Aloe vera (Aloe vera, (L.) Burm.f. 1768)

L'Aloe vera è una succulenta perenne delle Asphodelaceae, accettata da POWO come Aloe vera (L.) Burm.f., nome pubblicato nel 1768. La lunga storia di coltivazione spiega l'abbondanza di sinonimi e di nomi commerciali.

Leggi di più
Nome scientificoAloe vera
GenereAloe
FamigliaAsphodelaceae
OrdineAsparagales

Aloe barbadensis e Aloe

Identità
Tossicità
Tossica per gli animali; uso umano con cautelaPrudenza : umani, inclusi bambini · Tossico : gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Succulente · Rosetta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Arabia SauditaYemen
Habitat
Ambienti secchi, rocce e giardini aridi; rosetta succulenta che accumula riserve d'acqua
Stagionalità
Fioritura
Estate
Crescita
Ciclo
Vivace
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
4/10
Tempo di maturazione
Polloni e fioritura dopo diversi anni
Diametro della chioma
30–80 cm
Propagazione
Divisione, Divisione dei polloni
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Media in un vaso pesante
Umidità
20–50 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Miscela di cactus, Terreno minerale drenante
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Posizionala in pieno sole, con luce diretta intensa per tutto il giorno.

Indicazioni sulla luce
Sole diretto, dopo acclimatazione
Interno
Bordo luminoso, Veranda asciutta
Esterno
Balcone riparato, Roccia resistente al gelo
Vasi
Terracotta, Vasca pesante drenante
Aspetto
Altezza50–100 cm
Foglie
Verde
Fiori
Giallo
Portamento
Aloe vera: origine e usi — portamento 1
Corteccia
Verde

Distribuzione mondiale

La pianta è probabilmente originaria delle zone aride della penisola arabica, ma la coltivazione antichissima confonde il confine tra areale nativo, naturalizzazione e impianto. Le segnalazioni moderne vanno quindi lette come stati di presenza.

  • Autoctona2
  • Introdotta2
  • Arabia Saudita
  • Yemen
  • India
  • Messico

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

L'Aloe vera (Aloe vera) è una succulenta perenne delle Asphodelaceae, accettata da POWO. Si coltiva da tempi antichissimi, ed è per questo che attorno alla specie circolano tanti nomi, dall'aloe barbadensis alle diciture dei vivai. 1 2

Due precisazioni evitano gli equivoci più comuni. Non è un cactus, e la foglia non coincide con il gel trasparente: buccia, lattice giallo e gel interno hanno usi diversi e un grado di rischio diverso. 3 4

Riconoscimento

Forma una rosetta di foglie carnose, lanceolate, spesse e con il margine appena dentato. Un esemplare sano appare sodo, con foglie erette o arcuate che fanno da serbatoio d'acqua, ben lontane dal fogliame sottile di una pianta tropicale. 5 6

I polloni laterali sono un buon indizio di maturità. Lo scapo fiorale, da giallo ad aranciato secondo le fonti e gli esemplari, compare soprattutto su piante adulte, tenute in piena luce e non stressate da troppa acqua. 4 6

Tassonomia utile

Nei cataloghi si legge spesso Aloe barbadensis, ma il nome accettato è Aloe vera. Diciture come barbadensis, chinensis o variegata vanno trattate come nomi d'uso o commerciali, da verificare. 1 7

  • Aloe barbadensis Mill.
  • Aloe perfoliata var. vera L.
  • Aloe indica Royle
  • Aloe vulgaris Lam.

L'errore che costa di più è pratico: molte aloe si somigliano come rosetta, ma non tutte si possono usare come fonte casalinga di gel. 1

Habitat e distribuzione

Ridurre l'origine a un solo paese è difficile, perché la specie è coltivata da moltissimo tempo. Le fonti concordano su regioni calde e aride e documentano numerose naturalizzazioni in ambienti secchi o nei giardini. 1 5

Da questa ecologia discende la regola di coltivazione: luce intensa, vaso forato, substrato minerale, annaffiature rare ma abbondanti. La pianta regge bene l'asciutto; sopporta male il freddo umido e le radici a lungo inzuppate. In buona parte d'Italia, con inverni che scendono sotto la soglia delle zone USDA 10-12, resta una pianta da vaso da ricoverare in un luogo luminoso e asciutto quando le notti si avvicinano ai 5 °C; d'estate un terrazzo soleggiato le si addice, purché ci si arrivi per gradi. 6 4

Ciclo e riproduzione

Cresce piano, prima come rosetta e poi emettendo polloni. In casa può passare anni senza fiorire: non è un insuccesso, se le foglie restano sode e il colletto non marcisce. 5 6

Il metodo sicuro per moltiplicarla è staccare i polloni già radicati. I pezzi di foglia non danno risultati affidabili, a differenza di altre succulente che si propagano per talea fogliare. 6

Usi e rischi

L'impiego noto riguarda il gel interno, soprattutto in cosmetica o nella tradizione. Va però tenuto separato dal lattice giallo e dai preparati da ingerire, perché la stessa foglia contiene frazioni molto diverse. 4 6

L'ASPCA elenca l'aloe come tossica per gatti, cani e cavalli. Per gli animali il rischio dipende soprattutto da saponine e antrachinoni del lattice, con possibili vomito, diarrea o letargia. 8

Varietà, confusioni e piante affini

Le piante vendute come Aloe vera variegata, Aloe vera chinensis o aloe delle Barbados vanno controllate dal portamento, dalla foglia e dall'etichetta botanica. Per coltivarla conviene soprattutto scegliere un esemplare sodo, ben radicato e senza base molle. 6 5

Le confusioni frequenti riguardano:

  • Aloe arborescens, dal portamento arbustivo, con più foglie portate su fusti;
  • Haworthiopsis attenuata, piccola rosetta zebrata, non usata come aloe medicinale;
  • Agave americana, rosetta più rigida, in genere monocarpica.

Prima di usare una foglia bisogna quindi accertare la specie, lo stato di salute della pianta e la parte che si preleva davvero. 2

Punti di controllo

Per valutare un'aloe in coltivazione, guarda la base prima ancora della punta delle foglie. Un colletto sodo, chiaro e ben arieggiato vale più di una rosetta verdissima piantata in un terriccio compatto. Tra un'annaffiatura e l'altra il substrato deve asciugarsi; se il vaso resta pesante per diversi giorni, il problema sta spesso nel contenitore, nel substrato o in un'esposizione troppo fredda. 6

Anche le foglie raccontano l'equilibrio della coltivazione:

  • foglie spesse e turgide: riserva d'acqua corretta;
  • foglie piatte, allungate o molli: poca luce, troppa acqua o radici indebolite;
  • macchie secche dopo l'uscita estiva: sole diretto ricevuto troppo in fretta;
  • polloni fitti attorno alla base: esemplare abbastanza maturo per una divisione pulita.

In casa la prudenza sta nel non confondere pianta ornamentale, gel interno e lattice giallo. I prelievi ripetuti indeboliscono una rosetta piccola, e ingerire il lattice espone animali e bambini più del semplice contatto con una foglia intatta. L'ASPCA mette l'aloe tra le piante da tenere fuori portata di gatti, cani e cavalli: meglio un vaso alto, stabile e al riparo dai morsi. 8 1

Fonti principali

Domande frequenti

L'Aloe vera è tossica per gli animali?

Sì, l'ASPCA la elenca come tossica per gatti e cani, soprattutto a causa del lattice e dei composti lassativi.

Perché la mia Aloe vera diventa molle?

La causa più comune è l'eccesso d'acqua, aggravato dal freddo o da un substrato compatto.

Si può consumare la foglia intera?

No. Il gel e il lattice giallo vanno tenuti distinti; queste informazioni non sostituiscono un parere alimentare o medico.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.