Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi, (L.) Spreng. 1825)

Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi) è un piccolo arbusto strisciante delle Ericaceae, diffuso nell’emisfero settentrionale dall’Islanda alla Siberia, alle Montagne Rocciose e agli Appalachi. Forma un tappeto sempreverde di foglie coriacee, con piccoli fiori bianchi o rosa a campanella in primavera e frutti rosso vivo in autunno. Le foglie hanno un impiego medicinale tradizionale.

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Nome scientificoArctostaphylos uva-ursi
GenereArctostaphylos
OrdineEricales

Uva ursina, Uva d’orso, Kinnikinnick e Bearberry

Identità
Tossicità
Non tossica per gli animali domestici
Impegno di cura
Basso
Tipo di pianta
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
FranciaNorvegiaRussiaSpagnaCanadaStati UnitiGroenlandiaGuatemala
Habitat
Brughiere e rocce montane, pinete rade, dune e sabbie silicee; piani alpino e subalpino
Stagionalità
Fioritura
Primavera
Raccolta
EstateAutunno
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
2/10
Tempo di maturazione
Tappeto fitto in 2–3 stagioni da una talea radicata
Propagazione
Talea di fusto con nodo, Marcotting, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona; il portamento basso e strisciante la espone poco al vento
Umidità
30–60 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo sabbioso, Suolo drenato, Suolo povero
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Pieno sole

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Pieno sole; tollera una leggera mezz’ombra
Esterno
Roccia, Talus, Bordo soleggiato, Giardino costiero
Vasi
Terracotta, Vaso drenante
Aspetto
Altezza5–30 cmLarghezza50–200 cm
Foglie
VerdeMarrone
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — foglie 1
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — foglie 2
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — foglie 3
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — foglie 4
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoRosaDimensioni0.4–0.6 cm
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — fiori 1
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — fiori 2
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — fiori 3
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — fiori 4
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — fiori 5
Frutti
RossoDimensioni0.6–1.3 cm
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — frutti 1
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — frutti 2
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — frutti 3
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — frutti 4
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — frutti 5
Portamento
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — portamento 1
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — portamento 2
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — portamento 3
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — portamento 4
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — portamento 5
Corteccia
VerdeMarrone
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — corteccia 1
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — corteccia 2
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — corteccia 3
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — corteccia 4
Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi): origine e usi — corteccia 5

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Arctostaphylos uva-ursi è circumboreale: comprende il nord dell’Europa, la Siberia, il Nordamerica e la Groenlandia, con estensioni meridionali limitate ai piani alpino e subalpino dei rilievi (Alpi, Pirenei, Caucaso, Himalaya, Montagne Rocciose e Appalachi). È l’unica specie di Arctostaphylos presente fuori dal Nordamerica.

  • Autoctona8
  • Francia
  • Norvegia
  • Russia
  • Spagna
  • Canada
  • Stati Uniti
  • Groenlandia
  • Guatemala

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng., 1825) è un piccolo arbusto strisciante delle Ericaceae, sottofamiglia Arbutoideae. È la specie tipo del genere Arctostaphylos: Linneo la descrisse come Arbutus uva-ursi nel 1753 e Kurt Sprengel la riclassificò nel 1825. 1 6

Nel nome scientifico ricorre due volte lo stesso significato: Arctostaphylos deriva dal greco arktos, «orso», e staphyle, «grappolo»; il latino uva-ursi significa «uva dell’orso». Entrambi richiamano il fatto che gli orsi mangiano volentieri i frutti. 6 4

In francese si chiama «busserole» per la somiglianza delle foglie coriacee e sempreverdi con quelle del bosso; da qui anche il soprannome occasionale di «falso bosso». 6

Riconoscimento

Arctostaphylos uva-ursi presenta fusti prostrati, striscianti o ricadenti, lunghi 50 cm–2 m, che radicano dove restano a contatto con il suolo. Forma cuscini fitti alti 5–30 cm, con corteccia sottile che si sfalda e passa dal verde pallido al bruno-rosso liscio con l’età. 6 4

Le foglie coriacee e spesse restano sulla pianta e misurano 1–3 cm. Il margine è intero, leggermente ripiegato; la pagina superiore è verde scuro lucido, quella inferiore più chiara. In inverno diventano bronzee e tornano verdi in primavera: una variazione stagionale normale. 6

In primavera compaiono grappoli penduli di 5–12 fiori, ciascuno con corolla bianca o rosa a campanella, cinque lobi brevi e dieci stami interni. Seguono drupe sferiche di 6–13 mm, rosso vivo a maturità, commestibili ma farinose e poco saporite. 6 3

Il portamento completamente prostrato e radicante è un indizio più affidabile della forma di foglie e fiori, variabile secondo il sito. Un’uva ursina sana forma un tappeto continuo alto al massimo 30 cm, senza un fusto eretto a contatto con il terreno soltanto alla base. 6

Tassonomia utile

POWO riconosce per questa specie il taxon accettato Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng., con basionimo Arbutus uva-ursi L. Tra i sinonimi omotipici figurano Mairrania uva-ursi (L.) Desv. e Uva-Ursi uva-ursi (L.) Britt. 1 2

Fino a quattordici sottospecie sono state descritte storicamente in Nordamerica, tra cui forme nane endemiche della California. POWO oggi non le comprende tutte in Arctostaphylos uva-ursi: diverse, inclusa la popolazione isolata del Guatemala un tempo detta subsp. cratericola, sono associate a specie distinte del genere. 1 7

Questa storia tassonomica suggerisce di verificare le vecchie denominazioni commerciali, soprattutto sulle etichette nordamericane. Il binomio Arctostaphylos uva-ursi resta il riferimento per la forma tipica circumboreale. 7

Habitat e distribuzione

L’uva ursina ha un areale circumboreale, dall’Islanda e dalla Norvegia settentrionale alla Siberia, al Caucaso e all’Himalaya. Più a sud le popolazioni sono limitate ai piani alpino e subalpino. È l’unica specie del genere Arctostaphylos presente fuori dal Nordamerica, dove prevalgono specie californiane ad areale ristretto. 7 1

La distribuzione nordamericana va dall’Alaska e dalla Groenlandia al Nuovo Messico nelle Montagne Rocciose e alla Virginia negli Appalachi, con rare popolazioni isolate in Georgia. In Francia occupa Giura, Alpi, Massiccio Centrale e Pirenei; abbonda nelle Alpi meridionali tra 1.000 e 1.800 m, nelle pinete di pino silvestre. La stazione francese più meridionale, con pochi esemplari, è sulla Sainte-Victoire, a circa 850 m. 6 5

Clima freddo e soleggiato, suoli silicei xerici, da asciutti a freschi e da acidi a neutri, sono le condizioni ricercate dalla specie, sensibile al ristagno. La resistenza fino a -40 °C su terreno drenante ne spiega la presenza in Islanda e nell’Artico canadese. In Francia e in Europa lo stato di conservazione è «minor preoccupazione», anche se in alcuni Stati del Midwest americano è rara o minacciata. 6 5

Ciclo e riproduzione

La rigenerazione dell’uva ursina avviene soprattutto per via vegetativa. Dal secondo anno i nodi dei fusti emettono radici avventizie nell’humus; dopo 7–8 anni compaiono gemme dormienti lungo i fusti interrati, spesso in risposta a danni o incendi. Questa riserva permette ricacci in poche settimane dopo il fuoco. Nei fusti con oltre dieci anni, fino a un centinaio di gemme possono circondare un tubero legnoso sotterraneo. 6

La disseminazione ha un ruolo secondario. Le drupe restano sulla pianta tutto l’inverno, poi vengono disperse dagli animali o dalla gravità. Il tegumento duro dei semi richiede scarificazione e stratificazione per interrompere la dormienza; le piantine crescono lentamente nei primi tre anni. 6 7

All’impollinazione provvedono soprattutto le api, ma partecipano anche tripidi specializzati (Ceratothrips ericae, Haplothrips setiger) e, occasionalmente, colibrì alla ricerca del nettare. La pianta può anche autoimpollinarsi. 6

Usi e rischi

Le foglie essiccate, o uvae ursi folium, sono una droga vegetale tradizionale iscritta nella Farmacopea europea e nelle monografie della Commissione E tedesca, usata per lievi disturbi urinari come cistite e uretrite. L’arbutina, presente al 5–17 % secondo le fonti, si trasforma in idrochinone nell’urina alcalina; questo derivato spiega l’azione antisettica documentata contro Escherichia coli. 6 7

L’impiego tradizionale richiede cautela: è sconsigliato in caso di insufficienza renale, in gravidanza e per periodi superiori a due o tre settimane. Dosi elevate di idrochinone possono provocare nausea, acufeni o convulsioni. Mancano tuttavia dati clinici solidi che confermino l’efficacia di questo impiego. 8 6

Per cani e gatti il profilo adottato non segnala tossicità. Le foglie essiccate sono entrate anche nelle miscele da fumo dei nativi americani dette kinnikinnick, mentre nei paesi nordici i rametti servivano alla concia delle pelli. 4 6

Varietà, confusioni e piante affini

Tra le cultivar ornamentali stabili figurano Vancouver Jade, dal fogliame verde intenso e compatto, Massachusetts, nota per la resistenza alla ruggine fogliare, e Big Bear, con foglie e frutti più grandi. Si usano come tappezzanti in roccaglia, sulle scarpate o nei giardini costieri, grazie alla tolleranza al sale e alla siccità. 4 3

Il mirtillo rosso, Vaccinium vitis-idaea, è l’Ericacea più facilmente confondibile: ha portamento basso e vive in ambienti acidi, ma porta foglie finemente dentate su fusti eretti. L’uva ursina resta strisciante, con foglie intere e altezza non superiore a 30 cm. Alcune forme nane californiane, già considerate sue sottospecie, sono ora specie distinte del genere, ulteriore motivo di confusione nei giardini rocciosi nordamericani. 7

Fonti principali

Domande frequenti

L’uva ursina è tossica per gatti e cani?

No. Il profilo adottato per Arctostaphylos uva-ursi non segnala tossicità per gatti, cani o altri animali domestici; per il cavallo lo stato rimane semplicemente non documentato.

Si può consumare l’uva ursina senza rischi?

Le foglie si usano tradizionalmente in tisana per le vie urinarie, ma si sconsigliano l’impiego oltre due o tre settimane e l’assunzione in gravidanza, per l’idrochinone liberato dall’arbutina.

Come si distingue l’uva ursina dal mirtillo rosso?

Sono entrambe Ericaceae di ambienti acidi, a portamento basso. L’uva ursina ha foglie intere e fusti completamente striscianti; Vaccinium vitis-idaea ha foglie finemente dentate e fusti più eretti.

Come si moltiplica l’uva ursina in giardino?

Le talee di fusti striscianti già radicati ai nodi e la propaggine a terra danno gli attecchimenti più affidabili. Anche la semina è possibile, ma richiede scarificazione ed è più lenta.

L’uva ursina cresce spontanea in Francia?

Sì, nella maggior parte dei massicci montuosi, tra cui Giura, Alpi, Massiccio Centrale e Pirenei. Una popolazione isolata meridionale si trova sulla montagna Sainte-Victoire, nelle Bouches-du-Rhône.

Perché le foglie diventano brune in inverno?

È una naturale colorazione bronzea dovuta al freddo, tipica del fogliame sempreverde dell’uva ursina, non un segno di malattia. Il verde torna con la bella stagione.

L’uva ursina protegge davvero dagli incendi?

Il tappeto fitto limita l’avanzata del fuoco e le gemme dormienti interrate lungo i fusti vecchi permettono ricacci rapidi dopo un incendio. Il comportamento è documentato soprattutto in Nordamerica e Scozia.

Piante simili

Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.