Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos, Scop. 1771)

Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos Scop., 1771) è un grande albero deciduo delle Malvaceae, autoctono di gran parte dell'Europa temperata, spesso su suoli calcarei. Si distingue da Tilia cordata per le foglie più grandi e uniformemente pelose sulla pagina inferiore, la fioritura più precoce e il frutto spesso con cinque costole molto sporgenti.

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Nome scientificoTilia platyphyllos
GenereTilia
OrdineMalvales

Tiglio nostrano, Tiglio nostrale, Large-leaved lime, Broad-leaved lime e Sommerlinde

Identità
Tossicità
Nessuna tossicità nota per persone e comuni animali domestici
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Albero · Albero deciduo · Albero autoctono
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Francia metropolitanaRegno UnitoEuropa centraleBalcani e TurchiaIran settentrionale
Habitat
Boschi e gole montane su suolo calcareo, fino a 1800 m; molto piantato nei filari e nei parchi
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Raccolta
Estate
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
20–50 anni per una chioma sviluppata; longevità plurisecolare
Diametro della chioma
1200–2000 cm
Propagazione
Semina, Trapianto
Clima e acqua
Temperatura tollerata
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona dopo l'attecchimento
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
Tipi di terreno
Gessetto, Argilla, Terra franca, Sabbia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole o mezz'ombra
Esterno
Terra piena, Grande giardino, Parco, Siepe campestre
Aspetto
Altezza2000–4000 cmLarghezza1200–2000 cm
Foglie
VerdeGiallo
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — foglie 1
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — foglie 2
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — foglie 3
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — foglie 4
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoCremaGiallo
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — fiori 1
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — fiori 2
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — fiori 3
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — fiori 4
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — fiori 5
Frutti
VerdeMarrone
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — frutti 1
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — frutti 2
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — frutti 3
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — frutti 4
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — frutti 5
Portamento
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — portamento 1
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — portamento 2
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — portamento 3
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — portamento 4
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — portamento 5
Corteccia
MarroneRosso
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — corteccia 1
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — corteccia 2
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — corteccia 3
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — corteccia 4
Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

POWO/WCVP colloca l'areale nativo di Tilia platyphyllos in Europa fino all'Iran settentrionale, con cinque sottospecie riconosciute che si distinguono soprattutto per la pelosità delle foglie. La specie è autoctona nella Gran Bretagna sudoccidentale, ma assente allo stato naturale in Scozia e Irlanda, dove è soltanto naturalizzata. In Francia occupa soprattutto la metà orientale del territorio, i Pirenei e la Corsica, mentre manca nel sud mediterraneo.

  • Autoctona5
  • Introdotta2
  • Francia metropolitana
  • Regno Unito
  • Europa centrale
  • Balcani e Turchia
  • Iran settentrionale
  • Scozia
  • Irlanda

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Tiglio nostrano (Tilia platyphyllos Scop.) fu descritto nel 1771 dal botanico italiano Giovanni Antonio Scopoli dalla Carniola, oggi in Slovenia. La specie, chiamata anche Tiglio nostrale, è accettata nel genere Tilia, famiglia delle Malvaceae. 1 6

Foglie più grandi e frutti dalle costole sporgenti distinguono questo tiglio dal suo parente Tilia cordata, il Tiglio selvatico a piccole foglie. L'epiteto platyphyllos deriva infatti dal greco platys (largo) e phyllon (foglia), richiamando direttamente questa differenza nelle dimensioni fogliari. In tedesco l'albero è chiamato Sommerlinde, tiglio estivo, in opposizione alla Winterlinde, che fiorisce più tardi nella stagione. 2 5

Riconoscimento

Con una chioma a cupola stretta, Tilia platyphyllos è un grande albero deciduo che raggiunge comunemente 20–25 m da isolato, con segnalazioni fino a 40 m per gli esemplari più sviluppati, contro i consueti 20–30 m di Tilia cordata. I giovani rametti del Tiglio nostrano sono rossastri e lievemente pelosi, poi diventano glabri con l'età; la corteccia, liscia e grigia negli alberi giovani, forma in seguito un ritidoma bruno scuro fessurato in una rete di creste incrociate. 6 2

La lamina a cuore obliquo misura 6–9 cm, eccezionalmente fino a 15 cm. La peluria biancastra che riveste tutta la pagina inferiore resta il carattere più affidabile per riconoscere la specie senza confonderla con Tilia cordata, che ha soltanto ciuffi di peli rossicci o bruno rossicci all'ascella delle nervature. 8 6

Cime pendule di 2–5 fiori giallo pallido molto profumati, accompagnate da una brattea oblunga verde pallido, compongono la fioritura di Tilia platyphyllos. Arriva una o due settimane prima di quella di Tilia cordata, con nettare più abbondante che attira anche alcune farfalle, come la tecla dell'olmo. Il frutto successivo è rotondo, con guscio spesso e legnoso e cinque costole molto sporgenti: quello di Tilia cordata è invece sottile, senza costole marcate, una differenza ancora visibile molto dopo la fine della fioritura. 6 2

Tassonomia e nomi

Sotto il nome accettato Tilia platyphyllos Scop., POWO/WCVP riconosce cinque sottospecie, distinte soprattutto per la pelosità del lembo: la forma tipica platyphyllos, la subsp. cordifolia, più settentrionale, la subsp. corinthiaca dei Balcani e della Turchia, la subsp. pseudorubra, glabra su entrambe le pagine, e la subsp. sitnensis, endemica della Slovacchia. 1

In vecchie opere o cataloghi orticoli, Tilia grandifolia e Tilia officinarum indicano la stessa specie, senza mettere in discussione il nome accettato Tilia platyphyllos. Oggi è assegnata alle Malvaceae, dopo il lungo uso orticolo della precedente famiglia Tiliaceae. 4 6

Dall'ibridazione, frequente nel genere, di Tilia platyphyllos con Tilia cordata nasce Tilia × europaea, piantato nei filari urbani molto più spesso di entrambe le specie parentali pure. L'abbondante melata degli afidi e i numerosi ricacci alla base del tronco rivelano questo ibrido: molti tigli stradali non sono dunque, in senso stretto, né Tilia platyphyllos né Tilia cordata. 6 2

Habitat e distribuzione

Dall'Europa temperata fino all'Iran settentrionale si estende l'areale nativo di Tilia platyphyllos indicato da POWO/WCVP. La specie è autoctona nella Gran Bretagna sudoccidentale, su suoli derivati dal calcare, ma assente allo stato naturale in Scozia e Irlanda, dove è soltanto naturalizzata. 1

Sul territorio francese Tilia platyphyllos occupa soprattutto la metà orientale, i Pirenei e la Corsica, fino a 1.800 m nei boschi e nelle gole montane calcaree; manca allo stato naturale nel sud mediterraneo, dove si trova soltanto piantato. Il suolo calcareo condiziona questa distribuzione: sulle rocce acide la specie cede il posto ad altre latifoglie e non si insedia spontaneamente. Abbastanza raro nei popolamenti spontanei, è invece piantato molto spesso nelle siepi e nei filari. 8 5

Oltre i confini dell'areale nativo, Tilia platyphyllos è largamente piantato come albero da parco e da filare nei climi temperati, anche in Nord America, dove non cresce spontaneamente. La presenza selvatica sui suoli calcarei e quella orticola in città alimentano parte delle confusioni con Tilia cordata e con l'ibrido Tilia × europaea, più tollerante dei suoli urbani compattati. 6 2

Storia e cultura

Nel Neolitico, per ottenere una corda resistente si incideva la corteccia alla base di un giovane tiglio, la si strappava per trazione e la si lasciava macerare per circa un mese. L'ammollo liberava una fibra resistente, poi ritorta per farne corde: questa tecnica precede di molto l'impiego ornamentale dell'albero in Europa. 8

In Gallia il tiglio segnava tradizionalmente il centro del villaggio. Presso i popoli germanici era spesso più venerato della quercia: l'assemblea che amministrava la giustizia si riuniva sotto un tiglio della giustizia, e lo stesso albero serviva spesso da punto di ritrovo e luogo per la danza. Oggi più di 850 nomi di località della Germania occidentale ricordano questo uso giudiziario. 8

Usi e rischi

Per Tilia platyphyllos in Francia, la tisana di fiori essiccati è documentata da più tempo degli altri usi, prima del miele e della linfa primaverile. Secondo le fonti fitoterapiche consultate, un infuso leggero produce un riconosciuto effetto sedativo, mentre un'infusione troppo forte o prolungata può al contrario provocare insonnia. Anche il miele di tiglio, ottenuto da una fioritura precoce e molto nettarifera, è ricercato dagli apicoltori. 8 4

Crude in insalata, le foglie giovani hanno una consistenza lievemente mucillaginosa; la linfa raccolta in primavera può essere bevuta fresca o concentrata in sciroppo. Non è riconosciuta alcuna tossicità nota per persone, gatti o cani, un tratto che distingue questo tiglio da molte essenze ornamentali con parti tossiche. 4 8

Il legno chiaro e tenero del tiglio si lavora facilmente ed è quindi apprezzato per la scultura, ma marcisce rapidamente e con il tempo si spezza se rimane esposto alle intemperie. La fragilità all'aperto spiega perché l'uso tradizionale si sia concentrato sugli oggetti per interni anziché sulle strutture portanti. 8

Varietà, confusioni e piante affini

Per il Tiglio nostrano le fonti orticole citano varie cultivar, fra cui 'Rubra', dai giovani rametti rosso vivo in inverno, premiata con l'Award of Garden Merit della RHS; i vivaisti la allevano spesso a capitozza per mettere in evidenza il legno colorato. 'Aurea' offre fogliame dai toni dorati, 'Laciniata' un lembo profondamente inciso e 'Örebro' un portamento colonnare stretto, utile per filari in spazi ridotti. 3 6

Il confronto più frequente è con Tilia cordata, il Tiglio selvatico: presenta foglie più piccole, ciuffi di peli rossicci limitati all'ascella delle nervature, fioritura più tardiva e frutti sottili senza costole marcate. Molti alberi stradali appartengono in realtà all'ibrido Tilia × europaea, riconoscibile per la melata degli afidi spesso abbondante e i numerosi ricacci alla base del tronco, due tratti che né Tilia platyphyllos né Tilia cordata puri riuniscono in modo altrettanto netto. 6 2

Una leggenda legata alla specie richiede una precisazione: il Garoé, albero sacro delle Canarie che si riteneva producesse acqua negli anni di siccità, è stato a lungo presentato come un tiglio nei racconti popolari. I botanici lo identificano invece con Ocotea foetens, un alloro endemico delle Canarie, senza parentela con Tilia platyphyllos. 8

Fonti principali

Domande frequenti

Il Tiglio nostrano è tossico?

No. I dati consultati non indicano tossicità nota per persone, gatti o cani. Le foglie giovani si consumano crude e i fiori essiccati si preparano in tisana, un uso tradizionale documentato.

Come distinguere Tilia platyphyllos da Tilia cordata?

Il Tiglio nostrano ha foglie più grandi, uniformemente pelose sulla pagina inferiore, fioritura più precoce e frutti spessi con cinque costole molto sporgenti. Tilia cordata ha foglie più piccole, ciuffi di peli rossicci limitati all'ascella delle nervature e frutti sottili, senza costole marcate.

Il tiglio piantato in città è davvero Tilia platyphyllos?

Non sempre. Molti filari urbani sono costituiti da Tilia × europaea, l'ibrido naturale fra Tilia platyphyllos e Tilia cordata, riconoscibile per l'abbondante melata e i numerosi ricacci alla base.

Si possono usare i fiori del Tiglio nostrano in tisana?

Sì, è l'uso tradizionale più documentato in Francia. I fiori appena essiccati si preparano in un infuso leggero, sedativo; un'infusione troppo forte o prolungata può invece provocare insonnia.

Il Tiglio nostrano è autoctono in Francia?

Sì, ma soltanto in parte del territorio. POWO/WCVP include la Francia nell'areale nativo della specie, che occupa soprattutto la metà orientale del paese, i Pirenei e la Corsica; manca allo stato naturale nel sud mediterraneo, dove è soprattutto piantata.

Perché il tiglio è associato alla giustizia in alcuni villaggi?

Presso i popoli germanici, l'assemblea che amministrava la giustizia si riuniva sotto un tiglio piantato al centro del villaggio. Questo uso è documentato come tiglio della giustizia, spesso insieme alla funzione locale di punto di ritrovo o di luogo per la danza.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.