Salvia russa (Salvia yangii, B.T.Drew 2017)

Salvia yangii, a lungo chiamata Perovskia atriplicifolia, è un suffrutice aromatico delle Lamiaceae, originario delle steppe dell’Asia centrale e sudoccidentale, dall’Afghanistan al Pakistan e alla Cina occidentale. Riclassificata nel genere Salvia nel 2017, si riconosce per le foglie grigio argentee finemente divise, i fusti quadrangolari biancastri e la fioritura blu-viola tardiva, da luglio a ottobre.

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Nome scientificoSalvia yangii
GenereSalvia
OrdineLamiales

Salvia russa, Perovskia e Russian sage

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani e animali · Da verificare : cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
AfghanistanPakistanIranCinaIndia
Habitat
Steppe e pendii rocciosi, suoli asciutti e ghiaiosi, spesso in quota, in pieno sole
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
6/10
Tempo di maturazione
Fiorisce dalla seconda stagione, portamento definitivo in 2–5 anni secondo RHS
Propagazione
Talea, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, fusti rigidi ed eretti, tollera esposizioni ventose secondo RHS
Umidità
20–45 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno molto drenato, Suolo minerale
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Pieno sole diretto
Interno
Semina sotto copertura
Esterno
Aiuola a pieno sole, Roccia resistente al gelo, Contenitore
Vasi
Terracotta, Vaso drenante
Aspetto
Altezza100–150 cmLarghezza50–100 cm
Foglie
VerdeBianco
Fiori
BluViola
Frutti
Marrone
Corteccia
VerdeBianco

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Salvia yangii comprende l’Asia centrale e sudoccidentale, dall’Afghanistan e dal Pakistan alla Cina occidentale (Xinjiang, Tibet) e all’Iran, con popolazioni nell’Himalaya occidentale. Nonostante il nome comune salvia russa, la specie non è originaria della Russia. Altrove è coltivata in tutto il mondo come ornamentale, senza naturalizzazione o invasività documentata.

  • Autoctona5
  • Afghanistan
  • Pakistan
  • Iran
  • Cina
  • India

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Salvia yangii (Salvia yangii B.T.Drew, 2017), a lungo nota come Perovskia atriplicifolia, è un suffrutice aromatico della famiglia delle Lamiaceae. Il nome comune salvia russa trae in inganno sull’origine reale: la specie non è nativa della Russia, ma delle steppe e dei pendii dell’Asia centrale e sudoccidentale, dall’Afghanistan e dal Pakistan fino alla Cina occidentale. 1 4

Il genere Perovskia è stato riunito a Salvia nel 2017, dopo uno studio filogenetico che ricongiungeva diverse linee evolutive precedentemente separate sotto il nome comune di salvia. L’epiteto yangii rende omaggio al botanico cinese Chang Y. Yang; ha sostituito le precedenti combinazioni Salvia atriplicifolia e Salvia pamirica, già occupate da altri taxa. 4 8

Riconoscimento

Un suffrutice eretto e molto ramificato, dal fogliame grigio argenteo, caratterizza Salvia yangii. La RHS documenta un’altezza adulta di 1–1,5 m, con una larghezza di 50 cm–1 m e un portamento definitivo raggiunto in 2–5 anni. 2

I fusti, quadrangolari come in tutte le Lamiaceae, sono rigidi ed eretti e assumono invecchiando una caratteristica tinta biancastra. Le foglie finemente divise e pennate raggiungono 5 cm di lunghezza; se strofinate, emanano un aroma caratteristico, vicino a quello della salvia e dell’artemisia. 2 4

Da luglio a ottobre si susseguono piccoli fiori blu-viola bilabiati, riuniti in lunghe spighe terminali ramificate ben al di sopra delle foglie. Questa fioritura tardiva resta un riferimento stagionale affidabile, perché pochi altri suffrutici mediterranei o steppici sono ancora in fiore a ottobre. 7 4

Tassonomia utile

Prima del 2017 la specie circolava quasi esclusivamente con il nome Perovskia atriplicifolia Benth., pubblicato nel 1848, ben 169 anni prima di Salvia yangii. Questo nome più antico resta oggi il più usato nei vivai e nella letteratura orticola precedente al 2017. 1

  • Perovskia atriplicifolia Benth., basionimo tuttora usato in commercio
  • Perovskia pamirica Popov & Vved., sinonimo ricondotto alla specie
  • Salvia atriplicifolia, combinazione respinta perché il nome era già occupato da un’altra specie
  • Salvia pamirica, combinazione respinta per lo stesso motivo

Queste due combinazioni già occupate spiegano perché si sia dovuto creare un epiteto completamente nuovo, yangii, invece di trasferire semplicemente atriplicifolia nel genere Salvia. Il nome scientifico accettato resta dunque Salvia yangii, anche se le etichette commerciali riportano ancora molto spesso Perovskia atriplicifolia. 1 4

Habitat e distribuzione

Dall’Afghanistan al Pakistan, al Tibet, all’Himalaya occidentale, allo Xinjiang nella Cina occidentale e all’Iran si estende l’areale nativo nell’Asia centrale e sudoccidentale. La pianta cresce su terreni rocciosi, asciutti e ben drenati, in pieno sole, spesso in quota. 4 5

Fuori dall’areale nativo, Salvia yangii viene coltivata in tutto il mondo come ornamentale, soprattutto in Nord America e in Europa. Nel 1995 ha ricevuto il titolo di pianta perenne dell’anno assegnato dalla Perennial Plant Association. 7

Per questa specie non sono documentati naturalizzazione né carattere invasivo; la spiccata preferenza per terreni poveri e asciutti limita la sua capacità di colonizzare ambienti non sistemati dall’uomo. 5

Coltivazione e ciclo

Fino a circa -15 °C la pianta resiste al gelo, valore corrispondente alla zona USDA 5 e alla classe H5 della RHS. Salvia yangii perde le foglie in inverno e riparte ogni primavera dalla base legnosa. 5 2

La RHS assegna la pianta al gruppo di potatura 6: diversamente dalla lavanda, Salvia yangii sopporta un taglio drastico annuale a fine inverno o inizio primavera, che favorisce una fioritura densa e un portamento compatto. Senza questo intervento i fusti si allungano e finiscono per afflosciarsi, soprattutto a mezz’ombra o su terreno troppo ricco. 3 7

La propagazione avviene per seme o per talea di fusto tenero o semilegnoso in estate. NC State Extension e Plants For A Future segnalano entrambi una buona percentuale di attecchimento su substrato minerale drenante. 4 5

Usi e rischi

Aiuole in pieno sole, bordure di perenni, giardini asciutti e xeriscaping costituiscono l’impiego principale, ornamentale: foglie argentate e fiori blu-viola contrastano con il giallo delle rudbeckie o il rosa di phlox e malve. I fiori attirano anche api, farfalle e colibrì. 7 4

In ambito alimentare, i piccoli fiori blu hanno sapore dolce e possono guarnire un’insalata; Plants For A Future riferisce inoltre un uso tradizionale febbrifugo delle foglie. 5

Quanto alla tossicità, l’ASPCA classifica la salvia russa tra le piante non tossiche per gli animali da compagnia, distinguendola da numerose altre Lamiaceae ornamentali. Non sono documentati segni di intossicazione in gatti o cani; resta tuttavia opportuna prudenza con l’olio essenziale concentrato, come per la maggior parte delle piante aromatiche. 6

Cultivar, confusioni e piante affini

NC State Extension cita diverse cultivar stabili: 'Blue Spire', premiata con l’Award of Garden Merit della RHS e la più diffusa nei vivai fra le sei cultivar qui considerate; 'Little Spire', forma compatta di circa 45–60 cm; 'Longin', dal portamento più stretto ed eretto; e 'Denim 'n Lace', cultivar Proven Winners molto fiorifera. 4 3

La confusione più frequente riguarda la lavanda vera e la salvia officinale, altre due Lamiaceae mediterranee dal fogliame grigio argenteo. Fra le tre specie, il riferimento più affidabile resta la divisione delle foglie: finemente divise e pennate in Salvia yangii, intere in Lavandula angustifolia e Salvia officinalis. I fusti biancastri e la fioritura tardiva, da luglio a ottobre, completano il riconoscimento sul campo. 2

Fonti principali

Domande frequenti

La salvia russa proviene davvero dalla Russia?

No. L’areale nativo di Salvia yangii comprende l’Asia centrale e sudoccidentale, dall’Afghanistan e dal Pakistan alla Cina occidentale e all’Iran. Il nome comune è fuorviante su questo punto.

Che differenza c’è tra Perovskia atriplicifolia e Salvia yangii?

Nessuna differenza botanica. È lo stesso taxon; il nome accettato è cambiato nel 2017, quando il genere Perovskia è stato riunito a Salvia dopo uno studio filogenetico. Perovskia atriplicifolia resta molto usato nei vivai.

Salvia yangii è tossica per gatti e cani?

No. L’ASPCA classifica la salvia russa tra le piante non tossiche per gli animali da compagnia, distinguendola da numerose altre Lamiaceae ornamentali.

Come si pota Salvia yangii?

Con un taglio drastico a fine inverno o inizio primavera, secondo il gruppo di potatura RHS 6. A differenza della lavanda, sopporta bene un taglio basso annuale e ne ha bisogno per mantenersi compatta.

Perché Salvia yangii si affloscia?

Il portamento si apre e ricade soprattutto a mezz’ombra o su un suolo troppo ricco e umido. Pieno sole e terreno povero ben drenato risolvono generalmente il problema.

Si possono mangiare i fiori di Salvia yangii?

I piccoli fiori blu hanno sapore dolce e possono guarnire un’insalata secondo Plants For A Future. Questo non sostituisce un parere alimentare locale affidabile e non va confuso con l’uso dell’olio essenziale concentrato.

Con quali piante si confonde Salvia yangii?

Le confusioni più frequenti riguardano la lavanda vera e la salvia officinale, altre due Lamiaceae dal fogliame grigio. Le foglie finemente divise e i fusti biancastri restano i riferimenti più affidabili.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.