Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata, (Siebold & Zucc.) Planch. 1887)

Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata) è una liana decidua delle Vitaceae, originaria di Cina, Corea, Taiwan e Giappone. Si arrampica da sola con dischi adesivi e in autunno assume un rosso scarlatto: è tra le rampicanti più usate per rivestire i muri.

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Nome scientificoParthenocissus tricuspidata
GenereParthenocissus
OrdineVitales

Vite Vergine del Giappone, Boston ivy e Japanese creeper

Identità
Tossicità
Lievemente irritante, non classificata fra le piante molto tossiche
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaCorea del SudTaiwanGiapponeVietnam
Habitat
Arbusteti di pianura alluvionale, boschi ripariali e foreste miste montane umide in clima temperato
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
9/10
Tempo di maturazione
Copertura completa di un muro in 5–10 anni secondo il supporto
Propagazione
Talea di fusto con nodo, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona resistenza una volta fissata con i dischi adesivi
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Argilla, limo o sabbia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole per i migliori colori autunnali, tollera l’ombra piena
Esterno
Muro da giardino, Traliccio
Aspetto
Altezza900–1800 cmLarghezza300–1000 cm
Foglie
VerdeRossoArancione
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — foglie 1
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — foglie 2
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — foglie 3
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — foglie 4
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — foglie 5
Fiori
VerdeBiancoDimensioni2–12 cm
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — fiori 1
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — fiori 2
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — fiori 3
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — fiori 4
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — fiori 5
Frutti
BluNero
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — frutti 1
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — frutti 2
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — frutti 3
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — frutti 4
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — frutti 5
Portamento
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — portamento 1
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — portamento 2
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — portamento 3
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — portamento 4
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — corteccia 1
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — corteccia 2
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — corteccia 3
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — corteccia 4
Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Parthenocissus tricuspidata comprende Cina centrale e settentrionale, Corea, Taiwan e Giappone. Ampiamente coltivata altrove come ornamentale, si è naturalizzata localmente in regioni temperate, fra cui gli Stati Uniti nordorientali e la Francia metropolitana. In Francia non è classificata fra le esotiche invasive regolamentate.

  • Autoctona5
  • Introdotta3
  • Cina
  • Corea del Sud
  • Taiwan
  • Giappone
  • Vietnam
  • Stati Uniti nordorientali
  • Francia metropolitana
  • Nuova Zelanda

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Vite Vergine del Giappone (Parthenocissus tricuspidata (Siebold & Zucc.) Planch., 1887) è una liana decidua delle Vitaceae, la famiglia della vite coltivata. Il nome del genere può trarre in inganno: Parthenocissus unisce il greco parthenos, vergine, e kissos, edera, ma la specie non ha legami botanici con la vera edera (Hedera helix), appartenente alle Araliaceae. 1 2

L’appellativo inglese Boston ivy deriva dall’uso ornamentale nordamericano, non dall’origine della pianta. Ha rivestito molte facciate in mattoni di Boston, soprattutto nel campus di Harvard, ma proviene dall’Asia orientale. L’epiteto tricuspidata significa «a tre punte» e descrive la forma più comune della foglia adulta. Resiste fino a circa −15 o −20 °C, secondo la cultivar; una volta fissati i dischi adesivi riveste un muro in 5–10 anni, senza tutori né legature. 3 2

Riconoscimento

Tre lobi appuntiti caratterizzano la foglia semplice, talvolta intera o a cinque lobi sui giovani rami. La pagina superiore è lucida e verde scuro; quella inferiore è più opaca, con nervature leggermente pelose. 3 2

Per arrampicarsi utilizza viticci ramificati terminanti con piccoli dischi adesivi. A contatto con una superficie rilasciano una mucillagine che indurisce, creando un ancoraggio saldo senza tutori. Un solo disco può sostenere migliaia di volte il proprio peso: staccare una liana affermata è perciò difficile. 3 4

Il rosso scarlatto, talvolta porpora, compare in autunno prima della caduta delle foglie. Il colore è utile nella stagione giusta, mentre il numero di lobi distingue questa specie dalla vite vergine della Virginia: tre contro cinque. I fiori verdastri e poco vistosi compaiono in piccole cime da giugno a luglio, opposte alle foglie. I frutti sono bacche blu-nere pruinose di 5–10 mm, spesso nascoste sotto il fogliame. 4 2

Tassonomia utile

La prima descrizione risale al 1845, come Ampelopsis tricuspidata Siebold & Zucc.. Nel 1887 il botanico francese Jules Émile Planchon la trasferì nel nuovo genere Parthenocissus. Il basionimo rimane il sinonimo omotipico di riferimento per rintracciare le citazioni storiche. 1 9

Fra gli altri sinonimi utili per riconoscere una pianta venduta con un nome precedente figurano:

  • Psedera tricuspidata (Siebold & Zucc.) Rehder, combinazione storica;
  • Quinaria tricuspidata (Siebold & Zucc.) Koehne, combinazione storica;
  • Vitis tricuspidata (Siebold & Zucc.) T.Moore & Mast., combinazione storica;
  • Parthenocissus veitchii (Laurentius) Graebn., sinonimo storico.

Ancora diffuso nei vivai, il nome Veitchii indicava storicamente una forma a piccole foglie introdotta dall’orticoltore britannico Veitch, oggi inclusa nella sinonimia di P. tricuspidata. La sottofamiglia Vitoideae riunisce Parthenocissus e la vite coltivata Vitis vinifera. 1 8

Habitat e distribuzione

Nelle regioni temperate dell’Asia orientale la specie vive spontanea in Cina centrale e settentrionale, Corea, Taiwan e Giappone. Cresce in arbusteti delle pianure inondabili, margini di boschi ripariali e foreste miste montane umide. La rusticità corrisponde alle zone USDA 4–8, con inverni freschi o freddi, e favorisce la naturalizzazione in aree temperate lontane dall’origine. 1 8

La coltivazione ornamentale ha favorito naturalizzazioni locali in varie regioni temperate, fra cui gli Stati Uniti nordorientali. In Francia metropolitana questa liana è piantata da lungo tempo e localmente naturalizzata, senza figurare negli elenchi normativi delle esotiche invasive. Una potatura annuale basta a contenerla dove sfugge ai giardini. 7 6

Ciclo e riproduzione

Da giugno a luglio si aprono piccoli gruppi di fiori verdastri. Pur poco appariscenti, producono nettare che attira api e altri impollinatori. 4 2

Maturando in autunno, le bacche restano spesso sulla pianta fino all’inverno: dapprima nascoste dal fogliame, poi esposte sui rami nudi. Sono una risorsa alimentare per gli uccelli, principali responsabili della dispersione dei semi. 4 3

In coltivazione si ricorre soprattutto alla talea semilegnosa estiva o alla talea legnosa autunnale; è possibile anche la semina dopo alcune settimane di stratificazione fredda. Radicata e fissata, la pianta cresce rapidamente, con un picco fra maggio e luglio e la capacità di coprire diversi metri quadrati di muro in una sola stagione. 5

Usi e rischi

Muri, pergole e graticci vengono rivestiti a scopo ornamentale senza tutori. Il fogliame fitto riduce il riscaldamento estivo delle facciate esposte. La Vite Vergine del Giappone tollera un pH di 5,5–8 e suoli dall’argilloso al sabbioso; da affermata sopporta bene la siccità. 4 3

L’adesione crea problemi sui muri in legno o rivestiti di scandole: i dischi si insinuano sotto le assicelle, rovinano la vernice e sono difficili da rimuovere senza danni. Una potatura regolare deve tenere la liana lontana anche da grondaie, persiane e cavi. 3 2

Il coleottero giapponese perfora le foglie in estate nelle piantagioni esposte. La raccolta manuale regolare limita i danni senza ricorrere a trattamenti sistematici. Linfa e bacche sono lievemente irritanti per contatto cutaneo o ingestione. I frutti non sono commestibili per l’uomo, mentre gli uccelli li consumano senza problemi in inverno. 2

Varietà, confusioni e piante affini

Nei vivai si trovano 'Veitchii', a piccole foglie, da cui derivano storicamente molte piante vendute in Europa; 'Veitchii Robusta', più vigorosa e resistente fino a circa −15 °C; e selezioni porpora come 'Atropurpurea', rossa al germogliamento, porpora in estate e di nuovo rossa in autunno. 6 5

Il confronto più frequente riguarda Parthenocissus quinquefolia, la vite vergine della Virginia: la sua foglia ha cinque foglioline distinte, contro tre lobi uniti in un’unica lamina in P. tricuspidata. Basta contarle anche senza fiori o frutti. Rispetto alla vera edera, Hedera helix, la distinzione comprende il fogliame sempreverde e descritto come opposto, le radichette adesive al posto dei dischi e l’appartenenza a una diversa famiglia botanica. 7

Fonti principali

Domande frequenti

La Vite Vergine del Giappone è una vera edera?

No. Nonostante il nome inglese Boston ivy, appartiene alle Vitaceae, la famiglia della vite, e non alle Araliaceae dell’edera comune (Hedera helix). Il fogliame deciduo e alterno la distingue anche dall’edera, descritta qui come sempreverde e a foglie opposte.

Come distinguerla da Parthenocissus quinquefolia?

La foglia è il carattere più affidabile. Parthenocissus tricuspidata ha foglie semplici con tre lobi uniti in un’unica lamina; Parthenocissus quinquefolia ha foglie divise in cinque foglioline ben separate.

Si può piantare contro qualsiasi muro?

No. I dischi adesivi si insinuano sotto legno e scandole, danneggiano la vernice e sono difficili da staccare senza danni. Sono più adatti muri integri di pietra, mattoni o cemento.

Le bacche sono commestibili?

Non per l’uomo. Linfa e bacche sono lievemente irritanti per contatto cutaneo o ingestione, anche se gli uccelli le consumano senza problemi in inverno.

Serve un tutore o un graticcio?

Su un muro non serve. La pianta si arrampica da sola grazie ai dischi adesivi, che aderiscono direttamente alle superfici solide senza bisogno di sostegni.

Questa liana è invasiva?

Si è naturalizzata fuori dall’areale nativo, fra cui negli Stati Uniti nordorientali e in alcune regioni europee. In Francia non è classificata fra le esotiche invasive regolamentate; una potatura annuale è utile per contenerla.

Quale esposizione favorisce i colori autunnali?

Il pieno sole. All’ombra piena la liana cresce comunque, ma il fogliame rimane soprattutto verde e i colori autunnali sono molto meno intensi.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.