Nocciolo (Corylus avellana, L. 1753)

Nocciolo (Corylus avellana) è un arbusto caducifoglio delle Betulaceae, comune nei boschi e nelle siepi d'Europa, Francia compresa. Si riconosce dalle foglie tondeggianti e pelose, dai lunghi amenti maschili gialli di fine inverno e dalle nocciole commestibili avvolte in un involucro fogliaceo. La specie è monoica: i fiori maschili e femminili crescono sulla stessa pianta.

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Nome scientificoCorylus avellana
GenereCorylus
OrdineFagales

Nocciolo, Common hazel, European hazel e Cobnut

Identità
Tossicità
Non tossico : bambini, gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaRegno UnitoSpagnaGermaniaItaliaSveziaTurchia
Habitat
Sottoboschi luminosi, margini, siepi e arbusteti su suoli freschi; querceti, faggete e boschi ripari
Stagionalità
Fioritura
InvernoPrimavera
Raccolta
Autunno
Crescita
Dormienza
Riposo invernale
Velocità di crescita
5/10
Tempo di maturazione
Alcuni anni prima delle prime raccolte abbondanti di nocciole
Propagazione
Semina, Talea aerea, Talea
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona, tollera luoghi esposti e siepi
Umidità
50–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo fresco, Terreno ricco, Suolo drenato
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa
Sole o mezz’ombra
Interno
Veranda
Esterno
Aiuola, Terra piena
Vasi
Grande bacino, Vaso drenante
Aspetto
Altezza300–800 cmLarghezza300–500 cm
Foglie
VerdeViolaGiallo
Fiori
GialloRosso
Frutti
VerdeMarrone
Portamento
Nocciolo (Corylus avellana): origine e usi — portamento 1
Corteccia
Marrone

Distribuzione mondiale

L'areale nativo di Corylus avellana comprende gran parte dell'Europa, dal nord della penisola iberica alla Scandinavia, fino al Caucaso e all'Asia Minore. In Francia è comune e spontaneo nei boschi freschi, ai margini e nelle siepi, dalla pianura alla media montagna. Viene inoltre ampiamente coltivato per i frutti e come ornamentale.

  • Autoctona7
  • Francia metropolitana
  • Regno Unito
  • Spagna
  • Germania
  • Italia
  • Svezia
  • Turchia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Il Nocciolo (Corylus avellana L., 1753) è un arbusto caducifoglio delle Betulaceae, nel genere Corylus. È una delle specie di nocciolo più diffuse in Europa e la pianta da cui provengono le nocciole coltivate e selvatiche più comuni del continente. 1 5

Nei boschi freschi della Francia, ai margini e nelle siepi campestri, il nocciolo è una presenza familiare. Si coltiva sia per i frutti commestibili sia come ornamentale, nelle forme contorte o a foglie porpora. L'epiteto avellana richiama l'antica città di Abella, in Campania, già nota per i suoi noccioleti. 7 8

Riconoscimento

A distinguere Corylus avellana sono anzitutto le foglie: alterne, tondeggianti o quasi cuoriformi, doppiamente dentate, morbide e pelose sulla pagina inferiore, di colore verde medio. Il portamento è quello di un cespuglio policaule, con più fusti nati dai polloni della ceppaia, anziché di un albero a tronco unico. 4 2

A fine inverno compare il carattere più vistoso: lunghi amenti maschili gialli e penduli si allungano e liberano molto polline, spesso prima delle foglie. Sulla stessa pianta i fiori femminili sono minuscoli, visibili come un ciuffo di stigmi rossi che sporge da una gemma. La specie è quindi monoica, ma in larga parte autoincompatibile: il polline di un altro nocciolo migliora nettamente la fecondazione. 3 4

Le nocciole sono acheni con guscio legnoso bruno, riuniti in gruppi di una a quattro e racchiusi in un involucro fogliaceo inciso, che maturano in autunno. L'arbusto raggiunge solitamente 3–8 m di altezza e 3–5 m di larghezza; la corteccia liscia, bruno grigiastra, è punteggiata da lenticelle chiare. 2 3

Tassonomia utile

Fu Linneo a descrivere Corylus avellana L. nel 1753. Al nocciolo sono stati attribuiti molti nomi infraspecifici e orticoli, diversi dei quali oggi ricondotti alla sinonimia. Fra i principali figurano:

  • Corylus avellana var. avellana, varietà nominale
  • Corylus avellana var. grandis Aiton, varietà botanica
  • Corylus avellana var. urticifolia (Nois.) A.DC., varietà botanica
  • Corylus avellana f. glomerata (Aiton) W.T.Aiton, forma botanica

Il riferimento tassonomico stabile è Corylus avellana, il nome scientifico accettato: denominazioni come Contorta o Purpurea indicano selezioni orticole, non specie o varietà botaniche distinte. Va inoltre separato dal nocciolo di Bisanzio, Corylus colurna, che forma un albero a tronco unico. 1 7

Habitat e distribuzione

Dalla penisola iberica settentrionale alla Scandinavia, Corylus avellana è nativo d'Europa e arriva fino al Caucaso e all'Asia Minore. In Francia cresce spontaneo e comune nei sottoboschi freschi di querceti e faggete, dove forma uno strato arbustivo, nonché ai margini, nelle siepi e lungo i corsi d'acqua. 8 7

Mezz'ombra e suoli freschi favoriscono questa specie, che prospera dalla pianura alla media montagna su terreni profondi, neutri o leggermente calcarei. La forte capacità di ricaccio dalla ceppaia le permette di colonizzare margini e tagli boschivi e di persistere nelle siepi campestri insieme a biancospino, carpino e sambuco. 4 5

Per i frutti e il valore ornamentale, il nocciolo è coltivato molto oltre l'areale spontaneo, sia in Nord America sia nell'Asia temperata. Queste zone di coltivazione vanno distinte dall'areale nativo europeo e caucasico. 3 5

Ciclo e riproduzione

Il nocciolo fiorisce già a fine inverno, prima della maggior parte degli alberi. Gli amenti maschili liberano polline che il vento trasporta ai fiori femminili, i cui stigmi rossi sono allora ricettivi. Poiché la specie è largamente autoincompatibile, più noccioli vicini sono fondamentali per un buon raccolto. 3 4

Durante l'estate segue la fruttificazione; le nocciole maturano in autunno, in genere da fine agosto a ottobre. Il rischio principale sono le gelate tardive primaverili, che distruggono i fiori femminili già aperti e compromettono la produzione dell'anno. Per il resto il nocciolo è molto rustico e longevo, capace di tollerare geli nell'ordine di -25 °C. 2 5

Per moltiplicarlo si ricorre a semina, propaggine o talea. Le nocciole stratificate a freddo in autunno germinano nella primavera successiva, ma producono piante variabili. La propaggine dei polloni della ceppaia e la talea conservano fedelmente i caratteri della cultivar: sono le vie da scegliere per riprodurre una forma contorta, a foglie porpora o una varietà da frutto selezionata. 6 2

Usi e rischi

L'impiego principale è frutticolo: le nocciole, ricche di olio, si consumano crude, tostate o trasformate, e la specie è coltivata in frutteti con numerose varietà selezionate. Si pianta anche nelle siepi campestri miste e come ornamentale per le forme contorte o porpora. Allevato a cespuglio e ceduato, fornisce fusti diritti a lungo usati per intrecci e cesteria. 6 5

Il nocciolo è privo di tossicità nota rilevante: la pianta non contiene sostanze pericolose degne di nota e i frutti sono commestibili. La riserva riguarda le persone allergiche alla frutta a guscio, per le quali la nocciola è un allergene da evitare. In giardino la pianta risulta quindi sicura per bambini e animali domestici, tenendo presente questa precauzione. 4 6

Varietà, confusioni e piante affini

Le selezioni ornamentali del nocciolo non costituiscono specie separate. Contorta è il noto nocciolo contorto dai rami spiralati; Purpurea e Fuscorubra hanno fogliame porpora o rosso bruno; Aurea produce giovani foglie dorate; Pendula assume un profilo piangente. Accanto alle forme decorative, numerose varietà da frutto sono selezionate per dimensioni e sapore delle nocciole. 2

Per le somiglianze del fogliame, le confusioni riguardano soprattutto:

  • Corylus colurna, il nocciolo di Bisanzio, un vero albero a tronco unico;
  • Corylus maxima, il nocciolo di Lambert, con involucro allungato che avvolge completamente la nocciola;
  • Carpinus betulus, il carpino bianco, con foglie simili ma più regolarmente dentate e senza nocciole.

Amenti gialli precoci, stigmi rossi dei fiori femminili e nocciole nell'involucro fogliaceo sono i caratteri più affidabili per confermare che la pianta è Corylus avellana. 4 1

Fonti principali

Domande frequenti

Il nocciolo è tossico?

No. Il nocciolo non è una pianta tossica e le sue nocciole sono commestibili, consumate da millenni. La sola precauzione riguarda le persone allergiche alla frutta a guscio, per le quali la nocciola è un allergene da evitare.

Perché il mio nocciolo non produce nocciole?

Di solito perché è ancora giovane, perché le gelate di fine inverno hanno distrutto i fiori femminili o perché è mancata l'impollinazione. Il nocciolo è in larga parte autoincompatibile: piantare più esemplari vicini migliora nettamente la fecondazione incrociata.

Il nocciolo è monoico o dioico?

È monoico. Gli amenti maschili gialli e i minuscoli fiori femminili con stigmi rossi sono sulla stessa pianta, ma l'impollinazione avviene soprattutto con il polline di un altro nocciolo.

Quando si raccolgono le nocciole?

Le nocciole maturano in autunno, in genere da fine agosto a ottobre secondo il clima. Si raccolgono quando il guscio diventa bruno e i frutti si staccano facilmente dall'involucro fogliaceo, oppure dopo la caduta a terra.

Come si pota un nocciolo?

In inverno, evitando il gelo, si alleva a cespuglio con più fusti, tagliando alla base quelli più vecchi ogni pochi anni. Si eliminano anche il legno morto e i polloni basali in eccesso.

Quanto cresce un nocciolo?

È un arbusto alto 3–8 m, solitamente con diversi fusti dalla ceppaia anziché un unico tronco. La larghezza è nell'ordine di 3–5 m.

Con quali piante si confonde il nocciolo?

Soprattutto con il nocciolo di Bisanzio (Corylus colurna), che forma un albero a tronco unico, e con il carpino bianco (Carpinus betulus), dalle foglie più regolarmente dentate. Gli amenti precoci e le nocciole sciolgono il dubbio.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.