Salvia moscatella (Salvia sclarea, L. 1753)

Salvia moscatella (Salvia sclarea) è una pianta biennale o perenne di breve durata delle Lamiaceae, originaria del bacino mediterraneo e dell’Asia centrale. Grandi brattee rosa o biancastre circondano piccoli fiori azzurro pallido o lilla; le foglie emanano un forte odore muschiato al minimo contatto. Coltivata per l’olio essenziale, è conosciuta anche come Clary sage.

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Nome scientificoSalvia sclarea
GenereSalvia
OrdineLamiales

Salvia moscatella, Clary sage e Muskatellersalbei

Sclarea vulgaris, Salvia turkestanica, Aethiopis sclarea, Salvia lucana e Salvia simsiana

Identità
Tossicità
Non tossica per gatti, cani e persone; stato incerto per il cavallo
Impegno di cura
Basso
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Biennale
Paese d'origine
FranciaItaliaSpagnaGreciaTurchiaIran
Habitat
Colline rocciose, pendii calcarei, scarpate, bordi stradali e margini di boschi radi, fino a 2000 m in Turchia
Stagionalità
Fioritura
Estate
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Fioritura nella seconda primavera; spesso monocarpica dopo i semi
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona una volta radicata, fusto quadrangolare robusto e corto
Umidità
30–60 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Suolo leggero e sabbioso
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Interno
Veranda asciutta
Esterno
Aiuola a pieno sole, Contenitore
Vasi
Terracotta, Vaso drenante
Aspetto
Altezza40–150 cmLarghezza40–90 cm
Foglie
Verde
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — foglie 1
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — foglie 2
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — foglie 3
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — foglie 4
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoRosaViolaDimensioni2–3.5 cm
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — fiori 1
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — fiori 2
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — fiori 3
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — fiori 4
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — fiori 5
Frutti
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — frutti 1
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — frutti 2
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — frutti 3
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — frutti 4
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — frutti 5
Portamento
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — portamento 1
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — portamento 2
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — portamento 3
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — portamento 4
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — corteccia 1
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — corteccia 2
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — corteccia 3
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — corteccia 4
Salvia moscatella (Salvia sclarea): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Salvia sclarea va dall'Europa meridionale e centrale all'Asia centrale e all'Himalaya occidentale, attraverso Turchia, Caucaso e Vicino Oriente. È ampiamente coltivata fuori da questo areale per l'olio essenziale e talvolta si naturalizza fino a diventare localmente invasiva.

  • Autoctona6
  • Introdotta1
  • Invasiva1
  • Francia
  • Italia
  • Spagna
  • Grecia
  • Turchia
  • Iran
  • Regno Unito
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Salvia moscatella (Salvia sclarea L., 1753) è una pianta biennale, talvolta perenne di breve durata, delle Lamiaceae, nel genere Salvia. È conosciuta anche come Clary sage e Muskatellersalbei; i nomi francesi comprendono toute-bonne, orvale e orviot. POWO accetta il nome Salvia sclarea, che evita ambiguità con le altre salvie coltivate. 1 2

L'epiteto sclarea deriva dal latino medievale sclareia, collegato a clarus, «chiaro». Nel Medioevo la mucillagine dei semi ammollati serviva a rimuovere corpi estranei dall'occhio: da questo uso deriva l'inglese clary, contrazione di clear eye. Il nome popolare francese toute-bonne richiama la reputazione di rimedio universale nella farmacopea popolare europea, oltre al solo impiego oculare. 8 7

Riconoscimento

Il fusto quadrangolare, robusto e peloso è leggermente appiccicoso al tatto e libera un forte odore muschiato se stropicciato. Gli esemplari spontanei sono alti in genere 40–100 cm, fino a 1,5 m con una coltivazione accurata, e hanno portamento tozzo largo 40–90 cm. 4 3

Le foglie opposte, ampie e bollose, hanno base cuoriforme e margini dentati, con una fine peluria grigiastra. In giardino il carattere più affidabile è l'infiorescenza: una spiga terminale di 30–60 cm, con grandi brattee rosa, malva o biancastre intorno a verticilli di 2–6 piccoli fiori azzurro pallido o lilla, lunghi circa 3 cm. 7 8

Le brattee colorate persistono per varie settimane dopo la caduta dei fiori: questa durata spiega gran parte dell'effetto ornamentale nell'aiuola. Una pianta priva di grandi brattee visibili probabilmente non è ancora salita a fiore oppure appartiene a un'altra specie del genere. 7

Tassonomia utile

La letteratura botanica e orticola riporta diversi sinonimi di Salvia sclarea L., 1753, nome accettato nelle Lamiaceae:

  • Sclarea vulgaris Mill., sinonimo botanico
  • Salvia turkestanica Noter, sinonimo botanico
  • Aethiopis sclarea (L.) Opiz, sinonimo botanico
  • Salvia lucana Cavara & Grande, sinonimo botanico
  • Salvia simsiana Schult., sinonimo botanico

Merita attenzione il caso di Salvia turkestanica: questo sinonimo botanico ha dato il nome alla cultivar Turkestanica, ancora venduta con tale denominazione, riconoscibile dai fusti rosati e dai fiori bianchi macchiati di rosa. Il riferimento stabile rimane il binomio accettato Salvia sclarea, qualunque sia il nome commerciale in etichetta. 1 8

Habitat e distribuzione

L'areale originario va dall'Europa meridionale e centrale all'Asia centrale e all'Himalaya occidentale, attraverso Turchia, Caucaso e Vicino Oriente. La pianta vive su colline rocciose, pendii calcarei, scarpate e margini stradali. In Turchia raggiunge i 2000 m di quota. 1 4

Coltivata ampiamente per l'olio essenziale in Francia, Bulgaria e Ungheria, la Salvia moscatella si è anche naturalizzata fuori dall'areale originario. Negli Stati Uniti è stata classificata come infestante di quarantena di classe A nello Stato di Washington, dove compete direttamente con la vegetazione dei pascoli su suoli ben drenati. 7 6

Nello Stato di Washington si diffonde soltanto per seme: ciascun fiore produce quattro nucule, ognuna con un seme. Questo rende più facile l'estirpazione manuale dei piccoli nuclei appena insediati, purché tutti gli steli fiorali siano tagliati prima della disseminazione. Lo stesso meccanismo spiega la facilità con cui si risemina in giardino, senza diventare per questo invasiva nelle condizioni di coltivazione del clima francese. 6

Ciclo e moltiplicazione

Il tipico ciclo biennale inizia con una rosetta basale di foglie nel primo anno, senza fusto fiorale visibile. La salita a fiore avviene soltanto nella seconda primavera, dopo la vernalizzazione invernale. La fioritura prosegue da giugno ad agosto e i semi maturano a settembre. 3 4

Dopo la formazione dei semi la pianta spesso muore: questo comportamento, detto monocarpico, è comune a molte biennali. Con clima mite e terreno povero alcuni esemplari vivono come perenni di breve durata e rifioriscono nella terza stagione. 5 3

La moltiplicazione avviene quasi esclusivamente per semina, direttamente a dimora in primavera o a fine estate, per avere una pianta già sviluppata prima dell'inverno. Conservati all'asciutto, i semi restano vitali per circa tre anni, permettendo semine scaglionate senza doverne acquistare ogni stagione. 4

Usi e proprietà

L'impiego storico meglio documentato è medicinale, attestato da Teofrasto nel IV secolo a.C. e poi da Dioscoride e Plinio il Vecchio nel I secolo. I semi inumiditi producevano una mucillagine usata per rimuovere i corpi estranei dall'occhio, pratica documentata fin dall'antichità. 8

Già nel XVI secolo in Germania foglie e fiori aromatizzavano i vini del Reno con un falso gusto di moscato; l'impiego si estese alle birre come sostituto del luppolo. Oggi l'olio essenziale distillato entra soprattutto nella produzione di vermut, liquori e profumi, come nota di fondo. 8 7

La fitoterapia tradizionale associa la pianta ai disturbi digestivi, ai dolori mestruali e alle vampate della menopausa. Il suo olio essenziale rimane sconsigliato in gravidanza. Per gatti, cani e persone non emergono pericoli dai dati disponibili, e la specie è quindi classificata come non tossica. 4 9

Varietà, confusioni e piante affini

La cultivar Turkestanica si distingue per i fusti rosati e i fiori bianchi macchiati di rosa, su spighe che talvolta superano 70 cm. Vatican White, selezione sementiera con brattee bianco crema, è una denominazione orticola, non un sinonimo botanico. 8

Le confusioni più frequenti riguardano:

  • Salvia pratensis, la salvia dei prati, con brattee molto più piccole e poco appariscenti;
  • Salvia officinalis, la salvia officinale, suffrutice perenne senza grandi spighe colorate, coltivato soprattutto per la cucina;
  • Salvia nemorosa, la salvia dei boschi, con spighe più sottili e prive di brattee vistose.

Per riconoscere Salvia sclarea, il carattere più affidabile resta l'unione del ciclo biennale con grandi brattee persistenti: nessuna delle tre specie affini riunisce entrambi. 1

Fonti principali

Domande frequenti

La Salvia moscatella è tossica per cani e gatti?

I dati disponibili la classificano come non tossica per gatti, cani e persone. L'olio essenziale concentrato rimane sconsigliato in gravidanza, indipendentemente dal rischio di avvelenamento diretto.

Come si distingue dalla salvia officinale (Salvia officinalis)?

La Salvia moscatella si riconosce dalle grandi brattee colorate e persistenti e dal ciclo biennale, mentre Salvia officinalis è un piccolo suffrutice perenne con foglie grigioverdi, coltivato soprattutto per la cucina.

Perché i fiori durano poco mentre le brattee rimangono?

I piccoli fiori azzurro-lilla cadono rapidamente dopo l'impollinazione; le grandi brattee rosa o biancastre che li circondano persistono per varie settimane e spiegano gran parte dell'effetto ornamentale.

La Salvia moscatella è invasiva?

Nell'areale nativo mediterraneo rimane una delle piante delle colline. Introdotta in America settentrionale, si è naturalizzata fino a essere classificata come infestante di quarantena nello Stato di Washington.

A cosa serve il suo olio essenziale?

Si usa in profumeria come nota di fondo e storicamente per aromatizzare vini e birre con gusto di moscato, un uso documentato in Germania dal XVI secolo.

Come si moltiplica facilmente la Salvia moscatella?

La semina è il metodo più affidabile, direttamente a dimora in primavera o a fine estate per una pianta più vigorosa già al primo inverno. I semi conservati all'asciutto restano vitali per circa tre anni.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.