Black-eyed Susan vine (Thunbergia alata, Bojer ex Sims 1825)

Thunbergia alata è una liana erbacea volubile delle Acanthaceae, originaria dell’Africa orientale e australe e del Madagascar. L’epiteto latino alata indica le sottili espansioni fogliacee lungo picciolo e fusto. Il fiore tubolare, con cinque lobi aperti, unisce una corolla perlopiù arancione a una gola scura quasi nera, contrasto all’origine del nome comune inglese. Molto coltivata come rampicante annuale, si è anche naturalizzata, talvolta diventando invasiva, ben oltre l’areale nativo.

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Nome scientificoThunbergia alata
GenereThunbergia
OrdineLamiales

Black-eyed Susan vine, Susanita e Schwarzäugige Susanne

Thunbergia albiflora, Thunbergia aurantiaca, Thunbergia alata var. alba e Endomelas alata

Identità
Tossicità
Non tossica per persone e animali; peli sottili irritanti al contatto
Impegno di cura
Moderato
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
KenyaTanzaniaMozambicoSudafricaMadagascar
Habitat
Margini forestali, savane arbustive e spazi aperti soleggiati, al suolo o rampicante sulla vegetazione vicina
Stagionalità
Fioritura
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
8/10
Tempo di maturazione
Fiorisce dalla prima stagione sui germogli dell’anno
Propagazione
Semina, Talea di fusto con nodo
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Umidità
40–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Terreno ricco
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole, tollera una leggera mezz’ombra
Interno
Veranda, Stanza luminosa
Distanza dalla finestra
Circa 30 cm da una finestra a sud o a ovest
Esterno
Aiuola a pieno sole, Grande giardino
Vasi
Pentola sospesa, Vaso con tutore in mousse
Aspetto
Altezza100–600 cmLarghezza50–200 cm
Foglie
Verde
Thunbergia alata: origine e usi — foglie 1
Thunbergia alata: origine e usi — foglie 2
Thunbergia alata: origine e usi — foglie 3
Thunbergia alata: origine e usi — foglie 4
Thunbergia alata: origine e usi — foglie 5
Fiori
ArancioneGialloBiancoRossoDimensioni3–5 cm
Thunbergia alata: origine e usi — fiori 1
Thunbergia alata: origine e usi — fiori 2
Thunbergia alata: origine e usi — fiori 3
Thunbergia alata: origine e usi — fiori 4
Thunbergia alata: origine e usi — fiori 5
Frutti
Thunbergia alata: origine e usi — frutti 1
Thunbergia alata: origine e usi — frutti 2
Thunbergia alata: origine e usi — frutti 3
Thunbergia alata: origine e usi — frutti 4
Thunbergia alata: origine e usi — frutti 5
Portamento
Thunbergia alata: origine e usi — portamento 1
Thunbergia alata: origine e usi — portamento 2
Thunbergia alata: origine e usi — portamento 3
Thunbergia alata: origine e usi — portamento 4
Thunbergia alata: origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeMarrone
Thunbergia alata: origine e usi — corteccia 1
Thunbergia alata: origine e usi — corteccia 2
Thunbergia alata: origine e usi — corteccia 3
Thunbergia alata: origine e usi — corteccia 4
Thunbergia alata: origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Thunbergia alata comprende l’Africa orientale e australe, da Kenya e Tanzania a Limpopo, Mpumalanga, KwaZulu-Natal e Capo Orientale, oltre al Madagascar. Diffusa dall’orticoltura, la specie si è naturalizzata ben oltre quest’area, tanto da essere classificata come invasiva in diversi territori tropicali e d’oltremare.

  • Autoctona5
  • Introdotta1
  • Invasiva4
  • Kenya
  • Tanzania
  • Mozambico
  • Sudafrica
  • Madagascar
  • Florida e Texas
  • Hawaii
  • Australia
  • Brasile
  • Mayotte

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Thunbergia alata (Thunbergia alata Bojer ex Sims, 1825) è una liana erbacea volubile delle Acanthaceae, originaria dell’Africa orientale e australe e del Madagascar. Il nome scientifico descrive un preciso carattere di riconoscimento: alata, «alata» in latino, indica le sottili espansioni fogliacee lungo picciolo e fusto, affidabili anche fuori dal periodo di fioritura. 1 2

Il genere rende omaggio al naturalista svedese Carl Peter Thunberg (1743–1828), allievo di Linneo e pioniere della botanica nell’Africa australe e in Giappone. Il nome comune francese Suzanne aux yeux noirs traduce l’inglese black-eyed Susan vine: descrive la gola scura, quasi nera, che contrasta con la corolla arancione della forma selvatica. In inglese lo stesso nome indica anche Rudbeckia hirta, un’Asteraceae eretta senza legami di parentela con Thunbergia alata: due piante distinte vendute sotto la stessa etichetta commerciale. 9

Riconoscimento

Thunbergia alata è una liana volubile dai fusti angolosi e leggermente pelosi, che si avvolge al sostegno senza viticci né radici aggrappanti. Coltivata in clima temperato raggiunge comunemente 1–2,5 m in una sola stagione; nei climi tropicali senza gelo può superare 5 m e comportarsi come perenne anziché annuale. 3 7

Opposte, da triangolari a cuoriformi, le foglie hanno peli sottili su entrambe le facce e margini leggermente dentati. Il fiore tubolare e obliquo si apre in 5 lobi distesi, per 3–5 cm di diametro: nella forma selvatica la gola bruno scuro, quasi nera, contrasta con la corolla arancione, ma le cultivar bianche, crema o rosse spesso perdono questo contrasto. 4 5

Dopo la fioritura il frutto secco assume una riconoscibile forma a testa d’uccello: una base sferica prolungata da un becco affusolato libera i semi a maturità. Questo carattere morfologico identifica Thunbergia alata anche quando la corolla è caduta, durante la dispersione dei semi. 7

Tassonomia utile

Nel repertorio POWO Thunbergia alata Bojer ex Sims è il nome accettato nelle Acanthaceae. La specie fu descritta nel 1825 a partire da piante inviate dal naturalista Wenceslas Bojer, il cui nome convalida la descrizione botanica pubblicata da John Sims. Circolano una trentina di sinonimi: la maggior parte corrisponde a varietà di colore descritte storicamente come specie distinte, per esempio Thunbergia albiflora Gordon o Thunbergia aurantiaca Paxton. 1 2

Altre due specie del genere hanno nomi comuni simili e possono confondersi: Thunbergia gregorii, dai fiori arancioni senza gola scura, e Thunbergia grandiflora, una liana più legnosa dai grandi fiori blu. Se l’etichetta riporta soltanto «Thunbergia arancione» o «black-eyed Susan», solo il binomio completo risolve l’ambiguità fra queste tre liane. 1

Habitat e distribuzione

Dall’Africa orientale e australe al Madagascar si estende l’areale nativo: da Kenya e Tanzania a Limpopo, Mpumalanga, KwaZulu-Natal e Capo Orientale, ai margini forestali e negli spazi aperti soleggiati. 1 7

Diffusa ampiamente dall’orticoltura, la specie si è naturalizzata ben oltre l’areale nativo, in Brasile, Australia, alle Hawaii, in Messico e nel sud degli Stati Uniti. In questi ambienti disturbati la crescita rapida soffoca la vegetazione bassa e ostacola la rigenerazione delle specie locali. A Mayotte gli inventari francesi d’oltremare la censiscono come invasiva negli ambienti disturbati. 8 9

Ciclo e fioritura

Nei climi freschi Thunbergia alata si coltiva come annuale: seminata al riparo 6–8 settimane prima delle ultime gelate, fiorisce da metà estate alle prime gelate, con un picco a fine stagione. Dove non gela si comporta da perenne e può fiorire quasi tutto l’anno. 5 6

Sono soprattutto le api a impollinarla, attirate da un disegno ultravioletto intorno alla gola scura, invisibile all’occhio umano. Anche la farfalla Junonia oenone depone le uova su Thunbergia alata, le cui foglie nutrono poi il bruco. 7

Si propaga per semina, dopo una notte di ammollo dei semi in acqua tiepida per accelerare la germinazione, oppure per talea di fusto prelevata a fine estate per svernare la pianta al riparo dal gelo. 6

Usi e rischi

Come ornamentale Thunbergia alata riveste graticci, recinzioni, archi o cesti sospesi in una sola stagione di crescita, e copre temporaneamente un’aiuola soleggiata in attesa che si insedino le perenni. 4

Su foglie e fusti i sottili peli provocano lievi irritazioni cutanee nelle persone sensibili durante la potatura. L’ASPCA non classifica Thunbergia alata fra le piante tossiche: la specie è elencata come non tossica per gatti e cani. 5

Nell’Africa orientale foglie e radici rientrano negli usi tradizionali contro le infiammazioni cutanee; il fogliame nutre inoltre localmente il bestiame come foraggio integrativo. 7

Varietà, confusioni e piante affini

I colori in commercio vanno ben oltre l’arancione selvatico a gola nera. Susie Mix riunisce piante arancioni, gialle e bianche, con o senza gola scura; la serie Sunny Susy, sviluppata dal vivaista Volmary, propone tonalità dal rosso intenso all’arancione vivo, sempre con una gola marrone centrale; la forma Alba, dai fiori bianchi senza gola scura, riprende un nome già usato nell’Ottocento per la varietà botanica Thunbergia alata var. alba Paxton. 3 1

Gli scambi più frequenti riguardano Thunbergia gregorii, dai fiori arancioni senza gola scura, e Thunbergia grandiflora, una liana più legnosa dai fiori blu molto più grandi. In inglese il nome black-eyed Susan indica anche Rudbeckia hirta, un’Asteraceae eretta senza alcun legame botanico con Thunbergia alata. 9

Fonti principali

Domande frequenti

Thunbergia alata è tossica?

No. L’ASPCA non classifica Thunbergia alata fra le piante tossiche per gatti o cani. L’unico rischio documentato è meccanico: i sottili peli di fusti e foglie possono irritare la pelle delle persone sensibili.

Perché alcuni fiori non hanno la gola scura?

Diverse cultivar orticole, come Alba o alcune piante di Susie Mix, sono state selezionate per una corolla uniforme, senza il contrasto scuro tipico della forma selvatica. L’assenza della gola scura non mette in dubbio l’identificazione della specie.

Qual è la differenza rispetto a Thunbergia grandiflora?

Thunbergia grandiflora è una liana più legnosa dai grandi fiori blu, mentre Thunbergia alata rimane erbacea, con fiori dall’arancione al giallo molto più piccoli e una caratteristica gola scura.

La pianta è invasiva?

Sì, in diverse regioni tropicali fuori dal suo areale nativo, fra cui Hawaii, Australia, Brasile e Mayotte, dove figura fra le specie invasive degli ambienti disturbati.

Si può coltivare Thunbergia alata in piena terra nella Francia metropolitana?

Non stabilmente. La pianta non sopporta il gelo e si coltiva soprattutto come rampicante annuale seminata ogni primavera, oppure in vaso da riportare al riparo in inverno.

Come riconoscere Thunbergia alata quando non fiorisce?

La sottile espansione alata lungo picciolo e fusto rimane visibile per tutta la stagione e dà il nome alla specie. È il riferimento più affidabile prima della fioritura.

Da dove viene il nome francese Suzanne aux yeux noirs?

Il nome traduce l’inglese black-eyed Susan vine e descrive la gola scura del fiore. In inglese questo nome indica anche Rudbeckia hirta, una pianta delle Asteraceae senza legami di parentela con Thunbergia alata.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.