Ontano nero (Alnus glutinosa, )
L'Ontano nero (Alnus glutinosa) è un albero deciduo delle Betulaceae, autoctono in quasi tutta l'Europa, nell'Asia sudoccidentale e nell'Africa settentrionale. Cresce quasi sempre vicino all'acqua: le radici, associate al batterio Frankia alni, fissano l'azoto atmosferico e permettono di colonizzare terreni poveri o saturi d'acqua, tollerati da pochi altri alberi.
Leggi di piùOntano nero, Ontano comune, Common alder e Black alder
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Distribuzione mondiale
L'areale nativo di Alnus glutinosa comprende gran parte dell'Europa, l'Asia sudoccidentale fino alla Siberia occidentale e all'Iran settentrionale, oltre all'Africa settentrionale. Introdotto in America settentrionale in epoca coloniale, si è naturalizzato ed è sorvegliato in alcune regioni; in Nuova Zelanda è classificato anche come infestante ambientale.
- Autoctona7
- Introdotta2
- Invasiva1
- Francia
- Regno Unito
- Germania
- Spagna
- Marocco
- Turchia
- Iran
- Stati Uniti
- Canada
- Nuova Zelanda
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
L’Ontano nero (Alnus glutinosa (L.) Gaertn., 1790) è un albero deciduo delle Betulaceae, chiamato anche ontano comune, common alder o black alder in inglese. Un carattere riconoscibile è la superficie appiccicosa dei giovani getti e delle gemme, rivestiti da una resina viscosa che protegge i tessuti teneri in inverno: da qui l'epiteto glutinosa. 1 7
Nel 1753 Carl von Linné lo classificò inizialmente come varietà di betulla. Joseph Gaertner lo trasferì nel genere Alnus nel 1790, sistemazione rimasta valida. I nomi regionali francesi vergne e verne, ancora frequenti nei toponimi delle zone umide, testimoniano una presenza secolare lungo i corsi d'acqua. 8 6
Riconoscimento
Con un'altezza comune di 20–30 m, l'albero mantiene da giovane una forma conica. Dopo circa trent'anni la chioma tende ad allargarsi, raggiungendo 4–8 m di ampiezza. La corteccia, inizialmente liscia e bruno-verdastra, diventa grigia e fessurata in placche: un utile carattere invernale, quando mancano sia fiori sia foglie. 2 3
Lamine arrotondate od obovate, lunghe circa 10 cm, mostrano un margine doppiamente dentato e un apice spesso incavato, quasi mai appuntito: un dettaglio che le distingue dalle foglie di betulla. A fine inverno, prima del fogliame, compaiono amenti maschili penduli rossastri di 5–10 cm. Gli amenti femminili, più piccoli e ovoidali, dopo la fecondazione diventano piccoli coni legnosi bruni e poi neri, persistenti per tutto l'inverno successivo. 8 4
Tassonomia utile
La denominazione accettata è Alnus glutinosa (L.) Gaertn. La specie comprende due sottospecie riconosciute, Alnus glutinosa subsp. barbata (C.A.Mey.) Yalt. e subsp. antitaurica Yalt., entrambe circoscritte al Caucaso e alla Turchia orientale. Studi recenti hanno distinto due specie poliploidi affini, a lungo confuse con il tipo nominale: Alnus lusitanica nella penisola iberica e Alnus rohlenae nei Balcani. 1 8
Nella letteratura antica ricorrono ancora Betula glutinosa Lam. e Alnus vulgaris Hill; quest'ultimo nome non è mai stato validamente pubblicato. Per indicare la specie senza ambiguità resta quindi preferibile il nome accettato, Alnus glutinosa. 1
Habitat e distribuzione
La distribuzione originaria comprende gran parte dell'Europa, escluso l'estremo nord scandinavo, l'Asia sudoccidentale fino alla Siberia occidentale e all'Iran settentrionale, e il Nordafrica, con Marocco, Algeria e Tunisia. Le popolazioni sono disperse dal livello del mare fino a circa 1.300 m sulle Alpi. 5 1
Sul territorio francese l'Ontano nero è autoctono e comune lungo fiumi e stagni, tranne nelle zone più mediterranee. Le radici sono associate al batterio Frankia alni, che fissa l'azoto atmosferico in noduli: questa simbiosi consente all'albero di colonizzare suoli poveri o saturi d'acqua, tollerati da poche altre specie arboree. 7
L'Unione internazionale per la conservazione della natura classifica la specie a Minor preoccupazione, con popolazione globale stabile. Introdotto in America settentrionale già in epoca coloniale, l'Ontano nero si è naturalizzato e rientra tra le specie sorvegliate nel Midwest statunitense; in Nuova Zelanda è classificato anche come infestante ambientale. 5 3
Ciclo e riproduzione
Prima dell'emissione delle foglie avviene la fioritura, generalmente da febbraio ad aprile secondo il clima locale. Gli amenti maschili liberano polline abbondante, trasportato dal vento a quelli femminili dello stesso albero o di un esemplare vicino: la specie è monoica. 4
Dopo la fecondazione gli amenti femminili lignificano in piccoli coni, maturi in autunno. Durante l'inverno liberano semi appiattiti con un bordo spugnoso ricco di sacche d'aria. Questo margine permette loro di galleggiare quasi un mese sulla superficie dell'acqua, una strategia di dispersione tipica degli alberi di sponda. 8
In vivaio la moltiplicazione avviene soprattutto per semina, in vasetti subito dopo la raccolta, oppure tramite talee di legno maturo, prelevate in autunno dopo la caduta delle foglie. Nei primi anni la crescita è rapida, circa un metro all'anno su terreno favorevole. 4
Usi e rischi
Il legno tenero e chiaro arrossisce al taglio, carattere che in alcune regioni ha dato origine a nomi riferiti al colore rosso. La qualità più apprezzata è la resistenza alla marcescenza sott'acqua: i pali del Rialto a Venezia e le fondazioni di diverse cattedrali medievali poggiano su palificate di ontano immerse da secoli. 8
Ricchi di tannini, corteccia e rametti sono stati a lungo usati per tingere cuoio e tessuti in bruno o fulvo; con solfato di ferro producevano un nero utilizzabile al posto del sommacco. Il legno fornisce anche un carbone fine, tradizionalmente impiegato per affumicare il pesce. 4
Per gatti, cani e uomo non è documentata tossicità; nel cavallo il dato rimane incerto per mancanza di studi specifici. Il polline di ontano, invece, è tra le principali cause di allergie primaverili nell'Europa centrale, subito dopo quello delle graminacee. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Tra le poche cultivar comuni in commercio, Imperialis presenta foglie profondamente incise e laciniate e ha ricevuto l'Award of Garden Merit della Royal Horticultural Society. Aurea ha fogliame primaverile dorato, sensibile alle scottature in pieno sole; Pyramidalis offre una forma stretta e fastigiata, usata nei filari urbani. 2
Le somiglianze più comuni riguardano la betulla, dalla corteccia bianca ben diversa, e il nocciolo, privo di coni legnosi persistenti. Più della corteccia o delle foglie, il riferimento affidabile sono i piccoli coni bruni o neri appesi ai rami in inverno: non compaiono né sulla betulla né sul nocciolo. 4
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Alnus glutinosa (L.) Gaertn.
- Royal Horticultural Society, Alnus glutinosa, scheda
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Alnus glutinosa
- Plants For A Future, Alnus glutinosa
- IUCN Red List, Alnus glutinosa, valutazione
- INPN / MNHN, Alnus glutinosa
- Tela Botanica eFlore, Alnus glutinosa, sintesi
- Wikipedia EN, Alnus glutinosa
Domande frequenti
L’Ontano nero è tossico per gli animali?
Non è documentata tossicità per gatti, cani o uomo. Per il cavallo il dato resta incerto, in assenza di studi specifici: in caso di dubbio occorre prudenza.
Perché l’Ontano nero cresce vicino all’acqua?
Le radici vivono in simbiosi con il batterio Frankia alni, che fissa l'azoto atmosferico nei noduli. Questo permette all'albero di colonizzare terreni poveri o saturi d'acqua dove poche altre specie prosperano.
Come si distingue l’Ontano nero dalla betulla?
Il riferimento più affidabile sono i piccoli coni legnosi, da bruni a neri, che restano sull'albero per tutto l'inverno e mancano nella betulla. Quest'ultima ha inoltre corteccia bianca, mentre nell'ontano adulto è grigiastra e fessurata.
Perché il legno di ontano si usa sott’acqua?
Se rimane costantemente immerso non marcisce e si indurisce col tempo. I pali del Rialto a Venezia e le fondazioni di diverse cattedrali medievali poggiano ancora su palificate di ontano nero.
L’Ontano nero è invasivo?
In Francia è autoctono e non invasivo. Introdotto in America settentrionale in epoca coloniale, vi si è naturalizzato ed è sorvegliato in alcune regioni; in Nuova Zelanda è classificato anche come infestante ambientale.
Da dove viene il nome Alnus glutinosa?
L'epiteto glutinosa descrive giovani getti e gemme, rivestiti da una resina appiccicosa che li protegge in inverno. Carl von Linné descrisse la specie nel 1753; Joseph Gaertner la trasferì nel genere Alnus nel 1790.
Quando fiorisce l’Ontano nero?
Fiorisce prima di mettere le foglie, generalmente da febbraio ad aprile secondo il clima locale. Gli amenti maschili penduli si vedono già alla fine dell'inverno, molto prima del fogliame.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






