Oleandro (Nerium oleander, L. 1753)

L'oleandro (Nerium oleander L.) è un arbusto o piccolo albero sempreverde delle Apocynaceae, nativo secondo POWO/WCVP dal bacino del Mediterraneo fino al Myanmar, Italia compresa. Coltivatissimo per la fioritura e la resistenza alla siccità, va riconosciuto prima di tutto come pianta a rischio: tutte le parti e tutte le varietà sono tossiche per la presenza di glicosidi cardioattivi.

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Nome scientificoNerium oleander
GenereNerium
FamigliaApocynaceae
OrdineGentianales

Rose bay, Oleander e Rose-laurel

Identità
Tossicità
Grave tossicità cardiaca; tutte le parti e tutte le varietà sono tossicheumani, inclusi bambini, gatti, cani e cavalli
Impegno di cura
Moderato
Tipo di pianta
Arbusto sempreverde · Piccolo albero · Ornamentale · Pianta tossica
Tipo di foglie
Sempreverde
Durata della vita
Vivace
Paese d'origine
Francia mediterraneaCorsicaSpagnaItaliaGreciaTurchiaIranIndiaMyanmar (Birmania)
Habitat
Corsi d'acqua rocciosi stagionalmente asciutti, pieno sole o mezz'ombra luminosa; molto coltivato in siepi, vasi e giardini costieri.
Stagionalità
Fioritura
PrimaveraEstate
Crescita
Ciclo
Vivace
Dormienza
Nessun periodo di riposo
Velocità di crescita
7/10
Tempo di maturazione
Fioritura su arbusto ben insediato
Propagazione
Talea di fusto, Semina
Clima e acqua
Temperatura
Resistenza al freddo
Resistenza al vento
Buona nei climi costieri, proteggendo gli esemplari giovani
Umidità
30–70 %
Irrigazione
Molto poca
Poca
Moderata
Elevata
Molto elevata
Tolleranza alla siccità
Sì
Suolo
pH del suolo
Tipi di terreno
Suolo drenato, Terre franca, Sabbia, Terreno roccioso poco profondo
Tolleranza al sale
Tollerato
Luce e posizione
Esposizione luminosa

Offrile alcune ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino o alla sera.

Indicazioni sulla luce
Pieno sole o mezz'ombra luminosa
Interno
Veranda, Serra
Esterno
Aiuola a pieno sole, Contenitore, Terra piena, Balcone riparato
Vasi
Grande contenitore drenante, Terracotta
Aspetto
Altezza1.5–6 mLarghezza3 m
Foglie
Verde
Fiori
RosaBiancoRossoGialloCrema
Frutti
VerdeMarrone
Portamento
Oleandro (Nerium oleander): origine e usi — portamento 1
Corteccia
VerdeMarrone

Distribuzione mondiale

POWO/WCVP indica un areale nativo che va dal bacino del Mediterraneo al Myanmar, con Francia, Corsica e Italia comprese. La specie è introdotta in molte regioni calde; per la Francia metropolitana non è registrato alcuno status di specie invasiva.

  • Autoctona9
  • Introdotta4
  • Francia mediterranea
  • Corsica
  • Spagna
  • Italia
  • Grecia
  • Turchia
  • Iran
  • India
  • Myanmar
  • California
  • Hawaii
  • Giappone
  • Nuovo Galles del Sud

Esagoni: regioni con fonte. Punti verdi: area nativa. Status secondo POWO (Kew).

Identità

L'oleandro (Nerium oleander L., 1753) è una specie accettata del genere Nerium, famiglia delle Apocynaceae. POWO/WCVP gli attribuisce un areale nativo molto esteso, dal bacino del Mediterraneo al Myanmar, e i dati Trefle consultati riportano lo stesso taxon accettato con l'autorità linneana. 1 2 3

In francese la pianta si chiama laurier-rose, e in inglese circolano oleander, rose bay e rose-laurel. Quel richiamo all'alloro, forte nel nome francese, è fuorviante: non si tratta dell'alloro da cucina, e la somiglianza del nome non deve mai portare a un uso alimentare. 4 5

Qui l'oleandro viene trattato come pianta ornamentale con un forte problema di sicurezza, non come pianta alimentare o medicinale. Le fonti consultate ricordano usi storici o tradizionali, che però non diventano in nessun caso un consiglio d'impiego. 6 7

Riconoscimento

Arbusto o piccolo albero sempreverde, Nerium oleander viene spesso allevato a cespuglio arrotondato, a siepe o in un grande vaso. Kew lo descrive come un arbusto che può arrivare a circa 6 m; per le piante da paesaggio NC State indica un'altezza di circa 1,5-6 m e una larghezza di circa 1,8-3 m. 6 8

Le foglie sono semplici, coriacee, strette e a margine intero, opposte oppure riunite a 3 o 4 per nodo, con una nervatura centrale molto evidente. Questo fogliame persistente, lineare-lanceolato, è uno degli indizi più affidabili quando la pianta non è fiorita. 8 6

I fiori sono riuniti in cime terminali. Hanno forma tubulosa con cinque lobi e nelle forme spontanee sono di solito rosa, mentre le cultivar possono essere bianche, crema, gialle, salmone, rosse o doppie. Il frutto è una coppia di follicoli allungati che si aprono liberando semi provvisti di peli. 8 6

Tassonomia e nomi affini

Come riferimento stabile vale il binomio Nerium oleander L. Il WCVP elenca numerosi sinonimi, tra cui Nerium indicum, Nerium odorum, Oleander vulgaris e diverse varietà orticole storiche. Questi nomi spiegano la varietà delle etichette, ma non sostituiscono il nome accettato nei repertori tassonomici francesi e internazionali. 1 2 3 9

Sul fronte dei nomi comuni serve cautela. La SFMU ricorda che in francese la parola "laurier" compare nel nome di piante molto diverse: l'oleandro, il lauroceraso, l'alloro e il viburno tino. Solo l'alloro è l'aromatico di uso comune in cucina; l'oleandro è una Apocynaceae cardiotossica. 5

Nomi commerciali come bianco, rosa, doppio, nano o giallo non indicano specie separate, né forme più sicure. L'ANSES precisa in modo esplicito che tutte le varietà sono tossiche. 7 8

Habitat e distribuzione

Per POWO/WCVP l'areale nativo di Nerium oleander si estende dal bacino del Mediterraneo al Myanmar e comprende anche l'Italia, la Francia e la Corsica. L'EPPO lo sintetizza come specie nativa della regione mediterranea, dell'Asia occidentale, dell'Himalaya, dell'India, del Myanmar e del Sahel nigerino. 1 4

Kew ne descrive l'ecologia come quella dei corsi d'acqua rocciosi, asciutti per parte dell'anno, in pieno sole. Il paradosso è solo apparente e racconta bene la pianta: in giardino sopporta la siccità, ma in natura segue spesso forre e greti di torrenti temporanei. 6

Fuori dal suo areale d'origine la specie è ampiamente introdotta e coltivata nelle regioni calde, aride o costiere. I dati Trefle e POWO citano molti territori di introduzione, ma le fonti consultate non giustificano l'attribuzione di uno status di specie invasiva per la Francia metropolitana. 1 3 10

Coltivazione ornamentale

Si pianta per la fioritura, per lo schermo sempreverde e per la tolleranza al sole, alla siccità, alla salsedine e a certi suoli poveri. Kew e NC State lo descrivono come pianta da pieno sole o mezz'ombra luminosa, adatta ai climi miti, alle siepi, ai grandi vasi e ai giardini costieri. 6 8

In Italia, dove le zone di rusticità vanno all'incirca dalla 7 alla 10, una specie delle zone USDA 8-10 si coltiva in piena terra lungo le coste e nelle regioni a inverno mite, mentre nelle zone più fredde del Nord e in quota il vaso con ricovero invernale riparato resta la scelta più prudente. Nei climi miti conviene soprattutto evitare i ristagni d'acqua, le potature drastiche subito prima del freddo e le posizioni in cui animali o bambini potrebbero masticare foglie, fiori o rametti. 8 6

La moltiplicazione per talea di fusto o per seme è possibile, ma non cambia il profilo di rischio. Una talea, un fiore appassito, una foglia secca o un ramo reciso restano materiale vegetale da trattare come tossico. 8 7

Tossicità

Per questa pianta la tossicità è la questione centrale. L'ANSES indica che l'oleandro è tossico se ingerito, che può essere mortale, che tutte le varietà sono tossiche e che il rischio riguarda ogni parte della pianta. MedlinePlus elenca fiori, foglie, fusti e rametti tra le parti che contengono sostanze tossiche. 7 11

Responsabili sono i glicosidi cardioattivi. ANSES e MedlinePlus citano in particolare l'oleandrina, la neriina o composti affini; l'ASPCA riassume il principio tossico come cardiac glycosides. Tra i segni riportati figurano disturbi digestivi, sonnolenza o agitazione, disturbi della vista, rallentamento del battito, aritmie, ipotensione, arresto cardiaco e morte. 12 7 11

Riguardo agli animali, l'ASPCA classifica Nerium oleander come tossico per cani, gatti e cavalli, e i dati ASPCA consultati riportano gli stessi tre destinatari. Anche NC State segnala il problema per gatti, cani, cavalli ed esseri umani. Questi dati giustificano quindi un livello di tossicità elevato per tutti questi gruppi. 12 13 8

L'oleandro non va bruciato, e i suoi rami non vanno usati come spiedini, tutori per ortaggi o legna per cucinare. Kew e NC State segnalano il rischio legato al fumo e all'inalazione durante la combustione, e le fonti francesi ricordano anche le pericolose confusioni con foglie usate in cucina o per le tisane. 6 8 5

Se c'è stata ingestione, anche solo sospetta, queste informazioni non servono a gestire l'esposizione: occorre rivolgersi subito a un medico, a un centro antiveleni o a un veterinario, a seconda dei casi. 7 11

Cultivar e confusioni

Tra le cultivar NC State cita 'Calypso', 'Hardy Pink' e 'Petite Pink'. Nei dati Perenual consultati compare anche una voce orticola 'Luteum Plenum'. Sono nomi utili per riconoscere le piante da giardino, ma senza un'etichetta completa non vanno presi come garanzie botaniche solide. 8 10

Sinonimi storici come Nerium indicum, Nerium odorum o Oleander vulgaris possono comparire in testi antichi, cataloghi o banche dati aggregate. In un contesto enciclopedico servono soprattutto a decifrare etichette e vecchie suddivisioni, non a creare specie distinte in giardino. 1 3

Più delle somiglianze di portamento contano le confusioni di nome. L'alloro si mangia; l'oleandro no. Anche olivo e oleandro possono accavallarsi per l'assonanza con la parola inglese "oleander", ma Nerium oleander non è Olea europaea. 5 4

Fonti principali

Domande frequenti

L'oleandro è commestibile?

No. Nessuna parte della pianta è commestibile. L'ANSES indica che tutte le parti e tutte le varietà sono tossiche, con rischio mortale in caso di ingestione.

L'oleandro è tossico per gatti, cani e cavalli?

Sì. L'ASPCA classifica Nerium oleander come tossico per cani, gatti e cavalli; le fonti veterinarie e mediche descrivono un meccanismo d'azione cardiaco.

Si possono bruciare i rami di oleandro?

No. NC State e Kew segnalano un rischio legato al fumo e all'inalazione durante la combustione. Gli scarti di potatura vanno smaltiti senza usarli per cucinare e senza bruciarli in casa o in giardino.

L'oleandro ha qualcosa a che fare con l'alloro?

No. L'alloro appartiene al genere Laurus e si usa in cucina; l'oleandro appartiene alle Apocynaceae e non va mai consumato.

L'oleandro è invasivo in Francia?

Per la Francia metropolitana non risulta alcuno status di specie esotica invasiva: POWO/WCVP include Francia e Corsica nell'areale nativo, e non è stato individuato uno status francese affidabile di specie invasiva.

Le varietà nane o a fiori bianchi sono meno tossiche?

No. Le fonti tossicologiche francesi indicano che tutte le varietà sono tossiche. Colore, taglia o fiore doppio non cambiano l'avvertenza.

Piante simili

Dati botanici compilati da fonti di riferimento (RHS, Kew Gardens, POWO). Il contenuto di questa scheda è indicativo e non sostituisce il parere di un botanico o di un veterinario in caso di dubbio sulla tossicità.