Castagno europeo (Castanea sativa, )
Castagno europeo (Castanea sativa) è un albero deciduo delle Fagaceae, originario dell’area nordmediterranea e del Caucaso. È monoico: in estate porta amenti maschili profumati, giallo pallido, e piccoli fiori femminili; in autunno produce ricci spinosi che racchiudono le castagne. A lungo alimento di base nelle montagne europee, viene coltivato per i frutti, il legno ricco di tannini e l’ombra.
Leggi di piùCastagno europeo, Castagno, Sweet chestnut, Spanish chestnut e Edelkastanie
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Taken Sep 17, 2020 by Alain Bigou (cc-by-sa)
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Taken Oct 28, 2019 by Jiří Vilím (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo del castagno resta discusso, ma si colloca soprattutto nella Turchia nordorientale e nel Caucaso, con popolazioni discontinue lungo il margine nordmediterraneo, dai Balcani meridionali al Nord Africa. Fin dall’antichità l’uomo, in particolare i Romani, lo ha diffuso ampiamente nell’Europa occidentale, fino alla Gran Bretagna.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Turchia
- Georgia
- Grecia
- Italia
- Francia
- Spagna
- Regno Unito
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Castagno europeo (Castanea sativa Mill., 1768), chiamato comunemente castagno, è un albero deciduo del genere Castanea, nella famiglia delle Fagaceae, vicino alle querce e ai faggi. 1 9
In piena terra, in una stazione favorevole, il castagno raggiunge comunemente 24–30 m di altezza e 9–15 m di ampiezza; negli esemplari più vecchi il tronco può superare 2 m di diametro. 4 5
Il nome castagno deriva dal latino castanea, probabilmente mutuato dal greco antico kastanea. L’epiteto sativa significa «seminata, coltivata» e richiama la lunga storia di piantagione della specie fuori dal suo areale originario. In francese, marron indica una grossa castagna con un solo seme per riccio, selezionata per il consumo alimentare.
Riconoscimento
Le foglie del castagno sono caduche, alterne e oblungo-lanceolate, lunghe 15–25 cm e larghe 4–8 cm. Il margine è seghettato e le nervature parallele terminano ciascuna in un dente della lamina. Questi due caratteri permettono di riconoscere l’albero anche senza fiori o frutti, distinguendolo dall’ippocastano, che ha foglie composte e palmate. Lucide e verdi sulla pagina superiore, le foglie ingialliscono in autunno prima di cadere. 5 4
La specie è monoica: fiori maschili e femminili si sviluppano sullo stesso albero, ma restano ben separati. Gli amenti maschili eretti, giallo pallido, sono lunghi 10–20 cm ed emanano un odore forte durante la fioritura, da giugno a luglio. I fiori femminili, meno appariscenti, sono riuniti alla base degli stessi rami dell’anno. 2 4
In autunno i ricci spinosi, prima verdi e poi bruni, si aprono generalmente in più valve, liberando da tre a sette castagne brune e lucide secondo l’esemplare. La corteccia, liscia e bruno-verdastra negli alberi giovani, si solca profondamente con l’età. 4
Tassonomia utile
Il nome riconosciuto da POWO/WCVP, Castanea sativa Mill., identifica l’unica specie del genere Castanea nativa dell’Europa e dell’Asia occidentale. Il genere comprende anche il castagno giapponese (Castanea crenata), quello cinese (Castanea mollissima) e quello americano (Castanea dentata), oggi decimato dal cancro corticale nel suo areale originario. 1
Tra i nomi storici attribuiti alla stessa specie figurano questi sinonimi:
- Fagus castanea L., sinonimo storico
- Castanea vesca Gaertn., sinonimo storico
- Castanea vulgaris Lam., sinonimo storico
Per identificare la specie senza ambiguità resta utile il nome scientifico accettato, Castanea sativa. Va distinto dall’ippocastano (Aesculus hippocastanum), una Sapindaceae senza stretta parentela con il castagno: il suo frutto tossico, chiamato marron d’Inde in francese, può trarre in inganno per il nome. 1
Habitat e distribuzione
Sull’origine geografica del castagno permane qualche discussione: l’areale nativo si colloca soprattutto nella Turchia nordorientale e nel Caucaso, con popolazioni discontinue lungo il margine nordmediterraneo, dai Balcani meridionali al Nord Africa. 8
Fin dall’antichità, soprattutto attraverso i Romani, l’uomo ha diffuso ampiamente il castagno nell’Europa occidentale, fino alla Gran Bretagna. La natura del terreno pone però un limite: occorrono suoli acidi, profondi e ben drenati, scistosi, granitici o sabbiosi. Nei terreni calcarei l’assorbimento del ferro si blocca e l’albero può ingiallire e deperire. 6 5
Essendo eliofilo, il castagno non si sviluppa all’ombra e richiede almeno 600 mm di precipitazioni annue per fruttificare bene; una volta attecchito tollera però la siccità estiva. Le zone di rusticità USDA 5–7 comprendono gran parte del suo attuale areale di coltivazione. 8 6
Ciclo e riproduzione
Alla fioritura estiva segue un processo riproduttivo lento: dopo la fecondazione con il polline degli amenti maschili, i fiori femminili impiegano diversi mesi a formare i ricci. Questi maturano e liberano le castagne in ottobre. 4 5
Un castagno nato da seme impiega generalmente 20–50 anni per produrre le prime castagne in quantità; le varietà innestate su portinnesti vigorosi entrano in produzione prima. Poiché i cultivar non si riproducono fedelmente da seme, l’innesto resta il metodo di riferimento per moltiplicare una varietà denominata. 2
Dopo il taglio, la ceppaia ricaccia con grande vigore. Questa capacità viene sfruttata da secoli nella gestione a ceduo, per ottenere polloni regolari destinati a pali e tutori per la vite.
Usi e rischi
Nelle montagne europee povere di cereali, la castagna ha costituito a lungo un alimento di base, da cui il soprannome «albero del pane». Si consuma arrostita, bollita oppure essiccata e macinata in farina. 6
L’ASPCA classifica il genere Castanea come non tossico per cani, gatti e cavalli. La castagna cruda resta però ricca di tannini astringenti ed è più digeribile dopo la cottura. 7
Anche foglie e corteccia contengono molti tannini. La tradizione popolare le impiega come astringenti contro tosse e mal di gola: si tratta di un uso antico, non di un trattamento convalidato. 6
Due patologie minacciano oggi i castagneti europei: il cancro corticale, dovuto a un fungo che provoca lesioni sulla corteccia, e il mal dell’inchiostro, causato da Phytophthora, che fa marcire le radici e deperire l’albero. Cambiamento climatico e frammentazione degli habitat aggravano entrambe le pressioni. 8 5
Varietà, confusioni e piante affini
In Francia sono state selezionate decine di varietà tradizionali da frutto, tra cui Marigoule, Bouche de Bétizac, ibrido con il castagno giapponese più tollerante al cancro, e Marron de Lyon. Innestate su portinnesti vigorosi, producono molto prima dei 20–50 anni richiesti dagli alberi da seme; per questo i produttori preferiscono innestare anziché seminare. Il termine francese «marron» indica una grossa castagna con un solo seme per riccio, un criterio commerciale e non una specie distinta.
La somiglianza dei frutti può far confondere il castagno con l’ippocastano (Aesculus hippocastanum), una Sapindaceae senza stretta parentela. Le foglie composte e palmate dell’ippocastano differiscono nettamente da quelle semplici e dentate del castagno; anche il suo frutto non commestibile, ricco di saponine, permette di distinguerli. 6
Il cultivar ornamentale 'Aureomarginata', con foglie bordate di giallo, mostra la variabilità orticola della specie al di là delle classiche varietà da frutto. 3
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Castanea sativa Mill.
- Royal Horticultural Society, Castanea sativa (sweet chestnut)
- Royal Horticultural Society, Castanea sativa 'Aureomarginata'
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Castanea sativa
- NC State Extension Gardener Toolbox, Castanea sativa
- Plants For A Future, Castanea sativa
- ASPCA, scheda sulla tossicità di Chestnut (Castanea)
- EUFORGEN, scheda della specie Castanea sativa
- INPN / MNHN, Castanea sativa Mill., 1768
Domande frequenti
Il castagno e l’ippocastano sono la stessa pianta?
No. Il Castagno europeo (Castanea sativa, Fagaceae) produce castagne commestibili. L’ippocastano (Aesculus hippocastanum, Sapindaceae) produce frutti non commestibili e non è un suo parente botanico stretto.
Le castagne sono tossiche per cani e gatti?
No. L’ASPCA classifica il genere Castanea come non tossico per cani, gatti e cavalli. La castagna cruda è però ricca di tannini astringenti e risulta più digeribile cotta.
Perché il mio castagno non produce frutti?
La specie è in gran parte autosterile. Un albero isolato fiorisce normalmente ma fruttifica poco; occorrono almeno due varietà compatibili vicine per assicurare una buona impollinazione.
Il legno di castagno è duro?
Contrariamente a un’idea diffusa, è piuttosto tenero rispetto ad altre latifoglie europee. L’elevato contenuto di tannini gli conferisce però buona durabilità, utile per travature e botti.
Quante castagne contiene un riccio?
Un riccio spinoso racchiude in genere più castagne, da tre a sette secondo esemplari e varietà, ciascuna rivestita da una pellicola astringente.
Da dove proviene il castagno?
Il suo areale nativo si colloca soprattutto nella Turchia nordorientale e nel Caucaso, con popolazioni discontinue fino ai Balcani meridionali. L’uomo lo ha diffuso ampiamente nell’Europa occidentale fin dall’antichità.
Quali malattie minacciano il castagno?
Il cancro corticale e il mal dell’inchiostro sono le due principali minacce dei castagneti europei, aggravate dalla frammentazione degli habitat e dal cambiamento climatico.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.




