Night-scented lily (Alocasia odora, (G.Lodd.) Spach 1846)

Alocasia odora è una perenne pachicaule delle Araceae, originaria dell’Asia orientale e sudorientale, dalla Cina meridionale a Taiwan, Giappone, Indocina e Assam. Le grandi foglie semipeltate e la fioritura notturna molto profumata la distinguono dalle altre grandi alocasie vendute come orecchie di elefante.

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Nome scientificoAlocasia odora
GenereAlocasia
OrdineAlismatales

Night-scented lily, Asian taro, Giant upright elephant ear, Kuwazuimo e Alocasia gageana

Identità
Tossicità
Tossico : umani, inclusi bambini, gatti, cani, cavalli e animali
Impegno di cura
Moderato
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
CinaTaiwanGiapponeIndiaVietnamBangladesh
Habitat
Foreste umide, bambuseti, rive e paludi, anche su calcare, fino a 1.700 m di quota
Stagionalità
Fioritura
Estate
Crescita
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Portamento adulto in 2–5 anni; fioritura notturna occasionale dopo l’attecchimento
Propagazione
Divisione dei polloni, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Bassa, grandi foglie fragili al vento
Umidità
60–85 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
No
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Terreno ricco e friabile, Miscela drenante con corteccia
Tolleranza al sale
Non tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Offrile molta luce ambientale senza sole diretto sulle foglie.

Mezz’ombra luminosa o ombra parziale
Interno
Salone, Veranda, Bagno luminoso
Distanza dalla finestra
Circa 50 cm da una finestra luminosa, senza sole diretto
Esterno
Patio ombreggiato, Veranda umida
Vasi
Terracotta, Vaso drenante
Aspetto
Altezza100–250 cmLarghezza100–200 cm
Foglie
Verde
Alocasia odora: origine e usi — foglie 1
Alocasia odora: origine e usi — foglie 2
Alocasia odora: origine e usi — foglie 3
Alocasia odora: origine e usi — foglie 4
Alocasia odora: origine e usi — foglie 5
Fiori
BiancoVerdeDimensioni13–25 cm
Alocasia odora: origine e usi — fiori 1
Alocasia odora: origine e usi — fiori 2
Alocasia odora: origine e usi — fiori 3
Alocasia odora: origine e usi — fiori 4
Alocasia odora: origine e usi — fiori 5
Frutti
Rosso
Alocasia odora: origine e usi — frutti 1
Alocasia odora: origine e usi — frutti 2
Portamento
Alocasia odora: origine e usi — portamento 1
Alocasia odora: origine e usi — portamento 2
Alocasia odora: origine e usi — portamento 3
Alocasia odora: origine e usi — portamento 4
Alocasia odora: origine e usi — portamento 5
Corteccia
Verde
Alocasia odora: origine e usi — corteccia 1
Alocasia odora: origine e usi — corteccia 2
Alocasia odora: origine e usi — corteccia 3

Distribuzione mondiale

L’areale nativo di Alocasia odora comprende Cina meridionale, Taiwan, isole Ryūkyū in Giappone, Assam in India, Bangladesh e penisola indocinese fino a Myanmar e Vietnam. Coltivata per fogliame e fiori profumati, è stata diffusa molto oltre tale area, fino alla Florida e alle regioni tropicali di tutto il mondo.

  • Autoctona6
  • Introdotta1
  • Cina
  • Taiwan
  • Giappone (Ryūkyū)
  • India (Assam)
  • Vietnam
  • Bangladesh
  • Stati Uniti (Florida)

Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1

Identità

Alocasia odora (Alocasia odora (G.Lodd.) Spach, 1846) è una perenne pachicaule del genere Alocasia, nella famiglia delle Araceae. POWO accetta questo nome, il cui basionimo è Arum odorum G.Lodd., pubblicato nel 1820. Il botanico Édouard Spach trasferì la specie nel genere Alocasia nel 1846. 1 2

Il latino odora significa «profumata» e descrive la fragranza dolce dell’infiorescenza, nettamente più intensa di notte che di giorno. A questo carattere rimanda il nome inglese night-scented lily. Il profumo notturno distingue la specie dalle altre grandi alocasie chiamate orecchie di elefante, i cui fiori sono poco profumati o del tutto inodori. 5

Quando il clima è favorevole, sia in vaso sia in piena terra, il cespo diventa imponente e sempreverde. Raggiunge comunemente 1–2,5 m di altezza, dimensioni vicine a quelle di Alocasia macrorrhizos, con cui viene spesso confuso nei vivai. 4 3

Riconoscimento

Per separare Alocasia odora da Alocasia macrorrhizos conviene osservare l’inserzione del picciolo, più affidabile delle dimensioni o del colore delle foglie. In A. odora la lamina è semipeltata: una fascia di tessuto unisce le due «orecchie» della base cuoriforme. In A. macrorrhizos il seno resta ampiamente aperto, senza tessuto che colleghi i lobi basali. 4

Sostenute da piccioli che possono superare 1,5 m, le foglie adulte variano da cuoriformi-sagittate a cuoriformi-ovali. In piena terra nel clima tropicale d’origine arrivano eccezionalmente a 130 cm di lunghezza e 100 cm di larghezza; in vaso, in casa, sono molto più contenute. Su ciascun lato della nervatura centrale partono nove-dodici nervature laterali primarie. 4

Una spata verde alla base e biancastra e membranosa nella parte espansa caratterizza l’infiorescenza delle Araceae. In questa specie è lunga 13–25 cm, su un robusto peduncolo di circa 35 cm. Il frutto successivo è una piccola bacca globosa di circa 1 cm di diametro, rosso scarlatto a maturazione. 4

Tassonomia utile

Due basionimi distinti spiegano la ricca sinonimia di Alocasia odora: entrambi si chiamano Arum odorum, ma furono pubblicati a distanza di alcuni anni. George Loddiges pubblicò il primo nel 1820, seguito da POWO; William Roxburgh pubblicò il secondo nel 1832, seguito dalla Flora of China. Le pubblicazioni indicano la stessa pianta con attribuzioni d’autore differenti. 1 4

Tra i sinonimi più frequenti figurano:

  • Caladium odoratissimum K.Koch, sinonimo botanico
  • Colocasia odora (G.Lodd.) Brongn., sinonimo botanico
  • Alocasia tonkinensis Engl., sinonimo botanico
  • Alocasia subodorata Engl. & K.Krause, sinonimo botanico
  • Alocasia commutata Schott, sinonimo botanico

Nei cataloghi orticoli si aggiunge il nome commerciale Alocasia gageana, a lungo venduto come specie distinta prima di essere ricondotto a una forma compatta di Alocasia odora. Di fronte a etichette commerciali variabili, il nome scientifico accettato da POWO rimane il riferimento più stabile per identificare correttamente la pianta acquistata. 1

Habitat e distribuzione

Dalla Cina meridionale l’areale nativo si estende nell’Asia orientale e sudorientale: comprende Fujian, Guangdong, Guangxi, Hainan e Yunnan, Taiwan, isole Ryūkyū in Giappone, Assam in India, Bangladesh e penisola indocinese fino a Myanmar e Vietnam. 4 3

Nelle foreste tropicali e subtropicali umide, primarie o secondarie, la specie cresce anche nei bambuseti, lungo i fiumi e nelle paludi. Arriva a 1.700 m di quota e può occupare anche substrati calcarei. 4 5

Come ornamentale dei climi caldi, Alocasia odora è coltivata ben oltre l’areale originario. In Florida è censita come non indigena con popolazioni spontanee. Il dato richiede attenzione, pur senza una classificazione fra le specie invasive dello Stato nel quadro riportato dalla fonte. 8

Ciclo e riproduzione

Dal fusto, generalmente eretto o decombente, si sviluppano alla base brevi stoloni terminati da tuberi. La propagazione naturale produce così nuovi germogli attorno alla pianta madre, senza interventi del coltivatore. 4

Lo spadice segue l’organizzazione tipica delle Araceae: una zona femminile basale, una fascia sterile, una zona maschile biancastra e un’appendice terminale conica che occupa quasi un terzo della lunghezza complessiva. Rispetto a molte altre grandi alocasie, Alocasia odora riscalderebbe leggermente l’infiorescenza durante la notte. Il calore favorirebbe la diffusione del profumo, attirando gli impollinatori da distanze maggiori. 5

Per moltiplicarla in coltivazione si pratica soprattutto la divisione dei polloni basali o dei tuberi prodotti dagli stoloni. In un substrato caldo la ripresa è rapida. Si può anche seminare usando semi freschi mantenuti attorno a 24 °C, ma la germinazione è più lenta e meno affidabile. 5

Usi e rischi

Nel Sud-est asiatico e in India il rizoma cotto viene impiegato tradizionalmente contro disturbi di stomaco, dolori addominali, colera ed ernia. Per uso esterno la tradizione lo applica su ascessi e punture di insetti o morsi di serpente. In Vietnam la stessa preparazione è usata tradizionalmente anche contro il raffreddore: sono impieghi tradizionali, non indicazioni terapeutiche. 4 5

Tutte le parti crude contengono rafidi di ossalato di calcio, cristalli fortemente irritanti per le mucose. Uno studio clinico su ingestioni accidentali riferisce intorpidimento della lingua, forti dolori orali e, in un caso, ostruzione delle vie respiratorie superiori che ha richiesto intubazione. L’ASPCA considera il genere Alocasia tossico per gatti, cani e cavalli; i sintomi attesi sono irritazione orale, salivazione e difficoltà a deglutire. 7 6

In appartamento o in veranda riscaldata prevale l’impiego ornamentale. La pianta richiede temperature che non scendano sotto 15 °C, un limite più restrittivo rispetto a quello di Alocasia macrorrhizos. 3

Varietà, confusioni e piante affini

La forma compatta California, più piccola del tipo selvatico, circola anche con il vecchio nome commerciale Alocasia gageana. Oltre alla versione verde esistono forme variegate di bianco, California Variegata, e di giallo dorato, California Aurea Variegata. 1

Le piante con cui viene confusa più spesso sono:

  • Alocasia macrorrhizos, con seno fogliare ampiamente aperto e fiori poco profumati o inodori;
  • Colocasia esculenta, il vero taro commestibile, con foglie ricadenti e inserzione peltata più centrale;
  • Xanthosoma sagittifolium, un’altra grande Araceae alimentare venduta come orecchio di elefante.

Tra queste piante accomunate dalla stessa etichetta commerciale, l’inserzione semipeltata del picciolo e la fragranza notturna restano i due indizi più affidabili per confermare Alocasia odora.

Fonti principali

Domande frequenti

Perché Alocasia odora ha questo nome?

L’epiteto latino odora significa profumata e descrive il dolce profumo dell’infiorescenza, più intenso di notte. Questa caratteristica distingue la specie dalle altre grandi alocasie vendute come orecchie di elefante.

Come distinguere Alocasia odora da Alocasia macrorrhizos?

L’indizio più affidabile è l’inserzione del picciolo. In Alocasia odora una fascia di tessuto unisce i due lati della base cuoriforme: la foglia è semipeltata. In Alocasia macrorrhizos il seno rimane ampiamente aperto, senza tessuto tra i lobi.

Alocasia odora è tossica per cani e gatti?

Sì. L’ASPCA considera il genere Alocasia tossico per gatti, cani e cavalli. I rafidi di ossalato di calcio presenti nelle parti fresche causano irritazione orale e salivazione.

Si può mangiare Alocasia odora?

In alcune tradizioni alimentari e medicinali asiatiche il rizoma viene consumato dopo una lunga cottura destinata a eliminare i cristalli di ossalato di calcio. La pianta cruda resta fortemente irritante e può intorpidire la lingua.

Alocasia odora può stare all’aperto in clima temperato?

Solo nella stagione calda e senza gelo. La specie non sopporta a lungo temperature inferiori a 15 °C, un’esigenza più restrittiva di Alocasia macrorrhizos. Dall’autunno serve quindi un ambiente interno o una veranda riscaldata.

Che cos’è Alocasia gageana?

È un vecchio nome commerciale per una forma compatta di Alocasia odora, oggi associata alla cultivar California. Il nome scientifico accettato resta Alocasia odora.

Perché la mia Alocasia odora non fiorisce?

In casa la fioritura è occasionale e richiede una pianta adulta ben insediata in condizioni calde e luminose. L’assenza di fiori in una pianta giovane non indica un problema di coltivazione.

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Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.