Damigella aromatica (Nigella sativa, )
Damigella aromatica (Nigella sativa) è un’annuale delle Ranunculaceae, nativa secondo POWO dalla Romania all’Iran sudoccidentale. I suoi semi neri, angolosi e aromatici, sono usati come spezia e rimedio tradizionale in gran parte del mondo musulmano e asiatico. Non è imparentata con il gittaione, che ha semi tossici.
Leggi di piùDamigella aromatica, Cumino nero, Nigella, Black cumin e Kalonji






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Distribuzione mondiale
L’areale nativo riconosciuto da POWO va dalla Romania all’Iran sudoccidentale. La coltivazione come spezia ne ha esteso la presenza al bacino mediterraneo, all’Africa settentrionale, all’Etiopia e all’Asia occidentale e meridionale. Fuori dall’areale originario si è anche naturalizzata localmente negli incolti, per esempio nella Nuova Inghilterra.
- Autoctona2
- Introdotta1
- Romania
- Iran
- Stati Uniti (Nuova Inghilterra)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Damigella aromatica (Nigella sativa L., 1753), detta anche cumino nero o nigella, è una pianta annuale del genere Nigella, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. 1 5
Fra l’inglese e le lingue dell’Asia meridionale, gli stessi semi assumono nomi molto diversi: black cumin, common fennel flower, kalanji e kalonji. Di questi quattro nomi, kalonji indica soltanto Nigella sativa, mai il cumino (Cuminum cyminum), un’Apiaceae priva di parentela botanica nonostante il nome inglese condiviso. 2
Riconoscimento
Con i suoi fusti eretti e ramificati, Nigella sativa raggiunge 10–50 cm di altezza. Il fogliame verde vivo è finemente suddiviso in segmenti filiformi che ricordano zampe di ragno. 2 9
Il fiore solitario non presenta un collare di brattee, o involucro, immediatamente sottostante. Porta cinque sepali petaloidi bianchi sfumati di blu e numerosi stami, con un diametro fino a 3,5 cm. L’assenza dell’involucro distingue Nigella sativa da Nigella damascena meglio del colore dei petali: soltanto la seconda ha quel collare di brattee sottili subito sotto il fiore. 2 9
La capsula grande e rigonfia è formata da più follicoli saldati e si apre a maturità liberando i semi. Quelli di Nigella sativa sono neri, angolosi, obpiramidali e rugosi, decisamente più grandi dei semi tondi e striati di Nigella damascena. 10
Tassonomia utile
Per questa annuale POWO adotta il nome accettato Nigella sativa L., nell’ordine delle Ranunculales. Riconosce inoltre due varietà interne alla specie, non semplici sinonimi: la varietà tipo Nigella sativa var. sativa, la più coltivata come spezia, e Nigella sativa var. hispidula Boiss., più pelosa della prima e presente dall’Iran sudoccidentale e nordorientale fino al Turkmenistan. 1
Nella sinonimia della varietà tipo ricorrono nomi più antichi, senza un valore tassonomico autonomo:
- Nigella sativa var. indica (Roxb.) DC., nome in sinonimia
- Nigella sativa var. cretica (Mill.) DC., nome in sinonimia
- Nigella sativa var. citrina DC., nome in sinonimia
- Nigella sativa var. brachyloba Boiss., sinonimo della var. hispidula
Per identificarla con precisione conviene quindi usare il nome completo, inclusa la varietà quando indicata, anziché affidarsi a una denominazione commerciale come kalonji. 1
Habitat e distribuzione
Dalla Romania all’Iran sudoccidentale si estende l’areale nativo riconosciuto da POWO, in una fascia dal clima mediterraneo a semiarido. 1
La coltura per ottenere i semi da spezia ha portato la pianta ben oltre quell’areale: nel bacino mediterraneo, in Africa settentrionale, in Etiopia e in Asia occidentale e meridionale, anche in terreni abbandonati e maggesi. 3
Fuori dai luoghi d’origine, Nigella sativa può sfuggire alle coltivazioni e naturalizzarsi nelle zone temperate. Accade nella Nuova Inghilterra, dove vive in ambienti modificati dall’uomo, compresi gli incolti. In Francia compare nell’inventario nazionale della flora soprattutto come pianta coltivata. 9 4
Ciclo e riproduzione
Con la semina primaverile, PFAF colloca la fioritura in luglio e la maturazione dei semi in settembre. L’intero ciclo si conclude dunque in una sola stagione di coltivazione. 3
Dopo che il fiore appassisce, la capsula rigonfia cresce e si apre a maturità, liberando i semi neri. RHS indica una fioritura estiva da giugno a settembre, variabile con il clima e la data di semina. 2
Per moltiplicarla in coltivazione, il metodo affidabile è la semina diretta a dimora. La radice fittonante di questa annuale tollera male il trapianto e ostacola la ripresa delle piantine allevate in vasetto. PFAF consiglia perciò di seminare in situ, nel luogo definitivo, anziché preparare piantine da trapiantare. 3
Usi e rischi
Come spezia, i semi neri aromatizzano pane e dolci e insaporiscono numerose pietanze stufate della cucina asiatica e mediorientale. Fra i loro composti, il timochinone è il più studiato, molto più degli altri costituenti dell’olio essenziale; la sua concentrazione varia da 18 a 25 µg/mL secondo l’estrazione. 9 8
La notorietà di Nigella sativa va ben oltre la cucina. La sintesi farmacognostica di Ghedira ricorda l’associazione secolare dei semi alla medicina tradizionale, tanto da essere chiamati in arabo «seme benedetto». 6
Sul piano della sicurezza, uno studio di tossicità acuta e cronica sull’olio fisso indica nel topo una dose letale mediana orale di 28,8 mL/kg: un valore elevato, interpretato come tossicità orale quasi nulla. Per iniezione intraperitoneale la dose letale scende invece a 2,06 mL/kg, molto meno rispetto alla via orale; questa via riguarda l’olio essenziale concentrato iniettato, non il normale consumo alimentare. Nei ratti, dodici settimane di trattamento con olio fisso non hanno danneggiato gli organi esaminati; gli autori parlano di un ampio margine di sicurezza alle dosi consuete. 7
Varietà, confusioni e piante affini
La specie più facile da confondere è Nigella damascena, simile nel nome e nel portamento ma riconoscibile per il collare di brattee sottili, l’involucro, immediatamente sotto il fiore e assente in Nigella sativa. Anche i semi sono diversi: più grandi, angolosi e rugosi nella prima specie qui trattata, più piccoli, tondi e striati trasversalmente in Nigella damascena. 9 10
Un’altra confusione dipende soltanto dai nomi francesi nigelle e nielle des blés: quest’ultimo indica il gittaione (Agrostemma githago), una Caryophyllaceae senza parentela con le Ranunculaceae. I suoi semi, ricchi di saponosidi e di una proteina che inattiva i ribosomi, hanno a lungo contaminato la farina di frumento e causato intossicazioni alimentari documentate. Oggi il rischio è raro grazie al diserbo moderno dei cereali. 11
All’interno di Nigella sativa, la varietà tipo e la var. hispidula non cambiano l’identità della specie. Il nome di vendita kalonji indica invece una provenienza commerciale, mai una varietà botanica distinta.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Nigella sativa L.
- Royal Horticultural Society, Nigella sativa - black cumin
- Plants For A Future, Nigella sativa - Black Cumin
- INPN / MNHN–OFB, Nigella sativa L., 1753, CD_NOM 109638, scheda originale, copia Internet Archive del 28 maggio 2025
- Tela Botanica, eFlore BDTFX, Nigella sativa L. (record nomenclaturale ufficiale 44118)
- Ghedira K., 2006, La nigelle cultivée - Nigella sativa L. (Ranunculaceae), Phytothérapie
- Acute and chronic toxicity of Nigella sativa fixed oil, Food and Chemical Toxicology, 2002
- PMC, Nigella sativa - A Comprehensive Review of Its Therapeutic Potential and Pharmacological Properties
- Go Botany / Native Plant Trust, Nigella sativa (black-cumin)
- PMC, Biological Properties, Phenolic Profile, and Botanical Aspect of Nigella sativa L. and Nigella damascena L. Seeds
- ToxiPlante, monographie Agrostemma githago L. (nielle des blés)
Domande frequenti
La damigella aromatica è tossica?
La tossicità orale dei semi, dell’olio e dell’estratto acquoso è molto bassa, come indica lo studio sulla tossicità acuta e cronica dell’olio fisso. Solo l’olio essenziale molto concentrato mostra tossicità per iniezione, una via estranea al consumo alimentare.
Nigella sativa e Nigella damascena sono la stessa pianta?
No. Nigella damascena ha un collare di brattee sottili, detto involucro, subito sotto il fiore; Nigella sativa ne è priva. Anche i semi differiscono: più grandi e rugosi in Nigella sativa, più piccoli, tondi e striati in Nigella damascena.
Si può confondere la nigella con il gittaione?
La somiglianza dei nomi francesi può trarre in inganno, ma il gittaione (Agrostemma githago) appartiene alle Caryophyllaceae e non è imparentato con Nigella sativa. I suoi semi sono tossici e contengono saponosidi e una proteina che inattiva i ribosomi.
Quanto tempo serve per raccogliere i semi?
Per una semina primaverile PFAF indica fioritura in luglio e maturazione dei semi in settembre. Raccogli le capsule appena diventano brune e secche, prima che si aprano spontaneamente.
Da dove proviene la damigella aromatica?
POWO ne riconosce l’areale nativo dalla Romania all’Iran sudoccidentale. La coltivazione per i semi da spezia ne ha diffuso l’uso nel Mediterraneo, in Africa settentrionale e in Asia meridionale, rendendo difficile stabilire l’origine precisa di un lotto di semi.
Il cumino nero è parente del cumino comune?
No. Il nome inglese black cumin indica Nigella sativa, una Ranunculaceae, mentre il cumino (Cuminum cyminum) appartiene alle Apiaceae. La somiglianza visiva dei semi scuri spiega la confusione terminologica.
Si possono trapiantare le piantine di nigella?
È sconsigliato. La radice fittonante di Nigella sativa tollera male il trapianto; PFAF raccomanda la semina direttamente a dimora, in primavera o all’inizio dell’autunno.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






