Abrotano (Artemisia abrotanum, )
Abrotano (Artemisia abrotanum L.) è un suffrutice aromatico delle Asteraceae coltivato fin dall'antichità per le foglie finemente divise, dal profumo di canfora e limone. Raramente osservato allo stato davvero spontaneo, deve la sua diffusione europea agli usi tradizionali contro le tarme, in cucina e nella medicina popolare.
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Distribuzione mondiale
Secondo POWO, l'areale nativo riconosciuto è ristretto, dalla Spagna all'Italia. PFAF sottolinea però che l'origine esatta è incerta: la coltivazione è tanto antica che la pianta si osserva quasi sempre in giardino. Diffusa attraverso gli orti di aromatiche, ha raggiunto anche la Scandinavia e l'America settentrionale.
- Autoctona2
- Introdotta2
- Spagna
- Italia
- Stati Uniti
- Canada
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Abrotano (Artemisia abrotanum L., 1753) è un suffrutice aromatico delle Asteraceae appartenente al genere Artemisia. La base legnosa persistente sostiene fusti erbacei che ricrescono ogni primavera, per un'altezza complessiva di 60 cm–1,2 m. Sfregando le foglie si libera un doppio profumo, canforato come quello di altre artemisie e nettamente citrato. Proprio la componente di limone spiega uno dei suoi nomi tradizionali francesi. 1 4
POWO riconosce un areale nativo ristretto, dalla Spagna all'Italia. PFAF precisa tuttavia che l'origine esatta dell'abrotano resta oscura: coltivato fin dall'antichità, proviene quasi sempre da un giardino anziché da un ambiente davvero spontaneo. La lunga storia orticola rende difficile ricostruirne la diffusione originaria. 1 3
Il nome inglese southernwood e quello storico francese garderobe rimandano al medesimo impiego domestico: rametti essiccati negli armadi per allontanare le tarme dai vestiti. Sono nomi legati alla storia degli usi della pianta. 8
Riconoscimento
Una base legnosa durevole e fusti più teneri caratterizzano il cespo, largo 50 cm–1 m. Senza una potatura ogni primavera, in poche stagioni la parte inferiore si spoglia e il portamento perde densità. Un taglio annuale deciso mantiene invece la pianta compatta e ben ramificata. 2 5
Le foglie, finemente divise e quasi piumose, variano dal grigioverde al verde chiaro. Sfregate, emanano un odore insieme canforato e citrato, più dolce e fruttato di quello dell'assenzio. Il profumo, associato alla forma delle foglie, permette di distinguere le due piante anche prima della fioritura. 4 3
La fioritura è tardiva e poco appariscente, tra la fine dell'estate e l'autunno. Piccoli capolini giallo spento si riuniscono in grappoli radi. Nei climi freschi la fioritura è rara e irregolare: molti esemplari coltivati, quindi, non arrivano a produrre una fioritura evidente. 5 2
Tassonomia utile
Nella classificazione di POWO, Artemisia abrotanum L. è una specie accettata delle Asteraceae, nella tribù Anthemideae, che comprende gran parte delle artemisie. Tra i sinonimi botanici storici figurano questi nomi: 1
- Artemisia procera Willd., sinonimo storico
- Artemisia elegans Fisch. ex Ledeb., nome della sinonimia
- Artemisia altissima Ehrh. ex DC., altro sinonimo botanico
I nomi comuni delle artemisie possono creare equivoci: artemisia comune (Artemisia vulgaris), assenzio (Artemisia absinthium) e dragoncello (Artemisia dracunculus) appartengono allo stesso genere ma sono piante diverse. L'abrotano si distingue da queste parenti erbacee per la base legnosa che persiste da un anno all'altro e per il netto profumo citrato, assente sia nell'assenzio sia nel dragoncello. 4
Habitat e distribuzione
Dalla Spagna all'Italia si estende l'areale nativo indicato da POWO. PFAF osserva però che la pianta si trova raramente allo stato davvero spontaneo: secoli di coltivazione impediscono di attribuirle con certezza un'origine geografica precisa. 1 3
Gli orti di aromatiche e piante officinali hanno diffuso l'abrotano ben oltre quell'area, fino alla Scandinavia e all'America settentrionale. In questi contesti rimane soprattutto una pianta di giardino, più che una specie naturalizzata nei terreni abbandonati. 8 4
In Svezia, un inventario del patrimonio vegetale svolto tra il 2007 e il 2017 ha documentato antiche forme di abrotano conservate nei giardini rurali. Questa presenza testimonia una diffusione orticola antica e duratura molto a nord del presunto areale originario. 7
Ciclo e moltiplicazione
La persistenza della base legnosa rende l'abrotano perenne; da essa ripartono ogni primavera i fusti erbacei. Ben attecchito resiste fino a circa −20 °C, ma richiede pieno sole e terreno povero, ben drenato. L'ombra ne indebolisce il portamento e riduce sensibilmente il contenuto di olio aromatico. 2 3
Il metodo più usato è la talea semilegnosa prelevata a fine estate. In terreno caldo e drenato, la radicazione richiede 4–8 settimane, mentre il cespo si consolida in una o due stagioni. Si può anche dividere una pianta in primavera. La semina conserva meno fedelmente l'intensità del profumo da un individuo all'altro. 3
Usi e rischi
L'impiego storico prevalente è quello repellente. Secondo PFAF, l'abrotano essiccato protegge la biancheria dalle tarme, uso attestato sia nelle campagne svedesi sia nella tradizione francese del garderobe. La pianta fresca, ai margini dell'orto, tiene lontane anche alcune farfalle notturne del cavolo. 7 3
I germogli giovani, amari e citrati, trovano impiego in piccole quantità in dolci, insalate e aceti. L'olio essenziale, ricco di tujone, è tossico se ingerito in quantità elevate: l'Autorità europea per la sicurezza alimentare indica una tossicità bassa per gli esseri umani, ma la pianta è considerata tossica per gatti e cani. Il contatto ripetuto può causare dermatite nelle persone sensibili. 6 3
La medicina popolare attribuiva all'abrotano proprietà antielmintiche e digestive, con infusi per stimolare le secrezioni dello stomaco e dell'intestino oppure applicazioni sulle ferite. Questi impieghi sono quasi scomparsi dalla fitoterapia attuale. PFAF sconsiglia esplicitamente l'uso in gravidanza, soprattutto nelle fasi iniziali. 3
Dai rametti si ricavava inoltre una tintura gialla per la lana, un impiego artigianale ormai caduto in disuso con l'arrivo dei coloranti sintetici. 8
Storia, confusioni e piante affini
Nei mazzi da chiesa delle contadine svedesi l'abrotano ebbe un posto particolare dal Settecento alla fine dell'Ottocento. Un pastore raccontò che il suo profumo aiutava i fedeli a restare svegli durante i lunghi sermoni. Il racconto ispirò il nome della cultivar tradizionale Predikoväcka, conservata nella banca del germoplasma: significa letteralmente risvegliarsi durante il sermone. 7
La selezione rara Tangerine ha portamento più eretto e profumo citrato più intenso del tipo, ma fiorisce raramente. Le confusioni più frequenti riguardano l'assenzio, con foglie più larghe e odore più acre, e il dragoncello: le sue foglie intere, anziché finemente divise, permettono di distinguerlo rapidamente. 2
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Artemisia abrotanum L.
- Royal Horticultural Society, Artemisia abrotanum - Southernwood
- Plants For A Future, Artemisia abrotanum - Southernwood
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Artemisia abrotanum
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Artemisia abrotanum
- European Food Safety Authority, 2012, compendio delle piante - voce Artemisia abrotanum
- PMC, Southernwood, Artemisia abrotanum L., nei mazzi da chiesa e come pianta del patrimonio svedese
- Wikipedia (EN), Artemisia abrotanum
- INPN / MNHN, Artemisia abrotanum L., 1753 - abrotano
Domande frequenti
Abrotano e assenzio sono la stessa pianta?
No. Artemisia abrotanum e Artemisia absinthium appartengono allo stesso genere e hanno un odore canforato simile. L'abrotano ha però foglie più fini, profumo decisamente più citrato e una base legnosa persistente che manca all'assenzio comune.
L'abrotano è tossico per gatti e cani?
L'olio essenziale ricco di tujone è considerato tossico per gatti e cani se ingerito. Per gli esseri umani la gravità è bassa e il problema riguarda soprattutto il consumo abbondante.
L'abrotano si può mangiare?
I giovani germogli, amari e citrati, si usano in piccole quantità per dolci, insalate o aceti. Il consumo abbondante o regolare è sconsigliato.
Perché l'abrotano era chiamato garderobe in Francia?
Il nome storico richiama il suo impiego domestico più diffuso: rametti secchi negli armadi per allontanare le tarme dai vestiti. L'uso è documentato sia in Francia sia in Svezia.
Bisogna potare l'abrotano ogni anno?
Sì. Senza un taglio deciso in primavera la base diventa legnosa e si spoglia rapidamente. La potatura annuale mantiene invece il fogliame fitto e profumato.
L'abrotano cresce spontaneo?
Raramente. L'origine esatta resta incerta, perché la pianta è coltivata da tanto tempo e si incontra quasi sempre nei giardini, a differenza di altre artemisie come Artemisia vulgaris.
Che cos'è la varietà Tangerine?
Tangerine è una selezione rara di abrotano, più eretta e ampia del tipo, con un profumo citrato più intenso. Fiorisce raramente.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






