Nephrolepis exaltata (Nephrolepis exaltata, (L.) Schott 1834)

La Nephrolepis exaltata (L.) Schott, nota come felce di Boston, è una felce tropicale sempreverde, molto coltivata in appartamento per le sue fronde arcuate verde chiaro. Non fiorisce: si moltiplica per spore, divisione e stoloni, e sia l'ASPCA sia NC State la classificano come non tossica per gatti e cani.

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Nome scientificoNephrolepis exaltata
GenereNephrolepis
FamigliaPolypodiaceae
OrdinePolypodiales

Felce di Boston, Boston fern, Boston sword fern, Sword fern e Feather palm

Identità
Tossicità
Non tossica per gatti, cani e cavalli; non è una pianta alimentareDa verificare : umani · Prudenza : bambini · Non tossico : gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Felce · Erbacea · Pianta da interno
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FloridaStati UnitiMessico del GolfoCaraibiAmerica centraleBrasile settentrionale e orientale
Habitat
Sottobosco umido, paludi, hammock, rive di corsi d'acqua e rocce calcaree o substrati organici secondo le flore e le fonti orticole
Crescita
Ciclo
Vivace
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Cespo decorativo in 2-5 anni secondo la RHS
Diametro della chioma
0.5–1.5 m
Propagazione
Divisione, Spore, Piantine di stolone
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa; proteggere le fronde dal vento secco e freddo
Umidità
50–85 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno torboso, Terreno ricco, Terreno drenante
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Posizionala alla luce indiretta o in una stanza ombreggiata.

Indicazioni sulla luce
Mezz'ombra luminosa o luce indiretta
Interno
Bagno luminoso, Salone, Ufficio
Esterno
Patio ombreggiato, Serra, Veranda
Vasi
Sospensione, Vaso drenante, Contenitore grande
Aspetto
Altezza0.5–1 mLarghezza0.5–1.5 m
Foglie
Verde
Portamento
Nephrolepis exaltata: origine e usi — portamento 1
Corteccia
VerdeMarrone

Distribuzione mondiale

POWO e Trefle collocano l'areale nativo di Nephrolepis exaltata nelle Americhe tropicali e subtropicali. Le stesse fonti elencano diverse zone di introduzione, tra cui Azzorre, Canarie, Hawaii, India, Portogallo, Queensland e Australia occidentale; nessuno status invasivo francese è indicato.

  • Autoctona6
  • Introdotta4
  • Florida
  • Texas
  • Messico del Golfo
  • Caraibi
  • America centrale
  • Brasile settentrionale e orientale
  • Hawaii
  • Portogallo
  • Queensland
  • Australia occidentale

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

Nelle banche dati orticole e tassonomiche consultate, Nephrolepis exaltata (L.) Schott corrisponde alla felce di Boston in senso ampio. Il nome accettato riprende un basionimo di Linneo, Polypodium exaltatum, trasferito poi nel genere Nephrolepis da Schott nel 1834. 1 2

Il nome felce di Boston ha un'origine più orticola che geografica. Rimanda soprattutto alla forma coltivata 'Bostoniensis', dal portamento ricadente, diventata il simbolo delle sospensioni da interno. Nelle fonti inglesi si trovano anche Boston fern, Boston sword fern, sword fern e feather palm. 3 4 5

Sulla famiglia serve un po' di cautela. POWO, Trefle e NC State collocano Nephrolepis exaltata nelle Polypodiaceae, mentre alcuni repertori secondari riportano ancora Nephrolepidaceae o Lomariopsidaceae. Quando due fonti non coincidono, spesso la differenza sta tutta qui, e l'identità della felce non cambia. 1 6 7

Riconoscimento

Un cespo sempreverde di fronde lunghe, strette e pennate, dal verde chiaro al verde medio: così si presenta la pianta. La RHS descrive N. exaltata come un grande cespo a fronde arcuate, lunghe talvolta fino a 2 m sugli esemplari migliori; in coltivazione l'altezza utile resta però di 0,5-1 m. 7

Ogni fronda porta numerose pinnule strette, spesso oblunghe o leggermente falcate. Nella 'Bostoniensis' le fronde partono più erette, poi si inarcano e ricadono con l'età: da qui il classico impiego in sospensione. 3 4

Sotto alcune fronde fertili compaiono i sori, da non scambiare per parassiti. Sono strutture legate alle spore, del tutto normali in una felce. La pianta può anche emettere stoloni, capaci di generare piccole piantine attorno al cespo. 8 7

Tassonomia utile

POWO e Trefle riportano Nephrolepis exaltata (L.) Schott come nome accettato, con rango di specie, ed elencano due sottospecie: N. exaltata subsp. exaltata e N. exaltata subsp. hawaiiensis. 1 2

In vivaio l'etichetta può indicare la specie, una cultivar o soltanto "Boston fern". I nomi 'Bostoniensis', 'Dallas', 'Fluffy Ruffles', 'Florida Ruffle', 'Golden Boston', 'Rooseveltii', 'Tiger Fern' e 'Whitmanii' appartengono a questo ambito orticolo. Descrivono portamenti, fronde o colori del fogliame, non specie distinte. 3 4 9

L'equivoco più serio riguarda le altre Nephrolepis vendute o naturalizzate. L'IFAS cita Nephrolepis cordifolia e N. brownii tra le felci spada invasive in Florida. Gli stoloni di N. exaltata, quindi, non bastano a identificare la specie senza osservare la pianta intera. 10 8

Habitat e distribuzione

Secondo POWO e Trefle la specie è nativa delle Americhe tropicali e subtropicali: sud degli Stati Uniti, Messico del Golfo, America centrale, Caraibi e parte del Sud America. Trefle cita in particolare Florida, Texas, Louisiana, Bahamas, Bermuda, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Giamaica e Brasile. 1 2

Le stesse banche dati segnalano numerose introduzioni, tra cui Azzorre, Canarie, Hawaii, India, Marocco, Portogallo, Queensland e Australia occidentale. Questa diffusione riflette la lunga storia orticola della Nephrolepis exaltata; non basta però ad attribuirle uno status invasivo in Europa. 2 1

Le fonti orticole la associano ad ambienti umidi, ombrosi e ricchi di sostanza organica: sottobosco, hammock, rive di corsi d'acqua, paludi e siti riparati. In vaso questa ecologia si traduce in luce filtrata, substrato fresco e una tolleranza all'aria secca molto inferiore a quella di una succulenta. 8 11

Ciclo, spore e moltiplicazione

Da felce qual è, Nephrolepis exaltata non produce né fiori né semi. Le voci "flowers" o "fruits" presenti in alcuni dataset orticoli generici vanno quindi scartate in una descrizione rigorosa. Le strutture riproduttive pertinenti sono le spore, contenute nei sori sotto le fronde fertili. 8 9

In casa conviene la via vegetativa: dividere un cespo radicato o staccare una piantina formata su uno stolone. La RHS indica la propagazione per spore per la specie e per divisione per 'Bostoniensis'; la Wisconsin Extension ricorda che le cultivar si mantengono meglio con la moltiplicazione vegetativa. 7 3 4

Gli stoloni sono un tratto utile da conoscere, ma non un motivo per lasciare che la pianta sfugga alla coltivazione dove il clima la favorisce. In appartamento servono soprattutto a rinnovare una sospensione o a regalare una giovane piantina. 8

Coltivazione in casa

Luce indiretta, mezz'ombra luminosa e umidità costante: sono queste le condizioni che la Nephrolepis exaltata preferisce. Per la specie la RHS indica partial shade, un terreno da acido a neutro e un'umidità "moist but well-drained". Anche le raccomandazioni di produzione dell'IFAS la collocano in un ambiente caldo, luminoso ma protetto, con grande attenzione all'umidità. 7 12

Il nodo delicato è l'equilibrio tra acqua e aria. Una zolla troppo asciutta fa imbrunire le pinnule; una zolla fradicia favorisce il marciume radicale. Le banche dati e le fonti orticole consultate citano in particolare acari, cocciniglie, cocciniglie a scudetto e marciume radicale come problemi probabili. 9 8

In appartamento vanno meglio un bagno luminoso, una veranda riscaldata o una finestra esposta a nord o a est che un davanzale rovente. Termosifone, sole diretto e correnti d'aria fredda sono i tre errori che trasformano in fretta un cespo verde in fronde secche. Con zone di rusticità che in Italia vanno all'incirca dalla 7 alla 10, una specie delle zone USDA 10-12 passa l'inverno in casa quasi ovunque; d'estate può uscire su un terrazzo in ombra, purché le notti restino sopra i 10 °C. 11 4

Usi e rischi

L'impiego è ornamentale: sospensione, vaso largo, veranda, serra calda, patio ombreggiato al riparo dal gelo o stanza umida e luminosa. Le fonti consultate non giustificano alcun uso alimentare, perciò qui non si riporta nessuna indicazione commestibile o medicinale. 7 11

Per gli animali, l'ASPCA classifica la voce "Boston Fern" di 'Bostoniensis' come non tossica per cani e gatti. Per la specie N. exaltata, la voce ASPCA "Feather Palm" indica cani, gatti e cavalli come non a rischio, e anche NC State considera questi animali non interessati. 13 14 5 8

La formulazione resta volutamente prudente: non tossica non significa commestibile. Un'ingestione abbondante, vomito o un comportamento anomalo richiedono sempre il parere del veterinario, anche perché altre felci o piante vendute con nomi simili possono avere profili diversi. 14 10

Cultivar e confusioni

Tra le cultivar, 'Bostoniensis' è il nome da conoscere. La RHS la descrive come una felce delicata e sempreverde, a portamento prima eretto e poi ricadente, alta fino a circa 90 cm. La Wisconsin Extension spiega che si tratta della forma orticola classica associata al nome Boston fern. 3 4

Gli altri nomi commerciali giocano soprattutto sulla fronda: 'Dallas' per una pianta più compatta, 'Fluffy Ruffles' e 'Florida Ruffle' per fronde molto lavorate, 'Golden Boston' per una tinta più chiara, 'Tiger Fern' per una variegatura, 'Rooseveltii' e 'Whitmanii' per selezioni antiche o da collezione. Vanno letti come etichette orticole da verificare, non come garanzie tassonomiche complete. 4 9

Per il giardino, lo scambio più rischioso non riguarda una cultivar ma una specie affine. L'IFAS mette in guardia contro alcune felci spada invasive, in particolare Nephrolepis cordifolia e N. brownii, che possono essere confuse con la felce di Boston. Se l'acquisto è destinato all'esterno in un clima mite, il nome scientifico completo e la provenienza del lotto contano più della semplice dicitura "sword fern". 10

Fonti principali

Domande frequenti

La Nephrolepis exaltata è tossica per i gatti?

ASPCA e NC State la classificano non tossica per gatti e cani. Questo non la rende un alimento: un'ingestione abbondante o sintomi insoliti vanno comunque tenuti d'occhio.

Perché compaiono puntini marroni sotto le fronde?

Su una fronda sana si tratta spesso di sori, le strutture in cui si formano le spore. Le cocciniglie sono di solito irregolari, mobili o appiccicose, e non seguono con la stessa regolarità il disegno della fronda.

Si può parlare di semi o di fiori?

No. Nephrolepis exaltata è una felce: non fiorisce, non produce semi e si riproduce per spore e per moltiplicazione vegetativa.

Da dove viene la Nephrolepis exaltata?

Le fonti tassonomiche consultate indicano un areale nativo americano, tropicale e subtropicale, con numerose introduzioni orticole altrove.

La Nephrolepis exaltata è invasiva in Europa?

Nessuna delle fonti consultate le attribuisce uno status invasivo in Europa. I dati segnalano soltanto che la specie è introdotta in diverse regioni tropicali e che occorre distinguere N. exaltata da N. cordifolia.

Come si moltiplica?

In casa il metodo più semplice è dividere un cespo o staccare una piantina formata su uno stolone. Le spore funzionano, ma sono più lente e meno fedeli alle cultivar.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.