Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea, L. 1753)

Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea), noto anche come haskap, è un arbusto da frutto deciduo delle Caprifoliaceae, diffuso nelle regioni temperate dell’emisfero nord. Le bacche blu allungate sono commestibili, un’eccezione in un genere ricco di specie ornamentali dalle bacche tossiche. Molto rustico, richiede due varietà vicine per una buona impollinazione incrociata.

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Nome scientificoLonicera caerulea
GenereLonicera
OrdineDipsacales

Caprifoglio turchino, Haskap, Honeyberry e Blue honeysuckle

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, gatti e cani
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaPoloniaRussiaFinlandiaGiapponeCanadaStati Uniti
Habitat
Boschi boreali umidi, torbiere, rive e margini freschi delle regioni fredde; coltivato nei frutteti
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Piena produzione tre o quattro anni dopo l’impianto
Propagazione
Talea, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, arbusto basso e flessibile
Umidità
50–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo fresco, Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Sole o mezz’ombra
Esterno
Aiuola, Orto
Vasi
Contenitore
Aspetto
Altezza100–200 cmLarghezza100–150 cm
Foglie
Verde
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — foglie 1
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — foglie 2
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — foglie 3
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — foglie 4
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — foglie 5
Fiori
GialloBianco
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — fiori 1
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — fiori 2
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — fiori 3
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — fiori 4
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — fiori 5
Frutti
Blu
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — frutti 1
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — frutti 2
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — frutti 3
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — frutti 4
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — frutti 5
Portamento
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — portamento 1
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — portamento 2
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — portamento 3
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — portamento 4
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Marrone
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — corteccia 1
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — corteccia 2
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — corteccia 3
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — corteccia 4
Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

Lonicera caerulea ha un areale nativo circumpolare nelle regioni fredde e temperate dell’emisfero nord, dall’Europa centrale e settentrionale alla Siberia, al Giappone e al Nordamerica boreale. Viene coltivata per le bacche anche ben oltre questo areale; le zone di coltivazione vanno distinte da quelle d’origine.

  • Autoctona7
  • Francia metropolitana
  • Polonia
  • Russia
  • Finlandia
  • Giappone
  • Canada
  • Stati Uniti

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Caprifoglio turchino (Lonicera caerulea L., 1753), noto anche come Haskap, Honeyberry o Blue honeysuckle, è un arbusto da frutto deciduo delle Caprifoliaceae, nel genere Lonicera. Viene coltivato per le bacche blu allungate e commestibili, che maturano prima della maggior parte degli altri piccoli frutti. 1 4

All’interno del genere occupa una posizione particolare: molti caprifogli ornamentali portano bacche rosse tossiche, mentre Lonicera caerulea rappresenta l’eccezione commestibile, ricercata proprio per i frutti. In giardino forma un cespuglio denso di rami eretti, alto 1–2 m, senza portamento rampicante. 2 3

Riconoscimento

Foglie opposte, ovali e grigioverdi, con una superficie un po’ cerosa, sono il primo carattere da osservare. Misurano 3–8 cm. Il cespuglio è compatto e senza spine, con rami che partono dalla base, a differenza dei caprifogli rampicanti dello stesso genere. 3 5

All’inizio della primavera compaiono piccoli fiori giallastri o biancastri, riuniti a coppie, molto precoci e resistenti al gelo. Seguono bacche blu quasi cilindriche, lunghe circa 1 cm, coperte da una pruina bluastra e spesso riunite in coppie saldate. 4 2

Quando il frutto è maturo, la polpa interna diventa porpora o blu: è un riferimento affidabile per la raccolta. Il gusto acidulo ricorda mirtillo e ribes nero. La forma allungata delle bacche distingue nettamente la specie dai grappoli di frutti rotondi dei Ribes vicini. 5 3

Tassonomia utile

La descrizione linneana del 1753 porta il nome Lonicera caerulea L. Il genere Lonicera appartiene alle Caprifoliaceae. Circolano numerosi nomi infraspecifici, legati alle popolazioni asiatiche e nordamericane; fra i principali nomi sinonimici da riconoscere figurano i seguenti:

  • Lonicera caerulea subsp. edulis (Turcz. ex Herder) Hultén, nome infraspecifico.
  • Lonicera caerulea subsp. kamtschatica (Sevast.) Gladkova, nome infraspecifico.
  • Lonicera caerulea var. emphyllocalyx (Maxim.) Nakai, nome infraspecifico.
  • Lonicera caerulea subsp. venulosa (Maxim.) Vorosch., nome infraspecifico.
  • Lonicera caerulea var. angustifolia Regel, nome infraspecifico.

Il riferimento botanico rimane Lonicera caerulea: denominazioni come Tundra o Borealis identificano selezioni orticole, non specie botaniche distinte. Per scegliere una pianta da frutto è quindi utile distinguere il nome della cultivar dal binomio che ne indica l’identità scientifica. 1 7

Habitat e distribuzione

L’areale circumpolare del caprifoglio turchino attraversa le regioni fredde e temperate dell’emisfero nord: Europa centrale e settentrionale, Siberia, Giappone e Nordamerica boreale. La specie cresce in boschi boreali umidi, torbiere e lungo corsi d’acqua freschi, ambienti che spiegano le sue esigenze colturali. 1 6

Negli ambienti spontanei l’arbusto cerca terreni freschi, spesso acidi e torbosi, ai margini umidi dei boschi o sotto una copertura leggera. L’origine boreale aiuta a comprendere la rusticità eccezionale e la fioritura molto precoce, adatte a primavere brevi e fredde. 3 5

La coltivazione per i frutti, diffusa soprattutto in Canada, Russia e Giappone, ha portato il caprifoglio turchino ben oltre l’areale originario. Queste piantagioni restano distinte dalla distribuzione nativa eurasiatica e nordamericana: la presenza in un frutteto non indica, da sola, un’origine locale della specie. 6 4

Ciclo e riproduzione

Nel frutteto la fioritura è fra le più precoci: i fiori giallastri si aprono all’inizio della primavera e tollerano il gelo. La specie è in larga misura autosterile. Occorre perciò piantare almeno due varietà vicine, con fioritura contemporanea, per ottenere una buona impollinazione incrociata. 2 3

Dai fiori fecondati si sviluppano bacche blu allungate, mature a fine primavera o all’inizio dell’estate, prima di molti altri piccoli frutti. Si raccolgono ben mature, quando la polpa è porpora, per il consumo fresco o la trasformazione. I semi consentono la riproduzione per semina, usata soprattutto nella selezione. 5 4

Il metodo di moltiplicazione più comune in coltivazione è la talea di legno maturo. In autunno si interrano porzioni di ramo lunghe circa quindici centimetri: radicano durante l’inverno e danno giovani piante in primavera. L’arbusto cresce piuttosto lentamente e raggiunge la piena produzione tre o quattro anni dopo l’impianto. 2 5

Usi e rischi

L’impiego principale del caprifoglio turchino è alimentare: le bacche si consumano crude o cotte, in confetture, gelatine, succhi, gelati e dolci. Il sapore acidulo, vicino a mirtillo e ribes nero, ne fa un frutto apprezzato nelle regioni fredde, dove pochi altri piccoli frutti prosperano altrettanto bene. 4 5

L’attenzione principale riguarda la distinzione dagli altri caprifogli. Molti Lonicera ornamentali, fra cui Lonicera tatarica e Lonicera xylosteum, producono bacche rosse tossiche, da non consumare. Fra le specie considerate, Lonicera caerulea, con bacche blu allungate, è quella commestibile riconosciuta; per i suoi frutti non è riportata tossicità nell’uomo o nei comuni animali domestici. 3 2

Varietà, confusioni e piante affini

Le numerose cultivar sono selezioni frutticole di programmi canadesi, russi e giapponesi, non specie separate. Tundra e Borealis sono produttive e a bacca grande; Aurora è vigorosa e buona impollinatrice; Indigo Gem dà bacche sode dal gusto equilibrato. Data l’autosterilità, si associano almeno due varietà a fioritura contemporanea.

Le confusioni più rilevanti riguardano altri caprifogli ornamentali con bacche rosse tossiche:

  • Lonicera tatarica, caprifoglio della Tartaria, con bacche rosse non commestibili;
  • Lonicera xylosteum, caprifoglio peloso, arbusto spontaneo con bacche rosse tossiche;
  • Lonicera periclymenum, caprifoglio rampicante con bacche rosse.

La bacca blu allungata, la polpa porpora a maturità e il portamento cespuglioso, privo di rami rampicanti, sono i riferimenti più affidabili per riconoscere il caprifoglio turchino commestibile, Lonicera caerulea. Vanno osservati insieme, confrontando anche le altre caratteristiche della pianta. 3 1

Fonti principali

Domande frequenti

Le bacche del caprifoglio turchino sono commestibili?

Sì. Le bacche blu allungate di Lonicera caerulea si consumano fresche o trasformate. È l’eccezione nel genere Lonicera, in cui molte specie ornamentali producono bacche rosse tossiche.

Servono più piante per raccogliere le bacche?

Sì. La specie è in gran parte autosterile: occorrono almeno due varietà diverse con fioritura contemporanea per assicurare l’impollinazione incrociata e una buona allegagione.

Il caprifoglio turchino resiste al freddo?

Sì, è fra gli arbusti da frutto coltivati più rustici. Sopporta temperature dell’ordine di -45 °C e i fiori precoci tollerano le gelate di fine inverno.

Quando si raccolgono le bacche?

A fine primavera o all’inizio dell’estate, prima della maggior parte degli altri piccoli frutti. Sono mature quando la polpa interna diventa porpora o blu.

Dove piantare il caprifoglio turchino?

Il pieno sole dà i raccolti migliori, ma l’arbusto tollera la mezz’ombra, coerente con l’habitat di boschi freschi. Un terreno fresco e ricco conta quanto l’esposizione.

Che sapore hanno le bacche di haskap?

Il sapore acidulo ricorda mirtillo e ribes nero, talvolta con una nota d’uva. Si consumano fresche o in confetture, succhi, gelati e dolci.

Con quali piante si può confondere?

Soprattutto con altri caprifogli del genere Lonicera, dalle bacche rosse tossiche. La bacca blu allungata e la polpa porpora sono i principali riferimenti della specie commestibile.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.