirano soprattutto api a lingua lunga: api domestiche, bombi, api cuculo dei generi Epeolus e Triepeolus, api dalle lunghe antenne del genere Melissodes e api tagliafoglie del genere Megachile. Le foglie ospitano anche i bruchi di diverse sfingi, fra cui Sphinx eremitus. 2
In coltivazione si moltiplica per divisione dei cespi insediati, semina primaverile o talea di giovani germogli non fioriti. Dividere un cespo invecchiato e divenuto rado al centro permette anche di ringiovanirlo, oltre a ottenere nuove piante. 2
Usi e rischi
Il composto responsabile del profumo e degli effetti della pianta è il nepetalattone, un terpenoide estratto dall’olio essenziale mediante distillazione in corrente di vapore. Ha un effetto repellente documentato contro zanzare, mosche, blatte e termiti, con efficacia variabile rispetto al DEET sintetico secondo il metodo di applicazione. 4
Nei gatti il nepetalattone e un composto affine, il nepetalattolo, vengono rilevati dall’epitelio olfattivo anziché dall’organo vomeronasale. Circa il 70% dei gatti domestici reagisce con sfregamenti, rotolamenti e vocalizzazioni per 5–15 minuti. È un carattere ereditario poligenico che non si manifesta nei gattini sotto i sei mesi. Diversi felini selvatici, fra cui leopardo, puma, servalo e lince, mostrano una risposta simile. 6 4
L’ASPCA classifica la gattaia comune come tossica per i gatti, con possibili vomito e diarrea dopo un’ingestione abbondante; secondo l’animale può avere un effetto sedativo oppure stimolante. Per l’uomo esiste un lungo uso tradizionale in tisana contro disturbi digestivi e febbre. Questo impiego è caduto in disuso con la medicina moderna e non elimina la necessità di prudenza in caso di consumo abbondante. 5 4 8
Varietà, confusioni e piante affini
La cultivar Citriodora si distingue per un profumo più dolce e limonato rispetto alla forma selvatica. È la principale selezione orticola stabile venduta con il nome di Nepeta cataria e si riconosce soprattutto per questa nota aromatica. 4
Le confusioni più frequenti riguardano le seguenti piante:
- Nepeta x faassenii, forma ornamentale da aiuola venduta nei vivai, con fiori blu-viola ed effetto molto più debole sui gatti;
- Glechoma hederacea, l’edera terrestre, un’altra Lamiaceae dai fusti quadrangolari ma con portamento basso e strisciante, privo del cespo eretto della gattaia comune;
- Melissa officinalis, la melissa, dal fogliame aromatico simile ma con profumo di limone e senza un effetto documentato sui gatti.
Alcuni gatti insensibili al nepetalattone reagiscono invece alla radice di valeriana (Valeriana officinalis), alla liana del kiwi d’argento (Actinidia polygama) o al legno del caprifoglio di Tartaria (Lonicera tatarica). Sono piante di altre famiglie che provocano la stessa risposta felina senza una parentela botanica con la gattaia comune. 4
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Nepeta cataria L.
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Nepeta cataria
- Tela Botanica / eFlore BDTFX, Nepeta cataria L.
- Wikipedia EN, Catnip (Nepeta cataria)
- ASPCA, scheda sulla tossicità del catnip
- Encyclopaedia Britannica, catnip
- Perrucci et al., interferenza della gattaia comune nella ricerca di cibo degli acari della polvere, Nepeta cataria
- Plants For A Future, Nepeta cataria
- Wikidata, Nepeta cataria
Domande frequenti
La gattaia comune attira davvero i gatti?
Sì. Contiene nepetalattone, un composto che induce nella maggior parte dei gatti domestici sfregamenti, rotolamenti e vocalizzazioni. Reagisce circa il 70% dei gatti: è un carattere ereditario e i gattini sotto i sei mesi generalmente non mostrano la risposta.
La gattaia comune è tossica?
L’ASPCA la classifica come tossica per i gatti, con possibili vomito e diarrea dopo un’ingestione abbondante. L’effetto rimane generalmente lieve e scompare dopo pochi minuti di esposizione.
Come si distingue la gattaia comune dalle nepete ornamentali?
Le nepete ornamentali come Nepeta x faassenii sono selezionate per la fioritura blu-viola e attirano i gatti molto meno intensamente. Nepeta cataria, la gattaia comune, si riconosce dai fiori bianchi punteggiati di porpora e dal profumo mentolato più marcato.
Si può consumare la gattaia comune?
Le foglie vengono tradizionalmente impiegate in tisane, minestre e salse e sono state a lungo usate come rimedio popolare per disturbi digestivi e febbre. Questo uso storico prevede piccole quantità e non sostituisce un parere medico.
La gattaia comune è invasiva in Francia?
No. Cresce spontaneamente in quasi tutta la Francia e in Corsica, su incolti e luoghi rocciosi, senza essere classificata fra le specie invasive monitorate nel territorio francese.
Perché alcuni gatti non reagiscono alla gattaia comune?
La sensibilità al nepetalattone è un carattere ereditario poligenico. Circa un terzo dei gatti non risponde affatto e i gattini sotto i sei mesi sono generalmente insensibili all’effetto.
La gattaia comune tiene davvero lontane le zanzare?
Il nepetalattone estratto per distillazione in corrente di vapore ha un effetto repellente documentato contro zanzare, mosche, blatte e termiti. Rispetto al DEET l’efficacia varia secondo il metodo di applicazione.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




