Parrotia (Parrotia persica, )
Parrotia (Parrotia persica) è un albero o grande arbusto deciduo delle Hamamelidaceae, endemico di una stretta fascia a sud del Mar Caspio, tra Iran settentrionale e Azerbaigian sudorientale. La corteccia si sfalda in placche grigie, crema e brune; i fiori privi di petali, con stami rossi, si aprono sui rami nudi a fine inverno. Il fogliame autunnale è tra i più vivaci degli alberi temperati.
Leggi di piùParrotia e Persian ironwood
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Parrotia persica è una stretta fascia a sud del Mar Caspio, sui contrafforti umidi dei monti Alborz in Iran e dei monti Talysh in Azerbaigian. Coltivata in Europa dalla metà dell’Ottocento, è oggi piantata come ornamentale in molti paesi temperati, senza segnalazioni documentate di naturalizzazione fuori dall’areale originario.
- Autoctona2
- Iran
- Azerbaigian
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Parrotia (Parrotia persica (DC.) C.A.Mey., 1831) è un albero o grande arbusto deciduo delle Hamamelidaceae, imparentato con Hamamelis. Dopo circa trent’anni, la corteccia liscia e grigia dei giovani esemplari si fessura in placche crema, verdi e brune: un carattere riconoscibile anche d’inverno, senza foglie né fiori. Il botanico ginevrino Augustin Pyramus de Candolle la descrisse nel 1830 come Hamamelis persica. 1 2
Nel 1831 Carl Anton von Meyer la separò nel genere Parrotia, dedicandolo all’amico e predecessore all’università di Dorpat, il naturalista tedesco-baltico Friedrich Parrot. Quest’ultimo aveva compiuto nel 1829 la prima ascensione documentata del monte Ararat, non lontano dall’areale dell’albero. 7
Il nome inglese Persian ironwood, cioè legno di ferro persiano, richiama durezza e densità del legno. L’immagine del «legno di ferro» ricorre per diverse specie non imparentate nei rispettivi paesi. 5
Riconoscimento
Durante l’inverno la corteccia offre il carattere più evidente, più leggibile della sagoma di un esemplare ancora giovane. Dapprima liscia e grigia, con l’età si divide in placche irregolari crema, verdi, grigie e brune; il disegno a mosaico si accentua dopo circa trent’anni, con la piena maturità dell’albero. 6 4
Le lamine semplici e alterne misurano 6–10 cm di lunghezza: da ovali a oblunghe, hanno margine ondulato e grossolanamente dentato. Spuntano rosso-porpora in primavera, diventano verde lucido in estate e assumono giallo, arancio, rosso e talvolta porpora in autunno. L’esposizione delle singole foglie nella chioma fa convivere più colori sullo stesso albero. 7 5
Privo di petali, ciascun fiore è un fitto ciuffo di stami rossi largo circa 1 cm, circondato da brattee brunastre e pelose. Si apre sui rami nudi a fine inverno, prima delle foglie, ed è utile quando la sola corteccia lascia dubbi. 6 4
In coltivazione l’altezza abituale è 4–12 m, con più fusti arbustivi o un tronco unico e chioma arrotondata; nelle foreste naturali alcuni esemplari superano 20 m. La crescita è da lenta a moderata. 7 4
Tassonomia utile
La denominazione scientifica accettata è Parrotia persica (DC.) C.A.Mey., con il seguente basionimo:
- Hamamelis persica DC., 1830, nome della descrizione originaria.
Il genere Parrotia comprende una sola altra specie riconosciuta, endemica della Cina orientale:
- Parrotia subaequalis (Hung T.Chang) R.M.Hao & H.T.Wei, 1998, la specie cinese.
Considerata a lungo una semplice varietà cinese di Parrotia persica, questa specie è stata distinta per caratteri morfologici e cromosomici. Quasi 8.000 km la separano dall’areale iraniano. 1 8
Habitat e distribuzione
Una fascia ristretta a sud del Mar Caspio ospita l’areale endemico di Parrotia persica: i contrafforti umidi dei monti Alborz in Iran e dei Talysh in Azerbaigian, fino a circa 1.400 m di quota. 7 1
Questi ambienti appartengono alle foreste ircane, un complesso forestale temperato umido tutelato, fra l’altro, nel parco nazionale del Golestan in Iran e nella riserva di Hirkan in Azerbaigian. Qui la specie forma localmente popolamenti quasi puri. 7
Arrivata nei giardini europei a metà Ottocento, dapprima nel giardino imperiale di San Pietroburgo e poi a Kew, è oggi coltivata come albero ornamentale in Francia, Regno Unito e Nordamerica. Non risultano segnalazioni documentate di naturalizzazione fuori dall’areale nativo. 7 5
Ciclo e fioritura
Tra febbraio e aprile, secondo il clima, i fiori precedono le foglie. Da lontano sfuggono facilmente per l’assenza di petali visibili; da vicino i gruppi di stami rossi sui rami nudi creano un alone colorato caratteristico delle Hamamelidaceae. 4 6
Alla fioritura segue una capsula legnosa bruna e pelosa, inferiore a 2 cm, con uno o due semi lucidi. A maturità si apre di scatto e proietta i semi: un meccanismo di dispersione condiviso con le amamelidi. 5
La semina in vivaio richiede stratificazione fredda e dà risultati irregolari. Le cultivar si moltiplicano soprattutto per talea di legno tenero sotto nebulizzazione o per innesto nel caso delle forme che radicano con difficoltà. 3
Usi e rischi
Come ornamentale, Parrotia si usa isolata sul prato, in piccoli filari o come punto focale del giardino. L’interesse copre due stagioni, con fioritura invernale e colori autunnali. 5 4
Gli elenchi di piante tossiche dell’ASPCA e delle strutture universitarie di divulgazione non riportano la specie; non è documentato alcun principio tossico per gatti, cani o esseri umani. È inoltre considerata poco soggetta a parassiti e malattie; in Nordamerica sono segnalati solo danni occasionali del coleottero giapponese. 5 6
Ben affermata, resiste fino a circa −20 °C e tollera siccità, calcare e inquinamento urbano. Si adatta a suoli calcarei, argillosi, limosi o sabbiosi. Il limite è il ristagno permanente, che provoca asfissia radicale anche negli alberi adulti ben insediati. 3 7
Varietà, confusioni e piante affini
Oltre quaranta cultivar sono state selezionate soprattutto per portamento o colori autunnali. Vanessa, colonnare e premiata con l’Award of Garden Merit della RHS, resta la più commercializzata; Ruby Vase e Persian Spire hanno portamento stretto ed eretto, mentre Bella si distingue per i germogli primaverili porpora rossastri. 3 7
Le somiglianze da valutare riguardano soprattutto:
- Hamamelis spp., della stessa famiglia, con fiori descritti come privi di petali ma a nastri gialli o arancioni anziché a ciuffi di stami rossi;
- Parrotia subaequalis, sosia cinese distinto per distribuzione e caratteri cromosomici;
- Platanus spp., simile solo per la corteccia che si sfalda in placche, senza parentela botanica.
Per l’acquisto è più affidabile il nome scientifico accettato dell’etichetta commerciale, variabile fra vivaisti. Parrotia persica e le sue cultivar appartengono a un unico taxon, qualunque sia il nome comune riportato in vivaio. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Parrotia persica (DC.) C.A.Mey.
- International Plant Names Index, Parrotia persica (DC.) C.A.Mey.
- Royal Horticultural Society, Parrotia persica 'Vanessa'
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Parrotia persica
- NC State Extension, Parrotia persica (Iron Tree, Persian Ironwood)
- Clemson HGIC, Persian Parrotia
- Trees and Shrubs Online, Parrotia persica
- Arnoldia / Arnold Arboretum, The Chinese Parrotia, a sibling species of the Persian Parrotia
Domande frequenti
Parrotia è un’amamelide?
No, ma i due generi sono strettamente imparentati nelle Hamamelidaceae. Parrotia persica condivide con Hamamelis la fioritura invernale sui rami nudi, descritta come priva di petali; i suoi fiori formano però ciuffi di stami rossi anziché nastri gialli o arancioni.
Parrotia è tossica per cani e gatti?
Né ASPCA né le schede universitarie di divulgazione agraria elencano Parrotia persica fra le piante tossiche. Non è neppure segnalata come irritante al contatto.
Perché le foglie assumono più colori insieme?
Il pigmento dominante varia da foglia a foglia secondo esposizione e posizione nella chioma. In autunno uno stesso albero presenta così giallo, arancio, rosso e talvolta porpora.
Parrotia è invasiva?
Non sono state trovate segnalazioni documentate di naturalizzazione o invasività fuori dall’areale nativo. Resta un albero ornamentale coltivato, senza comportamento invasivo segnalato.
Che differenza c’è con Parrotia subaequalis?
Parrotia subaequalis è l’unica altra specie del genere, endemica della Cina orientale e separata da Parrotia persica da quasi 8.000 km. A lungo considerata una varietà cinese, è stata riconosciuta come specie distinta su criteri morfologici e cromosomici.
Parrotia va potata?
Raramente. L’albero mantiene naturalmente un portamento equilibrato; una potatura leggera in inverno, evitando il gelo, basta per formare un giovane esemplare o eliminare il secco, senza successivi interventi pesanti.
Da dove viene il nome Parrotia?
Il genere onora il naturalista tedesco-baltico Friedrich Parrot, autore nel 1829 della prima ascensione documentata del monte Ararat. Carl Anton von Meyer gli dedicò il nuovo genere nel 1831.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.
