Salsapariglia nostrana (Smilax aspera, )
La Salsapariglia nostrana (Smilax aspera L., 1753) è una liana arbustiva spinosa delle Smilacaceae, diffusa nel bacino mediterraneo fino all’Africa orientale e all’Asia temperata. I fusti volubili si aggrappano agli arbusti vicini mediante viticci stipolari, portano foglie sempreverdi cuoriformi e producono a fine anno bacche rosso scuro, dopo una fioritura poco vistosa ma molto profumata.
Leggi di piùSalsapariglia nostrana, Stracciabraghe, Stracciabrache, Rough bindweed e Common smilax
Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.
Pieno sole o mezzombra; fioritura migliore in esposizione calda




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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Smilax aspera comprende il bacino mediterraneo e la Macaronesia (Canarie, Madeira, Azzorre), si estende all’Africa tropicale orientale e prosegue nell’Asia temperata fino al Myanmar. Nella Francia metropolitana, Corsica compresa, è nativa delle coste e delle colline mediterranee, assente dalle regioni oceaniche e continentali fredde.
- Autoctona9
- Francia metropolitana (Mediterraneo, Corsica compresa)
- Spagna
- Portogallo
- Italia
- Grecia
- Turchia
- Macaronesia (Canarie, Madeira, Azzorre)
- Etiopia e Kenya
- India e Myanmar
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
La Salsapariglia nostrana (Smilax aspera L., 1753), nota anche come stracciabraghe e stracciabrache, è una specie accettata del genere Smilax, nella famiglia delle Smilacaceae. Linneo la descrisse nel 1753 nello Species Plantarum; POWO la classifica fra le liane dei biomi temperati, diffuse dal Portogallo al Myanmar. 1 2
Due viticci stipolari alla base di ogni picciolo consentono al fusto di aggrapparsi agli arbusti vicini senza produrre radici avventizie, diversamente dall’edera. Coperto di aculei ricurvi per tutta la lunghezza, il fusto volubile raggiunge comunemente 1–3 m d’altezza e sale fino a 4 m su un sostegno favorevole, nel clima mediterraneo mite. 4 3
Il francese salsepareille deriva dallo spagnolo zarzaparrilla, composto da zarza («rovo») e parrilla, diminutivo di parra («pergolato»), passato al francese attraverso il portoghese salsaparrilha. La pianta è chiamata in francese anche liseron épineux, cioè convolvolo spinoso, pur non avendo alcuna parentela con i veri convolvoli del genere Convolvulus. 8
Riconoscimento
Le foglie alterne e sempreverdi sono coriacee e lucide, cuoriformi o a forma di picca, con margine spinoso. Il lembo presenta 5–7 nervature principali pseudoparallele, collegate da una rete di nervature secondarie: una disposizione rara in una monocotiledone, più simile alla foglia di una dicotiledone che a quella di una graminacea o di un giglio. 6 5
Essendo dioica, la pianta porta i fiori su individui maschili o femminili separati: minuscoli, bianco-giallastri e molto profumati, sono riuniti in piccole ombrelle ascellari. Per fruttificare, Smilax aspera necessita di un esemplare di ciascun sesso nelle vicinanze; la loro assenza impedisce ogni formazione di frutti anche dopo una fioritura abbondante. Le bacche globose, rosso scuro o nerastre e raccolte come grappoli di ribes, misurano 4–6 mm di diametro a maturità. 4 6
Tassonomia utile
La denominazione accettata rimane Smilax aspera L. POWO e WCVP riconducono alla specie diverse varietà e sottospecie descritte separatamente in passato, fra cui Smilax aspera var. nigra (Willd.) A.DC., Smilax aspera var. balearica Willk. ex A.DC., Smilax aspera var. mauritanica (Poir.) Gren. e il sinonimo distinto Smilax picta K.Koch. 1
Le flore francesi classificano ancora talvolta questi taxa come sottospecie (aspera, balearica, mauritanica, nigra), ma i repertori di riferimento li trattano tutti come sinonimi della specie tipo. Sull’etichetta di un vivaio o in un taccuino di identificazione, il nome completo con l’autore, Smilax aspera L., 1753, evita le confusioni dovute a queste suddivisioni instabili. 1 6
Habitat e distribuzione
Dal bacino mediterraneo e dalla Macaronesia (Canarie, Madeira, Azzorre), l’areale nativo si estende all’Africa tropicale orientale (Etiopia, Kenya, Tanzania) e all’Asia temperata, dalla Turchia all’India e al Myanmar. Nella Francia metropolitana, Corsica compresa, la specie rimane nativa lungo tutte le coste e le colline mediterranee, assente dalle regioni oceaniche e continentali più fredde. 1
Su terreno calcareo e ben drenato, in gariga, macchia costiera o ai margini dei querceti, il pieno sole favorisce la fioritura di Smilax aspera quanto la mezzombra. I fusti legnosi, troppo resistenti per essere spezzati a mano, si intrecciano ad altri arbusti spinosi e rendono alcune garighe mediterranee difficili da attraversare. Resistente fino a -10 °C senza protezioni dal gelo, la Salsapariglia nostrana manca nei settori soggetti a freddo più intenso e prolungato. 5 6 4
Ciclo e riproduzione
Fra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, secondo il clima locale, si svolge la fioritura molto profumata. Gli insetti attirati dall’odore assicurano l’impollinazione fra individui maschili e femminili, distribuiti nello stesso arbusto ospite o in arbusti vicini. 3 4
Dopo la fecondazione, i fiori femminili producono bacche che maturano lentamente e restano visibili sulla pianta fino all’inverno. Gli uccelli che se ne nutrono disperdono i semi verso nuovi arbusti ospiti, dove la germinazione sul terreno della gariga rimane lenta e irregolare. 4
Per moltiplicarla in coltivazione funzionano tre metodi: la semina, dopo diverse settimane di stratificazione fredda; la divisione del ceppo rizomatoso in primavera; oppure la talea di fusto semilegnoso prelevata in estate, secondo il calendario adottato. Privo di un sostegno solido fin dall’impianto, il giovane fusto rampicante rimane corto e impiega diversi anni prima di fiorire. 3
Usi e rischi
I giovani germogli, detti turioni, si consumano cotti come asparagi. Una breve sbollentatura ne riduce l’amarezza naturale, prima di servirli lessati, con olio d’oliva e limone, oppure in frittata, secondo usi riportati in Italia e in Turchia. 3
In passato erano soltanto le radici a entrare nelle preparazioni medicinali: la tradizione le impiegava come diuretico e diaforetico contro reumatismi, gotta o alcune affezioni cutanee. PFAF non segnala alcun pericolo noto per questa specie e diverse congeneri nordamericane del genere Smilax figurano fra le piante non tossiche per cani, gatti e cavalli nel repertorio ASPCA. 3 7
I frutti maturi non sono invece un alimento comune: restano amari da freschi e soltanto la preparazione in confettura, riportata in Sicilia, ne costituisce un uso occasionale e locale. Senza documentazione affidabile su un esemplare sconosciuto, è preferibile riservarne il consumo a preparazioni tradizionali ben identificate. 6
Varietà, confusioni e piante affini
Per Smilax aspera non risultano cultivar orticole riconosciute: è una pianta selvatica, occasionalmente coltivata nei parchi o nei giardini mediterranei, mai selezionata commercialmente. 4
Il confronto più utile sul campo è con il tamaro (Dioscorea communis), un’altra liana rampicante dello stesso ambiente. Con il suo fusto liscio, completamente privo di aculei e viticci, il tamaro si avvolge direttamente al sostegno; la Salsapariglia nostrana sale invece mediante viticci stipolari inseriti su un fusto spinoso. Toccare il fusto a mano nuda permette quindi di distinguere le piante in pochi secondi: aculei contro superficie liscia. 6 5
Fuori dall’Europa il nome francese salsepareille indica anche specie senza rapporto diretto con Smilax aspera: in Québec designa Aralia nudicaulis, un’Araliacea del sottobosco, e alcuni usi popolari lo applicano persino al luppolo (Humulus lupulus). Prima di ogni impiego culinario o medicinale, controllare il nome scientifico completo evita di confondere queste piante omonime. 8
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Smilax aspera L.
- International Plant Names Index, Smilax aspera L.
- Plants For A Future, Smilax aspera
- Royal Horticultural Society, Smilax aspera
- INPN, Smilax aspera L., 1753, salsapariglia nostrana
- Tela Botanica / eFlore BDTFX, Smilax aspera L.
- ASPCA, scheda di tossicità di Greenbrier (Smilax)
- CNRTL, etimologia del francese salsepareille
Domande frequenti
La Salsapariglia nostrana è tossica?
Non è documentata come tossica. Plants For A Future non segnala pericoli noti per Smilax aspera e diverse specie nordamericane dello stesso genere figurano nell’elenco ASPCA delle piante non tossiche.
Si può mangiare la Salsapariglia nostrana?
I giovani germogli, o turioni, si consumano cotti come asparagi dopo una breve sbollentatura. I frutti maturi sono raramente considerati commestibili, salvo in confettura secondo alcuni usi regionali.
Come distinguere la Salsapariglia nostrana dal tamaro?
La Salsapariglia nostrana sale mediante viticci stipolari su un fusto spinoso. Il tamaro (Dioscorea communis) si avvolge direttamente al sostegno con un fusto liscio, privo di spine e viticci.
Dove cresce la Salsapariglia nostrana in Francia?
Sulle coste e sulle colline mediterranee, nelle garighe, nelle macchie e nelle siepi calcaree del sud del paese. È assente dalle regioni oceaniche e continentali più fredde.
La Salsapariglia nostrana ha cultivar orticole?
No. Non risultano cultivar riconosciute; è una pianta selvatica occasionalmente coltivata nei giardini mediterranei, mai selezionata commercialmente.
Perché la gariga con Salsapariglia nostrana è difficile da attraversare?
I fusti legnosi, coperti di aculei per tutta la lunghezza e troppo resistenti per essere spezzati a mano, formano con altri arbusti i fitti cespuglieti tipici della gariga mediterranea.
Servono un esemplare maschile e uno femminile per avere frutti?
Sì. Smilax aspera è dioica; un esemplare isolato, maschile o femminile, non produce mai frutti senza un individuo dell’altro sesso nelle vicinanze.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






