Marusticano (Prunus cerasifera, )
Marusticano (Prunus cerasifera Ehrh.), chiamato anche mirabolano o amolo, è un albero deciduo delle Rosaceae, originario dell’Europa sudorientale fino all’Asia centrale e all’Himalaya occidentale. È fra i primi alberi a fiorire in primavera, spesso già a metà febbraio, e viene usato nelle siepi campestri e come portinnesto per altri susini coltivati.
Leggi di piùMarusticano, Mirabolano, Amolo, Susinciliegio, Cherry plum e Myrobalan plum
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Taken Jul 3, 2022 by Tristan Jaton-Maria (cc-by-sa)
Taken Jan 2, 2017 by Yoan MARTIN (cc-by-sa)
Taken Sep 24, 2014 by Tela Botanica − Sergio Barrios (cc-by-sa)
Taken Jul 22, 2022 by Oğuzhan (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
POWO/WCVP colloca l’areale nativo del Marusticano dall’Europa sudorientale all’Asia centrale e all’Himalaya occidentale. Altrove è molto piantato in Europa occidentale e si è naturalizzato localmente, soprattutto in America settentrionale e nell’Australia sudorientale; non risulta uno stato di invasività pubblicato per la Francia.
- Autoctona3
- Introdotta3
- Invasiva1
- Balcani ed Europa sudorientale
- Caucaso e Asia centrale
- Himalaya occidentale
- Francia
- Regno Unito
- Stati Uniti
- Australia sudorientale
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Marusticano (Prunus cerasifera Ehrh., 1785), detto anche mirabolano, amolo o susinciliegio, è un albero deciduo del genere Prunus, nella famiglia delle Rosaceae. POWO accetta il nome pubblicato da Ehrhart nel 1785 e ne colloca l’areale nativo dall’Europa sudorientale all’Asia centrale e all’Himalaya occidentale. Rustico fino a −20 °C (USDA 5–8), raggiunge in genere 4–10 m di altezza, secondo le potature e il portinnesto utilizzato. 1
Nella storia del nome mirabolano si incontrano il greco antico muron (profumo) e balanos (ghianda): il termine indicava dapprima frutti essiccati venduti in farmacia, prima di diventare il nome usuale della specie in francese. Il francese prunier-cerise e l’inglese cherry plum descrivono invece il frutto, una piccola drupa tonda che ricorda più una ciliegia che una prugna classica. 8
Riconoscimento
Tra gli alberi europei che fioriscono per primi in primavera c’è il Marusticano: RHS segnala un’apertura dei fiori spesso già da metà febbraio, prima delle foglie. Bianchi o rosa pallido, con cinque petali e circa 2 cm di diametro, i fiori compaiono isolati o in piccoli gruppi sul legno dell’anno precedente. 2 8
In forma selvatica può raggiungere 8–12 m e mantiene spesso un portamento cespuglioso, talvolta spinoso. Gli esemplari coltivati isolati o in siepe restano più compatti, fra 4 e 10 m, con rami quasi sempre lisci nelle cultivar porpora. Le foglie semplici, ovali e finemente dentate mostrano peli sulla pagina inferiore, lungo le nervature; molte cultivar sostituiscono il verde della specie selvatica con fogliame porpora o rosso. 4 8
La drupa tonda, di 2–3 cm e dalla buccia liscia, passa dal giallo al rosso durante la maturazione fra luglio e settembre. Nei climi temperati freschi il raccolto è raramente abbondante: la specie viene piantata soprattutto per fiori e foglie, più che per i frutti. 2 4
Tassonomia utile
L’inquadramento tassonomico di Prunus cerasifera resta discusso. Trees and Shrubs Online ricorda che la specie sarebbe conosciuta solo in coltivazione e deriverebbe da Prunus divaricata, ritenuto da alcuni autori la vera forma selvatica; i due nomi si sovrappongono ampiamente nelle flore storiche. 8
Fra i sinonimi botanici più ricorrenti figurano Prunus divaricata Ledeb., Prunus myrobalana (L.) Desf. e Prunus domestica subsp. cerasifera (Ehrh.) Arcang., che talvolta riconduce la specie al susino coltivato. 1
Per 'Pissardii' occorre distinguere due usi: il nome circola sia come antico sinonimo botanico, Prunus pissardii Carrière, sia come denominazione commerciale ancora usata per le forme a foglie porpora. Il riferimento stabile rimane il binomio Prunus cerasifera. 1 8
Habitat e distribuzione
Dall’Europa sudorientale fino all’Asia centrale e all’Himalaya occidentale si estende, secondo POWO, l’areale nativo del Marusticano, in clima temperato. 1
Fuori da questi territori viene piantato molto e si è naturalizzato in diverse regioni. PFAF lo segnala comunemente nelle siepi del Regno Unito, benché raramente naturalizzato in modo spontaneo. NC State Extension descrive popolazioni naturalizzate nel nord-est e nell’ovest degli Stati Uniti, derivate da semenzali sfuggiti ai giardini. 5 6
Nell’Australia sudorientale le forme a foglie porpora introdotte alla fine dell’Ottocento sono sfuggite dai giardini e dalle strade alberate. La specie è oggi considerata un’infestante moderatamente invasiva ai margini delle aree urbane; popolazioni naturalizzate furono osservate nel Nuovo Galles del Sud già nel 1935. 9
Ciclo, fioritura e frutto
All’inizio del ciclo la fioritura precoce precede spesso le foglie, esponendo i fiori alle gelate tardive di fine inverno. L’impollinazione dipende dagli insetti attivi già a fine febbraio: il Marusticano offre quindi una risorsa precoce agli impollinatori, prima della maggior parte degli altri alberi da siepe. 2
Dopo l’allegagione servono diversi mesi per la maturazione: dal giallo-verde di inizio estate il frutto passa al rosso o al porpora scuro fra luglio e settembre, secondo la cultivar. Il nocciolo rimane duro e spesso aderente alla polpa in molte forme orticole, distinguendole dai susini domestici selezionati per il nocciolo libero. 4
La moltiplicazione da seme restituisce un albero vicino alla forma selvatica, mai la copia fedele di una cultivar. Le forme porpora e gli esemplari destinati a portinnesto si propagano quindi per talea o innesto, i metodi che riproducono fedelmente la cultivar d’origine. 6
Usi e tossicità
Come albero ornamentale o campestre trova posto in siepi potate o libere, isolato nei piccoli giardini e come portinnesto di altri susini coltivati. NC State segnala una crescita rapida ma un legno fragile, che limita la longevità in posizioni esposte al vento. 6 4
La parte commestibile è la polpa del frutto maturo, dolce ma spesso farinosa secondo PFAF. I semi dentro il nocciolo liberano invece acido cianidrico se vengono frantumati o masticati: è un carattere comune al genere Prunus, non una particolarità di questa sola specie. 5
Per cani, gatti e cavalli l’ASPCA classifica il susino come tossico: i glicosidi cianogenici si concentrano in fusti, foglie e semi, con rischio maggiore quando il fogliame appassisce. I segni clinici comprendono mucose rosso mattone e pupille dilatate, fino a difficoltà respiratorie. In caso di esposizione serve subito il parere veterinario, senza aspettare la comparsa di tutti i sintomi. 7
Varietà, confusioni e piante affini
Dalla Persia il giardiniere Pissard, al servizio dello scià, portò 'Pissardii' nel 1880, prima della diffusione nei parchi francesi: è l’antenata di gran parte dei susini ornamentali a foglie porpora ancora venduti. 'Nigra', dal fogliame più scuro e dai fiori rosa, ricevette l’Award of Garden Merit della RHS nel 1928. 'Thundercloud' e 'Newport' completano l’offerta nordamericana con foglie dal rosso al porpora. 8 3
Le confusioni più comuni riguardano questi alberi:
- Il prugnolo (Prunus spinosa) è più cespuglioso e spinoso del Marusticano, con frutti molto più piccoli e aspri;
- Il susino coltivato (Prunus domestica) porta frutti più grandi, con nocciolo spesso libero anziché aderente;
- I ciliegi ornamentali a foglie porpora fioriscono generalmente più tardi del Marusticano.
A colpo d’occhio, l’indizio più affidabile resta la fioritura precoce prima delle foglie, con fiori isolati o poco raggruppati, anziché riuniti in mazzi densi.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Prunus cerasifera Ehrh.
- Royal Horticultural Society, Prunus cerasifera, mirabolano
- Royal Horticultural Society, Prunus cerasifera 'Nigra', mirabolano a foglie scure
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Prunus cerasifera
- Plants For A Future, Prunus cerasifera
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Prunus cerasifera
- ASPCA, tossicità del susino
- Trees and Shrubs Online, Prunus cerasifera
- Plants of South East New South Wales / Lucidcentral, Prunus cerasifera
Domande frequenti
I frutti del Marusticano sono commestibili?
La polpa del frutto maturo è commestibile e dolce, anche se talvolta farinosa secondo PFAF. Questo uso alimentare riguarda solo la polpa, non il nocciolo né le altre parti della pianta.
Il Marusticano è tossico per cani e gatti?
Sì, considerando la pianta nel suo insieme: l’ASPCA classifica il susino come tossico per cani, gatti e cavalli a causa dei glicosidi cianogenici in noccioli, foglie e fusti, soprattutto durante l’appassimento.
Perché alcuni marusticani hanno foglie porpora?
Il colore porpora deriva da cultivar come Pissardii o Nigra, nate da mutazioni o selezioni della specie selvatica a foglie verdi. Sono scelte per il valore ornamentale, non per produrre frutti.
Il Marusticano è invasivo?
Non risulta uno stato di invasività pubblicato per la Francia, dove la specie è soprattutto naturalizzata nelle siepi. Nell’Australia sudorientale, invece, le forme sfuggite ai giardini sono considerate infestanti moderatamente invasive ai margini urbani.
Come distinguere il Marusticano dal prugnolo?
Il prugnolo, Prunus spinosa, è più cespuglioso, molto spinoso e produce piccoli frutti aspri. Il Marusticano fiorisce prima, porta frutti più grandi e le sue cultivar sono raramente spinose.
Il Marusticano viene usato come portinnesto?
Sì, la specie e le forme affini sono usate come portinnesti per altri susini coltivati, soprattutto per controllare il vigore e favorire l’attecchimento dei giovani frutteti.
Da dove viene il nome mirabolano?
Deriva dal greco antico muron, profumo, e balanos, ghianda; indicava un tempo frutti essiccati usati in farmacia prima di diventare un nome comune di questa specie in francese.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







