Mirtillo blu (Vaccinium uliginosum, )
Mirtillo blu (Vaccinium uliginosum) è un suffrutice caducifoglio delle Ericaceae, diffuso nelle torbiere e nelle tundre circumboreali dell’emisfero settentrionale. I fusti rotondi bruni, le foglie intere glaucescenti e i frutti a polpa bianca lo distinguono nettamente dal mirtillo nero, una confusione frequente sul terreno che ha alimentato per secoli leggende sulla sua presunta tossicità.
Leggi di piùMirtillo blu, Falso mirtillo, Mirtillo delle paludi e Bog bilberry
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Taken Jul 13, 2012 by Tela Botanica − Jean-Jacques HOUDRÉ (cc-by-sa)
Taken Jul 13, 2018 by Miguel Blanco Marigorta (cc-by-sa)
Taken Jan 1, 1800 by Tela Botanica − Thierry Pernot (cc-by-sa)
Taken Feb 18, 2017 by Yoan MARTIN (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Vaccinium uliginosum comprende le regioni artiche e subartiche dell’emisfero settentrionale, dall’Alaska alla Groenlandia e dalla Scandinavia all’Estremo Oriente russo e al Giappone. Fuori da questo nucleo artico la specie persiste in montagna, in popolazioni disgiunte nelle Alpi, nei Pirenei, nel Giura, nei Vosgi e nelle Montagne Rocciose, sempre in torbiera o tundra d’alta quota.
- Autoctona9
- Francia
- Norvegia
- Groenlandia
- Russia
- Giappone
- Canada
- Stati Uniti
- Cina
- Mongolia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Il Mirtillo blu (Vaccinium uliginosum L., 1753), detto anche Falso mirtillo o Mirtillo delle paludi, è un suffrutice caducifoglio delle Ericaceae, diffuso nelle torbiere e nelle tundre dell’emisfero settentrionale. L’epiteto uliginosum viene dal latino uliginosus, «che cresce in terreno paludoso», e descrive precisamente l’habitat anziché il frutto o il suo colore. 1 8
In francese porta anche i nomi regionali airelle des fanges, airelle bleue e orcette. In tedesco è chiamato Rauschbeere, «bacca che inebria», e in slovacco Šialenica, «bacca folle». Questi due nomi perpetuano una reputazione di tossicità ancora viva nell’Europa centrale, ma assente in Nord America e in Asia. Bog bilberry è il nome inglese. 5
Riconoscimento
I fusti sono il primo carattere di Vaccinium uliginosum: a differenza del mirtillo nero, i rami sono rotondi e brunastri, mai angolosi né verdi. 3 2
Basso, fra 10 e 75 cm e raramente oltre, il suffrutice del mirtillo blu forma tappeti densi sulla torba. Le foglie sono intere, glaucescenti, da ovali a quasi rotonde, prive di dentellatura: un carattere affidabile che lo separa subito dal mirtillo nero, dalle foglie finemente dentate. 3
In primavera compaiono all’ascella delle foglie due o tre fiori penduli a urna, bianco-rosati, di 4–6 mm; danno un frutto sferico blu-nero di 5–8 mm, coperto di fine pruina, con polpa bianca o verdastra che macchia appena le dita. La polpa pallida contrasta nettamente con quella rosso-violacea e colorante del mirtillo nero. 2 3
Tassonomia utile
Kew e POWO mantengono per questa specie il nome accettato Vaccinium uliginosum L., specie tipo di un genere che conta diverse sottospecie riconosciute. La sottospecie autònima uliginosum copre gran parte dell’areale circumboreale; la sottospecie vulcanorum (Kom.) Alsos & Elven, più recente, è localizzata nell’Estremo Oriente russo, su substrato vulcanico subalpino. 1
Numerosi nomi varietali o sottospecifici, fra cui Vaccinium uliginosum var. alpinum Bigelow e Vaccinium uliginosum var. pubescens (Wormsk. ex Hornem.) Hornem., hanno a lungo designato popolazioni nane o pelose di alta montagna; oggi POWO li pone in sinonimia con la specie tipo. Il riferimento stabile rimane quindi il binomio completo. 1
Habitat e distribuzione
La distribuzione nativa di Vaccinium uliginosum comprende le regioni artiche e subartiche dell’emisfero settentrionale, dall’Alaska alla Groenlandia e dalla Scandinavia all’Estremo Oriente russo e al Giappone. Fuori da questo nucleo circumboreale persistono anche popolazioni disgiunte sui monti delle zone temperate. 4 8
Nelle montagne francesi il mirtillo blu vive nelle Alpi, nel Giura, nei Vosgi e nei Pirenei, in torbiere, brughiere umide o praterie subalpine acidofile, generalmente fra 900 e 1.800 m secondo il massiccio. Diversi dipartimenti montani ne regolano la raccolta mediante decreti prefettizi. 6
Sempre acido e saturo d’acqua, l’habitat comprende torbiere alte, brughiere a sfagno, tundra aperta o sottoboschi radi di conifere boreali. Il tappeto rizomatoso del mirtillo blu stabilizza la superficie della torbiera e nutre un’intera fauna artica, dalla pernice bianca all’orso nero. NatureServe considera la specie globalmente stabile, benché alcune popolazioni montane siano localmente fragili a causa del drenaggio delle torbiere. 4 7
Ciclo e riproduzione
Per il mirtillo blu la fioritura avviene in primavera; ogni fiore, impollinato dagli insetti, dà un frutto che matura lentamente da luglio a settembre, secondo latitudine e altitudine. 4
Sono soprattutto i rizomi sotterranei a propagare la pianta, estendendo la colonia in tappeti continui sulla torba; le radici scendono appena a 15–20 cm, adattamento a terreni saturi d’acqua e poveri d’ossigeno. La riproduzione da seme rimane rara quando la colonia è già insediata. 4
Dopo un incendio nella tundra o in una torbiera boscata la pianta ricaccia dai rizomi, protetti dalla torba umida; si osserva un picco di produzione di frutti fra 50 e 120 anni dopo il passaggio del fuoco. 4
Usi e rischi
Nelle regioni artiche e boreali è antica la tradizione di consumare il frutto del mirtillo blu crudo o cotto, in confetture o crostate. Contrariamente a una credenza diffusa nell’Europa centrale e trasmessa dai nomi tedesco e slovacco, una recente revisione scientifica non ha trovato alcuna prova chimica di tossicità nel frutto, né su un cuore di gatto sottoposto a test né su tessuti isolati di cane. 5
Le ipotesi proposte per spiegare questa reputazione, contaminazione del frutto da parte del fungo Monilinia o confusione durante la raccolta con un’altra pianta tossica dello stesso habitat, rimangono non confermate. La revisione conclude che il divario dipende soprattutto da differenze culturali fra regioni di raccolta, non da differenze chimiche del frutto stesso. 5
Foglie e frutti essiccati si preparano anche in tisana nell’uso tradizionale. Il frutto è una buona fonte di vitamina C e si conserva bene essiccato, come l’uva passa. 2
Varietà, confusioni e piante affini
La somiglianza più ingannevole è con il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus): quest’ultimo ha fusti verdi angolosi e frutti dalla polpa rosso-violacea colorante, mentre Vaccinium uliginosum ha fusti rotondi bruni e polpa bianca che macchia appena. 3
Nelle torbiere altre due piante possono trarre in inganno: Empetrum nigrum, con foglie aghiformi sempreverdi assai diverse da quelle larghe del mirtillo blu, e Vaccinium vitis-idaea, il mirtillo rosso, con fogliame coriaceo sempreverde e frutti rossi a grappolo. 3
Un terreno calcareo o drenato, con pH superiore a 6, provoca rapidamente clorosi da carenza di ferro: un segno affidabile che la pianta è stata collocata fuori dalle sue condizioni native di torbiera acida. 2
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Vaccinium uliginosum L.
- Plants For A Future, Vaccinium uliginosum
- Trees and Shrubs Online, Vaccinium uliginosum
- US Forest Service FEIS, rassegna sulla specie Vaccinium uliginosum
- Frontiers in Toxicology, revisione della presunta tossicità del mirtillo blu
- INPN MNHN, Vaccinium uliginosum L., 1753
- NatureServe Explorer, Vaccinium uliginosum
- Wikipedia EN, Vaccinium uliginosum
Domande frequenti
Il mirtillo blu è tossico?
Una recente revisione scientifica non ha trovato prove chimiche di tossicità nel frutto. La reputazione di bacca inebriante o tossica, radicata nell’Europa centrale, è assente in Nord America e in Asia, dove la stessa specie si consuma abitualmente.
Come distinguere il mirtillo blu dal mirtillo nero?
Vaccinium myrtillus ha fusti verdi angolosi, foglie dentate e polpa rosso-violacea che macchia. Vaccinium uliginosum ha fusti rotondi bruni, foglie intere glaucescenti e polpa bianca che macchia pochissimo.
Perché il mirtillo blu ha fama di bacca inebriante?
Il nome tedesco Rauschbeere e quello slovacco Šialenica trasmettono questa credenza da secoli. Le ipotesi proposte, un fungo parassita o la confusione con un’altra pianta tossica dello stesso habitat, rimangono non confermate.
Dove cresce il mirtillo blu in Francia?
La specie vive in montagna, nelle Alpi, nel Giura, nei Vosgi e nei Pirenei, sempre in torbiera o brughiera umida acidofila, fra 900 e 1.800 m secondo il massiccio.
Si può coltivare il mirtillo blu in giardino?
È possibile in un contenitore torboso mantenuto umido, in clima fresco. La pianta resta tuttavia soprattutto raccolta allo stato spontaneo, perché la crescita delle torbiere naturali è molto lenta da riprodurre in coltura.
Il frutto del mirtillo blu si mangia come quello del mirtillo nero?
Sì, crudo o cotto, in confetture o crostate, nelle regioni artiche e boreali dove viene tradizionalmente raccolto. La polpa bianca e il gusto più delicato lo distinguono dal frutto rosso-violaceo del mirtillo nero.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







