Black-eyed Susan vine (Thunbergia alata, )
Thunbergia alata è una liana erbacea volubile delle Acanthaceae, originaria dell’Africa orientale e australe e del Madagascar. L’epiteto latino alata indica le sottili espansioni fogliacee lungo picciolo e fusto. Il fiore tubolare, con cinque lobi aperti, unisce una corolla perlopiù arancione a una gola scura quasi nera, contrasto all’origine del nome comune inglese. Molto coltivata come rampicante annuale, si è anche naturalizzata, talvolta diventando invasiva, ben oltre l’areale nativo.
Leggi di piùBlack-eyed Susan vine, Susanita e Schwarzäugige Susanne
Thunbergia albiflora, Thunbergia aurantiaca, Thunbergia alata var. alba e Endomelas alata
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Thunbergia alata comprende l’Africa orientale e australe, da Kenya e Tanzania a Limpopo, Mpumalanga, KwaZulu-Natal e Capo Orientale, oltre al Madagascar. Diffusa dall’orticoltura, la specie si è naturalizzata ben oltre quest’area, tanto da essere classificata come invasiva in diversi territori tropicali e d’oltremare.
- Autoctona5
- Introdotta1
- Invasiva4
- Kenya
- Tanzania
- Mozambico
- Sudafrica
- Madagascar
- Florida e Texas
- Hawaii
- Australia
- Brasile
- Mayotte
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Thunbergia alata (Thunbergia alata Bojer ex Sims, 1825) è una liana erbacea volubile delle Acanthaceae, originaria dell’Africa orientale e australe e del Madagascar. Il nome scientifico descrive un preciso carattere di riconoscimento: alata, «alata» in latino, indica le sottili espansioni fogliacee lungo picciolo e fusto, affidabili anche fuori dal periodo di fioritura. 1 2
Il genere rende omaggio al naturalista svedese Carl Peter Thunberg (1743–1828), allievo di Linneo e pioniere della botanica nell’Africa australe e in Giappone. Il nome comune francese Suzanne aux yeux noirs traduce l’inglese black-eyed Susan vine: descrive la gola scura, quasi nera, che contrasta con la corolla arancione della forma selvatica. In inglese lo stesso nome indica anche Rudbeckia hirta, un’Asteraceae eretta senza legami di parentela con Thunbergia alata: due piante distinte vendute sotto la stessa etichetta commerciale. 9
Riconoscimento
Thunbergia alata è una liana volubile dai fusti angolosi e leggermente pelosi, che si avvolge al sostegno senza viticci né radici aggrappanti. Coltivata in clima temperato raggiunge comunemente 1–2,5 m in una sola stagione; nei climi tropicali senza gelo può superare 5 m e comportarsi come perenne anziché annuale. 3 7
Opposte, da triangolari a cuoriformi, le foglie hanno peli sottili su entrambe le facce e margini leggermente dentati. Il fiore tubolare e obliquo si apre in 5 lobi distesi, per 3–5 cm di diametro: nella forma selvatica la gola bruno scuro, quasi nera, contrasta con la corolla arancione, ma le cultivar bianche, crema o rosse spesso perdono questo contrasto. 4 5
Dopo la fioritura il frutto secco assume una riconoscibile forma a testa d’uccello: una base sferica prolungata da un becco affusolato libera i semi a maturità. Questo carattere morfologico identifica Thunbergia alata anche quando la corolla è caduta, durante la dispersione dei semi. 7
Tassonomia utile
Nel repertorio POWO Thunbergia alata Bojer ex Sims è il nome accettato nelle Acanthaceae. La specie fu descritta nel 1825 a partire da piante inviate dal naturalista Wenceslas Bojer, il cui nome convalida la descrizione botanica pubblicata da John Sims. Circolano una trentina di sinonimi: la maggior parte corrisponde a varietà di colore descritte storicamente come specie distinte, per esempio Thunbergia albiflora Gordon o Thunbergia aurantiaca Paxton. 1 2
Altre due specie del genere hanno nomi comuni simili e possono confondersi: Thunbergia gregorii, dai fiori arancioni senza gola scura, e Thunbergia grandiflora, una liana più legnosa dai grandi fiori blu. Se l’etichetta riporta soltanto «Thunbergia arancione» o «black-eyed Susan», solo il binomio completo risolve l’ambiguità fra queste tre liane. 1
Habitat e distribuzione
Dall’Africa orientale e australe al Madagascar si estende l’areale nativo: da Kenya e Tanzania a Limpopo, Mpumalanga, KwaZulu-Natal e Capo Orientale, ai margini forestali e negli spazi aperti soleggiati. 1 7
Diffusa ampiamente dall’orticoltura, la specie si è naturalizzata ben oltre l’areale nativo, in Brasile, Australia, alle Hawaii, in Messico e nel sud degli Stati Uniti. In questi ambienti disturbati la crescita rapida soffoca la vegetazione bassa e ostacola la rigenerazione delle specie locali. A Mayotte gli inventari francesi d’oltremare la censiscono come invasiva negli ambienti disturbati. 8 9
Ciclo e fioritura
Nei climi freschi Thunbergia alata si coltiva come annuale: seminata al riparo 6–8 settimane prima delle ultime gelate, fiorisce da metà estate alle prime gelate, con un picco a fine stagione. Dove non gela si comporta da perenne e può fiorire quasi tutto l’anno. 5 6
Sono soprattutto le api a impollinarla, attirate da un disegno ultravioletto intorno alla gola scura, invisibile all’occhio umano. Anche la farfalla Junonia oenone depone le uova su Thunbergia alata, le cui foglie nutrono poi il bruco. 7
Si propaga per semina, dopo una notte di ammollo dei semi in acqua tiepida per accelerare la germinazione, oppure per talea di fusto prelevata a fine estate per svernare la pianta al riparo dal gelo. 6
Usi e rischi
Come ornamentale Thunbergia alata riveste graticci, recinzioni, archi o cesti sospesi in una sola stagione di crescita, e copre temporaneamente un’aiuola soleggiata in attesa che si insedino le perenni. 4
Su foglie e fusti i sottili peli provocano lievi irritazioni cutanee nelle persone sensibili durante la potatura. L’ASPCA non classifica Thunbergia alata fra le piante tossiche: la specie è elencata come non tossica per gatti e cani. 5
Nell’Africa orientale foglie e radici rientrano negli usi tradizionali contro le infiammazioni cutanee; il fogliame nutre inoltre localmente il bestiame come foraggio integrativo. 7
Varietà, confusioni e piante affini
I colori in commercio vanno ben oltre l’arancione selvatico a gola nera. Susie Mix riunisce piante arancioni, gialle e bianche, con o senza gola scura; la serie Sunny Susy, sviluppata dal vivaista Volmary, propone tonalità dal rosso intenso all’arancione vivo, sempre con una gola marrone centrale; la forma Alba, dai fiori bianchi senza gola scura, riprende un nome già usato nell’Ottocento per la varietà botanica Thunbergia alata var. alba Paxton. 3 1
Gli scambi più frequenti riguardano Thunbergia gregorii, dai fiori arancioni senza gola scura, e Thunbergia grandiflora, una liana più legnosa dai fiori blu molto più grandi. In inglese il nome black-eyed Susan indica anche Rudbeckia hirta, un’Asteraceae eretta senza alcun legame botanico con Thunbergia alata. 9
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Thunbergia alata Bojer ex Sims
- International Plant Names Index, Thunbergia alata
- Royal Horticultural Society, Thunbergia alata - black-eyed Susan
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Thunbergia alata
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Thunbergia alata
- University of Wisconsin Horticulture Extension, Black-eyed Susan Vine, Thunbergia alata
- South African National Biodiversity Institute (PlantZAfrica), Thunbergia alata
- Espèces Envahissantes Outre-mer, scheda Thunbergia alata (Mayotte)
- Wikipedia in francese, Thunbergia alata
Domande frequenti
Thunbergia alata è tossica?
No. L’ASPCA non classifica Thunbergia alata fra le piante tossiche per gatti o cani. L’unico rischio documentato è meccanico: i sottili peli di fusti e foglie possono irritare la pelle delle persone sensibili.
Perché alcuni fiori non hanno la gola scura?
Diverse cultivar orticole, come Alba o alcune piante di Susie Mix, sono state selezionate per una corolla uniforme, senza il contrasto scuro tipico della forma selvatica. L’assenza della gola scura non mette in dubbio l’identificazione della specie.
Qual è la differenza rispetto a Thunbergia grandiflora?
Thunbergia grandiflora è una liana più legnosa dai grandi fiori blu, mentre Thunbergia alata rimane erbacea, con fiori dall’arancione al giallo molto più piccoli e una caratteristica gola scura.
La pianta è invasiva?
Sì, in diverse regioni tropicali fuori dal suo areale nativo, fra cui Hawaii, Australia, Brasile e Mayotte, dove figura fra le specie invasive degli ambienti disturbati.
Si può coltivare Thunbergia alata in piena terra nella Francia metropolitana?
Non stabilmente. La pianta non sopporta il gelo e si coltiva soprattutto come rampicante annuale seminata ogni primavera, oppure in vaso da riportare al riparo in inverno.
Come riconoscere Thunbergia alata quando non fiorisce?
La sottile espansione alata lungo picciolo e fusto rimane visibile per tutta la stagione e dà il nome alla specie. È il riferimento più affidabile prima della fioritura.
Da dove viene il nome francese Suzanne aux yeux noirs?
Il nome traduce l’inglese black-eyed Susan vine e descrive la gola scura del fiore. In inglese questo nome indica anche Rudbeckia hirta, una pianta delle Asteraceae senza legami di parentela con Thunbergia alata.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




