Argentina (Argentina anserina, )
Argentina (Argentina anserina (L.) Rydb., 1898) è una perenne stolonifera delle Rosaceae, diffusa nell’emisfero boreale temperato, dalle rive dei fiumi ai margini dei sentieri. Le foglie pennate hanno una pagina inferiore argentea e sericea, mentre gli stoloni rossastri colonizzano rapidamente il terreno nudo. A lungo inclusa in Potentilla, la specie è stata trasferita nel genere ripristinato Argentina, una scelta ancora discussa da alcuni botanici.
Leggi di piùArgentina, Silverweed, Silver cinquefoil e Gänsefingerkraut
Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.
Pieno sole, tollera una leggera mezz’ombra



© foto
Mary Krieger · cc-by
Yurii Basov · cc-by
iNaturalist User · cc-by
(c) Sarah Johnson, some rights reserved (CC BY) · cc-by

Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Argentina anserina comprende tutto l’emisfero boreale temperato, dall’Europa all’Asia temperata e al Nordamerica, dove si estende dall’Alaska al Messico settentrionale. La specie è comune e ampiamente diffusa in questo areale; le segnalazioni esterne all’emisfero boreale indicano introduzioni locali, senza una naturalizzazione generalizzata.
- Autoctona4
- Introdotta2
- Francia metropolitana
- Europa temperata
- America settentrionale
- Asia temperata
- Nuova Zelanda
- Australia temperata
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Argentina (Argentina anserina (L.) Rydb., 1898) è una perenne stolonifera delle Rosaceae, diffusa nell’emisfero boreale temperato dalle rive dei fiumi ai margini dei sentieri. Plants of the World Online accetta questo nome: Rydberg trasferì nel genere Argentina la Potentilla anserina pubblicata da Linneo nel 1753, ma la denominazione storica rimane molto usata. 1 2
L’epiteto anserina deriva dal latino anser, oca: richiama l’antico impiego come foraggio per le oche domestiche oppure la forma incisa delle foglie, accostata a un’impronta palmata. Il nome Argentina descrive il rovescio sericeo e argenteo delle foglie, senza riferirsi al paese omonimo. 4
Riconoscimento
Una rosetta bassa, priva di uno stelo fiorale ramificato, emette stoloni rossastri lunghi fino a 80 cm. Ogni nodo a contatto con il suolo radica e genera un’altra rosetta: un solo cespo può quindi coprire un diametro di 30 cm–1 m in una stagione vegetativa. 3 4
Le foglie pennate misurano 10–20 cm e portano numerose foglioline dentate di 2–5 cm, verde opaco sulla pagina superiore. Quella inferiore è rivestita da una fitta peluria bianco argentea e sericea, che distingue la specie dalle potentille con entrambe le facce uniformemente verdi. 4 5
I fiori solitari, giallo vivo, hanno cinque petali, raramente sette, e un diametro di 1,5–2,5 cm. Si aprono da giugno a settembre e permettono la riproduzione da seme. Seguono gruppi di acheni secchi e reniformi, riuniti al centro della rosetta. 3 4
Tassonomia utile
La storia tassonomica mostra quanto possa essere discusso un nome scientifico. Linneo pubblicò Potentilla anserina nel 1753; Per Axel Rydberg la trasferì in Argentina nel 1898, ma la scelta si diffuse soprattutto con gli studi di filogenesi molecolare degli anni Novanta. ITIS conserva invece Potentilla anserina come nome valido, senza adottare il trasferimento. 1 7
Tra i sinonimi e i nomi associati più frequenti figurano:
- Potentilla anserina L. (denominazione botanica citata)
- Potentilla anserina subsp. anserina (denominazione botanica citata)
- Argentina anserina subsp. pacifica (Howell) Ertter & N.M.House (denominazione botanica citata)
- Argentina anserina subsp. egedii (Wormsk. ex Oeder) Á.Löve & Ritchie (denominazione botanica citata)
- Potentilla yukonensis Hultén (denominazione botanica citata)
Questi nomi documentano le combinazioni e i ranghi usati per il gruppo.
Le sottospecie pacifica ed egedii, dei litorali del Pacifico settentrionale e dell’Artico, hanno foglie più carnose rispetto alla forma tipica delle rive e dei prati interni e sono talvolta adatte alle paludi salmastre. L’habitat aiuta a distinguere la forma tipica, che cresce più lontano dal mare rispetto alle forme costiere. 1
Habitat e distribuzione
L’areale spontaneo comprende l’emisfero boreale temperato, dall’Europa all’Asia temperata e al Nordamerica: qui va dall’Alaska e Terranova alla California, al Nuovo Messico e ai Grandi Laghi. Rustica nelle zone USDA 3–8, Argentina tollera temperature di −30–35 °C e prospera su suoli da neutri a leggermente calcarei, con pH 6–7,5. 6 4
I terreni preferiti sono freschi o umidi, sabbiosi o ghiaiosi, spesso disturbati dal passaggio: rive fluviali, prati umidi, fossi e margini di sentieri e stagni. La tolleranza al calpestio occasionale spiega la frequenza nei pascoli e lungo i percorsi battuti. 5 3
Oltre l’areale nativo, si è naturalizzata localmente in Nuova Zelanda e in alcune zone temperate australiane. In questi ambienti è talvolta considerata un’infestante dei pascoli più che un’ornamentale introdotta. 4
Ciclo e riproduzione
Gli stoloni assicurano una propagazione vegetativa molto più frequente di quella sessuata. Un frammento radicato in corrispondenza di un nodo basta a generare una nuova rosetta autonoma in 2–3 settimane; così sul terreno nudo e umido si formano rapidamente colonie dense. 3
Durante l’estate, da giugno a settembre secondo il clima, ai fiori gialli solitari seguono acheni secchi. La riproduzione da seme è possibile, ma l’insediamento richiede più tempo rispetto agli stoloni, soprattutto nei suoli disturbati dove i frammenti radicati trovano facilmente un punto d’ancoraggio. 4 5
Una siccità prolungata, senza irrigazioni di soccorso, arresta l’emissione di nuovi stoloni. La colonia smette di espandersi finché il terreno non torna fresco. 4
Usi e rischi
Cotte, le radici ricche di amido hanno un sapore simile alla pastinaca e sono state coltivate come ortaggio in Scozia e in Nordamerica. In Tibet, dove sono chiamate droma, si servono tradizionalmente con burro e zucchero per il Capodanno. I giovani germogli si consumano crudi e le foglie essiccate si usano in tisana. 5
I tannini astringenti della radice ne spiegano l’impiego tradizionale in preparati per disturbi digestivi e infiammazioni della bocca. Non è segnalata una tossicità per gli animali domestici; un uso interno eccessivo può però irritare lo stomaco, sia nell’essere umano sia negli animali. 5
Come coprisuolo per terreni umidi, Argentina trova posto sulle rive o intorno a un laghetto. La rapida colonizzazione tramite stoloni aiuta a consolidare una sponda, ma diventa un inconveniente nelle aiuole curate se la pianta non viene contenuta. 5
Varietà, confusioni e piante affini
Non esiste un’ampia gamma di cultivar paragonabile a quella di altre perenni da giardino. La Royal Horticultural Society riporta la selezione compatta Wolley Dod; le forme costiere pacifica ed egedii sono invece sottospecie botaniche, non cultivar commerciali. 3 1
Le principali piante con cui confonderla sono:
- Potentilla reptans, con foglie palmate a cinque foglioline, anziché pennate come in Argentina anserina;
- Potentilla erecta, senza stoloni sviluppati e con fiori a quattro petali;
- Fragaria vesca, con foglie trifogliate e frutti rossi ben distinguibili quando maturano.
Il rovescio argenteo e sericeo distingue Argentina anserina da queste tre specie, prive di tale rivestimento. Gli stoloni lunghi e rossastri, assenti in Potentilla erecta e poco sviluppati in Fragaria vesca, aiutano a confermare l’identificazione.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Argentina anserina (L.) Rydb.
- International Plant Names Index, Argentina anserina Rydb.
- Royal Horticultural Society, Argentina anserina — Silverweed
- Missouri Botanical Garden PlantFinder, Potentilla anserina
- Plants For A Future, Potentilla anserina
- USDA PLANTS Database, Argentina anserina (L.) Rydb. (ARAN7)
- Integrated Taxonomic Information System, Potentilla anserina subsp. anserina (TSN 184598)
Domande frequenti
Argentina anserina e Potentilla anserina sono la stessa pianta?
Sì, sono due nomi scientifici dello stesso taxon. A lungo chiamata Potentilla anserina, la specie è stata trasferita nel genere ripristinato Argentina, ripreso negli studi degli anni Novanta; alcune banche dati, come ITIS, mantengono ancora il nome Potentilla come riferimento.
Le radici di Argentina sono commestibili?
Sì, dopo cottura. Ricordano la pastinaca e sono state coltivate come ortaggio da radice in Scozia e in Tibet, dove si servono con burro e zucchero per il Capodanno. Il frutto immaturo non viene consumato.
Argentina è tossica per gli animali?
Non è segnalata una tossicità per gatti, cani o cavalli. La radice contiene tannini astringenti che, se ingeriti in eccesso, possono irritare l’apparato digerente umano e animale.
Perché le foglie sembrano argentate?
La pagina inferiore delle foglioline è rivestita da fitti peli bianchi e sericei, che producono riflessi argentei quando il vento gira le foglie. La pagina superiore resta verde opaca.
Argentina può diventare invadente in giardino?
Colonizza rapidamente il terreno nudo e umido grazie agli stoloni: è utile come coprisuolo sulle rive, ma può espandersi troppo nelle aiuole curate. Di solito basta rimuovere gli stoloni che escono dall’area assegnata.
Con quali piante si può confondere Argentina anserina?
Soprattutto con Potentilla reptans, dalle foglie palmate anziché pennate, Potentilla erecta, priva di stoloni sviluppati, e Fragaria vesca, ben distinta quando compaiono i frutti rossi.
Perché il genere Argentina è ancora discusso?
Studi di filogenesi molecolare degli anni Novanta hanno ripristinato il genere Argentina per riunire specie prima comprese in Potentilla, ma alcune autorità tassonomiche preferiscono ancora il nome storico Potentilla anserina.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







