Konjac (Amorphophallus konjac, )
Konjac (Amorphophallus konjac) è una perenne tuberosa delle Araceae, originaria dello Yunnan e ampiamente coltivata in Asia orientale per il cormo, trasformato in farina di konjac (konnyaku). Ogni primavera un cormo maturo produce una sola foglia molto divisa oppure un’infiorescenza dall’odore di carne in decomposizione, che attira le mosche impollinatrici.
Leggi di piùKonjac, Konyaku, Konjak, Konjaku e Patata konjac
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Distribuzione mondiale
POWO/WCVP limita l’areale nativo di Amorphophallus konjac allo Yunnan occidentale, in Cina. La pianta si coltiva da secoli molto oltre questi confini, soprattutto in Giappone, Vietnam e Corea, per la produzione alimentare. Il Missouri Botanical Garden estende la descrizione dell’areale all’Himalaya orientale e all’Asia sud-orientale, un quadro orticolo più ampio dell’areale nativo in senso stretto indicato da POWO.
- Autoctona1
- Introdotta1
- Cina (Yunnan)
- Indonesia
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Konjac (Amorphophallus konjac K.Koch, 1858) è una perenne tuberosa del genere Amorphophallus, nella famiglia delle Araceae. Si incontra anche come konyaku, konjak, konjaku o patata konjac. Il nome commerciale deriva dal giapponese konnyaku, che designa la farina e la gelatina alimentare ricavate dal cormo, prima ancora di indicare la pianta intera. 1 4
Il konjac perde ogni anno la parte aerea: è una geofita a cormo, che riparte la stagione successiva da una riserva sotterranea rinnovata. A differenza di molte grandi Araceae da appartamento, non è sempreverde. Il riposo stagionale e l’infiorescenza dall’odore di carogna lo distinguono da parenti come Monstera e Alocasia. 2 3
Riconoscimento
Dal cormo emerge ogni stagione una sola foglia, profondamente divisa in tre sezioni principali, che conferiscono alla pianta un aspetto a ombrello. Il picciolo carnoso, rosa pallido e maculato di verde oliva, sostiene una lamina larga fino a 1,3 m, su una pianta alta 1–1,5 m. 3 2
Sferico e appiattito, il cormo può superare 25 cm di diametro negli esemplari ben sviluppati, e avvicinarsi a 50 cm nei casi eccezionali. Un indizio per riconoscerlo durante il riposo è che non produce mai due foglie nella stessa stagione, diversamente da perenni cespitose come Colocasia esculenta. 5 4
Raggiunta la maturità, il cormo produce l’infiorescenza prima della foglia, al suo posto: una spata porpora scuro o marrone, dai margini ondulati, avvolge uno spadice che può superare 50 cm. Se il cormo è troppo piccolo, produce solo una foglia e nessuna infiorescenza. In un cormo maturo l’assenza della foglia in primavera annuncia quindi una possibile fioritura, senza indicare necessariamente un problema di coltivazione. 4 2
Tassonomia utile
Il nome accettato da POWO è Amorphophallus konjac K.Koch, pubblicato nel 1858, con origine nello Yunnan occidentale, in Cina. La sinonimia comprende cinque nomi ancora presenti nel commercio vivaistico o nella letteratura botanica. 1
Prima dell’acquisto è utile conoscere questi sinonimi e nomi:
- Amorphophallus rivieri Durieu ex Carrière, ancora frequente nei vivai e sulle bustine di semi
- Amorphophallus rivierei var. konjac (K.Koch) Engl., combinazione pubblicata nello stesso genere del nome accettato
- Conophallus konjak Schott e Brachyspatha konjac (K.Koch) K.Koch, due vecchi nomi di genere oggi ricondotti ad Amorphophallus
- Amorphophallus konjac var. kiusianus Makino, descritta in Giappone (Kyūshū) nel 1911
L’etichetta commerciale Amorphophallus rivieri può trarre in inganno: circola come se designasse una specie distinta, mentre POWO la considera un sinonimo diretto di konjac. Il riferimento stabile resta il binomio accettato. 1
Habitat e distribuzione
Per POWO/WCVP l’areale nativo in senso stretto si limita allo Yunnan occidentale, in Cina. La specie cresce ai margini forestali e negli arbusteti, su detrito organico soffice e ombreggiato, tra 830 e 1200 m di quota. 1 5
Le descrizioni orticole allargano il quadro all’Asia orientale e sud-orientale: il Missouri Botanical Garden cita anche Himalaya orientale, isole Nansei-shoto, Filippine, Thailandia e Vietnam. Questa visione più ampia riflette soprattutto secoli di coltivazione alimentare, piuttosto che un esteso areale nativo. 3
Nei climi freschi il konjac tollera esposizioni dall’ombra fitta al pieno sole, ma riesce meglio a mezz’ombra. Il cormo può superare inverni freddi nel terreno purché resti asciutto, mentre il fogliame è sensibile anche alle gelate lievi. 4
Ciclo e riproduzione
Il ritmo annuale è ben definito: il cormo riposa per tutto l’inverno, poi in primavera sviluppa una punta rosa che diventa una foglia oppure un’infiorescenza, mai entrambe nello stesso anno. La foglia dura una stagione; in autunno ingiallisce e si adagia al suolo, mentre un nuovo cormo, più grande, ha già sostituito quello vecchio sottoterra. 2 4
All’inizio della fioritura, spata e spadice imitano l’odore di una carcassa in decomposizione. Attirano così mosche necrofaghe, che impollinano la pianta al posto dei consueti insetti visitatori dei fiori. Dopo la fecondazione i frutti si riuniscono in un grappolo compatto e passano dal verde all’arancione, poi al rosso a maturità. 3
La propagazione in coltivazione avviene soprattutto per divisione dei cormi figli, formati attorno al cormo principale. La semina di semi freschi è possibile, ma dà una ripresa più lenta rispetto alla divisione. 5
Usi e rischi
L’impiego principale del konjac è alimentare. Domesticato circa duemila anni fa nella Cina sud-occidentale, è consumato in Giappone almeno dal VI secolo. Il cormo, ricco di glucomannano, viene cotto e trasformato in farina per preparare il konnyaku e gli spaghetti shirataki. 4
Da crudo, l’intero cormo è fortemente irritante: i cristalli di ossalato di calcio causano bruciore e gonfiore di lingua e gola se masticati o ingeriti. Un caso clinico descrive vomito e arrossamento della bocca in due bambini piccoli che avevano ingerito accidentalmente semi di konjac, con guarigione completa entro 24 ore. Solo una cottura completa o una forte essiccazione in farina neutralizzano questi cristalli di ossalato di calcio. 6 7
Un pericolo distinto riguarda i dolci di gelatina di konjac, molto sodi e poco solubili in bocca. La consistenza ha causato diversi episodi di soffocamento mortale in Giappone negli anni Novanta e Duemila, spingendo le autorità sanitarie statunitensi, europee e australiane a diffondere avvisi o limitarne la vendita. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Le selezioni di konjac non offrono la varietà ornamentale di Monstera o Philodendron: la variabilità deriva soprattutto da selezioni agricole locali in Cina e Giappone, anziché da forme variegate da giardino. Il nome commerciale rivieri ricorre sulle etichette dei vivai e alimenta l’equivoco, perché indica la stessa pianta. 1
Le specie più spesso confuse con il konjac sono:
- Amorphophallus titanum, il vero «fiore cadavere», molto più grande e raramente coltivato al di fuori delle serre botaniche;
- Sauromatum venosum, un altro cosiddetto giglio voodoo, con cormo e infiorescenza molto più piccoli;
- Dracunculus vulgaris, un’aroidea mediterranea dall’odore di carogna simile, ma appartenente a un genere distinto.
Queste tre piante imitano tutte l’odore di carogna, ma l’esame del cormo, delle dimensioni dell’infiorescenza e dell’origine geografica permette di distinguerle.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Amorphophallus konjac K.Koch
- Royal Horticultural Society, Amorphophallus konjac (konjaku)
- Missouri Botanical Garden Plant Finder, Amorphophallus konjac
- University of Wisconsin Extension, Konjac, Amorphophallus konjac
- Plants For A Future, Amorphophallus konjac scheda della banca dati
- Little Known Dangers of an Exotic Poisonous Fruit, Lessons From Two Cases of Konjac Ingestion (PMC)
- Merck Veterinary Manual, piante da appartamento con ossalati di calcio insolubili
- FDA, avviso sui dolci contenenti konjac (archivio, 2001)
Domande frequenti
Il konjac è tossico?
Sì, da crudo. Tutte le parti della pianta, cormo compreso, contengono cristalli di ossalato di calcio che irritano fortemente bocca e gola. Una cottura completa o un’essiccazione spinta neutralizzano questa tossicità, rendendo il cormo commestibile sotto forma di farina o gelatina.
Perché il mio Amorphophallus konjac in alcuni anni non produce foglie?
Un cormo sufficientemente grande e maturo produce un’infiorescenza al posto della foglia annuale, prima di riprendere il normale ciclo fogliare l’anno successivo. L’assenza della foglia segnala quindi spesso una fioritura, anziché un problema di coltivazione.
Da cosa dipende l’odore di marcio dell’infiorescenza?
Spata e spadice imitano l’odore della carne in decomposizione per attirare le mosche necrofaghe che assicurano l’impollinazione. L’odore resta intenso solo per pochi giorni, durante la fioritura.
Si può mangiare crudo il cormo di konjac?
No. Crudo provoca un’intensa irritazione della bocca per la presenza di ossalati di calcio. Va cotto a lungo o trasformato in farina essiccata prima del consumo, come nella preparazione giapponese del konnyaku.
Il konjac è pericoloso per bambini e animali?
Sì, se ingerito crudo. Un caso clinico documenta vomito e irritazione della bocca in bambini piccoli dopo l’ingestione accidentale di semi di konjac, con completa guarigione entro 24 ore.
Che differenza c’è tra konjac e fiore cadavere?
Il vero fiore cadavere è Amorphophallus titanum, una specie distinta con un’infiorescenza molto più grande. Il konjac condivide l’odore di carogna e lo stesso meccanismo di impollinazione, ma ha cormo e infiorescenza molto più piccoli.
Come si conserva il cormo di konjac in inverno?
Nei climi non tropicali, estrarre il cormo prima delle gelate, lasciarlo asciugare e conservarlo all’asciutto tra 10 e 15 °C, al riparo dall’umidità che favorisce il marciume molle.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.






