Arabetta comune (Arabidopsis thaliana, (L.) Heynh. 1842)

Arabetta comune (Arabidopsis thaliana) è una piccola annuale delle Brassicaceae, originaria dell’Eurasia e dell’Africa. Discreta infestante dei bordi dei sentieri, è diventata la pianta da laboratorio più studiata al mondo grazie al genoma compatto e al ciclo breve. Nel 2000 è stata il primo vegetale con genoma interamente sequenziato.

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Nome scientificoArabidopsis thaliana
GenereArabidopsis
OrdineBrassicales

Arabetta comune, Arabidopsis, Thale cress e Mouse-ear cress

Identità
Tossicità
Non tossico : umani, gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Erbacea annuale · Avventizio
Tipo di foglie
Caducifoglia
Durata della vita
Annuale
Paese d'origine
FranciaGermaniaRegno UnitoSpagnaCinaGiapponeMarocco
Habitat
Incolti, sentieri, terreni smossi e suoli sabbiosi, rocciosi o calcarei in piena luce
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
10/10
Tempo di maturazione
Dal seme al seme in circa sei settimane
Propagazione
Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
< 20 km/h
Umidità
40–60 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno minerale drenante, Suolo sabbioso
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Esterno
Aiuola, Aiuola a pieno sole
Vasi
Contenitore
Aspetto
Altezza20–25 cmLarghezza5–15 cm
Foglie
Verde
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — foglie 1
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — foglie 2
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — foglie 3
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — foglie 4
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — foglie 5
Fiori
Bianco
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — fiori 1
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — fiori 2
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — fiori 3
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — fiori 4
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — fiori 5
Frutti
Verde
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — frutti 1
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — frutti 2
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — frutti 3
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — frutti 4
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — frutti 5
Portamento
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — portamento 1
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — portamento 2
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — portamento 3
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — portamento 4
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — corteccia 1
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — corteccia 2
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — corteccia 3
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — corteccia 4
Arabetta comune (Arabidopsis thaliana): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Arabidopsis thaliana comprende l’Eurasia temperata e le montagne tropicali africane. Indigena in Europa, Francia compresa, fu introdotta in Nord America intorno al XVII secolo e vi si è ampiamente naturalizzata. Le regioni d’introduzione vanno distinte dall’areale d’origine.

  • Autoctona7
  • Introdotta3
  • Francia metropolitana
  • Germania
  • Regno Unito
  • Spagna
  • Cina
  • Giappone
  • Marocco
  • Stati Uniti
  • Canada
  • Australia

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

L’Arabetta comune (Arabidopsis thaliana (L.) Heynh., 1842) è una piccola annuale del genere Arabidopsis, nella famiglia delle Brassicaceae. L’epiteto thaliana ricorda Johannes Thal, medico e botanico tedesco del XVI secolo, che descrisse la pianta nel massiccio dello Harz. 1 7

Sebbene in natura sembri soltanto una discreta infestante dei sentieri, questa specie ha un posto speciale nella scienza: è l’organismo modello di riferimento per studiare genetica e sviluppo delle piante. Ciclo breve, piccolo genoma e semi abbondanti ne hanno fatto l’equivalente vegetale del moscerino della frutta. 2 5

Riconoscimento

Il portamento di Arabidopsis thaliana è esile, con un’altezza di 20–25 cm. Alla base forma una rosetta di foglie ovali, leggermente pelose, lunghe 1,5–5 cm; da qui si alza un sottile fusto fiorale eretto e ramificato. 3 7

Nei minuscoli fiori bianchi, di circa 3 mm di diametro, quattro petali disposti a croce rivelano l’appartenenza alle Brassicaceae. Seguono presto frutti caratteristici: silique strette e allungate di 5–20 mm, erette lungo il fusto. 2 3

Dentro ogni siliqua si trovano 20–30 semi molto piccoli. L’abbondanza dei semi e la crescita rapidissima permettono di colonizzare in fretta il terreno nudo prima di scomparire. È una specie di ambienti aperti, incolti e terreni smossi, sempre in piena luce. 3 7

Tassonomia utile

La prima descrizione risale a Carl von Linné, che nel 1753 la chiamò Arabis thaliana L. Gustav Heynhold la trasferì nel genere Arabidopsis nel 1842. In letteratura ricorrono numerosi nomi antichi; fra i principali sinonimi figurano:

  • Arabis thaliana L.
  • Sisymbrium thalianum (L.) J.Gay
  • Stenophragma thalianum (L.) Čelak.
  • Conringia thaliana (L.) Rchb.
  • Crucifera thaliana (L.) E.H.L.Krause (sinonimi scientifici della specie)

Il nome scientifico accettato, Arabidopsis thaliana, resta il riferimento stabile per questa specie della famiglia di senape e cavolo. Columbia e Landsberg erecta sono nomi di ecotipi: indicano linee di laboratorio, senza definire specie o varietà botaniche distinte. 1 6

Habitat e distribuzione

Nell’Eurasia temperata e nelle montagne tropicali africane Arabidopsis thaliana è indigena. Cresce spontanea in Europa, Francia compresa, su incolti, bordi dei sentieri e terreni sabbiosi, rocciosi o calcarei, sempre in posizioni luminose. 1 3

È pioniera nel senso proprio del termine: occupa i terreni nudi e smossi e, grazie alla crescita rapida, completa il ciclo prima di essere sostituita da specie più competitive. Pur essendo un’avventizia, è poco aggressiva e non rientra tra le infestanti nocive. 7 3

Introdotta in Nord America intorno al XVII secolo, si è naturalizzata dagli Stati Uniti al Canada e oggi raggiunge altre regioni temperate. Queste zone d’introduzione vanno distinte dall’areale originario eurasiatico. 4 2

Ciclo e riproduzione

Per completare il ciclo dal seme al seme, questa annuale può impiegare appena sei settimane. I semi germinano in superficie perché richiedono luce; segue la rosetta e, verso la terza settimana, la fioritura. 7 3

L’autofecondazione prevale nettamente: la pianta è autogama, con un tasso d’incrocio stimato inferiore allo 0,3%. Ne derivano linee geneticamente stabili, preziose per la ricerca, poiché ogni discendenza riproduce fedelmente il patrimonio della pianta madre. 7 2

Nelle forme invernali la germinazione avviene in autunno e la rosetta supera l’inverno prima della fioritura primaverile; altre completano il ciclo nella bella stagione. Questa flessibilità permette più generazioni annue in laboratorio. La propagazione avviene soltanto per semina in superficie, talvolta dopo una breve stratificazione fredda per sincronizzare la germinazione. Lasciando aprire le silique, la pianta si risemina spontaneamente. 3 6

Usi e rischi

L’impiego principale di Arabidopsis thaliana è scientifico. Nel 2000 l’Arabidopsis Genome Initiative ne pubblicò su Nature il genoma completo: era il primo vegetale interamente sequenziato. Con cinque cromosomi, circa 157 milioni di coppie di basi e quasi 27 600 geni codificanti proteine, resta un organismo modello fondamentale della biologia vegetale. 5 2

A renderla utile sono dimensioni ridotte, ciclo di sei settimane, autofecondazione e centinaia di semi per pianta. Si possono così effettuare rapidamente incroci, mutazioni e osservazioni; fra gli esperimenti più particolari figurano semi germinati nella regolite lunare. Non ha invece un impiego ornamentale o alimentare corrente. 7 6

Quanto alla sicurezza, l’arabetta comune è una piccola crucifera selvatica non tossica. Contiene soltanto piccole quantità di glucosinolati, comuni alla famiglia del cavolo, senza tossine rilevanti, e non figura fra le piante segnalate come pericolose per gatti, cani o cavalli. In assenza di un uso culinario consolidato resta comunque una pianta da ricerca, non un ortaggio. 3 4

Varietà, confusioni e piante affini

Le denominazioni dei laboratori non identificano specie separate. Columbia (Col-0) è l’ecotipo di riferimento usato per il genoma sequenziato; Landsberg erecta, Wassilewskija e Cape Verde Islands sono altre linee scelte per le loro caratteristiche genetiche. Derivano da popolazioni naturali e non costituiscono taxa distinti. 6

All’aperto si può confondere soprattutto con altre piccole crucifere annuali:

  • Capsella bursa-pastoris, la borsa del pastore, con frutti triangolari;
  • Cardamine hirsuta, la cardamine irsuta, con foglie divise in foglioline;
  • Erophila verna, la draba primaverile, ancora più piccola e precoce.

Per confermare l’identità di Arabidopsis thaliana rimangono decisivi la rosetta di foglie pelose, i fiori bianchi cruciformi di 3 mm e le sottili silique erette. 3 1

Fonti principali

Domande frequenti

L’arabetta comune è tossica?

No. Arabidopsis thaliana è una piccola crucifera selvatica non tossica, senza tossine rilevanti. Non ha un uso alimentare corrente, ma non presenta rischi noti per gatti, cani o cavalli.

Perché Arabidopsis thaliana è così studiata?

Il ciclo brevissimo, il piccolo genoma e la produzione abbondante di semi ne fanno un ottimo organismo modello. Nel 2000 è stata il primo vegetale dal genoma completamente sequenziato.

Quanto dura il suo ciclo vitale?

Circa sei settimane dal seme al seme. I fiori compaiono verso la terza settimana, seguiti dalle silique: in laboratorio si possono così ottenere più generazioni all’anno.

Come si fanno germinare i semi di arabetta?

Si seminano in superficie, senza coprirli, perché per germinare hanno bisogno di luce. Un breve periodo al freddo prima della semina migliora e sincronizza la germinazione.

Quanto cresce Arabidopsis thaliana?

Raggiunge 20–25 cm, con una rosetta basale e un sottile fusto fiorale ramificato. I fiori bianchi superano appena i 3 mm di diametro.

Quanti semi produce?

Ogni siliqua stretta contiene 20–30 semi minuscoli e una pianta ne porta molte. Questa prolificità spiega il successo come infestante e pianta da ricerca.

Come si distingue da Cardamine hirsuta?

Sono entrambe piccole crucifere annuali con fiori bianchi. Arabidopsis thaliana ha una rosetta di foglie pelose e silique sottili erette; Cardamine hirsuta ha foglie divise in foglioline.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.