Great Basin bristlecone pine (Pinus longaeva, )
Pinus longaeva è una conifera delle Pinaceae, endemica delle alte montagne di California, Nevada e Utah. Forma popolamenti radi su poveri suoli dolomitici tra 1800 e 3650 m, dove la crescita lentissima produce un legno molto denso; comprende gli organismi non clonali più vecchi conosciuti sulla Terra.
Leggi di piùGreat Basin bristlecone pine




© foto
(c) Jim Morefield, some rights reserved (CC BY), uploaded by Jim Morefield · cc-by
Chris · cc0
John Powers · cc-by
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
L'areale di Pinus longaeva è limitato ad alcune catene del Gran Bacino, tra California orientale (White Mountains, Panamint, Inyo), Nevada e Utah occidentale. Le popolazioni sono disgiunte e situate a quote molto elevate; non è documentata alcuna naturalizzazione fuori da questo areale.
- Autoctona3
- Stati Uniti (California)
- Stati Uniti (Nevada)
- Stati Uniti (Utah)
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Pinus longaeva (Pinus longaeva D.K.Bailey, 1971) è una conifera delle Pinaceae, endemica di alcune catene montuose degli Stati Uniti occidentali. Il botanico Dana K. Bailey la descrisse come specie distinta nel 1971, separando le popolazioni del Gran Bacino da Pinus aristata, fino ad allora considerate un'unica entità. 1 3
Solo tre specie del genere Pinus sono chiamate bristlecone pine: Pinus longaeva, Pinus aristata e Pinus balfouriana. Tutte vivono esclusivamente sulle montagne dell'Ovest americano e hanno aghi riuniti in gruppi di cinque. 3
L'epiteto latino longaeva significa «longeva» e descrive il carattere che rende celebre la specie: alcuni esemplari sono tra gli organismi non clonali più antichi mai datati sulla Terra. L'età è confermata dal conteggio degli anelli, anziché stimata. 3
Riconoscimento
Un esemplare tipico raggiunge 5–16 m di altezza, con un tronco che nei soggetti antichissimi può superare 2 m di diametro. Il portamento tozzo e contorto dal vento d'alta quota contrasta con il tronco diritto di un pino di pianura. 3
Ogni fascetto comprende 5 aghi lunghi 15–35 mm, con poche goccioline visibili di resina. Restano sul ramo da 10 a oltre 40 anni, una delle permanenze più lunghe note tra le conifere, formando ciuffi fitti alle estremità che ricordano una coda di volpe. 3
I coni di questa specie misurano 6–9,5 cm, passano dal porpora al bruno rossiccio a maturità e portano su ogni squama una sottile setola rigida di 1–6 mm, all'origine del nome inglese bristlecone. Negli esemplari più vecchi gran parte del tronco muore; solo una stretta striscia di corteccia viva continua a rifornire alcuni rami fogliati, secondo una modalità detta crescita a corteccia parziale. 4 3
Tassonomia utile
Il sottogenere Strobus, gruppo dei pini a cinque aghi, comprende Pinus longaeva, nella sezione dei bristlecone insieme a Pinus aristata e Pinus balfouriana. Prima del 1971 le tre popolazioni erano riunite sotto un solo nome; per questo alcune opere datate riportano ancora sinonimi storici:
- Pinus aristata var. longaeva D.K.Bailey, nome a rango di varietà;
- Pinus aristata subsp. longaeva (D.K.Bailey) A.E.Murray, nome a rango di sottospecie;
- Pinus balfouriana subsp. longaeva (D.K.Bailey) A.E.Murray, altra combinazione sottospecifica.
Il riferimento affidabile per l'identificazione resta il nome accettato da POWO, Pinus longaeva, associato al numero di canali resiniferi degli aghi: questo carattere microscopico ha giustificato la separazione da Pinus aristata. 1 2
Nella banca dati nordamericana USDA PLANTS il codice PILO identifica precisamente questa specie, offrendo un riferimento univoco quando i tre sinonimi storici si sovrappongono nella letteratura più antica. 5
Habitat e distribuzione
Popolazioni disgiunte occupano quote comprese tra 1800 e 3650 m in tre Stati: California orientale (White Mountains, Panamint, Inyo), Nevada e Utah occidentale. La specie vive nel piano subalpino, spesso fino al limite superiore degli alberi. 4
A determinare l'insediamento è soprattutto il suolo: la specie preferisce nettamente substrati carbonatici, calcare o dolomite, poveri di fosforo e poco favorevoli alla maggior parte delle altre conifere. La povertà del terreno riduce la concorrenza e rallenta la crescita, due condizioni che paradossalmente favoriscono la longevità. 4
Nei siti più inospitali l'accrescimento diametrale può limitarsi a circa 1 cm per secolo. Su terreno più profondo e fertile lo stesso pino cresce invece più rapidamente, ma vive molto meno a lungo: i popolamenti su dolomite costituiscono così un laboratorio naturale della longevità. 4
Ciclo e riproduzione
La riproduzione di Pinus longaeva avviene esclusivamente attraverso semi alati dispersi dal vento; non è documentata una moltiplicazione vegetativa naturale. I coni impiegano due anni a maturare e la produzione di semi resta regolare da un anno all'altro, senza le annate di forte scarsità che interessano altri pini. 4
L'attecchimento delle giovani piantine è raro: il suolo povero e il clima secco del Gran Bacino limitano la germinazione a sporadiche finestre favorevoli. Questa stessa rarità impedisce ai popolamenti di diventare troppo densi e quindi più vulnerabili al fuoco e alla concorrenza. 4
La sottile corteccia di Pinus longaeva protegge male il tronco dagli incendi; un fuoco intenso uccide la maggior parte degli esemplari colpiti. Fortunatamente, nei siti d'alta quota in cui vive, l'assenza di combustibile continuo tra gli alberi limita la propagazione delle fiamme. 4
Longevità e usi
Tra gli organismi non clonali datati con certezza, nessun esemplare eguaglia quello tuttora vivo nelle White Mountains della California: il carotaggio del dendrocronologo Edmund Schulman gli attribuiva già 4756 anni nel 1957 e la sua età attuale supera 4800 anni. La posizione esatta resta segreta per proteggerlo dai vandalismi. 3 7
L'esemplare soprannominato Prometheus fu abbattuto nel Nevada nel 1964 da un ricercatore che voleva datare il popolamento. Il conteggio successivo degli anelli rivelò un'età di circa 4844 anni, rendendo la sua perdita uno degli episodi più rimpianti della dendrocronologia moderna. Una sezione del tronco è oggi esposta al centro visitatori del Great Basin National Park. 3
Gli anelli costituiscono un prezioso archivio climatico: il loro conteggio preciso migliora la datazione al radiocarbonio e permette di ricostruire secoli di temperature e precipitazioni nell'Ovest americano. La IUCN classifica la specie a rischio minimo, con popolazione ritenuta stabile, pur monitorando il riscaldamento e l'avanzata in quota dello scolitide del pino ponderosa. 6 4
Per gli animali domestici non è documentata tossicità di questa specie. L'ASPCA classifica il pino ponderosa, parente del genere Pinus, come non tossico per cani e gatti: è un riferimento di genere utile in assenza di una scheda dedicata a Pinus longaeva. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Per Pinus longaeva non sono ampiamente diffuse cultivar orticole stabilizzate e la coltivazione resta rara fuori dall'areale naturale. Gli esemplari delle collezioni provengono quasi sempre da semi di origine selvatica, senza una selezione varietale spinta.
Il confronto più frequente riguarda Pinus aristata, il bristlecone delle Montagne Rocciose. Gli aghi mostrano evidenti goccioline biancastre di resina, assenti o poco visibili in Pinus longaeva, e i coni hanno setole più lunghe: 6–10 mm contro 1–6 mm. Pinus balfouriana, il pino coda di volpe, appartiene allo stesso gruppo, ma ha coni meno pungenti e un areale più ristretto, limitato alla Sierra Nevada e alle Klamath Mountains.
Questi tre pini bristlecone furono a lungo confusi nella letteratura antica, finché il conteggio dei canali resiniferi e i caratteri dei coni consentirono di separarli con affidabilità. Il nome scientifico resta quindi più preciso del nome comune bristlecone pine, condiviso dalle tre specie. 1
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pinus longaeva D.K.Bailey
- GBIF, Pinus longaeva D.K.Bailey
- The Gymnosperm Database, Pinus longaeva
- USDA Forest Service, Fire Effects Information System, Pinus longaeva
- USDA PLANTS Database, profilo della pianta PILO (Pinus longaeva)
- IUCN Red List, Pinus longaeva valutazione
- Encyclopaedia Britannica, bristlecone pine
- ASPCA, Ponderosa Pine scheda di tossicità (riferimento al genere Pinus)
Domande frequenti
Pinus longaeva è davvero l'albero più vecchio del mondo?
Tra gli organismi non clonali datati con certezza, un esemplare delle White Mountains supera oggi i 4800 anni, secondo i carotaggi di Edmund Schulman degli anni Cinquanta. Alcuni cloni vegetativi di altre specie sono più antichi, ma Pinus longaeva resta il riferimento per un singolo albero non clonale.
Perché Pinus longaeva vive tanto a lungo?
La crescita lentissima sui poveri suoli dolomitici produce legno denso e molto resinoso, poco attaccato da insetti e funghi. La crescita a corteccia parziale riduce inoltre il fabbisogno idrico e la quantità di tessuti vivi di un tronco anziano.
Come distinguere Pinus longaeva da Pinus aristata?
Gli aghi di Pinus longaeva presentano poche goccioline visibili di resina, mentre quelli di Pinus aristata ne sono ricoperti. Anche i coni distinguono le due specie: la setola di ogni squama misura 1–6 mm in Pinus longaeva e 6–10 mm in Pinus aristata.
Pinus longaeva è minacciato?
La IUCN classifica la specie a rischio minimo, con una popolazione ritenuta stabile in gran parte dell'areale. Il cambiamento climatico e l'avanzata dello scolitide del pino ponderosa verso le alte quote restano minacce monitorate per i prossimi decenni.
Si può coltivare Pinus longaeva in giardino?
È possibile in clima freddo e secco, su terreno molto povero e drenante. La crescita resta però lentissima e la specie perde gran parte del suo interesse lontano dal contesto naturale d'alta quota. Fuori dall'areale d'origine è rara nei vivai.
Il legno morto di un vecchio Pinus longaeva è completamente morto?
Non del tutto. In un esemplare a corteccia parziale, gran parte del tronco è effettivamente morta, ma una stretta striscia di corteccia viva continua ad alimentare le radici e alcuni rami ancora fogliati, consentendo all'albero di sopravvivere per secoli in questa forma.
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.


