Gigaro scuro (Arum maculatum, )
Gigaro scuro (Arum maculatum) è una perenne tuberosa delle Araceae, originaria dei boschi e delle siepi temperati europei fino al Caucaso occidentale. A fine inverno emergono grandi foglie sagittate, spesso macchiate di nero; segue un’infiorescenza che produce calore e odore di carogna per attirare gli impollinatori.
Leggi di piùGigaro scuro, Cuckoo-pint e Lords-and-ladies
Posizionala alla luce indiretta o in una stanza ombreggiata.
Mezz’ombra o ombra luminosa, tollera il sole filtrato





© foto
(c) cassandra_li, some rights reserved (CC BY-NC) · cc-by-nc
jamie-aa · cc0
Anne Taylor · cc0
Taken Apr 15, 2014 by Photoflora - Benoit BOCK (©)
Taken Apr 14, 2022 by huy HO (cc-by-sa)
Taken Nov 3, 2016 by Yoan MARTIN (cc-by-sa)
Taken Apr 17, 2022 by Gaël Covain (cc-by-sa)
© copyright of the Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew.
Distribuzione mondiale
POWO/WCVP colloca l’areale nativo di Arum maculatum in Europa, dalla Svezia meridionale al Nord Africa, fino alla Turchia orientale e al Caucaso occidentale. È autoctono nella Francia metropolitana e comune in molte sue zone boscose e con siepi.
- Autoctona6
- Introdotta1
- Francia
- Regno Unito
- Germania
- Italia
- Turchia
- Georgia
- Stati Uniti
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Gigaro scuro (Arum maculatum L., 1753) è una perenne erbacea del genere Arum, famiglia delle Araceae, originaria dei sottoboschi temperati europei. Le foglie sagittate di 10–20 cm spuntano già a febbraio e spesso presentano macchie nere. Le bacche rosse estive contengono cristalli di ossalato di calcio: tutta la pianta è tossica per persone, gatti e cani. 1 2
L’epiteto maculatum richiama le macchie scure della lamina, variabili tra le popolazioni e del tutto assenti in alcuni esemplari. Il nome francese pied-de-veau paragona la foglia carnosa e sagittata all’impronta di uno zoccolo. Gli appellativi inglesi cuckoo-pint e lords-and-ladies rimandano rispettivamente al ritorno primaverile del cuculo e a una lettura anatomica della spata intorno allo spadice, ricorrente nel folklore delle Araceae temperate. 6
Riconoscimento
Il tubero di Arum maculatum dà origine a una geofita tuberosa che emerge a febbraio o marzo, prima di molte altre piante del sottobosco. Le foglie lucide, sagittate e lunghe 10–20 cm, hanno un picciolo talvolta più lungo della lamina. Le macchie nere irregolari aiutano a riconoscerlo quando presenti, ma esiste anche una forma naturale completamente verde. 4 3
Tra aprile e maggio compare l’infiorescenza tipica delle Araceae: una spata verdastra o violacea avvolge lo spadice centrale, spesso porpora scuro oppure giallo pallido. Con la spata, la pianta raggiunge 20–45 cm di altezza. 2 4
All’inizio dell’estate il fogliame scompare completamente. Rimane una spiga eretta di bacche rosso-arancio serrate, visibile ai margini del bosco fino a settembre su un fusto ormai nudo. In questa fase la pianta risalta più che in primavera, quando si confonde con la vegetazione circostante. 2 4
Tassonomia utile
Il genere Arum comprende una trentina di specie mediterranee e temperate, tra cui Arum maculatum. La sinonimia della specie riunisce almeno cinque nomi storici, legati a variazioni locali del colore o delle macchie:
- Arum vulgare Lam., nome storico
- Arum vernale Salisb., nome storico
- Arum pyrenaeum Dufour, nome storico
- Arum maculatum f. immaculatum (Mutel) Topa, nome storico
- Arisarum maculatum (L.) Raf., nome storico
La forma immaculatum, priva di macchie, mostra perché le sole macule nere non bastino a definire la specie. Il riferimento stabile resta il nome accettato da POWO/WCVP, Arum maculatum L. 1 9
Habitat e distribuzione
L’areale originario comprende gran parte dell’Europa temperata, dalla Svezia meridionale al Nord Africa, fino alla Turchia orientale e al Caucaso occidentale. Nella Francia metropolitana la specie è comune nei sottoboschi di latifoglie, nelle siepi campestri e ai margini freschi dei boschi, soprattutto su terreno calcareo. 1 8
Oltre l’areale originario, Arum maculatum viene coltivato soprattutto come ornamentale da sottobosco, in particolare in Nord America. Le bacche favoriscono la disseminazione spontanea, che può renderlo difficile da contenere in un piccolo giardino ombroso. 4
Ciclo e impollinazione
Durante la fioritura si attiva un meccanismo raro nelle piante temperate: lo spadice si riscalda di diversi gradi sopra la temperatura ambiente ed emana odore di carogna. Questa termogenesi fiorale attira piccole mosche, trattenute per una notte sotto un anello di peli sopra i fiori maschili e poi liberate ricoperte di polline. 7 6
Dopo l’impollinazione rimane una spiga di bacche rosso-arancio, che maturano durante l’estate quando le foglie sono già scomparse. Alcuni uccelli, come il fagiano, le consumano e disperdono i semi senza danni apparenti, nonostante la tossicità per molti mammiferi. 6 4
Negli esemplari vecchi il tubero sotterraneo, ricco di amido, può scendere oltre 30 cm di profondità. Si divide naturalmente in estate, dopo la fioritura. La riproduzione da seme è possibile ma lenta: i semi freschi germinano in uno-sei mesi a 15 °C e la prima fioritura richiede spesso diversi anni. 3
Usi e rischi
Un tempo l’amido del tubero serviva ad apprettare biancheria e gorgiere elisabettiane. Già nel 1440 le monache dell’abbazia di Syon lo usavano per i tessuti liturgici, non potendo impiegare altri amidi. La preparazione era rischiosa: i tuberi crudi mantengono i cristalli irritanti finché non vengono essiccati o cotti a lungo. 6 3
I cristalli insolubili di ossalato di calcio sono presenti in tutta la pianta, soprattutto nelle bacche. L’ingestione provoca subito bruciore alla bocca, salivazione eccessiva e difficoltà a deglutire nelle persone, nei gatti, nei cani e nei cavalli. Il sapore acre e il bruciore limitano di solito le quantità ingerite, perciò le intossicazioni gravi restano rare pur essendo frequenti le segnalazioni. 5 4
Tra gli errori dei raccoglitori ricorre quello con l’aglio orsino (Allium ursinum), le cui giovani foglie emergono nello stesso periodo e nello stesso sottobosco. Una foglia stropicciata di aglio orsino emana un netto odore d’aglio, sempre assente in Arum maculatum. 4
Confusioni e specie affini
Nel sottobosco primaverile altre possibili confusioni riguardano il mughetto (Convallaria majalis), con giovani germogli di portamento basso, e il colchico d’autunno (Colchicum autumnale), anch’esso tuberoso e tossico ma con foglie più tardive e prive di macchie. Tutte e tre le piante occupano ambienti vicini e presentano rischi comparabili in caso d’ingestione. 4
Fra gli altri Arum, la confusione più frequente riguarda il gigaro chiaro (Arum italicum): le sue foglie hanno nervature bianche anziché macchie nere e la fioritura è un po’ più tardiva. Le due specie condividono le sostanze tossiche e l’impollinazione tramite intrappolamento temporaneo degli insetti. 9 6
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Arum maculatum L.
- Royal Horticultural Society, Arum maculatum - lords-and-ladies
- Plants For A Future, Arum maculatum - cuckoo pint
- NC State Extension Gardener Plant Toolbox, Arum maculatum
- ASPCA, Cuckoo-pint (Arum maculatum) scheda sulla tossicità
- Encyclopaedia Britannica, cuckoopint
- Meeuse, 1963, Proceedings of the Royal Society B, termogenesi in Arum maculatum
- Tela Botanica / eFlore BDTFX, Arum maculatum
- GBIF, Arum maculatum L.
Domande frequenti
Il gigaro scuro è tossico?
Sì. Foglie, tubero crudo e soprattutto bacche rosse contengono cristalli insolubili di ossalato di calcio. L’ingestione causa bruciore immediato alla bocca, salivazione eccessiva e difficoltà a deglutire nelle persone, nei gatti, nei cani e nei cavalli.
Si può confondere Arum maculatum con l’aglio orsino?
Le foglie giovani si somigliano nel sottobosco, ma una foglia stropicciata di Arum maculatum non odora mai di aglio. Questa confusione è una causa frequente di intossicazione accidentale tra i raccoglitori.
Perché il fiore di Arum maculatum ha un cattivo odore?
Lo spadice si scalda di diversi gradi sopra la temperatura ambiente ed emana un odore simile alla carogna, attirando piccole mosche. Gli insetti restano intrappolati per una notte sotto un anello di peli, si ricoprono di polline e poi raggiungono un altro fiore.
Le bacche rosse di Arum maculatum sono commestibili?
No, sono tossiche per la maggior parte dei mammiferi. Alcuni uccelli, come il fagiano, le mangiano e disperdono i semi senza danni apparenti; questo non le rende commestibili per le persone o gli animali domestici.
Perché le foglie di Arum maculatum scompaiono in estate?
La pianta entra in dormienza estiva quando il tubero ha accumulato riserve sufficienti. Le foglie ingialliscono e scompaiono, mentre la spiga di bacche rimane visibile su un fusto nudo fino all’autunno.
Le foglie di Arum maculatum sono sempre macchiate?
No. Le macchie nere variano tra le popolazioni ed esiste una forma naturale priva di macchie, descritta come forma immaculatum. La loro assenza non basta a escludere la specie.
Dove cresce Arum maculatum in Francia?
È autoctono in molte regioni boscose e con siepi della Francia metropolitana, nei sottoboschi di latifoglie, nelle siepi e ai margini freschi dei boschi, spesso su suolo calcareo.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






