Basilico (Ocimum basilicum, L. 1753)

Il basilico (Ocimum basilicum) è una Lamiaceae annuale o un suffrutice tenero, descritto da Linneo nel 1753. Lo si riconosce dal fusto quadrangolare e dalle foglie opposte non meno che dal profumo, ricco di composti aromatici.

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Nome scientificoOcimum basilicum
GenereOcimum
FamigliaLamiaceae
OrdineLamiales

Basilico comune, Basilico genovese e Basil

Identità
Tossicità
Non tossicaNon tossico : umani, inclusi bambini, gatti e cani · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Erbacea aromatica · Sottoarbusto
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Annuale
Habitat
Aromatica annuale della stagione calda, in terreni drenati e pieno sole non eccessivo
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Ciclo
Annuale
Velocità di crescita
9/10
Tempo di maturazione
Raccolta 6-8 settimane dopo la semina
Diametro della chioma
25–45 cm
Propagazione
Semina, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al vento
Media, salvo per gli esemplari grandi
Umidità
35–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco, Suolo drenato, Terreno drenato e caldo
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Interno
Semina sotto copertura
Esterno
Orto, Contenitore, Aiuola
Vasi
Vaso drenante, Vasca profonda
Aspetto
Altezza20–100 cm
Foglie
Verde
Fiori
Bianco
Frutti
VerdeRossoGiallo
Portamento
Basilico (Ocimum basilicum): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

Il basilico è un'aromatica coltivata da tempi antichi e molto diffusa nelle cucine dei paesi caldi. Conviene quindi distinguere l'areale d'origine probabile, le zone di coltivazione e i nomi culinari.

  • Coltivata4
  • India
  • Thailandia
  • Italia
  • Francia

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

Il basilico coltivato corrisponde a Ocimum basilicum, una Lamiaceae della stagione calda che in coltura si comporta quasi sempre da annuale. Fusto quadrangolare e foglie opposte contano quanto il profumo, che cambia parecchio da una selezione all'altra. 1 2

Genovese, thai, limone o rosso: prima di trattarli come specie separate, vanno letti come profili di aroma, colore e impiego all'interno di O. basilicum o di un gruppo vicino. 3 4

Riconoscimento

Fusti a sezione quadrata, foglie opposte, tenere, da ovate a lanceolate, e spighe fiorali quando la pianta va a seme. L'odore della foglia strofinata aiuta, ma non basta da solo, perché diverse Lamiaceae aromatiche si somigliano. 5 6

Con la fioritura le foglie cambiano spesso consistenza e aroma. Cimare le punte mantiene la pianta più ramificata e ritarda la salita a seme. 4 6

Tassonomia utile

Per POWO Ocimum basilicum è il nome accettato. I nomi di cultivar servono in cucina, ma il binomio resta indispensabile per non mescolare basilico dolce, basilico sacro e altre specie del genere. 1 7

  • Ocimum basilicum var. minimum L.
  • Ocimum caryophyllatum Roxb.

La sola parola basilico su un cartellino non dice nulla dell'aroma né dell'uso in cucina; occorre leggere la cultivar oppure annusare la pianta. 1

Habitat e distribuzione

Pianta di caldo e di luce, il basilico si coltiva in tutto il mondo, nell'orto come in vaso. Origine e storia colturale sono intricate, eppure l'esigenza pratica è semplice: niente freddo, niente ombra fitta, niente terreno fradicio. 1 5

Va gestito come un'erba tenera: luce intensa senza stress prolungato, annaffiature regolari ma con buon drenaggio, raccolte frequenti. In Italia, dal terrazzo al Sud all'orto al Nord, la stagione utile coincide con i mesi senza notti fredde. Una pianta che si allunga cerca in genere più luce, oppure è stata lasciata fiorire. 6 4

Ciclo e riproduzione

Tutto si svolge in fretta: semina al caldo, crescita delle foglie, cimature, fioritura in spighe e poi semi. Nei climi temperati ha più senso considerarlo annuale che parlare di una perenne teorica in assenza di gelo. 5 6

Si moltiplica soprattutto per semina; anche le talee di fusti teneri radicano facilmente nella stagione calda. Una crescita così rapida invita a rinnovare le piante invece di tenere in vita a oltranza un esemplare esaurito. 6

Usi e rischi

Si usa soprattutto fresco: pesto, insalate, sughi, infusi, cucine mediterranee e asiatiche. Raccogliere spesso, prima della piena fioritura, dà di norma foglie più tenere e profumate. 4 6

L'ASPCA classifica il basilico come non tossico per cani e gatti, mentre per il cavallo i dati consultati non indicano uno stato. La cautela riguarda piuttosto gli oli essenziali concentrati, che non si dosano come una foglia da cucina. 8

Varietà, confusioni e piante affini

Genovese, thai, rosso, limone o cannella rispondono a usi diversi. Nella scelta conta meno la taglia della piantina che l'aroma cercato e il momento della raccolta. 6 5

Le confusioni frequenti riguardano:

  • Ocimum tenuiflorum, basilico sacro, diverso per profumo e ruolo culturale
  • Perilla frutescens, Lamiaceae aromatica spesso rossastra, di un altro genere
  • Mentha spicata, anch'essa a foglie opposte, ma dal profumo mentolato e con rizomi

Per distinguere basilico, menta, melissa o altre Lamiaceae, conviene incrociare fusto quadrato, foglia, infiorescenza, odore e cartellino botanico. 2

Punti di controllo

Rende al meglio se lo si tratta come una pianta da rinnovare, non come un piccolo arbusto permanente. Una piantina giovane e ramificata vale spesso più di un unico fusto troppo alto: cima sopra una coppia di foglie, lascia ripartire due getti, poi raccogli con regolarità prima che le spighe prendano il sopravvento. Così la pianta resta compatta e le foglie induriscono più tardi. 6

Lo stress si legge subito sulle foglie. Foglie molli indicano spesso poca acqua o un vaso troppo piccolo; foglie annerite dopo una notte fresca fanno pensare a un colpo di freddo; una pianta pallida e allungata manca di luce. Al contrario, un pieno sole improvviso dietro un vetro può scottare una pianta appena uscita dal vivaio. L'obiettivo è molta luce, calore stabile e un substrato che resti fresco senza diventare pesante. 5 6

In cucina l'identità della cultivar pesa quanto la specie: un basilico thai, al limone o alla cannella non sempre sostituisce un Genovese nel pesto. Assaggiare una foglia sana e non trattata è più affidabile che comprare fidandosi della sola foto sul cartellino. 4

A fine estate una pianta molto fiorita può ancora servire: lascia qualche spiga agli impollinatori o per i semi, poi sostituisci gli esemplari stanchi con giovani semine o talee. Questa rotazione dà raccolti più puliti di un vecchio cespo stentato tenuto troppo a lungo. 6

Fonti principali

Domande frequenti

Bisogna togliere i fiori al basilico?

Sì, se si vogliono foglie tenere; lasciare solo qualche spiga per gli impollinatori o per i semi.

Il basilico è tossico?

L'ASPCA lo classifica come non tossico per cani e gatti; meglio evitare gli oli essenziali concentrati.

Perché il mio basilico diventa nero?

Freddo, acqua stagnante o lo stress del trapianto sono le cause più frequenti.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.