Patchouli (Pogostemon cablin, )
Patchouli (Pogostemon cablin) è un suffrutice aromatico delle Lamiaceae, coltivato nel Sudest asiatico e in Madagascar per l’olio essenziale. Le foglie fresche sono quasi inodori: l’essiccazione libera il profumo caratteristico ricercato in profumeria e negli incensi. La specie non è più conosciuta in uno stato realmente selvatico e si moltiplica quasi esclusivamente per talea.
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Distribuzione mondiale
I registri tassonomici collegano Pogostemon cablin alle Filippine, allo Sri Lanka, alla Malesia insulare occidentale e centrale e alla Papua Nuova Guinea. La specie non viene però più ritrovata realmente selvatica: sopravvive coltivata soprattutto in Indonesia, India, Cina, Madagascar e Caraibi per produrre olio essenziale.
- Autoctona3
- Filippine
- Sri Lanka
- Papua Nuova Guinea
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Patchouli (Pogostemon cablin (Blanco) Benth., 1848) è un suffrutice aromatico del genere Pogostemon, famiglia Lamiaceae. Manuel Blanco lo descrisse inizialmente come Mentha cablin da esemplari raccolti nelle Filippine; George Bentham lo trasferì nel genere Pogostemon nel 1848, fissando il nome scientifico tuttora in uso. 2 3
Due parole tamil sono all’origine di patchouli: patchai, verde, e ilai, foglia. Il nome indica la foglia, non il profumo. Allo stato fresco è quasi inodore; l’essiccazione o una lieve fermentazione rompono le pareti cellulari, liberando l’olio essenziale responsabile dell’aroma ricercato in profumeria e negli incensi. 5
La denominazione commerciale francese “patchouli d’India” richiama un’antica rotta di scambio attraverso l’India, anziché un’origine botanica indiana. I registri tassonomici collocano infatti la specie nelle Filippine e nell’Asia sudorientale insulare. 6
Riconoscimento
Il cespo di Pogostemon cablin ha aspetto cespuglioso, alto 50 cm–1 m, fino a quasi 1,5 m in condizioni ottimali. I fusti quadrangolari e pelosi, come nelle Lamiaceae, restano teneri e fragili nei giovani getti; con l’età lignificano alla base, rendendo un cespo maturo più resistente di una talea appena radicata. 4
Le lamine fogliari sono ovali, dentate ai margini e pelose sulla pagina inferiore. Tutte le parti diventano aromatiche se stropicciate, ma l’intensità resta debole allo stato fresco: l’odore forte e muschiato associato al patchouli compare soltanto dopo l’essiccazione delle foglie raccolte. 5 4
Piccoli fiori bianchi sfumati di viola o rosa si raccolgono in spighe fitte, terminali e ascellari. La fioritura è occasionale in coltivazione, poiché le foglie si raccolgono ben prima che la pianta abbia il tempo di fiorire. 5
Tassonomia utile
La ricombinazione Pogostemon cablin (Blanco) Benth., accettata oggi, fu pubblicata nel 1848 dal basionimo descritto undici anni prima da Blanco. Nella storia botanica e commerciale sono circolati diversi altri nomi:
- Mentha cablin Blanco, basionimo;
- Pogostemon patchouly Pellet.-Saut., nome storico;
- Pogostemon heyneanus var. patchouly (Pellet.-Saut.) Kuntze, combinazione storica;
- Pogostemon hortensis Backer ex K.Heyne, nome circolato nel commercio;
- Mentha auricularia Blanco, nome applicato erroneamente.
Fra questi nomi, Pogostemon heyneanus e Pogostemon hortensis indicano specie botanicamente distinte, anziché semplici sinonimi. Sono tuttavia vendute con il nome commerciale patchouli, spiegando parte degli oli essenziali giudicati deludenti sul mercato. 1 2
Habitat e distribuzione
Per i registri tassonomici l’areale di Pogostemon cablin comprende Filippine, Sri Lanka, Malesia insulare occidentale e centrale e Papua Nuova Guinea. La specie resta però assente allo stato selvatico dai rilievi floristici recenti: oggi esiste soltanto in coltivazione. 1
Le principali coltivazioni commerciali si sono spostate in Indonesia, primo produttore mondiale di olio essenziale, oltre che in India, Cina, Madagascar e alcune isole caraibiche, fra cui Haiti, storicamente rinomata per la qualità dell’olio. 4
Precipitazioni abbondanti, intorno a 2200–2600 mm annui, caldo costante fra 23 e 28 °C e terreno fertile, sciolto e drenato con pH 5,5–7 favoriscono una crescita rapida. Al contrario, un suolo pesante o fradicio provoca presto marciume radicale; sotto 5 °C il freddo danneggia e poi distrugge la pianta. Nei climi temperati questa soglia impedisce la coltivazione permanente in piena terra e richiede un riparo riscaldato in inverno. 4
Ciclo e riproduzione
Nelle piantagioni commerciali la moltiplicazione avviene quasi interamente per talea di fusto semilegnoso con tallone. I semi esistono, ma sono rari e poco vitali: le grandi coltivazioni dipendono dunque da una clonazione vegetativa continua, anziché dalla semina ordinaria. 5 4
Il primo raccolto di foglie arriva circa 180–210 giorni dopo l’impianto; i successivi si ripetono ogni 120–180 giorni. La resa in olio essenziale raggiunge il massimo già nel primo anno, intorno a una tonnellata di foglie secche per ettaro, poi diminuisce durante un periodo produttivo di due–tre anni. 4
La distillazione in corrente di vapore estrae l’olio dalle foglie previamente essiccate o leggermente fermentate. Il trattamento rompe le pareti cellulari e libera i composti aromatici, fra cui il patchoulolo, principale sesquiterpene responsabile dell’odore del patchouli. 5
Usi e rischi
In profumeria, impiego dominante, l’olio di patchouli prolunga la persistenza di profumi, cosmetici e prodotti per la casa. Questo ruolo accompagna la pianta dalla diffusione degli incensi associata al movimento hippie degli anni Sessanta e Settanta. 5
Le medicine tradizionali cinese e indonesiana impiegano le foglie contro raffreddore, nausea e mal di testa. All’olio sono attribuite proprietà antimicotiche e repellenti per le zanzare. Non è documentato un impiego alimentare comune, salvo un uso occasionale come aromatizzante. 4
Nella pianta fresca non è documentato alcun principio tossico. L’olio essenziale concentrato richiede invece prudenza, soprattutto per il gatto, che metabolizza male alcuni composti fenolici presenti nell’olio: l’esposizione può causare salivazione, tremori o difficoltà respiratoria. 7
Varietà, confusioni e piante affini
Per Pogostemon cablin non esistono cultivar ornamentali variegate o nane paragonabili a quelle di altre piante. La produzione commerciale si basa su un clone vegetativo standard, moltiplicato soltanto per talea per garantire una composizione dell’olio stabile fra i raccolti. 4
Due specie vicine vendute con lo stesso nome commerciale sono all’origine degli scambi più documentati:
- Pogostemon heyneanus, talvolta detto “falso patchouli”, il cui olio è giudicato di qualità inferiore;
- Pogostemon hortensis, altra specie coltivata localmente nel Sudest asiatico sotto un’etichetta simile.
Quando si acquista un olio o una pianta conviene verificare il binomio completo, Pogostemon cablin: questo semplice riferimento aiuta a evitare le sostituzioni commerciali. 1 2
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Pogostemon cablin (Blanco) Benth.
- International Plant Names Index, Pogostemon cablin (Blanco) Benth.
- Integrated Taxonomic Information System, Pogostemon cablin
- Useful Tropical Plants Database, Pogostemon cablin
- Wikipedia (EN), Patchouli
- Wikipedia (FR), Patchouli
- Catster, sicurezza del patchouli per i gatti, fatti sanitari revisionati da veterinari
Domande frequenti
Il patchouli è tossico per cani e gatti?
Nella pianta stessa non è documentato un principio tossico. L’olio essenziale concentrato presenta invece rischi, soprattutto per il gatto, che metabolizza male alcuni composti fenolici presenti nell’olio.
Perché le foglie fresche di patchouli quasi non profumano?
L’odore caratteristico compare solo dopo l’essiccazione o una lieve fermentazione delle foglie: questi processi rompono le pareti cellulari e liberano l’olio essenziale. Una foglia appena stropicciata resta quasi inodore.
Che rapporto c’è fra patchouli e menta?
Non vi è un vero legame orticolo, ma un legame storico nella classificazione: la specie fu descritta come Mentha cablin prima di essere trasferita nel genere Pogostemon.
Il patchouli dei vivai è sempre la specie corretta?
Non sempre. Pogostemon heyneanus e Pogostemon hortensis circolano talvolta con lo stesso nome commerciale, pur fornendo un olio essenziale di qualità nettamente inferiore a quello di Pogostemon cablin.
Si può coltivare il patchouli in casa nei climi temperati?
Sì, soprattutto in serra calda e umida o in una veranda ben riscaldata. La pianta non tollera il freddo secco e non sopravvive sotto circa 5 °C.
Da dove proviene il patchouli, talvolta detto “d’India”?
I registri tassonomici collocano la specie nelle Filippine e nell’Asia sudorientale insulare. La denominazione commerciale “patchouli d’India” riflette una rotta storica del commercio, anziché un’origine botanica indiana.
Come si moltiplica il patchouli?
Quasi esclusivamente per talea di fusto semilegnoso con tallone. I semi esistono ma sono rari e poco vitali, perciò le coltivazioni commerciali dipendono dalla clonazione vegetativa.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






