Fiore di fuoco (Asclepias curassavica, )
Fiore di fuoco (Asclepias curassavica) è un suffrutice perenne delle Apocynaceae, sottofamiglia Asclepiadoideae, originario dell’America tropicale. Forma cespi eretti con fiori rossi e gialli e abbondante lattice bianco. Ospita i bruchi del monarca, ma contiene sostanze tossiche e richiede attenzione nella scelta degli ambienti in cui coltivarlo.
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Taken May 26, 2021 by Trap Hers (cc-by-sa)
Taken Dec 26, 2008 by Tela Botanica − Liliane Roubaudi (cc-by-sa)
Taken Feb 1, 2014 by Tela Botanica − Liliane Roubaudi (cc-by-sa)
Taken Oct 4, 2012 by Tela Botanica − Gérard Calbérac (cc-by-sa)
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Distribuzione mondiale
L’areale nativo di Asclepias curassavica resta poco definito: i botanici lo collocano nell’America tropicale, dal Messico alle Antille fino al Sud America. Coltivata nel mondo come ornamentale e pianta ospite delle farfalle, si è naturalizzata in gran parte delle regioni tropicali e subtropicali, dove può diventare un’infestante problematica.
- Autoctona3
- Introdotta4
- Invasiva2
- Messico
- Colombia
- Curaçao
- Stati Uniti (Florida)
- Riunione
- Taiwan
- Cina
- Australia
- Sudafrica
Esagoni: regioni in cui è presente la pianta. Punti verdi: area di origine.1
Identità
Fiore di fuoco (Asclepias curassavica L., 1753) è un suffrutice perenne delle Apocynaceae, nella sottofamiglia Asclepiadoideae che comprende le asclepiadi. 1 2
Il riferimento a Curaçao nel nome scientifico richiama l’isola delle Antille olandesi, ma l’origine esatta della pianta resta difficile da delimitare. I botanici la collocano nell’America tropicale senza individuare un luogo preciso. 6
I nomi inglesi bloodflower e tropical milkweed descrivono rispettivamente il rosso sangue della corolla e il lattice del genere Asclepias: una ferita su fusto o foglie libera una linfa bianca e lattiginosa. 3
Riconoscimento
Il cespo eretto e ramificato supera raramente 1 m di altezza e si allarga per 30–60 cm. I fusti sono flessibili e verde pallido; anche un piccolo taglio su un germoglio giovane fa fuoriuscire subito lattice bianco abbondante. 3 4
Foglie opposte, lanceolate e appuntite presentano una nervatura centrale evidente e una lunghezza di diversi centimetri. Il solo fogliame non permette di distinguerla con sicurezza dalle altre asclepiadi coltivate: la fioritura offre caratteri più decisivi. 3
Ogni ombrella riunisce 10–20 fiorellini con la struttura tipica delle asclepiadi: corolla rossa o porpora ripiegata verso il basso, sormontata da una corona di elementi gialli o arancioni che ospita il polline. Dopo la fioritura compaiono follicoli eretti e stretti, lunghi 5–10 cm. A maturità si aprono liberando semi bruni con un ciuffo sericeo trasportato lontano dal vento. 4
Tassonomia utile
Per questa specie molto commercializzata, i nomi botanici e quelli di vendita si sovrappongono da tempo. Tra i principali sinonimi riportati dai repertori tassonomici figurano:
- Asclepias nivea var. curassavica (L.) Kuntze, nome storico
- Asclepias curassavica var. concolor Krug & Urb., nome storico
- Asclepias curassavica f. flaviflora Tawada, nome storico
- Asclepias curassavica f. pallidiflora Griseb., nome storico
Un’omonimia può creare equivoci più seri: Asclepias curassavica Griseb., pubblicato nel 1874, riguarda in realtà un’altra specie ed è oggi considerato un nome applicato erroneamente. Negli ordini e nelle citazioni conviene usare il nome accettato con l’autorità completa, Asclepias curassavica L., 1753. 1 2
Habitat e distribuzione
Nell’areale nativo, ancora poco delimitato, la specie cresce negli incolti, lungo le strade e nei pascoli disturbati, dal livello del mare fino a quote medie. 3 6
La coltivazione come ornamentale e pianta ospite delle farfalle ne ha favorito la diffusione mondiale. È naturalizzata in molte zone tropicali e subtropicali: Florida, Hawaii, Taiwan, Cina meridionale, Africa australe e Australia orientale, dove figura tra le 200 piante più invasive del Queensland. 6
Nei climi temperati, compresa la Francia metropolitana, freddi prolungati sotto 5 °C distruggono la parte aerea e impediscono la ripresa. In tali condizioni viene coltivata in vaso da riparare o come annuale, anziché essere osservata allo stato spontaneo. 4
Ciclo e riproduzione
I bruchi di due farfalle Danainae, il monarca (Danaus plexippus) e la regina (Danaus gilippus), si nutrono quasi esclusivamente di foglie di asclepiadi. Consumando Asclepias curassavica accumulano cardenolidi e diventano a loro volta tossici per i predatori. 6
Dal seme nasce prima un fusto giovanile semplice, poi un cespo ramificato che nei climi caldi raggiunge la taglia adulta in due-tre mesi. Nel caldo tropicale la fioritura può proseguire quasi tutto l’anno; nei climi temperati si concentra soprattutto da giugno a ottobre. 3
La fecondazione dei fiori dà origine a follicoli eretti che maturano in diverse settimane. Una volta aperti liberano semi piumosi capaci di viaggiare a lungo nel vento. Questa dispersione efficiente contribuisce alla rapida naturalizzazione fuori dall’areale originario. 4
Usi e rischi
In giardino il fiore di fuoco viene usato soprattutto per aiuole soleggiate e per attirare farfalle, api e colibrì, favorendo l’impollinazione incrociata. La presenza dei colibrì riguarda naturalmente gli ambienti in cui questi uccelli vivono. 3
Glicosidi cardiotonici sono presenti in tutta la pianta. La voruscarina rappresenta da sola quasi il 40% dei cardenolidi fogliari. L’ASPCA classifica il genere Asclepias come tossico per gatti, cani e cavalli: l’ingestione causa vomito, salivazione e aritmie, fino a esiti fatali a dosi elevate, soprattutto nel bestiame che ne bruca grandi quantità. 5
Il lattice irrita anche pelle e occhi umani. La pianta è stata impiegata tradizionalmente come emetico e sostituto dell’ipecacuana, da cui il nome francese ipéca sauvage. Si tratta di un uso storico, non di un’indicazione all’impiego domestico. 3 7
Nelle regioni con inverni miti, come la Florida e il sud degli Stati Uniti, questa specie non autoctona pone un problema specifico per il monarca migratore. Senza gelo il fogliame persiste per tutto l’inverno, diversamente dalle asclepiadi locali. Il protozoo Ophryocystis elektroscirrha si accumula così sulle foglie tra una stagione e l’altra, anziché scomparire con la pianta ospite. I monarchi molto infetti migrano peggio, vivono meno a lungo e volano con minore efficienza. 8
Nei climi in cui la pianta non gela, il taglio autunnale riproduce artificialmente la dormienza invernale delle asclepiadi autoctone e limita l’accumulo del parassita per la stagione seguente. 8
Varietà, confusioni e piante affini
Le selezioni orticole differiscono soprattutto per intensità e tonalità dei fiori. Silky Gold riprende la forma interamente gialla descritta come Asclepias curassavica var. concolor, senza corolla rossa. Red Butterfly e Silky Deep Red accentuano invece i rossi e gli arancioni della forma selvatica. 4
L’asclepiade tuberosa, Asclepias tuberosa, è la specie con cui viene confusa più spesso: i fiori arancioni sono simili, ma il lattice è limpido e quasi incolore, mentre quello del fiore di fuoco resta bianco e lattiginoso. Gomphocarpus physocarpus si distingue per i follicoli rigonfi con peli morbidi, molto diversi da quelli lisci e affusolati di A. curassavica. 3
Prima dell’acquisto, osservare il colore del lattice e la forma dei follicoli permette di confermare l’identità con maggiore affidabilità rispetto al solo colore dei fiori.
Fonti principali
- Plants of the World Online / Kew, Asclepias curassavica L.
- International Plant Names Index, Asclepias curassavica L.
- Missouri Botanical Garden PlantFinder, Asclepias curassavica
- Royal Horticultural Society, Asclepias curassavica - Bloodflower
- ASPCA, Milkweed (Asclepias species) scheda sulla tossicità
- Environmental Weeds of Australia / Lucidcentral, Asclepias curassavica
- Plants For A Future, Asclepias curassavica
- Monarch Joint Venture, domande e risposte su Asclepias curassavica e i parassiti del monarca
Domande frequenti
Il fiore di fuoco è tossico per cani e gatti?
Sì. Tutta la pianta contiene glicosidi cardiotonici e l’ASPCA classifica il genere Asclepias come tossico per gatti, cani e cavalli. L’ingestione può causare vomito e alterazioni del ritmo cardiaco.
Perché a volte è sconsigliato nei giardini per i monarchi?
Nei climi miti non perde le foglie in inverno, a differenza delle asclepiadi locali. Il parassita Ophryocystis elektroscirrha può quindi accumularsi da una stagione all’altra invece di scomparire con la pianta ospite, indebolendo i monarchi.
Può passare l’inverno all’aperto nei climi temperati?
Solo nelle zone costiere più miti. La pianta tollera male temperature sotto 5 °C ed è danneggiata dai primi freddi; dove gli inverni sono freddi si coltiva in vaso da riparare o come annuale.
Come distinguere Asclepias curassavica da Asclepias tuberosa?
Dal lattice: quello di Asclepias curassavica è sempre bianco e lattiginoso, mentre quello di Asclepias tuberosa è limpido e quasi incolore. I fiori arancioni delle due specie sono invece più simili.
Il fiore di fuoco è invasivo?
Lo è in varie regioni tropicali e subtropicali, tra cui l’Australia, dove figura tra le piante più invasive del Queensland. Nella Francia metropolitana il clima impedisce una naturalizzazione durevole.
I bruchi di monarca distruggono la pianta?
Se le deposizioni sono numerose possono defogliare un cespo in pochi giorni, ma la pianta ricaccia generalmente dalla base. Avere più esemplari limita l’impatto di una colonizzazione massiccia.
L’epiteto curassavica rimanda davvero all’isola di Curaçao?
L’epiteto richiama l’isola, ma il legame resta incerto. I botanici non hanno definito con certezza l’origine esatta della specie, che collocano più ampiamente nell’America tropicale.
Piante simili
Se hai dubbi sulla tossicità di una pianta, chiedi consiglio a un botanico o a un veterinario.







